Conosciuto anche con il soprannome, attribuitogli dalla stampa internazionale, di "Tomba la Bomba" per lo stile aggressivo in pista e il carattere estroverso, è stato uno dei protagonisti dello sci alpino dal 1986 al 1998 nelle specialità dello slalom gigante e di quello speciale, ed è considerato tra i migliori sciatori di tutti i tempi nelle prove tecniche, oltre a essere uno dei più grandi atleti nella storia dello sport italiano.

In grado di far emozionare ed esaltare il pubblico con le sue innumerevoli imprese sportive (famose erano le sue rimonte nelle seconde manche o le gare dominate in entrambe le manche), è al quinto posto tra i più vincenti in Coppa del Mondo (dopo lo svedese Ingemar Stenmark, gli austriaci Marcel Hirscher e Hermann Maier e lo svizzero Marco Odermatt) con cinquanta vittorie complessive (35 in slalom speciale e 15 in slalom gigante), che gli consentirono di conquistare la Coppa del Mondo generale nel 1995 e otto Coppe di specialità (quattro di slalom gigante e quattro di slalom speciale).

È il più titolato sciatore alpino nelle discipline tecniche della storia dei Giochi olimpici invernali con cinque medaglie e l'unico in campo maschile ad aver vinto tre medaglie d'oro; ne ottenne due in slalom gigante a Calgary 1988 e ad Albertville 1992 (fu il primo atleta a vincere nella stessa specialità dello sci alpino per due edizioni consecutive ed è tuttora l'unico sciatore uomo ad aver vinto due slalom giganti olimpici) e una in slalom speciale a Calgary 1988. Si aggiudicò inoltre due ori iridati, in slalom gigante e in slalom speciale, a Sierra Nevada 1996.

Biografia Originario di un paese lontano dalle montagne, ossia Castel de' Britti, frazione collinare a San Lazzaro di Savena presso Bologna, imparò a sciare sugli Appennini (Corno alle Scale); in seguito si perfezionò a Cortina d'Ampezzo, istruito da Roberto Siorpaes, suo allenatore fino alla maggiore età. Sino al 1995 fu arruolato nell'Arma dei Carabinieri e fece parte del Centro Sportivo Carabinieri.

Non si è mai sposato e non ha figli. Nei primi anni novanta è stato legato sentimentalmente per 4 anni alla modella Martina Colombari.

Carriera Stagioni 1983-1986 A diciassette anni, nel 1983, iniziò le competizioni a livello agonistico, gareggiando in Svezia con la squadra C2 in Coppa Europa. Nel 1984 fu promosso nella squadra C1 e partecipò ai Mondiali juniores di Sugarloaf, negli Stati Uniti. Grazie al quarto posto ottenuto nello slalom speciale avanzò nella squadra B. In quello stesso anno finì per la prima volta sotto i riflettori grazie al "Parallelo di Natale", una gara dimostrativa che si tenne a Milano sulla collina di San Siro e che Tomba vinse a sorpresa battendo tutti i colleghi della squadra A. Il giorno dopo La Gazzetta dello Sport titolò in prima pagina «Un azzurro della B beffa i grandi del parallelo». Durante l'anno continuò a ottenere successi nelle gare FIS, fino a raggiungere la squadra A nella stagione successiva.

Dopo aver vinto tre gare in Coppa Europa, debuttò in Coppa del Mondo il 16 dicembre 1985 a Madonna di Campiglio in slalom speciale; il 23 febbraio successivo a Åre, in Svezia, Tomba, partito con il pettorale numero 62, si piazzò al sesto posto nella gara vinta da uno dei suoi futuri e più grandi rivali, Pirmin Zurbriggen, conquistando così i suoi primi punti in Coppa del Mondo.

Stagioni 1987-1988

Il primo podio in Coppa del Mondo (secondo posto dietro Richard Pramotton) arrivò il 14 dicembre 1986 sulla pista della Gran Risa dell'Alta Badia in Italia, e dove poi avrebbe vinto quattro volte. Grazie soprattutto al podio della Gran Risa, Tomba venne selezionato per i Mondiali del 1987, svoltisi a Crans-Montana in Svizzera, e conquistò la medaglia di bronzo nello slalom gigante al termine di una gara che vide uscire di pista, a pochissime porte dalla fine, lo svizzero Joël Gaspoz, ormai lanciato verso una sicura vittoria. L'oro andò così a Zurbriggen, davanti a Marc Girardelli e, appunto, a Tomba.

Nella stagione seguente (1987-1988) arrivarono i primi successi e una crescente notorietà: il 27 novembre ottenne la sua prima vittoria, nello slalom speciale di Sestriere, partendo con il numero 25 e annunciando che avrebbe concesso il bis due giorni dopo, sempre a Sestriere, in slalom gigante. In effetti vinse quella gara davanti a Ingemar Stenmark, suo idolo: fu quella l'unica occasione in cui i due salirono insieme sul podio. Tomba celebrò la vittoria salutando il pubblico con il braccio alzato ancor prima di aver tagliato il traguardo e dichiarando spavaldamente alle telecamere: «E due!». In quella stagione vinse nove gare (sei slalom speciali e tre slalom giganti) ma, a causa di due cadute nelle ultime due gare, dopo essere stato in testa alla classifica generale per quasi tutta la stagione concluse la Coppa del Mondo al secondo posto, preceduto dal campione elvetico Zurbriggen di 29 punti. Vinse tuttavia due Coppe del Mondo di specialità, quella di slalom gigante e quella di slalom speciale, sopravanzando rispettivamente Hubert Strolz di 13 punti e Günther Mader di 101 punti.

Nello stesso anno Tomba partecipò ai suoi primi Giochi olimpici invernali, i XV di . Il 25 febbraio nella gara di slalom gigante, con il pettorale numero 1, disputò una straordinaria prima manche, in cui arrivò primo con 1 secondo e 14 centesimi sul secondo; nella seconda si limitò a gestire il vantaggio e ottenne la sua prima medaglia d'oro. Nella prova di slalom speciale vinse la seconda medaglia d'oro dopo una prima manche conclusa al terzo posto e la rimonta nella seconda manche, grazie alla quale arrivò con sei centesimi di vantaggio sul secondo; per trasmettere in diretta la seconda manche, Rai 1 interruppe momentaneamente il Festival di Sanremo. Non completò invece il supergigante.

Stagioni 1989-1990 I successi olimpici convinsero la Federazione a concedere a Tomba una squadra personale, guidata da Gustav Thöni; la stagione 1988-1989, tuttavia, dopo un inizio promettente (quarto posto nel supergigante di Schladming, miglior risultato in carriera nella specialità, e vittoria in slalom speciale a Madonna di Campiglio), non fu brillante come la precedente, anche per l'eccessivo peso delle aspettative e per la pressione dei media; nella classifica della Coppa del Mondo di slalom speciale fu battuto da Armin Bittner per 5 punti. Ai Mondiali di Vail non andò oltre al sesto posto in supergigante e al settimo in slalom gigante.

La stagione 1989-1990 vide la nascita del team composto, oltre che da Thöni, anche dal preparatore atletico Giorgio D'Urbano, che seguirà lo sciatore fino al 1996. Nonostante ciò, si trattò per Tomba di una stagione sfortunata: si infortunò in supergigante (a seguito di questo incidente, Tomba decise di non gareggiare più in supergigante e in discesa libera), ma a fine stagione ritornò a vincere ancora in slalom speciale e chiuse la classifica di specialità nuovamente al secondo posto dietro a Bittner (per 55 punti).

Stagioni 1991-1992 Nella stagione 1990-1991 tornò a vincere anche in slalom gigante, con cinque successi in stagione e la conquista della sua seconda Coppa di specialità con 51 punti di margine su Rudolf Nierlich; in classifica generale fu secondo, staccato a Marc Girardelli di 20 punti. Il 1991 fu anche l'anno dei suoi terzi Mondiali, dove ottenne il quarto posto nello slalom speciale mentre in slalom gigante, dopo essere stato al comando nella prima manche, uscì all'inizio della seconda, rompendosi due costole.

Nella stagione 1991-1992 Tomba tornò protagonista della Coppa del Mondo, ottenendo nove vittorie, quattro secondi posti e due terzi posti, che però non gli furono sufficienti a vincere contro il principale avversario, Paul Accola, che vinse per 337 punti anche perché, a differenza di Tomba, gareggiava anche nelle specialità veloci e primeggiava nella combinata (per tentare di contrastare lo svizzero, Tomba tornò dopo oltre due anni a disputare un supergigante a Morioka, non andando oltre il quindicesimo postoFIS World Cup - Men's Super G 01.03.1992 (en) Fis-ski.com); vinse comunque la sua terza Coppa di slalom gigante e la seconda di slalom speciale, rispettivamente con 120 punti di vantaggio su Hans Pieren e 232 su Accola.

Ai XVI Giochi olimpici invernali di conquistò l'oro nello slalom gigante, davanti a Marc Girardelli e al giovanissimo emergente norvegese Kjetil André Aamodt; nello slalom speciale, dopo una deludente prima manche (chiusa al sesto posto con grande distacco dai primi) rimontò sino al secondo gradino del podio, preceduto solo dal norvegese Finn Christian Jagge. A questi Giochi fu anche l'alfiere della rappresentativa italiana nella cerimonia d'apertura.

Stagioni 1993-1994

Nella stagione 1992-1993 ai Mondiali di Morioka gareggiò in condizioni di salute non ottimali (influenza) che lo fecero rinunciare allo slalom gigante mentre nello slalom speciale inforcò un paletto nella prima manche.; in Coppa del Mondo fu secondo sia nella classifica di slalom gigante (superato da Aamodt di 29 punti), sia in quella di slalom speciale (con 109 punti in meno di Thomas Fogdö).

Ai XVII Giochi olimpici invernali di , in Norvegia, Tomba, dopo un deludente slalom gigante (non concluse la prova), conquistò l'argento nello slalom speciale, rimontando dal dodicesimo posto (aveva 1"84 di ritardo da Thomas Stangassinger) e arrivando secondo per 15 centesimi. In Coppa del Mondo a fine stagione risultò nuovamente vincitore della coppa di cristallo di slalom speciale, per la terza volta, vincendo quattro gare e superando Stangassinger di 88 punti.

Stagioni 1995-1996 Nel 1994-1995 Tomba riportò in Italia la Coppa del Mondo generale vent'anni dopo l'ultimo successo di Gustav Thöni, trofeo che aggiunse a quelle di specialità vinte sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale. Chiuse la stagione con 375 punti di vantaggio su Mader, conquistando il titolo con la partecipazione alle sole gare tecniche con undici vittorie, di cui sette consecutive nello slalom speciale (realizzando un record di imbattibilità nella disciplina di nove successi, contando anche le ultime due gare della precedente stagione); nella classifica di slalom gigante il suo vantaggio su Jure Košir fu di 95 punti, in quella di slalom speciale sopravanzò Michael Tritscher di 223 punti.

I Mondiali di Sierra Nevada, che si sarebbero dovuti svolgere nel 1995, furono posticipati di un anno per mancanza di neve; Tomba, arrivato molto motivato all'appuntamento, conquistò due medaglie d'oro, in slalom gigante e in slalom speciale, quest'ultima con un'altra rimonta: era sesto dopo la prima parte di gara a 81 centesimi da Finn Christian Jagge il quale inforcò nella seconda manche permettendo al bolognese di vincere con 31 centesimi su Mario Reiter. Dopo dieci anni di vittorie, Tomba iniziò a pensare al ritiro, avendo ormai vinto tutto; in quella stagione 1995-1996 fu battuto nella Coppa del Mondo di slalom speciale da Sébastien Amiez per 49 punti.

Stagioni 1997-1998

Ai Mondiali 1997 in Italia, a Sestriere, , uscì di gara in slalom gigante; in slalom speciale, invece, dopo una prima manche deludente con una rimonta nella seconda conquistò la medaglia di bronzo, nonostante la febbre, alle spalle del norvegese Tom Stiansen e del francese Amiez; fu la sua ultima partecipazione iridata.

Ai XVIII Giochi olimpici invernali di , sua ultima presenza olimpica, non conquistò alcuna medaglia: una caduta nello slalom gigante gli provocò un infortunio che non gli permise una buona prestazione nello slalom speciale. Tomba chiuse la carriera al termine della stagione, vincendo l'ultima gara disputata, lo slalom speciale delle finali di Coppa del Mondo di Crans-Montana, località dove aveva conquistato la prima medaglia iridata della carriera.

Curiosità e record in Coppa del Mondo