LImpero sasanide, o sassanide, fu un'entità politica istituita da Ardashir I in seguito alla caduta dell'Impero partico e alla sconfitta dell'ultimo re della dinastia arsacide, Vologase VI.

Governato dalla dinastia sasanide, esso esistette dal 224 al 651 ed era noto ai suoi abitanti con il nome Ērānshahr (letteralmente "Impero ariano") ed Ērān in Medio persiano, mentre come Iranshahr e Iran in Nuovo persiano.. Ultimo impero persiano attivo in epoca preislamica, nel corso della sua esistenza riuscì a elevarsi al rango di una delle potenze maggiori in Asia occidentale, meridionale e centrale, insieme con l'Impero romano prima e l'Impero romano d'Oriente poi...

Nel corso del tempo, l'impero giunse a conquistare interamente il territorio degli odierni Iran, Iraq, Afghanistan, Siria orientale, il Caucaso (Armenia, Georgia, Azerbaigian e Daghestan), Asia centrale sud-occidentale, parte dell'Anatolia, alcune regioni costiere della penisola arabica, la regione del Golfo Persico e alcune regioni del Pakistan occidentale. Secondo la leggenda, la bandiera dell'Impero sasanide era la Derafsh Kaviani.

La parentesi sasanide è considerata una delle più importanti e floride della storia della Persia, in quanto corrispose a un momento di grande splendore per diverse aree di quella regione.. Più nel dettaglio, il periodo sasanide coincise con il picco dell'antica civiltà persiana, la cui cultura influenzò considerevolmente anche la civiltà romana nella tarda antichità.. Nel Basso Medioevo, l'influenza culturale dei Sasanidi si estese anche oltre i confini territoriali dell'impero, raggiungendo persino l'Europa occidentale, l'Africa, la Cina e l'India.. È noto che Ctesifonte, capitale dell'entità politica in esame, intrattenne rapporti pacifici con la dinastia Tang in Cina e con l'Impero indiano; inoltre, giocò un ruolo fondamentale nella formazione dell'arte medievale sia europea sia asiatica. La cultura persiana gettò infine le basi per molti elementi della cultura islamica, influenzando campi quali l'arte, l'architettura, la musica, la letteratura e la filosofia..

Origine ed evoluzione del nome Ufficialmente, l'entità politica in esame era conosciuta come Impero degli iranici (in medio persiano: ērānšahr; in partico: aryānšahr); il termine è attestato per la prima volta nella Grande iscrizione di Sapore I, dove il re che ne ordinò la costruzione afferma: «Io sono il sovrano dell'Impero degli Iranici» (in medio persiano: ērānšahr xwadāy hēm, in partico: aryānšahr xwadāy ahēm).

In ambito storico e accademico, resta comunque più comune la denominazione "Impero sasanide", che si deve al nome del fondatore della dinastia, ovvero di Sāsān, sacerdote del tempio di Anahita, signore di Ṣṭakhr, governatore del Fārs e padre di Pāpak (o Bābak), al governo su una piccola città della Persia. Alcuni storici si sono riferiti all'Impero sasanide anche come impero neo-persiano, rimarcando il fatto che fu il secondo impero iranico, dopo quello achemenide, sviluppatosi partendo dalla regione di Pars (Persis), mentre altri storici si sono riferiti come terzo impero, in considerazione del fatto che dopo l'Impero achemenide, nella regione vi fu anche il dominio dei Parti, talvolta definito come regno ma altre considerati come fondatori dell'Impero partico.

Storia La storia della Persia sasanide incominciò con Ardashir I che, dopo avere deposto l'ultimo arsacide Vologase VI, diventò Shāhanshāh nel 224 e si concluse con Yazdgard III nel 651, quando la conquista araba mise fine all'indipendenza persiana.

Alle porte del III secolo, le province dell'Impero partico costituivano dei regni quasi autonomi dal potere degli Arsacidi e la Persia, su cui regnava Gocir, era uno di questi. Pāpak, signore di Ṣṭakhr la cui condizione era quella di vassallo, approfittando della guerra dinastica scoppiata tra l'arsacide Vologase VI e suo fratello Artabano IV, si ribellò a Gocir e si proclamò re di Persia.

Ardašir proclamò la sua dinastia erede di quella achemenide e operò per annullare le influenze culturali ellenistiche e ristabilire le antiche tradizioni della cultura persiana. Lo zoroastrismo divenne religione di Stato e i Magi, ossia il clero zoroastriano, acquisirono grandi privilegi e potere. Ardašir rivendicò anche la sovranità su tutti i territori degli Achemenidi, comprese Armenia e Mesopotamia, arrivando fatalmente allo scontro con l'Impero romano.

Origini (205-309) Ardashir I

I resoconti che narrano la caduta dei Parti e l'ascesa dei Sasanidi sono discordanti, e i dettagli su questi avvenimenti sono un mistero.. L'Impero sasanide fu fondato a Iṣṭakhr da Ardashīr I, un discendente dei sacerdoti della dea Anahita.

Bābak era in origine il sovrano della regione di Kheir, tuttavia, a partire dall'anno 200, riuscì a rovesciare Gocihr e ad autoproclamarsi nuovo re dei Bazrangidi. Sua madre, Rodhagh, era la figlia del governatore provinciale di Persia. Bābak e suo figlio maggiore Sapore riuscirono a espandere la propria potenza su tutta la Persia. Gli avvenimenti successivi non sono chiari, a causa dell'insufficienza delle fonti. È certo tuttavia che, deceduto Babak, il governatore di Darabgerd, Ardashīr, fu coinvolto in una lotta per il potere con suo fratello maggiore Sapore. Le fonti narrano che Sapore, andandosene da un incontro con il fratello, fu ucciso da un tetto di un edificio che crollò su di lui. A partire dal 208, dopo avere giustiziato gli altri fratelli, Ardashīr si proclamò re di Persia...

Una volta diventato shāhanshāh (re), Ardashīr trasferì la sua capitale al sud della Persia, fondando Ardashīr-Khwarrah (in precedenza Gur, l'odierna Firuzabad). La città, ben protetta dalle alte montagne e facilmente difendibile a causa dei passi stretti, divenne il centro dei tentativi di Ardashīr di ottenere maggior potere. La città era circondata da alte mura circolari e al lato settentrionale si trovava un immenso palazzo, i cui resti sopravvivono ancora oggi. Dopo avere consolidato il dominio in Persia Ardashīr I estese rapidamente il suo territorio, pretendendo fedeltà dai principi locali di Fars e ottenendo il controllo delle province confinanti di Kermān, Iṣfahān, Susiana e Mesene. Questa espansione preoccupò Artabano IV, il re dei Parti, che in un primo momento ordinò al governatore del Khuzestān di condurre guerra contro Ardashīr nel 224, ma i primi scontri furono vittoriosi per quest'ultimo. In un secondo tentativo di annientarlo, lo stesso Artabano si scontrò con lo shāhanshāh in battaglia presso Hormozgan, venendone ucciso. Dopodiché Ardashīr I invase le province occidentali dell'Impero dei Parti, sottomettendole e ponendo fine a esso..

I fattori che contribuirono all'ascesa dei Sasanidi furono la lotta dinastica tra Artabano e Vologase VI per il trono dei Parti, che probabilmente permise ad Ardashīr di consolidare la sua autorità nel sud con poca o nessuna interferenza da parte dei Parti; oltre alla geografia della provincia di Fars, che la separava dal resto dell'Iran.. Incoronato nel 224 a Ctesifonte unico re di Persia, Ardashīr assunse il titolo di shāhanshāh o "Re dei Re" (le iscrizioni menzionano Adur-Anahid come sua "Regina delle Regine", ma la sua relazione con Ardashīr non è certa), portando alla dissoluzione dell'Impero dei Parti dopo 400 anni e all'inizio di quattro secoli di dominio sasanide..

Negli anni successivi, nonostante delle rivolte che sconvolsero l'impero, Ardashīr I riuscì a espandere ulteriormente l'Impero a est e a nordovest, conquistando le province del Sistan, Gorgan, Khorasan, Margiana (nel moderno Turkmenistan), Balkh e Corasmia. Aggiunse inoltre il Bahrein e Mosul ai domini sasanidi. Successive iscrizioni sasanidi rivendicano la sottomissione dei re di Kushan, Tūrān e Makran ad Ardashīr, anche se basata su evidenza numismatica, è più probabile che questi siano stati sottomessi dal figlio di Ardashīr, il futuro Sapore I. In Occidente, assalti contro Hatra, regno d'Armenia e Adiabene ebbero meno successo. Nel 230 penetrò in territorio romano e una controffensiva romana avvenuta due anni dopo non ottenne grandi successi, anche se l'imperatore Alessandro Severo celebrò comunque un trionfo nell'Urbe...

Sapore I

Il figlio di Ardashīr I, Sapore I, continuò l'espansione dell'impero, conquistando la Battria e la porzione occidentale dell'Impero Kusana, mentre conduceva alcune campagne contro Roma. Invadendo la Mesopotamia romana, Sapore I espugnò Carre e Nisibis, ma nel 243 il generale romano Timesiteo sconfisse i Persiani a Resena e recuperò i territori perduti.. L'imperatore Gordiano III (238-244) avanzò successivamente verso l'Eufrate ma fu sconfitto a Mesiche (244), portando all'assassinio di Gordiano, ucciso dalle sue stesse truppe, e alla conclusione di un trattato con Roma vantaggioso per la Persia stretto col nuovo imperatore Filippo l'Arabo, con cui si assicurò dai Romani l'immediato pagamento di 500.000 denarii e ulteriori pagamenti annuali.

Sapore riprese presto la guerra, sconfiggendo i Romani a Barbalisso (252), ed espugnando e saccheggiando Antiochia.. Le controffensive romane per opera dell'imperatore Valeriano si risolsero in una disfatta quando l'esercito romano fu sconfitto e assediato a Edessa e Valeriano fu catturato da Sapore, rimanendo suo prigioniero per il resto dei suoi giorni. Sapore celebrò il suo trionfo facendo realizzare dei bassorilievi sulla roccia a Naqsh-e Rostam e Bishapur, come anche un'iscrizione monumentale in persiano e greco nei pressi di Persepoli. Invase poi l'Anatolia (260), ma fu costretto al ritiro dopo avere subito delle sconfitte per mano dei Romani e del loro alleato palmireno Odenato, perdendo il suo harem, catturato dai Romani, e tutti i territori romani che aveva occupato...

Sapore promosse il commercio con l'India e l'Arabia e fondò diverse città nei territori spopolati della Persia, dove insediò immigranti dai territori romani, per lo più cristiani perseguitati in patria, ai quali lo scià garantiva la completa tolleranza religiosa. Fu inoltre comprensivo nei confronti dei cristiani, anche se favorì particolarmente il manicheismo, proteggendo Mani (che in cambio gli dedicò uno dei suoi libri, lo Shabuhragan) e inviando all'estero molti missionari manichei. Fece anche amicizia con un rabbino di Babilonia, Samuel. Tale rapporto arrecò dei vantaggi alla comunità ebraica e permise loro un attimo di respiro dopo le leggi oppressive che erano state emanate contro di essi.

Da Bahram I a Ormisda II I successori di Sapore abbandonarono la precedente politica di tolleranza religiosa. Sotto la pressione dei Magi zoroastriani, e influenzato dal grande sacerdote Kartir, Bahram I uccise Mani e perseguitò i suoi seguaci. Bahram II seguì, come suo padre, una politica favorevole ai sacerdoti zoroastriani... Durante il suo regno la capitale sasanide Ctesifonte fu saccheggiata dai Romani sotto l'imperatore Marco Aurelio Caro e la maggior parte dell'Armenia, dopo mezzo secolo di dominio persiano, fu ceduta a Diocleziano..

Succedendo a Bahram III (che regnò brevemente nel 293) Narseh si imbarcò in un'altra guerra con i Romani. Dopo avere ottenuto un primo successo sul Cesare Galerio presso Callinicum nel 296, Narseh fu sconfitto decisamente. Infatti Galerio aveva ricevuto dei rinforzi provenienti dai Balcani, probabilmente nella primavera del 298. Narseh non avanzò dall'Armenia e Mesopotamia, lasciando che fosse Galerio a condurre l'offensiva nel 298 con un attacco alla Mesopotamia orientale tramite l'Armenia. Narseh si ritirò in Armenia per scontrarsi con l'esercito di Galerio in condizioni per lui sfavorevoli: il terreno scosceso armeno era favorevole alla fanteria romana e sfavorevole alla cavalleria sasanide. Galerio vinse due battaglie consecutive contro Narseh.