Il cronografo (anche abbreviato in crono) è un cronometro con la specifica funzione “grafica” (più o meno aggiuntiva) in grado di registrare/rivelare il tempo misurato in modo arbitrario. Ovvero, è “un meccanismo in grado di misurare la durata di un fenomeno, a mezzo di una apposita lancetta che si può far partire quando il fenomeno stesso ha inizio e arrestare quando il fenomeno ha fine”.

La necessità di misurare il tempo a partire da un esatto istante, portò infatti all'elaborazione dei primi cronografi medicali, per misurare il battito cardiaco (su base 60 pulsazioni), o cronografi militari, per calcolare le distanze di balistica percorse dai proiettili sparati dall'artiglieria (sulla base della differenza tra momento dello sparo e dell'esplosione sul bersaglio) e più in generale, cronografi per misurare la produzione oraria di qualsiasi attività lavorativa/manifatturiera partendo dai dati unitari (tot pezzi al secondo = tot pezzi al minuto e all'ora).

Seppure nel linguaggio colloquiale si è soliti utilizzare in modo disinvolto le parole cronometro e cronografo come sinonimi, dal punto di vista tecnico, in orologeria sono due concetti differenti, in quanto, un qualsiasi segnatempo (non necessariamente cronografo), il quale ha superato positivamente i rigidi test di precisione (cronometria, appunto), affidabilità e costruzione, potrebbe ottenere la certificazione di “cronometro”, come ad esempio quella del COSC. Per cui, il termine cronometro (o chronomètre, in francese) non dovrebbe indicare il misuratore di precisione di un evento, ma un segnatempo certificato con particolare precisione (un orologio).

Le funzioni cronografiche possono essere integrate da apposite scale (sul rehaut del quadrante o sulla ghiera in lunetta) per consentire la lettura della velocità media (scala tachimetrica), del battito cardiaco (scala pulsometrica), la distanza da un evento percepibile (scala telemetrica). Allo stesso modo anche i “contatori” o subdials dei cronografi, possono avere diverse funzioni: originariamente i contaminuti graduati a 30 minuti, alcuni 45 minuti (per misurare il tempo di una partita di calcio). Col passare del tempo sono nati anche i sotto quadranti relativi al conteggio delle ore cronografiche. In altri cronografi specifici, il subdial dei minuti cronografici è diventato il timer per calcolare l'inizio delle regate.

Storia

Il primo tentativo, di misurare arbitrariamente una frazione di tempo, può essere attribuita a George Graham, grazie al “cronografo di Graham”, il quale però risultava una invenzione piuttosto macchinosa e poco precisa, anche per via dello scarso sviluppo tecnico dell'epoca, nel campo delle rilevazioni cronografiche.

Il “Contatore di terzi” di Louis Moinet è riconosciuto e attestato da numerose perizie indipendenti, come il primo cronografo della storia.

Iniziato nel 1815 e terminato nel 1816, si tratta di uno strumento di osservazione astronomica in cui la lancetta centrale, che compie un giro in 1 secondo, può essere avviata, arrestata e rimessa a zero da un pulsante dedicato; ed è completato da tre contatori: secondi, minuti e ore.

Louis Moinet può essere considerato inoltre il pioniere dell’alta frequenza in orologeria, dato che questo esemplare genera ben 216.000 vibrazioni all’ora, allo scopo di misurare fino a 1/60 di secondo. È attualmente conservato a Neuchâtel, in Svizzera.Prima di lui, l’orologiaio Hubert Sarton (1748-1828) aveva presentato alla società di emulazione di Liegi un “orologio cronometrografico” che potrebbe essere il precursore del cronografo moderno.

Si ritiene che John Arnold padre (1736-1799) abbia lavorato alla progettazione dei contatori necessari all’indicazione del 60° di secondo.La parola “chronographe” (cronografo) fu utilizzata per la prima volta in orologeria più tardi da Nicolas-Mathieu Rieussec (1781-1866), orologiaio impiantato a Parigi, che creò e fece brevettare nel 1821 un sistema di misurazione di tempi brevi, mediante un quadrante girevole con sopra una lancetta fissa provvista di un piccolo serbatoio di inchiostro. La traccia di inchiostro lasciata sul quadrante permetteva di determinare l’intervallo di tempo che si desiderava misurare. Da qui il termine cronografo, dal greco crono- (tempo) e -grafo (scrivo): scrivo il tempo.

Louis-Frédéric Perrelet (1781-1854) progettò nel 1827 un orologio con due lancette dei secondi, una delle quali poteva essere arrestata a piacimento. Premendo una seconda volta il relativo pulsante la lancetta riprendeva la posizione che avrebbe avuto se non fosse stata arrestata. È l’antesignano dei sistemi a rattrappante moderni.

Verso il 1836, Joseph Thaddeus Winnerl (1799-1886) inventò il cronografo rattrapante (detto anche sdoppiante): due lancette marciano sovrapposte, ma una delle due può essere bloccata per misurare un lasso di tempo mentre l'altra continua a marciare; dopodiché quella che era stata fermata può raggiungere di scatto quella marciante e riprendere a scorrere con questa.

Nel 1861 Henri-Ferréol Piguet, che lavorava per la maison Nicole & Capt a Londra, realizzò il primo cronografo moderno, orologio provvisto di lancetta supplementare comandata da un pulsante unico che azionava l’avvio, l’arresto e l’azzeramento. Nel 1862 Adolphe Nicole inventa il ritorno allo zero delle lancette cronografiche.

Nel 1868 Auguste Baude per la prima volta pose tutte le componenti del movimento deputate alle funzioni cronografiche nella parte del movimento visibile aprendo la cassa: si tratta di un'innovazione dal momento che fino a quel momento erano tutte collocate sul lato del movimento a contatto con il quadrante.

È del 1910 il primo cronografo da polso della storia, realizzato da Moeris. Nel 1914 Longines sviluppa un cronografo da banco in grado di misurare 1/10 di secondo, grazie ad un movimento ad alta frequenza con 36 000 alternanze orarie. Lo stesso anno Heuer realizza il primo cronografo da polso. Questa innovazione è seguita, nel 1916, da altri cronografi, realizzati da Longines e da Heuer (quest'ultimo chiamato Mikrograph) in grado di misurare fino a 1/100 di secondo. Negli stessi anni vengono prodotti anche i primi crono con due pulsanti separati: uno per l'avvio e l'arresto, l'altro per resettare il conteggio. Questi strumenti particolarmente evoluti si sono dimostrati estremamente efficaci per la rilevazione di tempi durante numerose competizioni sportive, tra cui anche i Giochi Olimpici.Nel 1936 Longines realizza uno dei primi cronografi “a ritorno” (o flyback, o in francese chiamati retour en vol ), funzione che consente di effettuare misurazioni senza dover azzerare il cronografo (il pulsante è a ore 4): premendo il pulsante di reset quando il cronografo è in funzione, si fa ripartire istantaneamente la misurazione da zero, saltando quindi il passaggio di stop e reset. Nel 1937 Mido realizza invece il primo cronografo impermeabile.

Nel 1969, Zenith, Seiko e il consorzio Chronomatic (composto da Breitling, Heuer-Leonidas, Hamilton-Buren e Dubois-Depraz) realizzano i primi cronografi automatici da polso.

Quello realizzato da Zenith (El Primero) fu il primo cronografo a carica automatica ad alta frequenza: con 36 000 alternanze l'ora (5 Hertz), in grado di misurare 1/10 di secondo.

Il movimento realizzato dal consorzio Chronomatic, invece, è un calibro modulare: cioè un movimento automatico solo tempo, che integra una piastra per svolgere le funzioni di cronografo.

Tipi di cronografo I movimenti cronografici si classificano in base a due caratteristiche di architettura del movimento che li differenziano:

Tipo di Innesto Verticale Orizzontale Pignone oscillante Tipo di Smistamento Ruota a colonne: si tratta del primo sistema utilizzato per lo smistamento (tutt’oggi ritenuto più ricercato e simbolo di maggior pregio) in cui un pignone dotato di colonne e rocchetto, ruotando e compiendo uno scatto, viene ingaggiato da una serie di leve, chiamate bascule che in base alla posizione nella quale verranno spostate con l’avvio, lo stop o l’azzeramento del cronografo renderanno possibili le regolari funzioni di cronografia, a seconda della posizione sulla colonna o sul vano. A camme leva: è un sistema più recente ed economico nella produzione e nella manutenzione, in quanto ritenuto più duraturo e poco sensibile a usura.

I cronografi sono distinguibili anche per i modi che adottano per comandare le funzioni cronografiche:

Cronografi monopulsante (i cronografi più vecchi adottavano questo sistema, e integravano il pulsante nella corona di carica): un solo pulsante gestiva le funzioni di avvio, arresto e reset del cronografo. Ciò significa che dopo un arresto il cronografo veniva sempre resettato, senza possibilità di far proseguire la misurazione. Esempio: calibro Longines 13.33Z Cronografi a due pulsanti: possono essere cronografi semplici o flyback. Un pulsante gestisce le funzioni di start e stop, e un altro quelle di reset. Esempio: Zenith El Primero, Valjoux 7750, calibro Chronomatic, Omega 321, Rolex 4130, Longines 13ZN (flyback), Blancpain F388B (flyback). Cronografi sdoppianti (o rattrapanti). I pulsanti solitamente sono tre: uno per lo start e stop, uno per il reset e uno per azionare la funzione cronografica sdoppiante. Esempio: Valjoux 84.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni Spiegazioni tecniche sui cronografi The Hipp Chronoscope, articolo di Thomas Schraven nel progetto VLP dell’Istituto Max-Planck di storia della scienza Pierre-Yves Donzé, “L’industrie suisse du chronographe”, su Watch Around (consultato il 19 marzo 2016)

Categoria:Orologi Categoria:Orologeria