La matzah (o matzà , pronuncia mazzà; pl. matzot), nota anche come matzo, matzosDal greco mazērós, aggettivo di mâza ‘focaccia, pane dʼorzo’ (da cui il latino măssa(m) > it. massa), è invece l'arcaico mazzero (lo Zingarelli 2021: s. vv. «massa» e «mazzero»). in yiddish, è il pane non lievitato (o azzimo: a base di farina e acqua) proprio della cucina ebraica, che è consumato quale alimento rituale nella festa di Pesach (Pasqua ebraica).

Significato religioso

L'uso tradizionale come cashrut durante Pesach è in ricordo del frettoloso abbandono delle case in occasione dell'uscita dall'Egitto durante il quale, secondo il libro biblico dell'Esodo e la tradizione orale, gli ebrei non ebbero il tempo di lasciar lievitare il pane prima di cuocerlo. Vige l'obbligo di cibarsi di Matzah anche a Pesach shenì, il 14 del mese di Iyar.

Preparazione Viene preparata miscelando la farina con l'acqua, senza l'aggiunta di lievito o altri ingredienti come il sale e mettendo l'impasto in forno. Un tipo particolare di matzah è la matzah shemura in cui il controllo dell'assenza di lievitazione si estende anche alla fase di conservazione del grano, prima e dopo la macinazione.

Secondo la Halakhah si possono utilizzare solo cinque cereali per produrre la farina della matzah: frumento, orzo, avena, segale e spelta.

Solitamente preparata in sottili fogli di forma quadrata, nella tradizione della cucina ebraica italiana esiste anche in forma di "panetti" relativamente spessi.

Letteratura Nel romanzo "Golem" di Isaac B. Singer si racconta dei pregiudizi contro gli ebrei di Praga, accusati di impastare le mazzot con il sangue dei cristiani.

Note

Bibliografia

Voci correlate Matzah shemurah Matzah brei Pane azzimo Pesach (Pasqua ebraica) Haggadah (narrazione dell'esodo dall'Egitto) Chametz Casherut (regole alimentari religiose)

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