Sposa Soprana de' Savignone dalla quale ha il primo figlio maschio Giovanni Gagini, in seconde nozze Caterina con la quale genera Antonello Gagini. Stabilitosi definitivamente a Palermo nel 1463Gioacchino di Marzo (Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo), "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti." , Volumi I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia, pp. 68-69. ove rimarrà fino alla morte, darà vita alla nota dinastia artistica siciliana dei Gagini e all'omonima bottega.

Biografia

Gli esordi Della sua formazione non si hanno notizie documentate, anche se la sua opera rivela influssi gotico-lombardi dovuti quindi alla sua formazione giovanile. Secondo Vasari sarebbe stato allievo di Filippo Brunelleschi a Firenze, e anche il Filarete nel suo Trattato di architettura parla di un «Domenico proveniente dal lago di Lugano, discepolo di Pippo di Ser Brunelleschi». La sua permanenza a Firenze ebbe luogo probabilmente dal 1444 al 1446; in tale periodo avrà avuto modo di ammirare l'opera di Donatello, ma soprattutto le formelle di Lorenzo Ghiberti, il cui stile era più congeniale alla sua formazione tardogotica.Francesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale, Volume 2, pag.189-190, 1998, ISBN 8879894293

Cappella di San Giovanni Battista nella cattedrale di Genova

Nel 1448 gli viene commissionata la Cappella di San Giovanni Battista nella cattedrale di San Lorenzo a Genova. Il progetto iniziale che Domenico doveva realizzare si rifaceva alla tradizione dei cappelloni trecenteschi di matrice tardogotica. Il documento di commissione stesso riferisce sia del modello sia del luogo dove sarebbe stara eretta: un cappellone addossato alla parte sinistra della tribuna della chiesa, dove già si conservavano le spoglie del Precursore. Domenico progetta una struttura che ricorda molto il monumento funebre Brancacci realizzato a Napoli da Michelozzo di Bartolomeo, modello che l'artista bissonese conosceva dal diretto contatto con Michelozzo, attivo nella cerchia brunelleschiana. La cappella si affaccia sulle ultime campate della navata sinistra prossima al braccio settentrionale della crociera.

Domenico presenta in seguito un progetto che ricorda da vicino la facciata della Cappella de' Pazzi di Firenze, ma anche la cornice della Presentazione dei Magi di Gentile da Fabriano. I pezzi del vecchio cappellone furono smontati e rimontati nella nuova facciata. Un rilievo della facciata elaborato da Fabio Cosentino ha permesso di ricostruire il primo progetto in tutti i suoi componenti architettonici e iconografici rivelando chiari influssi rosselliniani e michelozziani che fanno supporre una continuità lavorativa di Domenico nei cantieri di Santo Spirito e di San Lorenzo in Firenze proprio negli anni che vanno dal 1446 al 1448.Si vedano le pubblicazioni di F. Cosentino per maggiori informazioni

Col progetto varato nel 1448, i cantieri attivi dal 1451 al 1465, con la collaborazione del figlio Giovanni Gaggini e del nipote Elia Gagini (1451-1456), il sacro recinto fu ulteriormente ingrandito, perfezionato e arricchito. Elia assicurò il proseguimento, completamento e la consegna dell'imponente manufatto dal 1456 al 1465.

Le sculture dell'arco trionfale di Alfonso V d'Aragona a Napoli

Intorno al 1457 è a Napoli, dove la sua personalità si arricchisce delle innovazioni diffuse da Francesco Laurana. Partecipa infatti a una delle realizzazioni che aprono la fase rinascimentale nel Mezzogiorno d'Italia, cioè l'apparato delle sculture in Castel Nuovo a Napoli dellArco di Alfonso V d'Aragona (1457-1458) inserito nella cerchia di artisti organizzata da Laurana. Frutto del suo scalpello è la statua della Temperanza. Sempre in Castel Nuovo gli vengono attribuite la porta bifronte, il perduto varco d'accesso alla Sala dei Baroni e la Madonna della Cappella di Santa Barbara conservata a Capodimonte.

Lavori eseguiti in Sicilia Sull'onda della diffusione dell'arte rinascimentale avviata dall'arco trionfale del Castel Nuovo, l'artista arriva a Palermo nel 1459 dove resterà per i successivi trent'anni, aprendo una bottega che alla sua morte sarà ripresa da suo figlio Antonello. Contribuirà fortemente alla diffusione del linguaggio rinascimentale in Sicilia guadagnandosi l'appellativo dialettale confidenziale di "Mastru Duminicu marmuraru".. Le cronache delle iniziali commissioni riportano le generalità distorte in Domenico Cangemi «lu marmuraru» d'origine lombarda e si ha traccia delle prime attività lavorative dal 1460 al 1463, con opere consistenti nel recupero, ripristino e manutenzione di mosaici, arabeschi e intarsi, dei manufatti marmorei preesistenti, lavori della Cappella Palatina di Palazzo Reale a Palermo.. Questi primi interventi si identificano nella Risurrezione di Tabita, ove realizza come sfondo panoramico dettagli architettonici che richiamano alla memoria la cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze. Con riferimenti a Filippo Brunelleschi, l'artista omaggia riconoscente il maestro, testimonia concretamente i trascorsi fiorentini, suggella ulteriormente la cronaca fornita dallo storico Giorgio Vasari. L'arte non fu solo l'unica fonte di sostentamento economico, ma anche il commercio e il traffico di prodotti isolani.

Pietro Speciale, gli affidò nel 1463 al G. la costruzione di un monumento sepolcrale nella cappella di famiglia, in san Francesco d'Assisi a Palermo di cui sopravvive oggi il sarcofago con la figura giacente del figlio Nicolò Antonio scomparso in giovane età. Con quest'opera Gagini importa in Sicilia il classicismo fiorentino di Donatello e Rossellino. La critica non è concorde nell'attribuzione delle opere del periodo siciliano, alcune delle quali sono variamente attribuite a Domenico Gagini o a Francesco Laurana. è il caso del Busto di Pietro Speciale, oggi conservato in palazzo Mirto.

Sempre nel 1463 il procuratore della chiesa madre di Salemi, gli commissionò il Fonte battesimale oggi conservata nel Museo civico di Salemi, dove si trova anche una statua di S. Giuliano attribuito al Gagini. Seguono commissioni di monumenti sepolcrali quali il Monumento di Antonio Grignano nella chiesa del Carmine di Marsala (1475), l'Arca di s. Gandolfo da Binasco, commissionatagli nel 1482 per la chiesa madre di Polizzi Generosa, il Monumento del vescovo Giovanni Montaperto nel duomo di Mazara del Vallo (1485).

È sepolto nella cappella della corporazione dei marmorai o scultori sotto il titolo dei «Santi Quattro Coronati» della chiesa di San Francesco d'Assisi di Palermo.. Opere Opere sparse

1467, "Natività", manufatto marmoreo, opera facente parte della "Kress Collection" o "Kress Foundation" e custodita presso la National Gallery of Art di Washington. 1521, "Pietà", custodita nella chiesa di Maria Santissima Addolorata di Soverato situata nel borgo della Città. È un esempio di arte rinascimentale, una scultura in marmo bianco con la Vergine Maria che porta in grembo Cristo deposto dalla croce.

Genova

1451-1465, "Prospetto" (1451-1456), progettazione ambiente e realizzazione manufatti marmorei esterni in collaborazione con il nipote Elia Gagini commissionati nel 1448, opere presenti nel frontone della Cappella di San Giovanni Battista della cattedrale di San Lorenzo di Genova.. 1453, Tabernacolo, manufatto marmoreo, opera presente nella Loggia dell'Annunciazione della chiesa di Santa Maria di Castello di Genova.. 1453, Madonna con bambino, statua marmorea, commissione dei fratelli Lionello e Manuele Grimaldi Oliva, opera custodita nel Museo di Santa Maria di Castello di Genova. XV secolo, Baldacchino, manufatto marmoreo, opera a corredo del polittico dell'Annunciazione di Giovanni Mazone nella cappella di San Tommaso d'Aquino nella chiesa di Santa Maria di Castello di Genova. XV secolo, Portale, marmo e ardesia, riportato sulla navata laterale destra della chiesa di Santa Maria di Castello di Genova..

Napoli

1457-1458, "Madonna col Bambino", statua marmorea, opera commissionata per basilica della Santissima Annunziata Maggiore di Napoli.. 1457-1458, "Temperanza", statua marmorea allegoria della Virtù, opera facente parte della coronazione dellArco di Alfonso V d'Aragona di Castel Nuovo o Maschio Angioino di Napoli.. 1457-1458, "Portale bifronte", manufatto marmoreo con bassorilievi raffiguranti la Parata trionfale di Alfonso d'Aragona fronte sala, nell'altro lIngresso del Re nel Castello, porta di comunicazione fra la Sala dei Baroni e gli appartamenti reali del Castel Nuovo o Maschio Angioino di Napoli.. 1457-1458, "Madonna col Bambino", statua marmorea, opera custodita nella Cappella Palatina o di Santa Barbara (Museo Civico) di Castel Nuovo o Maschio Angioino di Napoli.. 1457-1458, "Tabernacolo", manufatto marmoreo con raffigurazione dellUltima Cena nella predella, due Apostoli e due Evangelisti, dieci angeli genuflessi presso il tabernacolo, dalle sembianze di portale sormontato da Paraclito delimitato da quattro angeli sospesi, Padre Eterno benedicente con globo crucigero nella lunetta, opera custodita nella Cappella Palatina o di Santa Barbara (Museo Civico) di Castel Nuovo o Maschio Angioino di Napoli. 1457-1458, "Tabernacolo con Madonna e il Bambino", manufatto marmoreo con raffigurazione dei committenti devoti, Angelo Annunciante e Vergine Annunciata nei capitelli, busti di profeti nei medaglioni, Padre Eterno benedicente con globo crucigero nella lunetta superiore e rilievo con raffigurazioni dellEden nella predella, opera custodita nella Cappella Palatina o di Santa Barbara (Museo Civico) di Castel Nuovo o Maschio Angioino di Napoli.

In Sicilia Agrigento e provincia

XV secolo, Madonna, statua marmorea, opera custodita nella chiesa di San Francesco di Agrigento. 1470, Madonna del Soccorso, statua marmorea, opera proveniente dalla chiesa della Madonna del Soccorso e custodita nel museo archeologico della Badia di Licata. XV secolo, Angelo Custode, altorilievo con raffigurazione di Tobia, frammento di Custodia, opera custodita nella chiesa di San Michele di Sciacca.. XV secolo, San Calogero e San Giovanni Battista, statue marmoree, opere di Domenico e Antonello Gagini inserite nella facciata del duomo di Maria Santissima del Soccorso di Sciacca.

Caltanissetta e provincia

1471, Sarcofago, monumento funebre commissionato per Giovanni Branciforte, opera custodita nel chiostro del convento del Carmine di Mazzarino..

Catania e provincia

1476, Sarcofago, monumento funebre commissionato per Blasco Barresi, opera proveniente dalla chiesa di Santa Maria la Vetere e attualmente custodita nel santuario di Santa Maria della Stella di Militello in Val di Catania. 1492, Madonna del Salterio, statua marmorea, attribuzione, opera custodita nella basilica di Santa Maria del Monte di Caltagirone. XV secolo, Madonna di Loreto, statua marmorea, attribuzione, opera custodita nella chiesa di San Francesco di Paola di Linguaglossa.

Messina e provincia

1477, Monumento, manufatto marmoreo dedicato a Artale Cardona con le raffigurazioni delle quattro Virtù Cardinali in stile gotico-rinascimentale, opera custodita nella chiesa di Santa Maria del Gesù del convento dell'Ordine dei frati minori osservanti di Naso. 1484, Sarcofago, manufatto marmoreo, monumento funebre di Laura commissionato dal marito il barone Enrico Rosso opera custodita nella chiesa dell'Annunziata oggi chiesa del Rosario di Militello Rosmarino. XV secolo, Santa Lucia, statua marmorea, attribuzione per stile contesa per periodo artistico con Francesco Laurana, opera custodita nella concattedrale di Santa Maria Assunta di Santa Lucia del Mela. XV secolo, Madonna con Bambino, statua in alabastro, opera custodita nel santuario di San Francesco di Paola di Milazzo. 1481, Sarcofagi, manufatti marmorei della Cappella Filangieri, opere custodite nella chiesa di Santa Maria dell'Aiuto del convento dell'Ordine di Sant'Agostino di San Marco d'Alunzio..