Per populismo (; ) si intende genericamente un atteggiamento e una prassi politica che mira a rappresentare il popolo e le grandi masse esaltandone valori, desideri, frustrazioni, sentimenti collettivi o popolari.

Storicamente, il termine nasce in riferimento ai movimenti socialisti e anti-zaristi nella Russia della seconda metà del XIX secolo (si veda populismo russo). Per lo più usato con accezione dispregiativa e sinonimo di demagogia, il termine è assai diffuso con riferimento al contesto latino-americano nella seconda metà del XX e nel XXI secolo, in maniera indifferenziata per gruppi di destra e di sinistra (si veda peronismo, chavismo), a indicare un rapporto diretto e spesso carismatico con le masse popolari. Forme di populismo ante-litteram possono essere rintracciate nel bonapartismo (Napoleone I e Napoleone III, in accezione cesaristica) e nella Rivoluzione francese, specialmente nelle fazioni che si rifacevano alle idee di Rousseau (come i giacobini).Bernard Crick, Populism, politics and democracy, pages 625-632 of Democratization, Volume 12, Issue 5, 2005, Special Issue: On the State of Democracy; Taylor and Francis online

Con un significato più neutro nel ventunesimo secolo, segnatamente nel periodo post-crisi, è diventato di uso comune in Europa per caratterizzare i partiti e movimenti politici che, in forme e con finalità differenti, intendono rappresentare gli interessi della popolazione contro quelli della classe dirigente e delle cosiddette élite. In senso spregiativo, invece, esso indica l'atteggiamento demagogico volto ad assecondare o accattivarsi le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto od opportunità, in funzione dell'ottenimento di consenso o di popolarità, anche attraverso varie forme possibili di propaganda.

Storia Origine del termine Il termine nasce come traduzione di una parola russa: il movimento populista è stato infatti un movimento politico e intellettuale della Russia della seconda metà del XIX secolo, caratterizzato da idee socialisteggianti e comunitarismo rurale che gli aderenti ritenevano legate alla tradizione delle campagne russeGennaro Sangiuliano, Il populismo logora chi non è popolare, Tempi, febbraio 28, 2017.. Il sintagma quindi prende il nome dall'omonimo movimento sviluppatosi in Russia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento: esso proponeva un miglioramento delle condizioni di vita delle classi contadine e degli ex servi della gleba (affrancati nel 1861 dallo zar Alessandro II, senza che ciò significasse un effettivo miglioramento delle loro condizioni), attraverso la realizzazione di un socialismo basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentaleUn punto di contatto con le ideologie politiche novecentesche, secondo Enrico Morando, Lenin e il populismo, Mondoperaio, n. 6/2017, p. 82, emerge nel giudizio sul nesso tra leninismo e populismo espresso da Pavel Aksel’rod: "Lenin e i suoi sono giacobini che si sono creati una base di massa puntando sugli istinti primitivi e sull’odio del povero contro il ricco, il benestante e la persona dotata di istruzione"..

Allo stesso modo il termine può essere considerato legato al Partito del Popolo, un partito statunitense fondato nel 1891 al fine di portare avanti le istanze dei contadini del Midwest e del Sud, sciolto dopo le elezioni presidenziali del 1908: essi si ponevano in conflitto con le pretese delle grandi concentrazioni politiche industriali e finanziarie, e anch'essi erano caratterizzati da una visione romantica del popolo e delle sue esigenze. Si trattava infatti di gruppi di operai e agricoltori che si battevano per la libera coniazione dell'argento, la nazionalizzazione dei mezzi di comunicazione, la limitazione nell'emissione di azioni, l'introduzione di tasse di successione adeguate e l'elezione di presidente, vicepresidente e senatori con un voto popolare diretto"Negli Stati Uniti (...) nonostante i poveri risultati elettorali dell’estrema destra, esiste una tradizione di populismo (come nel caso dell’American People’s Party alla fine dell’800) che trova le sue radici nei movimenti agrari del diciannovesimo secolo. Qui gli appelli populisti di destra possono contare sulla tradizionale difesa delle libertà individuali nei confronti dello stato, e prendere inoltre «in prestito» anche da altri ben radicati valori americani come il produzionismo (producerism: vale a dire l’idea che i veri americani siano lavoratori, «che combattono contro i parassiti alla base della società e fra le élite»), l’antielitismo/intellettualismo, il maggioritarismo (ovvero l’idea che «la volontà della maggioranza del popolo abbia il primato nelle questioni di governo»), il moralismo e l’americanismo" (M. Caiani e L. Parenti, Web nero. Organizzazioni di estrema destra e Internet, Bologna, Il Mulino, 2013, p. 73, ed. digit.: 2013, doi: 10.978.8815/314260, Capitolo secondo: Opportunità «tecnologiche», politiche e culturali per l’estrema destra in Europa e negli Stati Uniti, doi capitolo: 10.1401/9788815314260/c2)..

Suo utilizzo Il termine è stato riferito alla prassi politica di Juan Domingo Perón (vedi la voce peronismo e la sua variante di sinistra, il kirchnerismo), al bolivarismo e al chavismo, in quanto spesso fanno riferimento alle consultazioni popolari e ai plebisciti, perché il popolo decida direttamenteOxford Handbook of Populism, Rovira Kaltwasser et al., 2017. nei limiti della Costituzione. Ha invece sostenuto che la parola in America Latina "ha un altro significato" papa Francesco, secondo cui "l'esempio più tipico di populismo nel senso europeo della parola è il 1933 in Germania. Dopo Paul von Hindenburg e la crisi del '30, la Germania era in frantumi e guardava in alto alla ricerca della sua identità, alla ricerca di una nuova guida in grado di ripristinare quell'identità. Lì c'era Adolf Hitler che diceva "io posso, io posso". E tutti hanno votato Hitler in Germania. Hitler non ha rubato il potere, è stato votato dal suo popolo e poi ha distrutto tutto. È questo il pericolo. In tempi di crisi, per me, il discernimento non funziona e per me è un riferimento costante. Cerchiamo un salvatore che ci restituisca la nostra identità e ci difenda con muri e cavi [...] E questo è molto grave"ANTONIO CAÑO, “El peligro en tiempos de crisis es buscar un salvador que nos devuelva la identidad y nos defienda con muro”, El Pais, 22 gennaio 2017..

"Uno dei padri spirituali del moderno populismo europeo" è stato definito il francese Pierre Poujade: "il suo slogan «sortez les sortant», che più o meno significa «mandiamo via quelli al potere», è quanto di più vicino allo spirito del nuovo FN e alla sua promessa elettorale di «buttare fuori a calci chi sta al potere»"Attilio Geroni, Poujade, il padre del populismo francese, Il Sole 24 ore, 20 aprile 2017 ..

In Italia è stato spesso usato con accezione negativa, nei confronti del fascismo, del berlusconismo e di vari movimenti, spesso affini alla destra, il che giustificava in passato la netta presa di distanze dei partiti di massa verso la "democrazia del pubblico"B. MANIN, Principes du gouvernement représentative, Paris: Calmann-Lévy, 1995..

Quando queste ipotesi di partecipazione e di comunicazione, che fuoriescono dalla tradizionale via del partito ideologico, si sono affermate anche nel centro-sinistra (come l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro), questi gruppi hanno spesso rifiutato l'etichetta ovvero hanno rivendicato una sua accezione del termine in senso positivo, come "vicinanza al popolo e ai suoi valori": essa è stata ad esempio rivendicata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per il Movimento 5 Stelle.

Gli sviluppi politici europei del secondo decennio del XXI secolo vengono spesso censiti sotto questa categoriaJavier Solana, How To Tame The Populists, pubblicato su Socialeurope.eu del 25 agosto 2016, anche nella variante del "populismo democratico": in ogni caso, "il vero trionfo del populismo è di tipo egemonico e consiste nell'essersi diffuso in tutti i partiti, anche in quelli che non sono populisti, e nell'essere diventato un paradigma istituzionale e politico dominante"Francesco Marchianò, I paradossi del populismo iperdemocratico, Democrazia e diritto: XLVII, 3 4, 2010, p. 179 (Milano: Franco Angeli, 2010).. Definizione La parola populismo può avere numerosi campi di applicazione ed è stata usata anche per indicare movimenti artistici e letterari, dove ha contraddistinto la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi; ma il suo ambito principale rimane quello della politica. La definizione di "populismo" data dal Vocabolario Treccani è la seguente:

Il populismo insomma instaura «una relazione diretta, non tradizionale, tra le masse e il politico, che porta a quest'ultimo sia la fedeltà delle prime, sia il loro sostegno attivo nella sua ricerca del potere, e questo in funzione della capacità carismatica del politico di mobilitare la speranza e la fiducia delle masse nella rapida realizzazione delle loro aspettative sociali nel caso in cui egli acquisti un potere sufficiente.»G. Hermet, Les populismes dans le monde. Une histoire sociologique, XIX-XX siècle, Fayard, Paris, 2001, p. 40. Secondo la scienza della comunicazione

I movimenti e i politici populisti adottano due strategie mediatiche: "In primo luogo tendono a promettere politiche e provvedimenti di ogni genere con il chiaro intento di rassicurare i soggetti che si sentono esposti ai rischi derivanti dai cambiamenti socio-economici che potrebbero provocare una "deprivazione" rispetto alla condizione attuale o una frustrazione delle aspettative future"Domenico Fruncillo, Gli italiani populisti, Democrazia e diritto: XLVII, 3/4, 2010, p. 251.. Loverpromising consegue risultati soprattutto in ordine a questa seconda preoccupazione ed è la risorsa più importante a disposizione degli outsider populistiIl loro ingresso nell'agone dimostra come la crisi dei partiti abbia fatto saltare l’equilibrio tra i due pilastri – quello popolare e quello costituzionale – delle democrazie europee occidentali, secondo P. Mair, “Populist Democracy vs. Party Democracy”, in Y. Mény, Y. Surel (a cura di), Democracies and the Populist Challenge, Palgrave, New York, 2002, pp. 81-98., ma ad essa ricorrono anche i tradizionali attori politiciA. Mastropaolo, La mucca pazza della democrazia. Nuove destre, populismo, antipolitica, Bollati Boringhieri, Torino, 2005, pp. 62-63..

Al contempo, i movimenti populisti mobilitano i propri seguaci contro le élite economiche e soprattutto politiche che sono perciò additate come responsabili delle difficoltà economiche e della marginalizzazione politica del popolo stessoJOSÉ LUIS LOBERA, Ortega y Gasset en la Era Trump, 01/12/2016.. La principale argomentazione da essi utilizzata è semplice, ma efficace perché immediata e, pertanto, mediaticamente trasmissibile all'opinione pubblicaJosé Ortega y Gasset, Democracia morbosa.: se le cose vanno male è perché i rappresentanti non fanno gli interessi del popoloM. Canovan, “Il populismo come l’ombra della democrazia”, Europa/Europe, n. 2, 1993, pp. 43-62, 47.. Inoltre le argomentazioni populistiche si baserebbero molto sulla cosiddetta "post-verità"..

Secondo la scienza politica