Il conflitto armato colombiano, o guerra civile colombiana, è un conflitto iniziato in Colombia negli anni '60 e in via di risoluzione grazie agli accordi fra il governo e le principali formazioni guerrigliere.
Le principali parti del conflitto erano inizialmente lo Stato colombiano e formazioni guerrigliere di estrema sinistra, in particolare le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Negli anni Ottanta narcotrafficanti a capo dei cartelli della droga operanti nel Paese fondarono gruppi paramilitari per combattere la guerriglia, in certi momenti conducendo nel contempo una guerra aperta contro lo Stato colombiano (il cosiddetto narcoterrorismo).
Il conflitto ha inizio negli anni Sessanta con la fondazione delle FARC e di altri gruppi armati ispirati dalla rivoluzione cubana. Negli anni Ottanta quasi tutte le organizzazioni avviano dialoghi di pace col governo. Il ritorno alla legalità delle FARC è però impedito dagli assassini mirati compiuti dai paramilitari, mentre altre formazioni, fra cui l'M-19, abbandonano effettivamente la lotta armata nei primi anni Novanta, quando vengono anche sgominate le principali organizzazioni di narcotrafficanti. Nel nuovo secolo i paramilitari di destra firmano un accordo di pace col governo e smobilitano, mentre le FARC, dopo una lunga fase di declino, entrano in negoziati di pace con lo Stato, che conducono a un accordo nel 2016. Questo viene bocciato dal popolo colombiano con un referendum, ma in breve tempo le parti firmano un nuovo accordo che prepara la strada per la smobilitazione della guerriglia.
Le formazioni guerrigliere sono state accusate di trarre profitto dal traffico di droga, e per questo lo Stato colombiano ha ricevuto supporto nel conflitto da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi, nell'ambito della cosiddetta guerra alla droga.
Antefatti
Il periodo della storia della Colombia che va dalla fine degli anni Quaranta agli anni Cinquanta, noto come La Violencia, fu caratterizzato dalla lotta fra, da una parte, formazioni guerrigliere vicine al Partito Liberale e altre minori di ispirazione comunista, e dall'altra gruppi armati vicini al Partito Conservatore e le forze del governo, guidato inizialmente dai conservatori e poi da militari.
Queste violenze terminarono nel 1958 con l'accordo del Frente Nacional fra Partito Conservatore e Partito Liberale, col quale i due partiti crearono un sistema che prevedeva la codecisione e l'alternanza alla presidenza per i successivi sedici anni. In seguito all'accordo il Presidente e generale golpista Gustavo Rojas Pinilla, che intendeva prolungare il proprio mandato di quattro anni, fu costretto a farsi da parte in favore di una giunta militare che guidò il Paese verso il ritorno alla democrazia. In seguito alle elezioni del 1958 essa cedette il potere al liberale Alberto Lleras Camargo, candidato presidente del Frente Nacional.
Col ritorno dei liberali alla vita politica democratica e la conseguente approvazione di amnistie, le guerriglie di ispirazione liberale consegnarono le armi. Oltre ai liberali, però, avevano preso parte alla guerriglia anche gruppi comunisti, noti come Autodefensas Campesinas, nati con lo scopo di proteggere i contadini dal dilagare delle milizie conservatrici. Questi gruppi, non fidandosi pienamente del governo, optarono fra il 1957 e il 1960 per l'interruzione delle operazioni militari, senza però consegnare le armi. Inoltre molti ex guerriglieri liberali, abbandonata la lotta partitica, continuarono le azioni violente compiendo furti e rapine ai danni dei latifondisti. Considerati ormai dal governo criminali comuni, furono chiamati bandoleros.
Gli anni Sessanta: l'inizio del conflitto I primi gruppi
L'11 gennaio 1960 viene ucciso nel dipartimento di Tolima il leader comunista della regione, noto come Charro Negro. Questo evento spinge le Autodefensas Campesinas a riprendere l'attività di guerriglia sotto il comando di "Tirofijo", e segna secondo alcuni l'inizio di quello che diventerà un lunghissimo conflitto armato. Nell'aprile del 1961 si riuniscono a Marquetalia le formazioni armate comuniste nel corso di quella che viene ricordata come la Prima Conferenza Guerrigliera.
Nei primi anni Sessanta, sull'onda dell'entusiasmo suscitato dalla rivoluzione cubana, nascono in Colombia diversi gruppi armati che cercano di imitare la strategia dei barbudos dando vita a piccoli "focolai rivoluzionari" nelle campagne. Fra questi vi sono il Movimiento Obrero Estudinatil Campesino (MOEC), l'Ejercito Revolucionario de Colombia (eliminati entrambi dalle forze armate nel 1961), il Frente Unido de Acción Revolucionaria (FUAR) e un gruppo il cui leader si chiamava Federico Arango Fonnegra.https://books.google.it/books?id=TbocAAAAQBAJ Pg.245 Tutti questi tentativi falliscono in breve tempo.
La nascita delle FARC Nel 1962, con l'arrivo alla presidenza del conservatore Guillermo León Valencia sotto le insegne del Fronte Nazionale, ha inizio la cosiddetta "pacificazione", cioè il tentativo di eliminare il fenomeno del bandolerismo e di riportare sotto l'autorità dello Stato quelle aree del Paese che vengono etichettate come "repubbliche autonome", zone sotto il controllo di gruppi comunisti come le Autodefensas Campesinas. Questa politica aggressiva è anche dettata dai timori conseguenti la rivoluzione cubana che queste esperienze possano evolversi e minacciare il governo.
Nel giro di tre anni i principali leader bandoleros vengono uccisi e alcuni tentativi di imitazione della rivoluzione cubana repressi, mentre la vastissima Operación Soberanía, tesa a riconquistare i territori controllati dalle Autodefensas Campesinas, ottiene solo un successo molto parziale. A fronte dell'avanzata militare governativa, cresce il numero delle imboscate tese alle forze armate dalla guerriglia, e, quando i territori vengono riconquistati, la fuga dei guerriglieri nonostante l'ampio dispiegamento di mezzi dell'esercito segna il mito fondativo di quelle che nel 1966 diventeranno le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC), per decenni principale gruppo armato del conflitto interno colombiano.https://books.google.it/books?id=VIhTBasaETAC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false pg.110
L'Operación Soberanía contro quella che viene chiamata "Repubblica di Marquetalia" (il più importante fra i territori controllati dalle Autodefensas Campesinas) ha inizio nel maggio del 1964, e nel giro di un mese il governo può annunciare la completa riconquista della zona. I gruppi armati, però, riescono a scappare rifugiandosi a Riochiquito, nel territorio controllato da Ciro Trujillo Castaño, loro alleato. Da qui, nel luglio 1964 formulano il programma agrario della guerriglia, fulcro della loro proposta politica, e, insieme ad altre formazioni comuniste, costituiscono il Blocco Sud, con Tirofijo come comandante, Ciro Trujillo Castaño come vice e Jacobo Arenas, inviato dal Partito Comunista pochi mesi prima, come ideologo.
Il 15 settembre 1965 anche l'enclave di Riochiquito viene conquistata dalle forze governative, e il Blocco Sud è costretto a trasformarsi definitivamente in una guerriglia di movimento. Fra il 25 aprile e il 5 maggio 1966 ha luogo la Seconda Conferenza Guerrigliera, che vede il Blocco Sud prendere il nome di Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC) e dotarsi di un regolamento interno, di una gerarchia e di un piano militare di scala nazionale. Dopo un lungo silenzio, il 3 marzo 1967 le FARC uccidono in un'imboscata a La Perdiz 16 militari e si impadroniscono delle armi, in quella che viene ricordata come la loro prima azione.
La nascita dell'ELN e dell'EPL
Nel 1964 nasce su iniziativa di Fabio Vásquez Castaño un altro gruppo guerrigliero che avrà un ruolo di rilievo nel conflitto. Come altri gruppi armati nati negli anni precedenti, l'idea di base è di imitare la rivoluzione cubana creando un piccolo "focolaio di guerriglia" destinato a espandersi. Dopo un periodo di addestramento a Cuba fra il 1962 e il 1963, il nuovo gruppo prende il nome di Brigada pro liberación Jose Antonio Galán e sceglie come zona di operazioni San Vicente de Chucurí. Il 4 luglio 1964 il gruppo cambia nome in Ejército de Liberación Nacional (Esercito di Liberazione Nazionale, o ELN).https://books.google.it/books?id=qzU2m-PmC9AC Pg. 43https://books.google.it/books?id=hunAMuk0a48C Pg. 100
La prima azione del gruppo ha luogo il 7 gennaio 1965, quando muoiono in un'imboscata cinque militari e un civile. L'ELN raggiunge una grande notorietà in tutto il Paese quando nell'ottobre 1965 il sacerdote e sostenitore della Teologia della Liberazione Camilo Torres Restrepo entra nelle sue file. Morirà in combattimento quattro mesi dopo.
Nel 1965 la corrente maoista del Partito Comunista Colombiano abbandona il partito per fondare il Partito Comunista Colombiano Marxista-Leninista. Nel dicembre del 1967 il suo braccio armato, chiamato Ejercito Popular de Liberación (Esercito Popolare di Liberazione, o EPL) inizia le sue operazioni nel nord-ovest del Paese.https://books.google.it/books?id=K08AHKJnFRUC Pg. 40
Dopo la vittoria alle elezioni del 1966, il liberale Carlos Lleras Restrepo, candidato del Frente Nacional, cerca di risolvere le cause che fanno sì che la guerriglia goda di un certo sostegno fra i contadini. Vara perciò una riforma agraria volta a ridistribuire ai coltivatori i latifondi improduttivi, e incoraggia l'organizzazione sindacale dei contadini per dare al governo interlocutori chiari e riportare lo Stato nelle campagne.
La riforma agraria si rivela però fallimentare, frenata da troppe resistenze, mentre la principale organizzazione sindacale di contadini si politicizza avvicinandosi a correnti di estrema sinistra. Nei primi anni Settanta, sotto il governo del conservatore Misael Pastrana Borrero, considerato vicino ai latifondisti, l'organizzazione contadina diventa un problema per la sicurezza, in quanto incoraggia e guida l'occupazione illegale dei latifondi da parte dei contadini come reazione all'insufficiente redistribuzione di terre.
Gli anni Settanta: il consolidamento della guerriglia Lo stallo della lotta Per tutto il decennio successivo alla sua fondazione nel 1966, la lotta armata delle FARC non fa passi avanti decisivi. Fra i duri colpi che subisce da parte del governo c'è l'uccisione di Ciro Trujillo Castaño il 5 ottobre 1968. Ciononostante, le FARC riescono poco a poco, col sostegno della popolazione contadina, a imporsi come unica autorità di fatto delle regioni in cui operano, in ragione dell'assenza dello Stato.
Fino a metà degli anni Settanta l'ELN, pur colpito da diserzioni e conflitti interni, è considerato la formazione guerrigliera più pericolosa per il governo. In risposta alle loro azioni, nel settembre 1973 ha inizio un'operazione su larga scala dell'esercito, nel corso della quale un'intera colonna del gruppo armato viene distrutta, e vengono uccisi i due fratelli di Vasquez Castaño, che la guidano. Il secondo in capo diserta, mentre il fondatore e leader dell'ELN Vasquez Castaño viene destituito dai suoi stessi uomini e fugge in esilio volontario a Cuba. L'ELN, pur continuando a esistere, esce da questi eventi notevolmente indebolito.
Anche l'EPL non riesce a consolidarsi a causa delle divisioni interne e della pressione esercitata delle forze armate fin dai mesi immediatamente successivi alla sua fondazione. Subisce il colpo più duro con l'uccisione in combattimento del suo fondatore e leader Pedro León Arboleda nel luglio del 1975.
La nascita dell'M-19