Il Consolidated B-24 Liberator era un bombardiere pesante quadrimotore ad ala medio-alta (adottò un tipo di ala conosciuto come ala Davis, stretta ed allungata, che divenne una sua caratteristica distintiva insieme alla doppia deriva di forma ovale).
Il B-24 venne inizialmente sviluppato e prodotto dall'azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation nella prima parte degli anni quaranta, e durante la guerra, fu costruito su licenza anche da altre aziende come Douglas, Ford e North American.
Il Liberator è stato uno dei bombardieri statunitensi più importanti. Terminò la guerra come l'aereo da guerra statunitense costruito nel maggior numero di esemplari nella storia:. più di 18 000 esemplari..
Era, assieme al B-17 Flying Fortress, il bombardiere di punta dell'United States Army Air Force. Leggermente più capiente e veloce del B-17, il Liberator, però aveva una quota operativa più bassa e questo faceva sì che venisse colpito e abbattuto più di frequente, sia dall'antiaerea che dai caccia, nonostante il suo armamento difensivo, costituito da dieci mitragliatrici Browning M2 da 12,7 mm, lo rendesse una vera e propria fortezza volante.
I suoi comandi, tuttavia, erano pesanti da manovrare ed era impegnativo tenere il quadrimotore in formazione serrata. Inoltre, l'alta ala del tipo Davis risentiva pericolosamente degli atterraggi pesanti e degli ammaraggi, in quanto la fusoliera tendeva a spezzarsi..
La missione più nota dei Liberator fu quella contro i pozzi petroliferi di Ploiești, in Romania, del 1º agosto 1943, che si risolse in un disastro a causa della sequenza sbagliata delle ondate di attacco(Operazione Tidal Wave)..
Storia del progetto
Il progetto del Consolidated B-24 Liberator fu avviato all'inizio del 1939 su richiesta dell'United States Army Air Corps che voleva un bombardiere pesante più moderno e dotato di prestazioni più elevate del B-17. Fu il più diffuso bombardiere pesante alleato e la sua produzione (18.442 esemplari) fu la più elevata in assoluto tra i bombardieri della seconda guerra mondiale e tra i plurimotore in genere, record che detiene tuttora.
Era una macchina eccellente e versatile, ma non troppo amata dagli equipaggi: a differenza del suo predecessore B-17, incredibilmente robusto e in grado di tornare con parti vitali danneggiate gravemente, il B-24 non sopportava danni seri. Paradossalmente questo era dovuto alle sue avanzate caratteristiche strutturali (soprattutto dell'ala, progettata con profili laminari ed elevate caratteristiche aerodinamiche) che si traducevano in una debolezza intrinseca della struttura che, se colpita in punti di forza, poteva cedere completamente.
Il Terzo Reich dovette per la prima volta affrontare queste poderose macchine da guerra nel 1943. Per mesi lintelligence della Luftwaffe aveva fornito ai piloti notizie su questi quadrimotori, ma contrariamente a quel che si dice, i caccia monoposto Messerschmitt Bf 109 non riuscivano ad abbatterli senza subire gravi perdite. I tedeschi arrivarono ad equipaggiare i caccia con piccole cariche (50 kg) e a bombardare gli stormi di bombardieri per riuscire a fermarli.
Fu impiegato dalle forze armate statunitensi e da alcune aviazioni alleate durante la guerra praticamente ovunque, dall'Europa al Pacifico. Il Liberator è spesso confrontato con il contemporaneo Boeing B-17 Flying Fortress, rispetto a cui aveva velocità massima e raggio d'azione superiori, a parità di carico bellico e armamento difensivo. In generale però gli equipaggi e i vertici militari preferivano il Flying Fortress per la maggiore robustezza: il Liberator prendeva fuoco più facilmente a causa dei serbatoi posti nel dorso della fusoliera. Inoltre il Flying Fortress, più facile da pilotare, manteneva più facilmente la formazione combat box impiegata dai gruppi di bombardieri statunitensi a partire dalla fine del 1942 su sollecitazione del generale Curtis LeMay.
Nel 1938 lo United States Army Air Corps (USAAC) chiese alla Consolidated di produrre i Boeing B-17 Flying Fortress come parte del piano di potenziamento della produzione bellica denominato Project A. Il presidente della Consolidated, Reuben Fleet, dopo la visita allo stabilimento Boeing di Seattle propose invece all'USAAC un progetto alternativo alla Flying Fortress.
Nel gennaio del 1939 l'USAAC, con la specifica C-212, chiese formalmente alla Consolidated di progettare un bombardiere quadrimotore con autonomia di 3 000 mi (4 827 km), velocità massima di 300 mph (483 km/h), quota di tangenza di 35 000 ft (10 668 m) e carico bellico di 8 000 lb (3 629 kg)..
Il 30 marzo 1939 fu firmato il contratto che prevedeva il completamento del primo prototipo per la fine dell'anno. Il progetto, denominato Model 32 dalla Consolidated, era concettualmente moderno ma tecnicamente semplice.
Rispetto al Flying Fortress il Model 32 aveva una capacità di carico superiore, una fusoliera più corta e un'apertura alare maggiore di 1,80 m ma inferiore del 25% come superficie. Mentre il Flying Fortress usava motori radiali Wright R-1820 Cyclone a nove cilindri, per il Model 32 si pensò ai Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp a doppia stella di sette cilindri l'una con una potenza di 1 200 hp.
Il peso massimo al decollo previsto per il Model 32 era di 32.000 kg; all'epoca era uno degli aerei più pesanti. Per il Model 32 si decise di usare un'ala molto lunga e sottile e una coda con doppia deriva a disco simile a quella usate sull'idrovolante di linea bimotore Consolidated Model 31.
Il Model 32 fu il primo bombardiere statunitense con carrello triciclo, che permetteva un decollo più corto e facilitava le manovre a terra. Le prove in galleria del vento e con un Model 31 fornirono una gran quantità di dati sul comportamento in volo della nuova ala ad alto allungamento denominata "Davis".
Il prototipo Consolidated, denominato XB-24, volò per la prima volta il 29 dicembre 1939 dal Lindbergh Field di San Diego ai comandi del collaudatore della Consolidated William Wheatley.
I primi collaudi mostrarono subito la netta superiorità dell'XB-24 sul B-17 come velocità e raggio d'azione. Prima ancora del primo volo dellXB-24 erano arrivati i primi ordini: un primo ordine dell'agosto del 1939 dall'USAAC per trentasei aerei e uno di 120 per l'Armée de l'Air e un altro di 164 per la RAF, già in guerra contro la Germania.
Nel 1940 furono costruiti sette YB-24 e iniziarono i preparativi per la produzione di serie. I primi B-24 prodotti andarono alla RAF, compresi quelli ordinati dall'Armée de l'Air, poiché ormai la Francia era occupata. La RAF scelse il nome Liberator in riferimento al fatto che sarebbe stato usato per liberare l'Europa. L'USAAC decise di usare lo stesso nome.
In seguito la Consolidated costruì in numero limitato la versione B-24C, con motori turbocompressi invece che sovralimentati, distinguibili dalle gondole di forma ovale schiacciata tipiche di tutte le versioni successive del Liberator.
La prima versione prodotta in grande numero fu il B-24D, denominato Liberator III nella RAF, con maggiore capacità di carburante, un armamento difensivo di dieci mitragliatrici e un peso massimo al decollo di 27.000 kg, confrontabile coi britannici Short Stirling, Handley-Page Halifax ed Avro Lancaster.
Per aumentare la produzione dei Liberator la Consolidated triplicò le dimensioni del proprio stabilimento di San Diego in California e ne costruì un altro a Fort Worth in Texas. I B-24 furono costruiti anche dalla Douglas a Tulsa in Oklahoma, dalla North American a Dallas in Texas e dalla Ford a Willow Run presso Detroit, in uno stabilimento di 330.000 metri quadrati costruito appositamente e che raggiunse una produzione di 428 Liberator al mese.
I diversi stabilimenti erano identificati con un codice: Consolidated/San Diego, CO; Consolidated/Fort Worth, CF; Ford/Willow Run, FO; North American/Dallas, NT; Douglas/Tulsa, DT.
Nel 1943 entrò in servizio la versione B-24H con fusoliera allungata di 25 cm, autopilota, sistemi di puntamento e trasferimento del carburante migliorati e una torretta sul muso per migliorare la difesa da attacchi frontali dei caccia nemici. I B-24H vennero prodotti dalla Consolidated, dalla Douglas e dalla Ford mentre la North American produsse i B-24G, una versione leggermente diversa. Tutte, nell'agosto del 1943, passarono a produrre la nuova versione B-24J leggermente diversa. Le versioni successive B-24L e B-24M erano più leggere e con diverso armamento difensivo.
Durante la guerra la varietà di versioni del Liberator e le differenze tra aerei della stessa versione prodotti da ditte diverse causarono sempre più problemi di supporto logistico, soprattutto per la gestione delle parti di ricambio.
Nell'estate del 1944 North American, Douglas e lo stabilimento della Consolidated di Fort Worth smisero di produrre i Liberator, ma la produzione continuò negli stabilimenti della Consolidated di San Diego e della Ford a Willow Run, e questo ridusse i problemi logistici.
Vennero prodotti complessivamente 18.482 B-24 fino al settembre del 1945. Circa 12.000 Liberator entrarono in servizio nell'United States Army Air Forces (USAAF), l'United States Navy (US Navy) ricevette circa mille PB4Y-1 e 739 PBAY-2 Privateer, la RAF ricevette circa 2.100 B-24, che vennero impiegati da 46 Bomber Group e 41 Squadron, la Royal Canadian Air Force (RCAF) circa 1.200 B-24J, la Royal Australian Air Force (RAAF) 287 tra B-24J, B-24L e B-24M e la South African Air Force (SAAF) impiegò due squadroni di B-24 nel Mediterraneo.
Tecnica
Il Liberator era un bombardiere pesante quadrimotore ad ala alta e impennaggio di coda a doppia deriva a disco. L'intera ala era utilizzata come serbatoio di carburante.
Al centro della fusoliera, il Liberator aveva una stiva per bombe dalla capacità di 3.630 kg: la baia di lancio era divisa in due parti, anteriore e posteriore, ulteriormente divise da un passaggio interno che era parte della struttura portante di fusoliera.
La stiva bombe aveva dei portelli scorrevoli che aprendosi rientravano in fusoliera limitando la resistenza aerodinamica e permettendo quindi una maggiore velocità durante il passaggio sopra l'obiettivo. Il carico bellico poteva essere costituito da 4 bombe da 907 kg, 8 bombe da 454 kg, 12 bombe da 227 kg o 20 bombe da 45,4 kg.
I motori erano dei Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp a doppia stella di sette cilindri l'una con una potenza di 1.200 hp. Il carrello era triciclo con carrelli principali a ruota singola rientranti nelle ali e carrello anteriore a ruota singola rientrante nel muso.
L'accesso per l'equipaggio era nella parte posteriore dell'aereo; per arrivare alla cabina di pilotaggio il passaggio interno era molto stretto per persone con i paracadute, il che comprometteva la possibilità di salvarsi nel caso fosse stato necessario lanciarsi poiché era anche l'unica via di fuga. Per questo motivo il Liberator fu a volte soprannominato The Flying Coffin (la bara volante). Nonostante questo, a fine guerra le statistiche dimostrarono che in proporzione alle missioni eseguite c'erano state maggiori perdite tra gli equipaggi dei B-17 che dei B-24.
Una misura dell'attività bellica svolta dai B-24 è data dalle statistiche relative al suo impiego nel Pacifico: in tre anni, i bombardieri Consolidated sganciarono 635 000 tonnellate di bombe, mentre gli equipaggi dichiararono l'abbattimento di 4.189 aerei giapponesi..
Versioni Il Liberator, realizzato in numerose versioni e varianti derivate, venne utilizzato dalle forze aeree di diverse nazioni.
USAAF