Figura del poeta maledetto, Verlaine viene riconosciuto come il maestro dei giovani poeti del suo tempo. La sua influenza sarà significativa e i posteri accoglieranno questa arte poetica verlainiana, «niente che vi è in lui pesa o posa», fatta di musicalità e della fluidità che gioca con i ritmi pari.

Il tono di molte delle sue poesie che combinano spesso malinconia e chiaroscuro, rivela, al di là della forma efficace di semplicità, una sensibilità profonda, che risuona con gli approcci di alcuni pittori impressionisti e musicisti come Reynaldo Hahn e Claude Debussy, i quali saranno presenti nella musica delle poesie di Verlaine.

Biografia

Paul-Marie Verlaine nasce a Metz. La famiglia di Verlaine appartiene alla piccola borghesia: il padre, come anche quello di un altro grande poeta, Arthur Rimbaud, era capitano nell'esercito. Sua madre conserverà per molto tempo sopra il camino i vasi con i feti dei suoi precedenti figli perduti per aborto spontaneo.

Verlaine si trasferisce con la famiglia a Parigi (1850) dove studia nel collegio Institution Landry (oggi Liceo Condorcet); i risultati scolastici non sono eccellenti ma il contatto con la letteratura lo affascina. Nel 1862, dopo aver conseguito il baccalaureato in lettere s'iscrive alla facoltà di giurisprudenza, che però ben presto dovrà abbandonare. Successivamente trova un impiego al comune. Frequenta i café e i salotti letterari parigini. Nel 1866 collabora al primo Parnasse contemporain e pubblica i Poèmes saturniens. Vi si sente l'influenza di de Lisle e soprattutto di Charles Baudelaire, poeta che segue come lui il movimento decadentista con le celebri poesie Spleen ed Elevation, mentre vi si annuncia già lo "sforzo verso l'Espressione, verso la Sensazione raffigurata" (dalla lettera a Stéphane Mallarmé del 22 novembre 1866) che caratterizza la sua migliore poesia.

Nel 1869, le Fêtes galantes, delle fantasie che evocano il XVIII secolo di Jean-Antoine Watteau, confermano questo orientamento. Nel 1870 sposa Mathilde Mauté, per la quale pubblica La Bonne Chanson.La Bonne Chanson, interamente ispirata e dedicata alla moglie Mathilde Mauté, viene elogiata da Banville che la definisce "un delizioso mazzo di fiori poetici", mentre Victor Hugo, anche stimandone e apprezzandone il valore poetico, molto realisticamente, con una punta d'ironia, la definisce "un fiore nell'obice". L'atmosfera e i presagi che si stavano addensando di certo non erano dei più propizi per Parigi e per la Francia intera.Lo stesso anno la Francia dichiara la guerra alla Prussia; Parigi è assediata, il secondo impero francese si sfascia e il nuovo Impero tedesco viene proclamato a Versailles. L'Alsazia, la Lorena germanofona e Metz sono cedute alla Germania. Nel 1871 partecipa alla Comune di Parigi,La Comune di Parigi è repressa in un bagno di sangue dal governo d'Adolphe Thiers, insediatosi a Versailles. Verlaine lascia Parigi con sua moglie per timore di rappresaglie, e poco tempo dopo ritorna a Parigi; perdendo perciò l'impiego, e nasce il figlio Georges.

Verlaine e i «Parnassiani» nel 1866

Verlaine è a quest'epoca legato al gruppo costituito attorno al giovane poeta Louis-Xavier de Ricard, incontrato nel 1863, che allora animava una rivista letteraria, filosofica e politica: la Revue du Progrès moral, littéraire, scientifique et artistique, nella quale Verlaine pubblica la sua prima poesia nell'agosto dello stesso anno: Monsieur Prudhomme, poco prima che la rivista non sia interdetta dalla censura imperiale, e il suo direttore condannato a otto mesi di prigione (nel marzo 1864) per avere oltraggiato la morale religiosa e avere trattato, senza autorizzazione, di economia politica e socialeCf. Jacques-Henry Bornecque, Études verlainiennes. Les Poèmes saturniens, Nizet, Paris, 1952, pp.41-42, et Jacques Robichez, «Introduction aux Poèmes saturniens », in Verlaine, Œuvres poétiques, Éditions Garnier, Paris, 1986, p. 3..

Quando esce dalla prigione di Sainte-Pélagie, Ricard apre un nuovo salon, politico e letterario, negli appartamenti di sua madre, dove frequenta, oltre a Verlaine e il suo amico (e futuro biografo) Edmond Lepelletier, Catulle Mendès, José Maria de Hérédia, François Coppée, Villiers de l'Isle-Adam e inoltre Anatole France-ThibaultJacques Robichez, in Verlaine, op. cit., p. 3.. I fratelli Edmond e Jules de Goncourt daranno nel loro Journal una descrizione poco idillica di questo cenacolo:

Un amico di Verlaine, il violinista e poeta dilettante Ernest Boutier, lo mette in contatto con un piccolo libraio specializzato nelle opere religiose, Alphonse Lemerre, che accetta di pubblicare, ma a spese dell'autore, le opere dei giovani poeti: questa collezione consacrata alla poesia contemporanea è inaugurata dall'uscita nel 1865 della prima raccolta di Ricard, Ciel, Rue et FoyerJ.-H. Bornecque, op. cit., pp. 43-44..

Ed è in questo mezzanino della libreria di Lemerre che si riunisce allora il gruppo costituito attorno a Ricard, che lancia lo stesso anno un'effimeraEssa conterà dieci dispense, scaglionate tra il novembre del 1865 e il gennaio del 1866 (cf. Jacques Roubichez, in Verlaine, op. cit., p. 4.) nuova rivista settimanale, esclusivamente letteraria: L'Art. Si difendono teorie artistiche diametralmente opposte a quelle promosse dalla Revue du Progrès: il culto della perfezione formale è celebre, allo stesso modo della teoria dell'«art pour l'art», ereditata dalla prefazione di Mademoiselle de Maupin di Théophile Gautier, dove il romanzo era stato vivamente criticato nel penultimo numero della Revue du ProgrèsIn un articolo di Émile Fortin sulla dispensa del febbraio del 1864 della rivista (cf. Jacques Robichez, in Verlaine, op. cit., p. 4.). Paul Verlaine pubblica due poesie in questa rivistaDans les bois (sotto il titolo di J'ai peur dans les bois) e Nevermore., e soprattutto un importante studio su Charles Baudelaire, considerato in modo particolare come il maestro della trasfigurazione poetica dei luoghi comuniCf. Martine Bercot, Introduction aux Poèmes saturniens, Le Livre de poche, Paris, 1996, p. 14. e ritenuto il poeta che accorda il primato alla sensazione piuttosto che alla parte intellettuale o alla parte affettiva dell'essere, «che sarà il fondamento stesso dell'arte verlainianaJacques Borel, in Verlaine, Œuvres poétiques complètes, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, Paris, 1962, p. 52..»

Dopo la scomparsa dellL'Art, è sotto l'impulso di Catulle Mendès che viene lanciato, in marzo 1866, una nouvelle revue: Le Parnasse contemporain. I poeti che pubblicano nella rivista condividono essenzialmente lo stesso rifiuto per la poesia sentimentale del periodo romantico (il quale Baudelaire chiamava «geremiadi lamartiniane»«jérémiades lamartiniennes» - Charles Baudelaire, cité par Martine Bercot, in Verlaine, op. cit., p. 6.), ma vedono nel gruppo che si riunisce nel mezzanino della libreria Lemerre una nuova scuola poetica, una scuola «parnassiana», risollevata largamente dall'illusione retrospettiva: «Catulle Mendès e Louis-Xavier de Ricard denunceranno l'idea falsa che una scuola fosse mai riunita questa costellazione instabile di giovani poeti usciti su Le Parnasse contemporain [...] intorno a principi condivisi di un intento estetico comune e definito», scrive Martine Bercot nell'introduzione alla sua edizione dei Poèmes saturniensop. cit., p. 6.. È così che nel 1898 Louis-Xavier de Ricard potrà scrivere nei suoi Petits Mémoires d'un Parnassien:

La relazione con Arthur Rimbaud

Nel 1871 appare nella sua vita il diciassettenne Arthur Rimbaud, che va a turbare la quotidianità borghese nella quale il poeta si è adagiato. Chiamato da Verlaine a cui ha inviato qualche lirica, Rimbaud comincia con lui una relazione fortemente intima e una vita di vagabondaggio. Verlaine lascia allora la moglie Mathilde Mauté e il figlio, Georges (nato il 28 ottobre 1871), per seguire il giovane poeta e compagno di vita in Inghilterra e in Belgio. Durante questi viaggi Verlaine scrive Romances sans paroles.Il mirabile universo delle Romances sans paroles tra le più belle riuscite impressioniste, è considerato dalla critica il capolavoro in assoluto di Verlaine.

Questa relazione tumultuosa termina dolorosamente: nel 1873, i due poeti sono a Londra. Verlaine abbandona tutto d'un tratto Rimbaud, affermando di voler tornare dalla moglie, deciso, se ella non lo riaccettasse, a spararsi. Trasloca quindi in un albergo a Bruxelles. Rimbaud lo raggiunge, persuaso che Verlaine non avrebbe avuto il coraggio di mettere fine ai suoi giorni. Nel momento in cui Rimbaud lo vuole lasciare, Verlaine, ubriaco, gli spara due colpi di pistola, ferendolo leggermente a un polso.Verlaine subito si pente del suo gesto, fino a supplicare Rimbaud di ucciderlo con la sua stessa pistola, ma poi questi spaventandosi quando Verlaine gli si fa avanti in piena strada, portando la sua mano di nuovo al revolver, fugge e lo denuncia alla polizia. Verlaine viene così incarcerato a Mons, mentre Rimbaud raggiunge la fattoria di famiglia a Roche, nelle Ardenne, dove scrive Una stagione all'inferno.

La conversione e il tentativo di "rientro nei ranghi"

Verlaine è condannato a due anni di prigione. Sebbene Rimbaud avesse dichiarato di non voler denunciare il suo compagno per essere stato ferito, Verlaine viene ugualmente condannato per il reato di sodomia. Egli avrebbe scontato la sua pena a Bruxelles e a Mons.Durante i suoi giorni in prigione elabora il materiale di una raccolta che non porterà mai termine, dal titolo Cellulairement. Lì riprende a leggere, con assiduità, i classici latini: soprattutto Virgilio e, tra i padri della Chiesa, Agostino d'Ippona:«Ce sublime congénère, dont j'étais ou me croyais alors l'infime succédané» (Paul Verlaine, Mes Prisons). Di questo passo, distrutto da un profondo sentimento di colpa e di desolazione (durante la detenzione egli apprende che sua moglie ha chiesto e ottenuto la separazione), si converte al cattolicesimo. Comincia allora a scrivere una serie di poesie colme di un duro e greve misticismo, solo in rari casi alleggerito dalla sua consueta grazia stilistica: gran parte di esse confluiranno nella raccolta Sagesse, edita senza successo nel 1880.

Alla sua uscita se ne torna in Inghilterra, e poi a Rethel, dove esercita temporaneamente l'incarico di professore. In questo periodo egli cerca di condurre una vita retta e sobria.

Nel 1883 muore di tifo, durante il servizio militare, Lucien Létinois, un giovane ragazzo che Verlaine aveva conosciuto durante la sua esperienza di insegnamento e di cui si era innamorato, per quanto non risulti tra di loro una relazione che andasse al di là di un puro affetto. Disperato, di nuovo privo di qualunque persona capace di consolarlo, Verlaine piange la morte dell'amante/figlio nella raccolta Amour (edita nel 1888) e cerca di nuovo conforto nell'alcol.

Grazie all'aiuto di alcuni amici, torna a pubblicare alcuni suoi versi nelle riviste letterarie parigine. Il suo stile elegante e innovativo e le sue idee in fatto di poesia destano l'attenzione dei giovani letterati. A rendergli il vero successo sarà la pubblicazione, nel 1884, del saggio I poeti maledetti, in cui Verlaine traccia degli acuti profili critici di tre grandi poeti incompresi del suo tempo, nonché amici, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé e Tristan Corbière. Insieme a Mallarmé, egli viene trattato come un maestro e un precursore dai poeti del simbolismo e dai decadenti.

Gli ultimi anni e la morte