Le stigmate o stimmate (in grafia antiquata stimate; ) sono le piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato di Gesù Cristo, provocate dai traumi subiti durante la Passione; per successiva estensione, indicano lesioni corporali che in particolari soggetti offrirebbero una riproduzione, temporanea o permanente, completa o parziale, delle piaghe di Cristo (o di altre conseguenze della Passione). In ulteriore traslato, con la parola "stigmate" si indicano i segni fisici, o psichici, o sociali, lasciati in individui o collettività da eventi avversi di varia natura.
Il termine ha origine dalla Lettera ai Galati di S. Paolo:
La Chiesa cattolica riconosce il fenomenoJean Guitton e Jean Jacques Antier, Poteri misteriosi della fede, Piemme, 1994, p. 171, ma non obbliga i fedeli a credervi con sentenza dogmatica o dottrinale. L'uso del termine "stigmatizzato" nelle lingue europee rimase raro fino al tardo XIX secolo.
Origine biblica Le prefigurazioni mistiche delle ferite del Cristo sarebbero presenti, secondo l'interpretazione della Chiesa, già in testi dell'Antico Testamento: nella sezione più antica del Libro dei Salmi, e nei libri dei profeti Isaia e Zaccaria:
Queste profezie risultano corrispondenti alle narrazioni evangeliche della Passione, secondo le quali i discepoli di Gesù poterono verificarle non tanto durante il supplizio di Gesù, quanto piuttosto nelle sue apparizioni come risorto. Un importante passo sulle stigmate proviene dal Vangelo di Giovanni, nel brano in cui si narra dell'incredulità di San Tommaso:
A questa domanda Gesù risponde:
Caratteristiche I casi noti di stigmatizzati mostrano spesso le cinque Sante Piaghe inflitte a Gesù, secondo i Vangeli, durante la Crocifissione: mani e piedi forati, costato trapassato. Alcuni santi stigmatizzati mostrano anche ferite sul capo simili a quelle causate dalla corona di spine, come santa Rita da Cascia. Altre stigmate riportate includono lacrime o sudore di sangue (riferimento a Lc ), e ferite sulla schiena come da flagellazione. Sono ricordati nella letteratura anche rari casi di stigmate luminose, come ad esempio quelle di santa Caterina de' Ricci., oppure casi di stigmate invisibili, come quelle di santa Maria Faustina Kowalska. Si riportano anche casi di stigmate divenute invisibili a seguito di un'espressa preghiera dello stigmatizzato.Mysteries, Marvels, Miracles in the Lives of Saints by Joan Carroll Cruz ISBN 9780895555410
Le stigmate mostrano un sanguinamento ricorrente, a tratti assente, spesso presente nel ricevere l'Eucaristia. Le ferite visibili restano fresche e senza infettarsi per lunghi periodi di tempo. In alcuni casi, il sangue emana un profumo noto come "odore di santità". Le stigmate stesse sono ritenute un segno visibile della sanità di una persona, della speciale grazia divina e dell'amore di Dio per le creature umane particolarmente sante. (disponibili su CO.RE)
Le stigmate sono spesso accompagnate anche da estasi mistica, in particolare fra il giovedì ed il venerdì pomeriggio.
Le cause Nel tentativo di spiegare l'origine del fenomeno stimmatico nei soggetti umani, sono state formulate molte ipotesi, raggruppate in tre tipi: fenomeno mistico fenomeno patologico frode volontaria
Mistica Nella teologia e mistica cristiana il soggetto riceve le stimmate quando entra (per grazia divina, indipendente dalla sua volontà) in uno stato di perfetta unione con Gesù sofferente, fino a identificarsi fisicamente con lui. Si deve notare che la manifestazione visibile delle stimmate sul corpo del soggetto non è l'unico caso affermato dalla dottrina; innumerevoli i casi di stimmate "nascoste" o "invisibili" riconosciute dalla Chiesa e descritti anche nell'agiografia, condizioni mistiche in cui il soggetto si sente egualmente unito con Gesù, sente in sé tutte le sue sofferenze e rivive intimamente la sua passione, senza che tutto ciò si manifesti fisicamente sul suo corpo. Sebbene questo fenomeno segni profondamente la dottrina cristiana, permangono a tutt'oggi molti dubbi sulla loro genesi. Dalle prime manifestazioni ascritte a San Francesco d'Assisi, l'interpretazione di queste manifestazioni, ritenute come la trasposizione sulla carne delle ferite inferte a Gesù sulla croce, è sempre vissuta nel contrasto tra la venerazione e l'accusa di superstizione. Molti santi stigmatizzati hanno sperimentato forti sospetti e isolamento, sottoposti a un controllo attento.
La Chiesa cattolica non si è mai pronunciata definitivamente di fronte a queste manifestazioni limitandosi a indagare singolarmente i soggetti che se ne dicevano portatori.Escluso l'imganno, si ammette la possibilità di un'origine naturale e una soprannaturale. Vedi Rosanna Brichetti Messori, Il Timone, n. 121, Marzo 2013, p. 56. Padre Agostino Gemelli, presidente dal 1937 al 1959 della Pontificia Accademia delle Scienze, asserì, nel contesto delle sue indagini su padre Pio, che San Francesco d'Assisi doveva essere considerato il solo stigmatizzato della storia cristiana, ovvero il solo in cui si potesse dimostrare un'origine divina di queste manifestazioni, pur non avendo alcuna prova scientifica e contraddicendo l'agiografia ecclesiastica.A. Gemelli, Le stimate di S. Francesco nel giudizio della scienza, in «Vita e Pensiero», X (1924), fasc. 10, pp. 580-603, p. 598, cit. in S. Luzzato, Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del Novecento, Torino, Einaudi, 2009 p. 181. La Chiesa infatti riconosce apertamente vari stigmatizzati.
Spiegazioni scientifiche Alcune ricerche attribuiscono le stigmate a cause di origine isterica o collegate a disturbi dissociativi di identità, in particolare alla combinazione di costrizione alimentare, stati mentali dissociativi e di auto-mutilazione, nel contesto di un credo religioso. Secondo queste ricerche, anoressie nervose presenterebbero spesso casi di auto-mutilazione simili alle stigmate come parte di un rituale tipico di un disturbo ossessivo compulsivo. Una relazione tra fame e auto-mutilazione è stato segnalato tra i prigionieri di guerra e durante le carestie. Uno studio psicoanalitico di Teresa Neumann ha suggerito che le sue stimmate possano essere il risultato di sintomi post-traumatici di stress espressi tramite automutilazioni inconsce.
Nel suo "Stigmate: un fenomeno medievale in età moderna", Edward Harrison indica, in uno studio di casi contemporanei, di non aver trovato prove che le stigmate siano di origine soprannaturale. Egli afferma che alcuni soggetti si siano stigmatizzati nel tentativo di soffrire con Cristo, come una forma di pietà, e altri accidentalmente, e che le loro manifestazioni sono state considerate erroneamente come stimmate. Harrison ha osservato che negli stigmatizzati il rapporto uomo-donna, che per molti secoli era stato dell'ordine di 7 a 1, era cambiato nel corso degli ultimi 100 anni in un rapporto di 5:4. La comparsa di stigmate è stata da lui correlata a momenti in cui storicamente la questione dell'autorità emergeva nella Chiesa. Inoltre ha affermato che solo nel secolo scorso sono stati stigmatizzati sacerdoti.
Dalle registrazioni dei disturbi fisici di San Francesco, il Dr. Edward Hartung ha affermato nel 1935 che questi erano attribuibili a problemi di salute. Hartung credeva che egli avesse una malattia dell'occhio nota come tracoma, oltre alla malaria quartana. Quest'ultima patologia coinvolge fegato, milza e stomaco, e causa dolore intenso alla vittima. Una complicazione della malaria quartana è un'emorragia di sangue nella pelle che si verifica di solito simmetricamente, così che ogni mano e piede ne sono colpiti in ugual misura. Se questo fosse il caso di San Francesco, sarebbe stato afflitto da ecchimosi che quindi appaiono come una ferita aperta come quella di Cristo.
Storiografia religiosa Nel corso dei secoli scorsi la storia odierna, e in particolar modo quella religiosa, ci ha presentato numerosi soggetti a cui si sarebbero manifestate le stigmate. Essi sono primariamente associate alla Chiesa cattolica, poiché molti santi stigmatizzati sono membri di ordini religiosi cattolici.Poulain, A. (1912). Mystical Stigmata. In The Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company. accesso July 1, 2008 from New Advent: https://www.newadvent.org/cathen/14294b.htm Inoltre studi recenti stimano che oltre l'80% dei santi stigmatizzati sono donne.Catholic cults and devotions: a psychological inquiry by Michael P. Carroll 1989 ISBN 0773506934 pages 80-84
Alla fine dell'Ottocento Antoine Imbert-Gourbeyre, un neurologo francese, in uno studio analiticoA. Imbert-Gourbeyre, La stigmatisation, l'extase divine et les miracles de Lourdes, Bellet, Clermont-Ferrand, 1873 e 1894 elencò 322 stigmatizzati, basandosi sugli Acta Sanctorum e sugli archivi ecclesiastici. Studi più recenti hanno aggiornato questo dato portando il numero delle persone stigmatizzate a 400 circaAnna Maria Turi, Stigmate e stigmatizzati, Edizioni Mediterranee, 1990, di cui solamente un piccolo numero viene considerato santo e risulta canonizzato.
Secondo uno studio del teologo francese Joachim Bouflet, gli stigmatizzati del XX secolo furono circa 200. La maggior parte di essi ha raggiunto tranquillamente la terza età, malgrado le stigmate. Il record di longevità spetta a Marie-July Jahenny, scomparsa nel 1941 a 91 anni. Al 1997, i santi con le stigmate canonizzati dalla Chiesa erano appena 7.
San Paolo
Il primo ad usare questo termine per simboleggiare la sua appartenenza a Gesù fu san Paolo nella Lettera ai Galati (D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo).. Nella stessa lettera, l'apostolo afferma:
Tuttavia si considera che le stigmate di san Paolo siano in particolare i molti segni ricevuti dalle mani dell'uomo durante i suoi viaggi:
San Francesco d'Assisi
Per la storiografia religiosa ufficiale il primo uomo a manifestare questi segni viene considerato San Francesco d'Assisi.
Secondo le agiografie, il 14 settembre 1224Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda maggiore XIII, 3,2, due anni prima della morte, mentre si trovava a pregare sul monte della Verna (luogo su cui in futuro sorgerà l'omonimo santuario), Francesco ebbe una visione al termine della quale gli erano comparse le stigmate: «sulle mani e sui piedi presenta delle ferite e delle escrescenze carnose, che ricordano dei chiodi e dai quali sanguina spesso». Sempre in questi testi si dice che il santo al fianco destro aveva una ferita, come quella di un colpo di lancia. Fino alla sua morte, comunque, Francesco cercò sempre di tenere nascoste le sue ferite.
Santa Caterina da Siena
La santa e Dottore della Chiesa avrebbe ricevuto le stimmate a Pisa, nella chiesa di Santa Cristina, il 1º aprile 1375, ma esse sarebbero divenute visibili solo al momento della sua morte.
Ben trentaquattro papi si occuparono delle stigmate della santa. Esse causarono una disputa fra i francescani e i domenicani, poiché papa Pio II le menzionò chiaramente nella bolla di canonizzazione del 1461, ma papa Sisto IV, francescano, non volle riconoscerle.
Infine, nel 1630, papa Urbano VIII confermò la validità delle stigmate di santa Caterina, e papa Benedetto XIII istituì la sua festa liturgica il 1º aprile proprio per ricordare questo evento.
Santa Caterina de' Ricci Secondo le testimonianze, la santa domenicana riviveva la Passione del Signore ogni settimana, dal mezzogiorno del giovedì fino alle quattro del venerdì. Durante questi eventi, i presenti potevano scorgere sul suo corpo i segni della flagellazione e della crocifissione.
Il 14 aprile 1542 ricevette le stigmate delle Cinque Piaghe, e successivamente anche quelle della corona di spine. Secondo i racconti, le cinque ferite erano luminose.
I segni rimasero visibili sul suo corpo incorrotto, che riposa nella basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci, a Prato.
Nel 2003, papa Giovanni Paolo II ricordò le stimmate di santa Caterina:
Santa Teresa d'Ávila