La (1180-1185) fu un conflitto combattuto tra i clan Taira e Minamoto nel tardo-periodo Heian in Giappone. Si concluse con la disfatta del clan Taira e la fondazione dello shogunato Kamakura con Minamoto no Yoritomo nel 1192.
Il nome "Genpei" (traslitterato a volte come Gempei) viene dalla lettura on'yomi dei kanji di e . Questo conflitto è anche conosciuto in giapponese come Nel nome "Guerra Jishō-Juei", il nome "Jishō" si riferisce al nengō (Ere del Giappone) dopo "Angen" e prima di "Yōwa." In altre parole, la guerra Jishō-Juei avvenne durante Jishō, che era il periodo di tempo che andava dagli anni tra il 1177 al 1181.Nel nome "guerra Jishō-Juei", il nome "Juei" si riferisce al nengō (Ere del Giappone) dopo "Yōwa" e prima di "Genryaku." In altre parole, la guerra Jishō-Juei avvenne durante Juei, che era il periodo di tempo che andava dall'anno 1182 al 1184. come le due ere tra cui ebbe luogo.
Premesse
La guerra Genpei fu il culmine di anni di lotte tra i clan Taira (Heike) e Minamoto (Genji) per il dominio della corte imperiale, e quindi, per il controllo del Giappone. Nella ribellione di Hōgen (1156) e nella rivolta Heiji (1160), i Minamoto avevano cercato di contrastare il potere dei Taira fallendo.
Nel 1180, Taira no Kiyomori fece salire al trono suo nipote Antoku, che all'epoca aveva solo due anni, dopo l'abdicazione dell'imperatore Takakura. Il figlio di Go-Shirakawa, il principe Mochihito, sentì che il suo diritto al trono gli stesse venendo negato e, con l'aiuto di Minamoto no Yorimasa, chiamò alle armi il clan Minamoto e i monasteri buddisti a maggio.
Nel giugno del 1180, Kiyomori spostò la capitale imperiale a Fukuhara-kyō, probabilmente con l'obiettivo di tenere la famiglia imperiale sotto il suo stretto controllo.
Primi anni di guerra
Le azioni di Taira no Kiyomori fecero sì che Minamoto no Yorimasa e il principe Mochihito chiamassero a raccolta le truppe. Non sapendo chi ci fosse dietro questa chiamata alle armi, Kiyomori cercò di arrestare Mochihito, che cercò protezione al tempio di Mii-dera. I monaci di Mii-dera non furono in grado di garantirgli sufficiente protezione, quindi fu costretto ad andare via. I Taira lo inseguirono fino al tempio di Byōdō-in, fuori Kyoto, e attaccarono e sconfissero le forze Minamoto nella prima battaglia di Uji (23 giugno 1180). La battaglia si concluse con il seppuku di Yorimasa dentro il Byōdō-in e la cattura ed esecuzione di Mochihito subito dopo.
A questo punto Minamoto no Yoritomo assunse il controllo del clan Minamoto e si mise in marcia con il suo esercito cercando di congiungersi con i propri alleati. Lasciò la provincia di Izu e si diresse verso il passo di Hakone dove fu intercettato e sconfitto da un esercito Taira al comando di Ōba Kagechika nella battaglia di Ishibashiyama (14 settembre 1180). Yoritomo si salvò ma fu costretto a riparare a Chiba per formare un nuovo esercito, poi si trinceró a Kamakura in ottobre. Quando fu pronto si ricongiunse con i Takeda e altre famiglie alleate provenienti dalle province di Kai e Kōzuke ai piedi del Fuji, nella provincia di Suruga, dove respinse l'esercito dei Taira nella battaglia di Fujigawa (9 novembre 1180), famosa per essere stata vinta senza combattere.
Yoritomo non fu l'unico a rispondere all'appello alla rivolta del principe Mochihito. A settembre, anche suo cugino Minamoto no Yoshinaka radunó un esercito sui monti Kiso dove era nato, così come suo zio Minamoto no Yukiie.
Nel frattempo, Taira no Kiyomori, che cercava vendetta contro i monaci del tempio di Mii-dera e di Byōdō-in, assediò Nara e bruciò buona parte della città.
A novembre la capitale viene nuovamente trasferita a Kyoto.
I combattimenti continuarono l'anno successivo, nel 1181: Il 25 aprile 1181 Minamoto no Yukiie tentò un attacco a sorpresa contro le forze guidate da Taira no Tomomori e Taira no Shigehira nella battaglia di Sunomatagawa (proncincia di Owari) venendo sconfitto. Successivamente Yukiie fu inseguito e nuovamente sconfitto nella battaglia di Yahagigawa; tuttavia queste vittorie Taira non furono decisive, infatti i vincitori non furono in grado di annientare il nemico e rinunciarono ad inseguirlo ulteriormente.
Taira no Kiyomori morì di malattia nella primavera del 1181 e gli successe alla guida del clan il figlio Taira no Munemori; nello stesso periodo in tutto il Giappone cominciò un periodo di carestia che sarebbe durato fino all'anno successivo. I Taira tentarono di attaccare Minamoto no Yoshinaka, un cugino di Yoritomo, che aveva invaso la proncincia di Echigo, ma senza successo. La guerra fu sospesa per circa due anni e fu ripresa nella primavera del 1183.
Il riscatto dei Minamoto Quando le condizioni migliorarono nel 1183, i Taira radunarono nuovamente le loro forze, gravemente diminuite dai combattimenti e dalla carestia, e reclutarono nuovi guerrieri dalle loro terre, con il rischio di prolungarla dato che la maggior parte dei coscritti erano contadini e per combattere venivano allontanati dai campi. L'esercito, forte di circa 40 000 uomini, partì da Kyoto il 10 marzo 1183 al comando di Taira no Koremori e si mosse contro Minamoto no Yoshinaka che occupava con le sue truppe alcune province nel nord.
Koremori assedió Yoshinaka per aprile e maggio nella fortezza di Hiuchiyama, a Echizen, riuscendo infine ad espugnarla. I difensori si ritirarono a nord e i Taira li inseguirono.
Giunto ai passi di montagna che collegano l'Honshū occidentale e orientale, Taira no Koremori divise le sue forze in due: una parte avrebbe dovuto attraversare il passo Kurikara nelle montagne Tonamiyama entrando nella provincia di Etchū da Kaga, mentre l'altra entrò nella provincia di Etchū da nord attraverso la provincia di Noto, ottenendo una piccola vittoria.
Il 2 giugno 1183 Minamoto no Yoshinaka tagliò la strada alle forze Taira che tentavano l'attraversamento del passo Kurikara, facendogli credere di avere molti più uomini di quanti ne avesse in realtà con lo stratagemma di innalzare un gran numero di bandiere. Al tramonto attaccó battaglia aggirando il nemico e prendendone alle spalle il corpo principale, in questo modo 5 000 guerrieri Minamoto, sfruttando il buio e il terreno di montagna riuscirono a sconfiggere un esercito di 40 000 nemici. La battaglia di Kurikara segna il punto di svolta della guerra a favore dei Minamoto.
Il nemico in fuga fu inseguito e sconfitto nuovamente nella battaglia di Shinohara. A quel punto l'esercito di Minamoto no Yoshinaka da nord e quello di Minamoto no Yukiie da est marciarono su Kyoto e il 28 agosto 1183 vi entrarono vittoriosi insieme all'ex imperatore Go-Shirakawa senza quasi incontrare resistenza.
Go-Shirakawa premió Yoshinaka con il titolo di Asahi Shogun (朝日 将軍 o 旭 将軍). Tuttavia, poiché il suo esercito saccheggiava Kyoto, l'ex imperatore gli ordinò di inseguire i Taira con l'obiettivo di far uscire l'esercito dalla capitale.
Taira no Munemori, capo del clan dalla morte di suo padre Kiyomori, guidò il suo esercito, insieme al giovane imperatore Antoku e alle insegne imperiali, nel Kyūshū, stabilendo inizialmente la capitale a Danzaifu. Furono costretti ad andarsene subito dopo dalle rivolte locali istigate da Go-Shirakawa e trasferirono la loro corte a Yashima (oggi Takamatsu), sull'isola di Shikoku.
Nei mesi successivi una forza di Minamoto no Yoshimasa al comando del suo più fedele vassallo Kanehira Imai assediò la fortezza di Fukuryūji, difesa dal vassallo dei Taira Kaneyasu Seno che morì nella battaglia, e la catturò.
Il 17 novembre 1183 un esercito inviato da Yoshinaka a Yashima attraverso il Mare Interno fu intercettato da Taira no Tomomori nella battaglia di Mizushima; I Taira, che avevano legato insieme le loro barche per creare una superficie piana su cui combattere, sconfissero gli attaccanti e li seguirono addirittura a terra grazie ai cavalli che avevano portato con loro sulle barche.
Prima della fine dell'anno anche Minamoto no Yukiie attaccò i Taira nella battaglia di Muroyama, venendo anch'esso duramente sconfitto.
Lotte interne ai Minamoto Minamoto no Yoshinaka voleva prendere il controllo del clan Minamoto dal cugino Yoritomo che lo aveva umiliato qualche tempo prima. Dopo la presa di Kyoto complottò con lo zio Minamoto no Yukiie per rapire l'imperatore Go-Shirakawa e stabilire il proprio governo sul Giappone contando sul “possesso” dell'imperatore per giustificare il proprio potere. Tuttavia Yukiie alla fine si ritirò dal piano e mise in guardia l'Imperatore dalle intenzioni di Yoshinaka.
Go-Shirakawa a sua volta avvertì Yoritomo che mandò i suoi due fratelli Yoshitsune e Noriyori, ma questi arrivano troppo tardi per impedire a Yoshinaka di portare a termine il suo piano.
All'inizio del 1184 Yoshinaka assediò il palazzo dell'Hōjūjidono, dove risiedeva l'imperatore a Kyoto, incendiò l'Hōjūjidono con frecce infuocate, sconfisse i sostenitori di Taira, i nobili della corte e i monaci guerrieri della capitale che lo difendevano e sequestrò Go-Shirakawa.
Nel frattempo l'esercito di Minamoto no Yoshitsune, Noriyori e Yukiie raggiunse la città costringendo Yoshinaka a ritirarsi oltre il fiume Uji e a distruggere il ponte per non farsi inseguire dai cugini proprio come aveva fatto Minamoto no Yorimasa quattro anni prima, ma come le forze di Taira. Nella seconda battaglia di Uji (19 febbraio 1184) la cavalleria e poi l'intero esercito di Yoshitsune attraversarono il fiume infliggendo una sconfitta a Yoshinaka e respingendolo lontano dalla capitale.
Due giorni dopo Minamoto no Yoshinaka, raggiunto dal vassallo Kanehira Imai e dalla moglie Tomoe Gozen affrontò le forze superiori di Noriyori e Yoshitsune nella battaglia di Awazu (21 febbraio 1184) trovando la morte in combattimento.
Fasi finali Approfittando delle faide interne dei Minamoto, i Taira ricostituirono un esercito e si spostarono nuovamente con l'imperatore stabilendo la corte a Fukuhara (attuale Kōbe).
Quando le forze dei Minamoto lasciarono Kyoto, i Taira iniziarono a consolidare le loro posizioni in una serie di siti intorno al Mare Interno, che era il loro territorio d'origine. Ricevettero numerose missive dall'Imperatore che offriva che, in caso si fossero arresi entro il settimo giorno del secondo mese, i Minamoto sarebbero stati disposti ad accettare una tregua. Questa era una farsa, poiché né i Minamoto né l'Imperatore avevano intenzione di aspettare fino all'ottavo giorno per attaccare.
Il primo obbiettivo dei Minamoto fu la fortezza di Ichi no Tani, a Fukuhara, una delle principali roccaforti Taira sull'isola di Honshu. Yoshitsune divise il suo esercito in due, facendo attaccare il fratello Noriyori frontalmente con il grosso dell'esercito mentre lui, con un drappello di non più di 100 cavalieri, scalava la montagna prendendo i difensori alle spalle, nella battaglia di Ichi-no-Tani (18 marzo 1184). la fortezza fu incendiata e conquistata dai Minamoto e dei due comandanti Taira no Tadanori e Taira no Shigehira il primo fu ucciso e il secondo catturato, tuttavia molti guerrieri Taira riuscirono a salpare con le navi e a fuggire a Yashima, dove i Minamoto, privi di una flotta, non potevano inseguirli.