Fu il padre di Maria de' Medici, regina consorte di Francia. Biografia Infanzia e famiglia
Figlio di Cosimo I de' Medici ed Eleonora di Toledo, fu chiamato così per un voto fatto dalla duchessa in occasione di un pellegrinaggio al santuario francescano della Verna.
Fin dal 1564 Francesco I fu reggente del ducato (granducato dal 1569) per conto del padre, il quale mantenne comunque il titolo e altre prerogative, tra cui la nomina delle cariche più importanti. Il 18 dicembre 1565 sposò Giovanna d'Austria (1548 - 1578), figlia di Ferdinando I d'Asburgo. Dopo la morte della prima moglie, Francesco si risposò con Bianca Cappello nel 1579. I due ebbero un figlio, Antonio (29 agosto 1576 - 2 maggio 1621), o secondo altre fonti, fu adottato dalla coppia. In ogni caso questo singolare individuo venne osteggiato dai suoi familiari e venne escluso dalla successione. La Cappello fu sempre invisa alla corte ed al fratello di Francesco, il cardinale Ferdinando I de' Medici, tanto che l'improvvisa morte della coppia, a distanza di un solo giorno l'uno dall'altra, ha fatto sospettare un avvelenamento ordinato dal cardinale stesso, mentre le cronache parlarono di cause legate a una malattia fulminante.
Granduca di Toscana Francesco, come il padre Cosimo, era incline al dispotismo, ma, al contrario di questi, non seppe mantenere l'indipendenza di Firenze e agì quasi come un semplice vassallo di suo suocero, l'imperatore del Sacro Romano Impero. Impaurito dalla congiura di Orazio Pucci e Piero Ridolfi e di altri nobili fiorentini nel 1575, fu spietato coi responsabili e con i loro appoggi, arrivando a dare il beneplacito, se non addirittura ad architettare, l'omicidio di due donne di casa Medici che intrattenevano rapporti con il partito antimediceo: la sorella Isabella de' Medici e la cognata Leonora Álvarez de Toledo, uccise dai rispettivi mariti a distanza di meno di una settimana in circostanze molto simili, accusate di adulterio.
Francesco inoltre non si interessò molto di politica e preferì lasciare le sorti del Granducato nelle mani dei numerosi funzionari dei quali si fidava ciecamente. Continuò a tassare pesantemente i propri sudditi al fine di versare un gran numero di tributi all'Impero.
Come i propri avi, Francesco I de' Medici fu un importante mecenate, favorendo molti artisti e dando incarico al Buontalenti di costruire una villa a Pratolino, dove egli stesso aveva acquistato una tenuta nel 1568. La villa, oggi perduta, fu costruita tra il 1569 ed il 1581 ed è ricordata come la più sfarzosa tra le ville medicee, edificata con l'intento di creare un ambiente fiabesco per la seconda moglie di Francesco, basato su canoni ermetici e conoscenze occulte.
Allo stesso Buontalenti affidò la progettazione della città-fortezza di Livorno, al fine di assicurare un adeguato sbocco a mare per i traffici del Granducato. Comprò Villa la Magia e tutti i possedimenti della villa sul monte Montalbano.
Era appassionato di alchimia e sensibile alle opere dei maggiori chimici e alchimisti del tempo. Suggestionato dalle porcellane cinesi importate in Occidente, volle ad ogni costo che fosse risolto il problema degli impasti per realizzarne una produzione locale, e nel Casino di San Marco in Firenze, sotto la direzione del Buontalenti, mise all'opera gli "arcanisti", partecipando egli stesso alle sperimentazioni, con lunghe frequentazioni in laboratorio. I tentativi ebbero successo e intorno al 1575 vedranno la luce le prime opere di porcellana a pasta vitrea mai realizzate in occidente, la cosiddetta "Porcellana dei Medici".
Famoso per questi studi è lo Studiolo che si fece realizzare da Giorgio Vasari in Palazzo Vecchio, dedicato a "... servire per un guardaroba di cose rare et pretiose, et per valuta et per arte, come sarebbe a dire Gioie, Medaglie, Pietre intagliate, cristalli lavorati e vasi..."
Nel 1585, ebbe l'onore di ospitare alla sua corte l'Ambasciata Tenshō, prima missione diplomatica giapponese in Europa, a cui fece visitare anche Pisa e Siena.
Morte controversa
La sera dell'8 ottobre 1587, dopo una giornata trascorsa in battuta di caccia insieme al fratello Ferdinando, Francesco I e Bianca cenarono presso la Villa di Poggio a Caiano, ma, prima Francesco e poi Bianca, si sentirono male e si misero presto a letto accusando febbre elevata e intermittente con episodi di vomito: undici giorni dopo erano morti entrambi, senza che l'uno sapesse dell'altra.
La morte fu attribuita dai contemporanei ad un attacco di malaria, una malattia molto diffusa nei secoli passati, in particolare nelle campagne della Toscana. Tuttavia fin da subito si sparsero voci che la coppia fosse stata avvelenata da Ferdinando del quale era nota l'avversione per Bianca e che ambiva a succedere al fratello prima che questi generasse un erede maschio.
Ferdinando da parte sua contribuì ad alimentare i sospetti creando una barriera di segretezza intorno alle due salme e assumendosi in prima persona la gestione diretta dell'avvenimento. Fece eseguire un'autopsia su entrambe e in modo apparentemente frettoloso ne dispose la sepoltura.
L'improvvisa e non chiarita morte dei due personaggi ha alimentato, nei secoli successivi, il fiorire di ipotesi e ricostruzioni, oltre a fornire l'ispirazione per opere letterarie.
Un'indagine portata a conclusione nel 2006 da un'équipe di studiosi dell'Università di Firenze, guidati dal tossicologo forense Francesco Mari, anche grazie al ritrovamento delle anfore contenenti i resti delle viscere di Bianca Cappello, e di presunti peli della barba di Francesco, ha condotto alla conclusione che l'avvelenamento da arsenico sia la più probabile causa della morte della coppia granducale.F. Mari et al., 2006 Anche tale conclusione, però, è stata quasi subito messa in dubbio da un altro gruppo di studiosi delle università di Pisa e Torino, guidati dallo storico della medicina Gino Fornaciari, secondo il quale le cause del decesso andrebbero invece effettivamente fatte risalire alla malaria, in quanto i reperti citati sarebbero stati scarsi e contaminati; inoltre nelle ossa riesumate dalle Cappelle medicee vennero ritrovate le tipiche proteine prodotte dal plasmodio della malaria.* Gino Fornaciari, Valentina Giuffra, Ezio Ferroglio e Raffaella Bianucci, Malaria Was "the Killer" of Francesco I de' Medici (1531-1587) (PDF), in The American Journal of Medicine, sezione a cura di Helle Mathiasen, vol. 123, n. 6, Amsterdam, Elsevier, giugno 2010, pp. 568-569, DOI:10.1016/j.amjmed.2009.12.020, PMID 20569768. URL consultato il 3 novembre 2023 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2010).*Gino Fornaciari, Valentina Giuffra, Ezio Ferroglio, Sarah Gino e Raffaella Bianucci, Plasmodium falciparum immunodetection in bone remains of members of the Renaissance Medici family (Florence, Italy, sixteenth century), in Transactions of the Royal Society of Tropical Medicine & Hygiene, vol. 104, n. 9, settembre 2010, pp. 583-587, DOI:10.1016/j.trstmh.2010.06.007. URL consultato il 3 novembre 2023. I risultati dell'équipe fiorentina sono stati poi ripresi ed esposti dettagliatamente nel docu-drama tedesco Mord im Hause Medici (2/2). Karriere einer Mätresse presentato nel 2013 dalla rete televisiva europea Arte e che sostiene la tesi dell'omicidio.; Il programma, che vede la partecipazione in prima persona della storica della medicina, Donatella Lippi, una dei componenti dell'équipe, è stato poi trasmesso anche in Italia da Rai Storia nel dicembre del 2014, nel quadro della terza serie del programma a.C.d.C, con il titolo I segreti dei Medici 2. Ascesa di un'amante.Nella presentazione della puntata, lo storico Alessandro Barbero, specificando che essa è «basata sulle analisi scientifiche che sono state fatte negli ultimi anni riesumando uomini e donne della famiglia», non fa alcun accenno alle diverse posizioni sostenute nel frattempo dal gruppo del prof. Fornaciari. La puntata è accessibile facilmente online su YouTube.Sulla questione delle cause della morte della coppia granducale, si veda anche, a titolo informativo, l'opinione del giornalista Marco Ferri, cultore di storia medicea, intervistato nel 2021 su «LeoMagazine» (Sara Priapo, cit.).
Non avendo figli maschi legittimi superstiti, a Francesco succedette il fratello Ferdinando, che per l'occasione lasciò la porpora cardinalizia.
Francesco e la scienza Ricordato dai suoi sudditi più per le sue stravaganze che per un mecenatismo illuminato, a lui si devono, tuttavia, importanti iniziative urbanistiche e culturali, come l'ampliamento del porto di Livorno, la fondazione della Galleria degli Uffizi nel 1581, la realizzazione dello Studiolo di Palazzo Vecchio, l'incentivazione degli studi naturalistici e la promozione delle ricerche alchimistiche, cui prese parte personalmente, che porteranno all'invenzione della cosiddetta ceramica medicea.
Discendenza Figli avuti da Giovanna d'Austria Eleonora de' Medici (28 febbraio 1567 - 9 settembre 1611); sposò il cugino Vincenzo I Gonzaga, duca di Mantova Romola de' Medici (20 novembre 1568 - 2 dicembre 1568) Anna de' Medici (31 dicembre 1569 - 19 febbraio 1584) Isabella de' Medici (30 settembre 1571 - 8 agosto 1572) Lucrezia de' Medici (7 novembre 1572 - 14 agosto 1574) Maria de' Medici (26 aprile 1575 - 3 luglio 1642); sposò Enrico IV e divenne regina di Francia Filippo de' Medici (20 maggio 1577 - 29 marzo 1582); erede del Granducato di Toscana, fu gran principe di Toscana dalla nascita alla morte prematura Bambino senza nome (10 aprile 1578); morì nel ventre della madre, che perì il giorno successivo
Figli illegittimi
Don Antonio (29 agosto 1576 - 2 maggio 1621); non si conosce il reale lignaggio di Antonio, a volte indicato come figlio di Bianca, a volte come figlio di una sua serva, ma comunque fu considerato illegittimo e non fu ben accetto dagli eredi legittimi. Fu: Cavaliere di Malta (1594); priore di Pisa; diplomatico granducale in Francia (1598), a Milano (1598), a Genova (1599), a Bologna (1601), a Livorno (1602, 1603, 1614), a Roma (1605), a Mantova (1608), a Ravenna (1608)
Ascendenza
Onorificenze Onorificenze toscane
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia Gaetano Pieraccini, La stirpe dei Medici di Cafaggiolo, Firenze, Vallecchi, 1924-1925
I risultati dell'indagine furono subito contestati il 29 dicembre 2006, sullo stesso The BMJ, in Rapid Response, dal prof. Gino Fornaciari con un nota intitolata, The mistery of beard hairs.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Alchimisti italiani Categoria:Cavalieri del Toson d'oro Categoria:Granduchi di Toscana Francesco 01 Categoria:Sepolti nelle Cappelle medicee Categoria:GLAM/Museo Galileo Francesco 01