French Connection è un termine per descrivere l'insieme di tutti i gangster corso-marsigliesi che hanno preso parte alle esportazioni di eroina da Marsiglia fino al Nordamerica a partire dagli anni quaranta e deve il suo nome ad una famosa indagine della Squadra Narcotici della Polizia di New York portata a termine nel 1962 che sfociò nel sequestro record di 52 kg di eroina, la quale divenne oggetto di un libro di successo dello scrittore Robin Moore e di un film vincitore di cinque Premi Oscar.
Nonostante la credenza popolare, non si trattò di una sola organizzazione ma di una moltitudine di gruppi criminali di origine corsa, per lo più operanti a Marsiglia e a Nizza ma anche in città più piccole come Bordeaux e Le Havre. I protagonisti di questa losca attività furono i gangster corsi Antoine Guérini, Auguste Joseph Ricord, Jean Baptiste Croce, Paul Mondoloni, Marcel Francisci e Joseph Cesari (il "chimico" per la preparazione dell'eroina).
Storia Inizi
Negli anni cinquanta il governo italiano bandì la fabbricazione legale di eroina, poiché, dalle industrie farmaceutiche del Nord Italia, veniva spesso dirottata sui mercati illegali degli Stati Uniti da alcuni mafiosi italo-americani alle dipendenze del boss Charles "Lucky" Luciano. Per queste ragioni, la Unione Corsa (uno dei nomi utilizzati per indicare la mafia corsa), già attiva nel contrabbando di sigarette estere nel Mediterraneo, organizzò sistematicamente la raffinazione illegale dell'eroina a Marsiglia, che aveva come fonte l'esportatore libanese Sami El Khoury, il quale assicurava l'oppio dalla Turchia e lo faceva trasportare a Beirut per essere trasformato in morfina base, che veniva mandata a Marsiglia per la sua trasformazione finale in eroina attraverso marinai francesi che lavoravano su navi in partenza da Beirut, Aleppo o Istanbul.
Quattro "famiglie" corse controllavano quest'attività: il clan Guerini (guidato dal gangster Antoine Guerini e dai suoi fratelli Barthelemy, Francois e Pascal), il clan Venturi (guidato dai fratelli Dominique e Jean Venturi), il clan dei fratelli Joseph e Ferdinand Orsini ed, infine, quello guidato da Joseph Renucci (il quale, dopo la sua morte nel 1958, fu sostituito da Marcel Francisci e Paul Mondoloni che, a differenza degli altri, spostarono la propria base operativa a Parigi ma anche a Cuba). I clan Guerini e Venturi godevano della protezione di Gaston Defferre, sindaco di Marsiglia dal 1953 al 1986 e per due volte ministro della Repubblica francese. Un importante associato del clan Venturi nel traffico di eroina fu il gangster di origine laziale François Spirito, il quale strinse importanti accordi con la famiglia Lucchese ma fu arrestato a New York nel 1951 e rimpatriato in Francia, dove era ricercato per collaborazionismo.Alfred W. Coy, La politica dell'eroina, Rizzoli, 1973. Un altro ex collaborazionista della Gestapo francese latitante in Sud America, Auguste Joseph Ricord, contrabbandava eroina da Marsiglia verso gli Stati Uniti attraverso Argentina e Paraguay a partire dagli anni sessanta insieme a Joseph Orsini (anche lui collaborazionista latitante a New York, dove fu arrestato per traffico di droga insieme a Spirito ed infine rimpatriato nel 1958).
Il prodotto finito veniva venduto in gran parte ai mafiosi siciliani Pietro Davì, Rosario Mancino, Nick Gentile, Frank Coppola, Antonino Sorci e Salvatore Greco, detto «Totò il lungo» o «l'ingegnere», sempre associati a Lucky Luciano; era frequente il caso che essa raggiungeva in un primo tempo i porti di Palermo o NapoliMichele Pantaleone, Poi arrivò Lucky Luciano ed anche Napoli fu Cosa Nostra, da "I Siciliani", marzo 1983 quale base di partenza per l'America, dopo che la rivoluzione castrista a Cuba (1956-57) aveva privato i mafiosi siciliani ed americani di quell'importante centro di smistamento per l'eroina proveniente da Marsiglia; per il resto l'eroina veniva spedita direttamente dai trafficanti corsi in Canada e di là negli Stati Uniti, principalmente a New York o a Montréal, dove la "merce" veniva ritirata da fiduciari dell'organizzazione mafiosa che agivano alle dipendenze di Settimo Accardi ("soldato" della famiglia Genovese), dei fratelli Alberto e Vito Agueci (originari di Salemi) e di Johnny Papalia, "rappresentanti" canadesi della famiglia di Buffalo (guidata da Stefano Magaddino), i quali tennero i contatti da un lato con i mafiosi siciliani di Salemi e Castellammare del Golfo e dall'altro con i trafficanti italo-americani di Toronto, Detroit e New York, dove il consumo di eroina si era particolarmente diffuso in aree vulnerabili, come negli slums afroamericani e portoricani, ed aveva preso piede nei jazz club e nell'ambiente del jazz statunitense in genere; secondo stime delle autorità statunitensi, l'80-90% dell'eroina consumata all'epoca negli Stati Uniti proveniva appunto da Marsiglia.
Nel 1961 la Guardia di Finanza italiana, con la collaborazione del Federal Bureau of Narcotics americano e della polizia canadese, riuscì ad individuare ed arrestare questo nutrito gruppo di trafficanti in Italia, Francia, Stati Uniti e Canada che si erano raccolti intorno ai due fratelli palermitani Salvatore e Ugo Caneba (espulsi dagli USA nel 1954 e residenti a Roma) in collegamento con l'organizzazione statunitense-canadese di Agueci, Papalia ed Accardi, imbarcando a più fasi verso gli Stati Uniti non meno di 285 kg di eroina fornita dai corso-marsigliesi ed, in minima parte, prodotta in proprio in un laboratorio clandestino a Milano. Negli anni successivi, tutti gli arrestati riporteranno severe condanne da parte della giustizia italiana e statunitense.
Nel gennaio 1962, Lucky Luciano, sospettato di essere la mente dietro questa rete internazionale senza che fosse stato mai possibile incriminarlo, morì d'infarto all'aeroporto di Capodichino a Napoli.
Il 7 ottobre 1964 la Divisione Narcotici di Marsiglia arrestò il trafficante corso Joseph Cesari (detto "Monsieur Jo"), già coinvolto tre anni prima nell'indagine sull'organizzazione dei fratelli Caneba e considerato l'unico chimico in grado di raffinare eroina pura al 98%, il quale venne sorpreso con alcuni complici in una villa nei pressi di Aubagne in possesso di 115 kg di morfina base da raffinare e dell'attrezzatura necessaria. Cesari aveva imparato questa "tecnica" dal fratellastro Dominique Albertini, altro importante "chimico" dell'organizzazione che, già alla fine degli anni '30, aveva installato a Marsiglia il primo laboratorio clandestino di eroinaCatherine Lamour e Michel R. Lamberti, Il sistema mondiale della droga. La tossicomania come prodotto del capitalismo internazionale, Torino, Einaudi, 1973.Richard Berdin, Un tale chiamato Richard, Milano, Rizzoli, 1976..
Nel 1965 la Commissione d'inchiesta statunitense sul crimine organizzato presieduta dal senatore John Little McClellan giunse a queste conclusioni:
Secondo le stime della Commissione McClellan, dal 1954 al 1964 almeno 206 membri della Cosa Nostra statunitense furono condannati per traffico di stupefacenti grazie a mirate indagini sviluppate dal Federal Bureau of Narcotics (l'Ufficio Narcotici del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, allora diretto da Harry J. Anslinger): in percentuale, furono giudicati colpevoli di tale reato il 40% degli affiliati alla famiglia Lucchese, il 20% di appartenenti alla famiglia Gambino e il 19% della famiglia Genovese. Erano infatti finiti in carcere numerosi capi mafiosi che trafficavano stupefacenti in combutta con bande di spacciatori afroamericani ed ispanici operanti negli Stati Uniti: ad esempio, nel 1959, Vito Genovese (capo dell'omonima famiglia) fu condannato a 15 anni di carcere per essere stato a capo di un gruppo che contrabbandò nelle maggiori metropoli americane ben 160 kg di eroina fornita prevalentemente dai corsi via Cuba; nel 1960, Carmine Galante (sottocapo della famiglia Bonanno) fu arrestato insieme a John Ormento ("caporegime" della famiglia Lucchese) ed altri mafiosi italo-americani perché ritenuti a capo di una banda che importava grandi quantitativi di eroina dal Canada a New York grazie ad un accordo con l'organizzazione di Montréal guidata dai fratelli Giuseppe ("Pepe") e Vincenzo ("Vic") Cotroni, riforniti direttamente dai trafficanti corsi, tra cui spiccava Jean Venturi, residente nella città canadese dove svolgeva la professione di imprenditore, il quale era considerato dal Federal Bureau of Narcotics "il più grosso distributore francese di eroina negli USA" (infatti all'epoca, sempre secondo stime dell'Ufficio Narcotici statunitense, il 60% dell'eroina in entrata negli Stati Uniti passava appunto da Montréal).
Presunti rapporti con i servizi segreti e con l'omicidio Kennedy Con la complicità del maggiore Roger Trinquier e del colonnello Maurice Belleux dello SDECE (il servizio segreto francese), durante la Prima guerra d'Indocina (1946-54) alcuni gangster corsi costituirono piccole compagnie di charter nel Laos, soprannominate "Air opium", che trasportavano oppio fino a Saigon, dove veniva mandato a Marsiglia per essere raffinato in eroina.
Secondo diverse fonti, il Service d'Action Civique (SAC), il servizio d'ordine e braccio clandestino del partito gollista fondato nel 1960 da Jacques Foccart, Charles Pasqua e Achille Peretti, arruolò tra le sue file diversi gangster corsi coinvolti nel traffico di eroina (tra cui il famigerato Christian David, detto "Le Beau Serge"), i quali sarebbero stati utilizzati per missioni "sporche", come ad esempio l'infiltrazione tra le file dell'OAS e l'eliminazione dei suoi militanti o di altri personaggi scomodi.
Nel 1971 fu arrestato Andrè Labay, industriale e produttore cinematografico parigino (ma anche agente dello SDECE e della SAC), per aver organizzato spedizioni di almeno 233 kg di eroina dalla Francia a New York, in combutta con l'organizzazione dei gangster corsi Laurent Fiocconi e Jean Claude Kella, legati al clan Orsini: la droga era destinata a Louis Cirillo, un associato della famiglia Lucchese nel Bronx considerato il "fornitore di 1/6 dell'eroina consumata negli USA", anche lui arrestato e condannato a venticinque anni di carcere.
Nel 1972 Roger de Louette, un ex agente dello SDECE, fu condannato a 5 anni di carcere negli Stati Uniti per avervi introdotto eroina dal valore di 12 milioni di dollari ed affermò di aver agito alle dipendenze del colonnello dello SDECE Paul Fournier, che negò ogni accusa. Il governo francese però rifiutò l'estradizione di Fournier negli Stati Uniti.
Nel 1988 lo scrittore e sceneggiatore Stephen J. Rivele raccolse le confessioni dell'ex agente della SAC e trafficante di droga còrso Christian David (implicato nell'omicidio del commissario di polizia Maurice Galibert e nel misterioso rapimento dell'attivista marocchino Mehdi Ben Barka), il quale gli rivelò che nel 1963 la Cosa Nostra americana chiese aiuto per uccidere il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy al boss della mafia còrsa a Marsiglia, Antoine Guerini, che reclutò i tre killer Lucien Sarti, Sauveur Pironti e Roger Bocognani: da Marsiglia i tre sicari vennero condotti a Città del Messico, dove passarono un mese a preparare l'attentato; un corriere della mafia di Chicago li accompagnò al posto di confine di Brownsville, da dove entrarono in Texas con falsi passaporti italiani; a Dallas la mafia aveva affittato un alloggio per evitare che i tre fossero registrati in albergo e il giorno dell'attentato Pironti e Bocognani si appostarono in due caseggiati sul percorso di Kennedy mentre Sarti sulla collinetta di Grassy Knoll; compiuta la missione, i tre rimasero nascosti per dieci giorni negli Stati Uniti, poi tornarono a Marsiglia via Montréal.
Il caso "French Connection"