Biografia I primi anni e l'educazione Edward Jenner nacque a Berkeley, nel Gloucestershire, il 17 maggio 1749, ultimo dei sei figli di Stephen Jenner, vicario della città, e della figlia del precedente vicario (il reverendo Henry Head).
Sin dalla più tenera età, con gli insegnamenti della madre prima e del padre poi, Edward fu istruito secondo un'educazione classica, grazie alla quale il latino diventò parte del suo linguaggio quotidiano.
La precoce scomparsa, in breve tempo, di entrambi i genitori lasciò un segno indelebile nel piccolo. L'educazione cristiana datagli dal padre, le figure della sorella Mary, che per lui divenne quasi una seconda madre, e quella quasi paterna del fratello maggiore Stephen resero meno difficile la sua crescita. Nel 1756, all'età di sette anni, Edward fu mandato a studiare presso la scuola di grammatica di Cirencester.
Gli studi di medicina Nel 1761, all'età di dodici anni, finì gli studi di grammatica. Era arrivato il momento di scegliere un impiego e il giovane scelse la via della medicina. Fece richiesta a Oxford, ma venne rifiutato a causa delle sue condizioni di salute dopo l'epidemia di vaiolo che l'aveva colpito qualche anno prima, ma che era riuscito a superare. Fu quindi affidato a Mr. Ludlow, un chirurgo di Chipping Sodbury con il quale rimase per sette anni, durante i quali Jenner imparò tutto quanto c'era da sapere sulla professione di medico di campagna.
Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, il vaiolo in Europa crebbe con una rapidità allarmante: tra i malati, una persona su sei moriva. Solo a Londra morivano circa persone l'anno e in tutta l'Inghilterra . Si ricorreva alla variolizzazione contro il vaiolo, ma nel 1722 si cominciò a riconoscere l'inefficacia e spesso la pericolosità del metodo, mentre si notò che gli allevatori di bovini ed equini non si ammalavano. Nel 1746 fu aperto a Londra un ospedale dedicato ai malati di vaiolo, dove si praticava la variolizzazione.
Gli anni londinesi All'età di ventuno anni, insieme al fratello maggiore Stephen, Edward decise che era arrivato il momento di andare a Londra per imparare la pratica ospedaliera; per fare ciò decise di affidarsi a John Hunter, ex chirurgo dell'esercito e fratello minore del dottor William Hunter, titolare della migliore scuola di anatomia al mondo. Per cento sterline all'anno Jenner divenne il primo allievo di John Hunter, con l'esclusiva possibilità di avere contatti con il fratello maggiore di quest'ultimo, William.
La giornata in Jermyn Street iniziava molto presto e seguiva una routine fissa. I metodi di Hunter erano innovativi e affascinanti: se un esperimento non riusciva, si perseverava e, come egli stesso consigliava a Jenner, se un trattamento falliva significava che era sbagliato, anche se imposto dalle autorità. Il tempo veniva equamente suddiviso tra pazienti e ricerche. Ogni giorno Jenner e Hunter andavano avanti e indietro tra Jermyn Street e St. James Street, dividendosi tra il St. George's Hospital e il Westminster Hospital. Dalle due del pomeriggio e per circa cinque ore, Jenner seguiva dimostrazioni in sala di anatomia. Finite le lezioni, si occupava degli incarichi ricevuti da Hunter, quali dissezioni, preparazione di medicine, ecc. Dopo cena, infine, spesso i due si attardavano fino a notte fonda all'interno del laboratorio. La vita londinese offriva tantissimo, perfino troppo, al giovane Jenner: infastidito dal rumore, dai fumi e dallo sporco, non trovava di suo gusto il fascino di una così grande città. Nel luglio 1771, in occasione del matrimonio di John Hunter, Jenner rifiutò la proposta del dott. Solander di far parte di una spedizione come botanico, a dimostrazione di quanto niente al di fuori dell'apprendistato con Hunter riuscisse a stimolarlo.
La laurea e gli attestati Il 15 maggio 1772, un documento a firma di William Hunter attestò la fine del suo apprendistato, nonché il brillante superamento di quattro corsi di anatomia e chirurgia.
Nei mesi successivi Jenner si dedicò alla pratica della fisica, della materia medica, della chimica e della ostetricia. Il 1º dicembre dello stesso anno, con la firma del dott. Fordyce, Jenner ricevette il certificato finale che attestava il superamento dei corsi di fisica, materia medica e chimica; un altro attestato, da Thomas Denman e William Osborne, certificava infine il superamento del corso in ostetricia.
Attività clinica: il ritorno a Berkeley Edward Jenner decise di ritornare a Berkeley all'inizio della primavera. Berkeley gli appariva come il luogo ideale per iniziare la sua attività di medico. Il più grande quesito che si poneva era però dove iniziare a svolgere la sua attività e forse anche quando. In effetti, tanti erano gli amici da ritrovare, molte le visite da fare e da ricevere. Doveva ricreare il legame con il suo amato fratello Stephen, una delle figure più importanti della sua vita, pari a quelle di Hunter e della futura moglie Catherine: il primo per le sue grandi virtù e la fede ortodossa, il secondo per aver messo la verità prima di ogni cosa e la terza per la sua profonda religiosità e per averlo impregnato forse con la sua pietà. Come si evince da una lettera risalente al giugno del 1773 da parte di Hunter, dopo soli sei mesi gli affari procedevano alla grande, quasi come se i due anni di apprendistato dai fratelli Hunter avessero fornito Jenner di tutte le credenziali e le abilità che lo rendevano un chirurgo sopra la media per quel tempo. A testimonianza di ciò ci fu un caso particolare: a Edward fu richiesto di operare al Gloucester Infirmary, dove un certo Mr. Bailey, colpito da un "disturbo di delicata natura" (così definito da Baron), aveva espulso l'intestino crasso da un'ernia durante un grave attacco di vomito. Sfortunatamente il dottor Crump, il chirurgo più anziano, era malato, ma la situazione era critica e si decise di chiamare Edward Jenner da Berkeley. Jenner ricollocò l'intestino e suturò l'ernia con grande successo, cosicché Mr. Bailey visse altri vent'anni, a conferma delle grandi abilità del giovane chirurgo.
La vita a Berkeley Gli anni successivi il ritorno a Berkeley possono essere analizzati grazie allo scambio continuo di lettere tra Jenner e Hunter. Tra il gennaio del 1776 e il settembre del 1778, ad esempio, Jenner si dedicò allo studio degli istrici, con particolare attenzione alla loro condizione durante il letargo nei mesi invernali. Nel 1777 Jenner iniziò uno studio sui delfini, dopo averne trovato i resti tra la sabbia dell'estuario del Severn. I rapporti con John Hunter andarono diradandosi e dalle lettere di quest'ultimo notiamo la tristezza che ne conseguiva, ma il giovane Jenner ne spiegherà anni dopo il motivo con una lettera indirizzata al dott. Parry, in cui gli spiegava di aver riconosciuto nell'amico Hunter i sintomi dell'angina pectoris e che se ne era allontanato in quanto troppo forte era il dolore provocato dalla consapevolezza della gravità del problema. Inoltre, Jenner scriveva di aver condotto degli studi che lo portavano ad affermare che il problema proveniva dalle arterie coronarie, quasi mai esaminate in precedenza in questi casi. Aveva infatti riscontrato nel caso di un certo Paytherus, affetto da questo disturbo, che nelle arterie coronarie si era formato uno strato di cartilagine che ostruiva il flusso corretto del sangue. Nella primavera del 1783 Jenner ebbe un attacco di malinconia che descrisse al suo confidente Gardner in alcune lettere. Le invenzioni della mongolfiera e degli aerostati dei fratelli Montgolfier riuscirono però a far riprendere Jenner, che prima della fine dell'estate passò molto tempo con Gardner a farli volare. Il lancio di un aerostato dal Champ-de-Mars stimolò Jenner, che ne costruì uno suo alimentato a idrogeno. Questo venne lanciato dal castello di Berkeley e volò accompagnato dai venti per circa dieci miglia, andandosi a fermare a poca distanza dal parco della residenza di Anthony Kingscote, padre di Catherine Kingscote (futura moglie di Jenner). Quando Jenner e Gardner andarono a recuperare l'aerostato, organizzarono un nuovo lancio di quest'ultimo proprio dal punto in cui era caduto, poiché niente riusciva a convincere Kingscote a renderglielo. Questo lancio divenne un evento sociale, cosicché tutte le figure di spicco delle zone circostanti si riunirono a Kingscote Park.
Tra il 1783 e il 1784 Jenner scrisse un opuscolo di undici pagine sul tartaro emetico, intitolato Cursory Observations On Emetic Tartar Wherein Is Pointed Out An Improved Method Of Preparing Essence Of Antimony By A Solution Of Emetic Tartar in Wine, con il quale auspicava un maggiore utilizzo delle medicine: il tartaro emetico era infatti utilizzato poco frequentemente e inoltre la sua prescrizione allontanava il paziente dal suo medico. In una lettera Hunter consigliò a Jenner di continuare a utilizzare questa sostanza, che sicuramente doveva prendere un nuovo nome, "Jenner's tartar emetic", come egli stesso consigliava; prometteva inoltre di promuoverne la vendita.
Gli studi sul cuculo da parte di Jenner iniziarono non appena tornato a Berkeley, ma furono più volte interrotti, principalmente perché il cuculo arrivava nel Gloucestershire solo in alcuni periodi dell'anno e anche perché capitava che in quei periodi Jenner fosse impegnato in altre ricerche che prendevano il sopravvento. In una lettera a Hunter, in cui venivano descritti prima il canto dell'uccello e poi le tecniche di accoppiamento, Jenner scrisse di aver trovato un uovo solo, dopo circa un mese dal loro ritorno, ovvero a maggio. In questa lettera viene spiegato che il cuculo deposita l'uovo nel nido della passera scopaiola, che non lo distingue dalle proprie. Inoltre, allo schiudersi delle uova, il piccolo cuculo prende tutte le attenzioni della madre adottiva a danno degli altri piccoli. Jenner descrisse di aver fatto diversi esperimenti e di aver notato che il cuculo appena nato buttava fuori dal nido gli altri piccoli o le altre uova, se non erano ancora schiuse; scrisse poi che la maggior parte degli uccelli non riconoscono se nel nido sono presenti uova diverse dalle loro, ma che anzi curano molto di più l'estraneo o addirittura covano solo quello, mettendo da parte le proprie uova o buttandole loro stessi giù dal nido.
Vita in famiglia Il 6 marzo del 1788 Edward Jenner sposò Catherine Kingscote.
La prima casa di Edward, dopo aver sposato Catherine, fu la cosiddetta The Chantry, una grande casa sulla collina di Berkeley vicina al castello e alla chiesa del paese. La vita matrimoniale procedeva in modo idilliaco e nel gennaio del 1789 nasceva il primogenito Edward. Jenner con una lettera chiese a Hunter se volesse diventare il padrino del piccolo e la risposta arrivò poco dopo con due belle notizie: la prima era il consenso alla richiesta di fare da padrino al bambino, la seconda, inaspettata, era la nomina a membro della "Royal Society", premio dovuto al trattato scritto sul cuculo.
Nel 1793 Hunter morì improvvisamente di angina pectoris, confermando le paure di Jenner risalenti a qualche anno prima. L'anno dopo la morte di Hunter, nacque la seconda figlia di Jenner, Catherine, che l'autunno successivo si ammalò di febbre tifoide.
Nel marzo del 1797 nacque il terzo figlio, Robert Fitzhardinge, in un momento in cui Jenner aveva bisogno di consolazione per la morte, nel mese precedente, a 61 anni, del fratello Stephen.
Gli studi sul vaiolo Nel 1801 Jenner pubblicò The Origin of the Vaccine Inoculation, in cui spiegava che tra tutte le persone cui somministrava il vaccino vi erano alcune in particolare che erano andate incontro a quello che chiamavano vaiolo bovino, contratto mungendo le mucche da latte, che presentavano un vaiolo differente da quello che colpiva l'uomo ed è così che Jenner aveva iniziato a studiarlo.