La Chiave di Salomone (o Clavis Salomonis) è un antico testo di magia attribuito al re biblico Salomone. Il testo è stato redatto al Medioevo, ma deriverebbe da tradizioni più antiche, ed è considerato uno dei più influenti e misteriosi manoscritti nella storia dell'occultismo occidentale.
Spiega dettagliatamente quando, come, dove è meglio evocare i 72 principi infernali. Non è da confondere con la Piccola Chiave di Salomone, un testo analogo.
Manoscritti e storia testuale
La Chiave di Salomone è comunemente attribuita al re Salomone, figura leggendaria della tradizione giudaico-cristiana ed islamica. Si narra che Salomone avesse ricevuto conoscenze divine per dominare le forze della natura e comandare gli spiriti, un dono che gli avrebbe permesso di costruire il Tempio di Gerusalemme con l'aiuto di demoni sotto il suo controllo.
Nonostante questa attribuzione, non è certo se la redazione del testo risalga al tardo Medioevo oppure al Rinascimento italiano. Molti di questi grimori attribuiti a Re Salomone, infatti, vennero scritti in questo periodo, anche influenzati dai Sefer, cioè libri in ebraico molto più antichi (altomedievali) dei qabbalisti ebraici e degli alchimisti arabi, che a loro volta facevano spesso riferimento alla magia greco-romana del tardo mondo antico.
Versioni Esistono diverse versioni manoscritte (in seguito stampate clandestinamente) della Chiave di Salomone (), con diverse traduzioni, alcune con differenze minori e altre con grosse diversità e significative differenze nell'impostazione. L'archetipo dal quale sono stati tratti era probabilmente un testo latino o italiano del XIV o del XV secolo."non c'è motivo di attribuire la Chiave di Salomone, nella sua forma odierna, a un'età precedente al quattordicesimo o quindicesimo secolo." Arthur Edward Waite The Book of Black Magic p. 70
La maggior parte dei manoscritti esistenti datano al tardo XVI, XVII oppure XVIII secolo, ma esiste un manoscritto in greco, risalente al XV secolo (Harleian MS. 5596), strettamente associato a questo testo. Il manoscritto in greco viene menzionato come Il Trattato Magico di Salomone, e venne pubblicato da Armand Delatte nella Anecdota Atheniensia (Liége, 1927, pp. 397–445.) I suoi contenuti sono molto simili a quelli delle Clavicula, ed infatti potrebbe trattarsi del prototipo sul quale si basano i testi in italiano oppure in latino.
Un manoscritto in lingua italiana si trova nella Biblioteca Bodleiana con collocazione Michael MS 276. Un testo più antico in latino sopravvisse nella forma stampata, datata al 1600 circa (Università del Wisconsin-Madison, Memorial Library, Special Collections).
Esiste un certo numero di manoscritti in latino più tardo (del XVII secolo). Uno dei più antichi manoscritti esistenti (a parte il già citato Harleian 5596) è un testo tradotto in inglese dal titolo: The Clavicle of Solomon, revealed by Ptolomy the Grecian, datato al 1572. Esiste inoltre un numero di manoscritti in francese, tutti databili al XVIII secolo, con l'eccezione di uno datato al 1641 (P1641, ed. Dumas, 1980).
Altre versioni sono incluse in: Manoscritto Lansdowne 1202, intitolato Les vraies Clavicules du Roi Salomon, par Armadel, appartenente alla collezione Lansdowne, acquisita dal British Museum nel 1807 e confluita poi nella British Library. Manoscritto Harley 3981, un volume cartaceo di 99 pagine contenente numerosi diagrammi, il cui testo principale è intitolato La Clavicule de Salomon, Roy des Hebreux, traduite de la langue Hebraique en Italien, par Abraham Colorno, par Ordre de son Altesse Serenissime de Mantoue, et mise nouvellement en François; fu tradotta dall'ebraico all'italiano dall'ingegnere ebreo Abraham Colorno (al servizio dei Gonzaga di Mantova) e successivamente trasposta in francese.
Traduzioni ebraiche
Una traduzione ebraica del testo sopravvive in due versioni. La prima è custodita presso la British Library: è un manoscritto su pergamena, suddiviso fra i numeri di inventario BL Oriental MSS 6360 e 14759. Il manoscritto è stato datato al XVI secolo dal suo primo editore, Greenup (1912), ma al presente si ritiene che sia alquanto più recente, datandolo al XVII o al XVIII secolo Rohrbacher-Sticker, Jewish Studies quarterly, Volume 1, 1993/94 No. 3, with a follow-up article in the British Library Journal, Volume 21, 1995, p. 128-136. . La scoperta di una seconda versione del testo ebraico nella biblioteca di Samuel H. Gollancz fu resa nota da suo figlio Hermann Gollancz nel 1903; questi pubblicò un'edizione fac-simile del testo nel 1914Un'edizione fac-simile più recente di questo libro, Sepher Maphteah Shelomoh (Libro della Chiave di Salomone), è stato pubblicato nel 2008 da The Teitan Press. Esso riporta un'introduzione di Hermann Gollancz e una prefazione di Stephen Skinner.. Il manoscritto di Gollancz fu copiato a Amsterdam, in scrittura corsiva sefarditica ed è meno leggibile del testo della British Library. Il testo ebraico non è considerato l'originale. Si tratta piuttosto di un adattamento tardo giudaico di un testo latino o italiano. Il manoscritto della British Library è probabilmente l'archetipo della traduzione ebraica e il manoscritto di Gollancz una sua copia.
Un'edizione dei manoscritti latini della British Library fu pubblicata da S. L. MacGregor Mathers nel 1889. L.W. de Laurence pubblicò nel 1914 The Greater Key of Solomon, direttamente basato sull'edizione di Mathers, alla quale egli apportò modifiche nel tentativo di fare pubblicità alla sua attività di vendita per corrispondenza (ad esempio inserendo istruzioni del tipo "dopo aver bruciato mezzo cucchiaino da tè di Incenso del Tempio" assieme alle informazioni per ordinare l'incenso).
Contenuto Esso include istruzioni dettagliate di magia cerimoniale per evocare spiriti, realizzare talismani e compiere rituali magici. Si compone di due sezioni principali:
Preparativi magici.Questa parte spiega come il mago deve prepararsi per i rituali: Purificazione personale: attraverso digiuni, preghiere e abluzioni. Creazione di strumenti rituali: come pugnali, pentacoli e incensieri, ciascuno caricato di significato simbolico. Scelta del tempo e del luogo: basandosi su specifici giorni astrologici e fasi lunari.
Evocazione degli spiriti Fornisce formule e sigilli magici per evocare spiriti, angeli e demoni, per ottenere conoscenza, potere o protezione. Gli spiriti vengono invocati con l'uso di cerchi magici, incantesimi, simboli sacri, ricorrendo al linguaggio degli angeli o all'alfabeto Malachim.
Note
Voci correlate Codici nella Bibbia Cagliostro Giulio Cesare Scaligero Johannes Reuchlin John Dee Kabbalah Manoscritto Voynich Nostradamus Paracelso Pico della Mirandola Sefer ha-Bahir Talmud Tempio di Salomone Testamento di Salomone Zohar Il nome della rosa
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Demonologia cristiana Categoria:Grimori Categoria:Negromanzia Categoria:Salomone