Policrate ci è noto dal V libro della Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea che narra della questione quartodecimana che lo vide opposto a papa Vittore I.

L'unico suo scritto rimasto è la lettera, riportata parzialmente da Eusebio, che egli scrisse a Vittore I quando aveva probabilmente 65 anni., a proposito di Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, V, 24, 7. In tale lettera, per sostenere l'osservanza quartodecimana per la celebrazione della Pasqua, ricorda i personaggi importanti della propria Chiesa, tra cui Filippo l'apostolo che «si è addormentato a Gerapoli», le due figlie di Filippo, Giovanni quello che «si era chinato sul petto del Signore, il quale fu sacerdote, ha indossato la lamina e fu testimone e maestro e si addormentò a Efeso», Policarpo di Smirne che «fu vescovo e martire», Melitone di Sardi «l'eunuco«Eunuco non significa qui "mutilato volontariamente" come nel caso di Origene, ma "celibe volontario", come si desume dall'impiego che di questo termine fanno scrittori del tempo (Clemente Alessandrino).» Raniero Cantalamessa, I più antichi testi pasquali della Chiesa, pag. 9. che visse unito nello Spirito Santo e che giace in Sardi, in attesa dell'episcopato dal cielo, quando risorgerà dai morti.»Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, V, 24, 2-5. Un altro frammento della lettera di Policrate è in Storia ecclesiastica, III, 31. Tutti costoro, sostiene Policrate, seguirono l'osservanza quartodecimana, alla quale anch'egli e diversi vescovi d'Asia si attenevano;Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, V, 24, 6-8. Vittore, però, non mutò parere e anzi considerò Policrate e le chiese d'Asia quartodecimane come eterodosse, dichiarandole non più in comunione.Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, V, 24, 9. Mentre Eusebio non chiarisce se la scomunica fu solo minacciata, secondo Socrate (Storia ecclesiastica, V, 22) Vittore scomunicò di Quartodecimani d'Asia.

Note

Bibliografia

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