La battaglia di Passchendaele (conosciuta anche come terza battaglia di Ypres) è stata combattuta durante la prima guerra mondiale, dai britannici e i loro alleati contro l'Impero tedesco. Avvenne sul fronte occidentale tra il 31 luglio e il 6 novembre 1917. L'obiettivo consisteva nel prendere possesso dei crinali meridionali e orientali nei pressi della città belga di Ypres nelle Fiandre Occidentali. Passchendaele si trova sull'ultimo crinale orientale rispetto a Ypres. L'avanzata faceva parte di un complesso insieme di operazioni che dovevano portare al controllo totale delle Fiandre. Lo scontro finale si sarebbe svolto nel saliente di Ypres, dove si sarebbero dovute riunire numerose truppe provenienti da diverse direzioni. Tra le operazioni pianificate era previsto anche uno sbarco sulle coste del Belgio presso Nieuwpoort, ancora in possesso dei tedeschi.

La resistenza della 4ª armata tedesca, il tempo insolitamente piovoso, l'arrivo dell'inverno e altri fattori permisero ai tedeschi di evitare una ritirata generale, che in ottobre era apparsa quasi inevitabile. In particolar modo ebbe grande importanza la disfatta di Caporetto delle truppe italiane, che costrinse i britannici e i francesi a inviare divisioni di rinforzo per evitare che l'Italia uscisse dal conflitto; di conseguenza il fronte di Ypres ne risentì.. La campagna terminò in novembre, quando le truppe canadesi catturarono PasschendaeleGilbert cita le truppe canadesi per rendere evidente la grande riluttanza dei civili a rispondere alla chiamata alle armi. Su un totale di uomini abili risposero solo in Gli altri riuscirono mediante scappatoie offerte dalla legge a chiedere l'esonero. Vedi: ..

Per le elevatissime perdite subite, i modesti risultati e l'incapacità dei generali britannici, la battaglia di Passchendaele nella storiografia britannica è sinonimo di fiasco militare, mentre Basil Liddell Hart l'ha definita "il più triste dramma della storia militare inglese"..

Antefatti Pianificazione dello sbarco a Middelkerke

Le ragioni della battaglia di Passchendaele vanno innanzitutto ricercate nella personalità del generale britannico Douglas Haig. Molti storici lo hanno sovente considerato un comandante particolarmente ottuso, privo d'inventiva e "conservatore"; in realtà, una volta diventato comandante della British Expeditionary Force (BEF) nel dicembre 1916, si adoperò sempre per innovare la strategia militare (fu lui a introdurre i carri armati sul campo di battaglia in occasione dello scontro sulla Somme).. La sua attenzione era fortemente rivolta al fronte occidentale e non aveva mai perso la speranza nello scontro frontale nelle Fiandre. Per questo nel 1917 elaborò un complesso piano studiato nei minimi dettagli che aveva come grande obiettivo lo sbarco nella zona costiera delle Fiandre e la conseguente "pulizia" del luogo; l'operazione doveva concludersi con una spinta in profondità contro Roeselare e Bruges, che poi avrebbe portato ad allacciarsi al saliente di Ypres, dove doveva svolgersi lo scontro finale..

Sin dalla nomina a comandante del BEF, Haig aveva intrattenuto una stretta collaborazione con l'ammiraglio della Royal Navy Reginald Bacon (all'epoca a capo della Dover Patrol), il quale infiammò facilmente il generale con l'idea originale di uno sbarco con mezzi anfibi. Nella primavera del 1917 Haig ordinò a Bacon di mettere a punto un piano dettagliato. Appena due mesi dopo l'ammiraglio propose di utilizzare sei pontoni armati e circa un centinaio di motovedette per far sbarcare novemila soldati nei pressi di Ostenda. A questo si sarebbe aggiunto un attacco verso nord-est proveniente dalla vicina città di Nieuwpoort che avrebbe offerto una protezione sul fianco destro. Dopo lo sbarco si sarebbero aggiunte alla guarnigione locale tre divisioni di fanteria, per poi attaccare Ostenda e annichilire il fianco destro dell'esercito tedesco.

Intervento di Hunter-Weston Haig rimase impressionato in modo così favorevole che decise di coinvolgere anche un veterano della Campagna di Gallipoli: il colonnello Aymler Hunter-Weston. Questi, però, sconvolse completamente i progetti sino ad allora elaborati. Hunter-Weston era infatti scettico riguardo al successo dell'operazione; riteneva che i tedeschi avessero preso troppe precauzioni onde evitare uno sbarco nemico e che quindi una sola azione sarebbe risultata troppo rischiosa e soggetta a fallimento. Chiese allora di organizzare una serie di manovre di sbarco su un tratto di costa più vicino a Nieuwpoort, precisamente nella zona di Middelkerke.. Poiché la prospettiva della costruzione di mezzi anfibi era ben lungi dal diventare reale (fondamentalmente perché mancavano materiali da costruzione, come l'acciaio, molto richiesto per incrementare le artiglierie, Bacon e Hunter-Weston proposero a Haig l'utilizzo di tre piattaforme galleggianti di circa 190 m, per trasportare ciascuna una divisione. Haig acconsentì entusiasta, anche perché in questo modo avrebbe potuto schierare i suoi beneamati carri armati.

Haig, Bacon e Hunter-Weston cominciarono a mettere in pratica i loro progetti innanzitutto modificando i carri armati per affrontare il terreno collinoso a ridosso della zona dello sbarco e poi dando inizio agli addestramenti dei soldati (furono allestiti due campi d'addestramento a Dover e a Le Clipon). Non senza interruzioni, alla fine la data dello sbarco fu fissata per l'8 agosto. Bacon e Hunter-Weston stabilirono la composizione delle unità: uomini, 9 carri armati, 12 cannoni da campagna, 6 obici d'assedio, tre sezioni mobili di mitragliatrici, 600 biciclette e 9 motociclette.

Interferenze del primo ministro britannico Un cambio di scena rischiò di mandare in fumo i propositi di Haig. Il primo ministro britannico David Lloyd George, decisamente alieno dalla mentalità "occidentalista" di Haig, tentò di dirottare le forze dal fronte di Ypres su quello italiano, convinto che aiutando il generale Luigi Cadorna contro gli austro-ungarici, avrebbe eliminato il principale alleato tedesco, potendosi poi dedicare al fronte del Belgio. Haig non nutriva alcuna stima nei confronti di Cadorna e riteneva inutili i suoi sforzi sul fronte dell'Isonzo. Alla fine riuscì a convincere il suo unico superiore (nonché buon amico), il capo di stato maggiore imperiale, generale William Robertson, a spiegare al primo ministro l'impossibilità della sua richiesta. Haig poté tornare a coltivare i suoi progetti di sbarco a Middelkerke.

Gli ammutinamenti nell'esercito francese

Nella battaglia di Passchendaele l'esercito britannico non poté contare molto su quello francese, segnato da uno degli episodi più delicati e critici della prima guerra mondiale. Il 27 maggio 1917 comuni fenomeni di diserzione si tramutarono in un vero e proprio ammutinamento generale. Sullo Chemin des Dames si ritirarono nelle retrovie soldati e alcuni arrivarono a occupare edifici dei quattro villaggi di Soissons, Villers-Cotterêts, Fère-en-Tardenois e Cœuvres rifiutandosi di tornare a combattere. Gli ammutinati tentarono di andarsene in treno dalla stazione di Fère-en-Tardenois, ma le vetture vennero bloccate. Il 1º giugno un reggimento di fanteria francese s'impadronì della città di Missy-aux-Bois nominando un "governo" pacifista.. Questa situazione durò una settimana, sino a quando le autorità militari, sotto il pugno di ferro del "generalissimo" Pétain, iniziarono gli arresti e i processi di massa. I tribunali militari giudicarono colpevoli soldati, ne condannarono a morte più di 400; ne furono fucilati 50 e i restanti costretti ai lavori forzati nelle colonie penali. Questa parentesi "rivoluzionaria" ebbe i suoi effetti positivi per i rivoltosi. Pétain introdusse immediate facilitazioni, come periodi di riposo più lunghi, congedi più frequenti e rancio migliore. Il 18 giugno così si rivolse ai suoi comandanti: Sei settimane dopo ogni forma di ammutinamento cessò. L'esperienza fece comprendere che i soldati non erano più disposti a sopportare ulteriormente una guerra di attacco e che si sarebbero limitati a mantenere le posizioni.. Il peso del fronte occidentale cadde sulle spalle dei britannici. Lo storico inglese John Keegan, in un articolo pubblicato il 13 maggio 1994 in "The Times Literary Supplement" intitolato "An Army downs tools", scrisse:

Battaglia di Messines: 21 maggio - 7 giugno

Nella battaglia di Messines, combattuta tra il 21 maggio e il 7 giugno 1917 nelle Fiandre, avvenne "l'azione più importante mai compiuta dalle squadre di minatori arrivate in Francia due anni e mezzo prima".. In un periodo di sei mesi, minatori britannici, canadesi e australiani avevano scavato numerose gallerie, nelle quali vennero poi piazzate diciannove mine, con un potenziale esplosivo pari a 500 tonnellate.

Lo scontro diretto risultò praticamente superfluo. Il generale a comando della spedizione era Herbert Plumer, noto per l'insolita umanità nei confronti delle vite dei suoi uomini (curiosamente, però, gli venne affidata la gestione del saliente di Ypres, uno dei teatri più sanguinosi della Grande Guerra). Plumer elaborò un piano che avrebbe indebolito notevolmente l'avversario prima dello scontro. Quando esplosero le mine (piazzate a 30 m sotto le trincee tedesche) l'effetto fu devastante e immediato: circa soldati tedeschi furono uccisi sul colpo o completamente sepolti, migliaia rimasero tramortiti e furono fatti prigionieri. Inoltre, subito dopo le deflagrazioni (che si sentirono chiaramente in tutta l'Inghilterra meridionale) seguì un bombardamento d'artiglieria di cannoni britannici. Quattro giorni dopo le esplosioni sotterranee, i tedeschi furono costretti ad abbandonare Wytschaete e Messines, spostandosi più a est. La ritirata fu eseguita con rapidità e precisione sotto la guida del principe Rupprecht di Baviera.

La battaglia di Messines, considerato un vero "capolavoro della guerra d'assedio", stranamente ebbe influssi negativi sulla successiva azione nelle Fiandre. Secondo lo studioso britannico Basil Liddell Hart, questo trionfo strategico portò a suscitare vane speranze riguardo a un'operazione che si rivelò completamente differente..

Svolgimento della battaglia

La battaglia di Passchendaele si frantumò da agosto a novembre 1917 in una serie di successive offensive britanniche con un gran numero di piccoli scontri, tutti combattuti con l'obiettivo di conquistare modeste posizioni tattiche intorno a Ypres, nella speranza da parte dell'alto comando alleato di riuscire a logorare progressivamente le forze tedesche al punto tale da provocarne il crollo.

Prima fase Nomina del generale Gough In seguito al vittorioso combattimento a Messines, Douglas Haig nominò come comandante della 2ª armata il generale Hubert Gough, che sostituì così Plumer, che tanto bene aveva saputo gestire lo scontro. Questo si rivelò un grave errore. Gough, giovane ufficiale di cavalleria, conosceva poco il saliente e sviluppò una strategia di attacco completamente diversa da quella elaborata in precedenza da Plumer.. Quest'ultima consisteva in una serie di modesti slanci di fanteria sotto copertura delle artiglierie campali, per conquistare i bassi crinali intorno a Ypres. Gough, invece, si prefisse obiettivi alquanto distanti e irrealistici che ritardarono l'offensiva. Questo cambiamento strategico, unito ai ritardi dovuti all'arrivo della 1ª armata francese comandata dal generale François Anthoine, posticipò lo scontro di ben sette settimane. In tal modo tutto il vantaggio ottenuto con il combattimento a Messines andò perduto e i tedeschi colsero al volo l'opportunità per organizzarsi, costruendo persino numerose postazioni fortificate in cemento armato. Di conseguenza, anche lo sbarco a Middelkerke venne posticipato al 24 agosto o, addirittura, al 6 settembre..

Battaglia di Pilckem: 31 luglio