La Banca centrale europea (BCE) è la banca centrale incaricata dell'attuazione della politica monetaria per i ventuno Paesi dell'Unione europea che hanno aderito alla moneta unica formando la cosiddetta zona euro, nonché della politica di vigilanza sugli enti creditizi.. Ha sede a Francoforte sul Meno, in Germania.
Istituita il 1º giugno 1998 succedendo all'Istituto monetario europeo, in vista dell'introduzione dell'euro il 1º gennaio 1999, in passato è stata chiamata anche per metonimia Eurotower, dal nome del grattacielo dove fino all'ottobre 2014 aveva sede l'istituzione.
Gli Stati che vi hanno aderito sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.
Descrizione La BCE è stata istituita in base al trattato sull'Unione europea e allo Statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, il 1º giugno 1998. Ha iniziato ad essere funzionale dal 1º gennaio 1999, quando tutte le funzioni di politica monetaria e del tasso di cambio delle allora undici banche centrali nazionali sono state trasferite alla BCE. Nella stessa data sono stati sanciti irrevocabilmente i tassi di conversione delle monete nazionali rispetto all'euro. Ai sensi del diritto pubblico internazionale, la Banca ha propria personalità giuridica autonoma.
La BCE può emanare decisioni e formulare raccomandazioni e pareri non vincolanti. Deve inoltre essere consultata dalle altre istituzioni dell'Unione per progetti di modifica dei trattati che riguardino il settore monetario, oltre che per ogni atto dell'Unione riguardante materie di sua competenza.
La sede della BCE è nel quartiere francofortese dell'Ostend, nella struttura preesistente di quello che è stato il mercato all'ingrosso cittadino, a Francoforte sul Meno in Germania. Fino al novembre del 2014 aveva sede nell'Eurotower grattacielo nel quartiere finanziario di Francoforte sul Meno, in Kaiserstraße.
Dal 1º novembre 2019 la presidente della BCE è la francese Christine Lagarde succeduta all'italiano Mario Draghi.
La BCE, il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) e l'eurosistema La Banca Centrale Europea fa parte, insieme alle banche centrali nazionali di tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, del Sistema europeo delle banche centrali (SEBC); le banche centrali nazionali ne fanno infatti parte a prescindere dall'adozione della moneta unica. Solo i governatori delle banche nazionali dei paesi appartenenti all'eurozona, però, prendono parte al processo decisionale e attuativo della politica monetaria dell'euro, all'interno di un meccanismo detto eurosistema.
L'eurosistema è composto dalla BCE e dalle banche centrali nazionali dei paesi che hanno introdotto la moneta unica; le banche centrali nazionali dei paesi al di fuori dell'eurozona conducono invece una politica monetaria nazionale autonoma. Fintanto che vi saranno stati membri dell'Unione europea non appartenenti all'"area dell'euro" vi sarà l'inevitabile coesistenza tra eurosistema e SEBC. L'eurosistema non era stato previsto dai trattati in quanto inizialmente si prevedeva che tutti i paesi dell'Unione europea avrebbero partecipato alla moneta unica.
Scopo La funzione della Banca centrale europea, in base allo Statuto del SEBC e della BCE, è di assicurare che i compiti assegnati dai Trattati alla SEBC vengano assolti; tali compiti sono:
definire e attuare la politica monetaria per l'area dell'euro svolgere le operazioni sui cambi detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell'area dell'euro promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.
L'obiettivo prioritario del SEBC, secondo quanto stabilito dallo statuto stesso e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, è il controllo dell'andamento dei prezzi. Questo tipo di obiettivo si definisce mandato individuale, in opposizione al mandato duale della Federal Reserve, che promuove stabilità dei prezzi e piena occupazione. Nello specifico l'obiettivo è assicurare che il tasso di inflazione di medio periodo sia simmetrico al 2%. Gli altri obiettivi del SEBC (e quindi della BCE) possono essere perseguiti solo se non compromettono l'obiettivo di controllo dell'inflazione; fra tali obiettivi (definiti dall'articolo 3 del trattato sull'Unione europea) vi sono:
promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli; lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente; il progresso scientifico e tecnologico; combattere l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuovere la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore.
Altre banche centrali sono libere di decidere discrezionalmente se privilegiare l'obiettivo di controllo dell'inflazione o altri obiettivi, come l'incremento dell'occupazione e la crescita economica.
Strumenti Gli strumenti "classici" attraverso cui la SEBC e la BCE regolano l'offerta di moneta sono:
Fissazione dei tassi d'interesse di policy (quello sulle operazioni di rifinanziamento principali, quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quello sui depositi overnight presso la banca centrale) Operazioni di mercato aperto Operazioni su iniziativa delle controparti, per la gestione giornaliera della liquidità Modifiche del coefficiente di riserva obbligatorio delle banche
Le "operazioni di mercato aperto" si svolgono tramite acquisto (o vendita) di titoli in cui si crea (o assorbe) base monetaria. Solitamente sono operazioni a "pronti contro termine", cioè temporanee, in cui ad esempio nel primo periodo si compra una certa quantità di titoli e in un periodo successivo si vende la stessa o una diversa quantità dello stesso titolo, in modo tale da permettere una certa flessibilità nell'azione della banca centrale. Questo tipo di operazione si inserisce nel principio di libero mercato adottato dall'Unione europea. Le "operazioni di rifinanziamento principale" sono le operazioni più importanti della BCE: infatti la maggior parte della base monetaria offerta è fornita tramite questa modalità. Un altro strumento sono le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine.
Le "operazioni su iniziativa delle controparti" sono due tipi di operazioni che rispettivamente iniettano o assorbono liquidità overnight (dal pomeriggio alla mattina del giorno dopo)
il rifinanziamento marginale in cui una banca chiede un prestito ad un tasso prestabilito dalla banca centrale, dietro garanzia, per una necessità di liquidità. il deposito marginale in cui una banca deposita solitamente un eccesso di liquidità ad un certo tasso stabilito dalla Banca centrale.
La differenza tra il tasso di rifinanziamento marginale e il tasso di deposito marginale dà luogo al cosiddetto "corridoio" in cui fluttua il tasso di interesse interbancario.
Un altro strumento è la "riserva obbligatoria", una percentuale dei depositi, titoli di debito e titoli del mercato monetario con scadenza inferiore ai due anni che le banche devono depositare presso la banca centrale. Quello che conta è che nel mese considerato sia tenuta in media la percentuale richiesta con la possibilità quindi per le banche di mobilizzare la riserva per necessità di liquidità senza dover richiedere liquidità al mercato interbancario.
Interventi in risposta alla crisi In seguito alla crisi che nel 2008 ha colpito l'economia mondiale, e poi specificamente l'Europa, pesando sui bilanci delle banche e degli Stati, la BCE ha progressivamente assunto un ruolo più interventista, sia abbassando gradualmente i tassi d'interesse, sia avviando nuovi tipi di operazioni, spesso definite collettivamente "misure non convenzionali", in opposizione agli strumenti "classici". Queste nuove misure sono:
Long Term Refinancing Operation (LTRO): due operazioni con cui, a partire dal dicembre 2011, la Banca centrale ha stanziato fondi tramite aste a tasso fisso e a piena aggiudicazione, con scadenza a 36 mesi invece dell'usuale settimana. In tal modo tra il dicembre 2011 e il febbraio 2012 sono stati prestati alle banche europee oltre 1000 miliardi di euro con l'obiettivo di normalizzare i parametri del credito nell'Eurozona ed evitare un credit crunch.Vedi ad es. Le Longer Term Refinancing Operation - LTRO - Borsa Italiana Securities Markets Programme (SMP): programma avviato nel maggio 2010 e proseguito fino al settembre 2012, consistente nell'acquisto sul mercato secondario di titoli del debito pubblico (fermo restando il divieto stabilito nei trattati europei di acquistare tali titoli sul mercato primario), con lo scopo di frenare il contagio della crisi del debito sovrano partita dalla Grecia (reputando che il mercato dei titoli di stato scontasse in quel periodo un'ingiustificata volatilità) e di assicurare il corretto funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. L'impatto di queste operazioni veniva interamente sterilizzato. Outright Monetary Transactions (OMT): programma di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario annunciato nel settembre 2012. La principale differenza rispetto al SMP è che qui il programma può essere avviato solo se il Paese che ne usufruisce ha prima fatto richiesta di aiuto a uno dei cosiddetti "fondi salva-Stati" (il Fondo europeo di stabilità finanziaria prima e il Meccanismo europeo di stabilità poi). Il programma non è mai stato implementato, in parte perché a partire dall'estate del 2012 le turbolenze sul mercato dei titoli di stato si sono ridotte. Targeted Long Term Refinancing Operations (TLTRO): due serie di operazioni portate avanti nel giugno 2014 e nel marzo 2016, simili al LTRO ma mirate a privilegiare le banche che aumentano i prestiti a imprese e famiglie. L'obiettivo è quello di stimolare l'inflazione, scesa nel frattempo sensibilmente al di sotto dell'obiettivo, reputando che operare ulteriormente sui tassi d'interesse, già bassissimi, non avrebbe sortito effetti. Asset Purchase Programmes (APP): programmi di acquisto diretto di titoli avviati all'inizio del 2015 con l'obiettivo di stimolare l'inflazione.
Nel corso della crisi l'attività della BCE è stata giudicata lenta o insufficiente da vari economistiAd esempio o http://keynesblog.com/2012/09/18/bce-e-fed-quantitative-easing-o-prestatore-di-ultima-istanza-la-confusione-regna-sovrana/ . In particolare si chiedeva alla Banca centrale di assumere il ruolo di prestatore di ultima istanza, ossia di acquistare direttamente titoli di stato dei Paesi sottoposti alla pressione dei mercati, per consentire un calo degli interessi, e di effettuare una politica monetaria espansiva, sull'esempio degli alleggerimenti quantitativi operati della Federal Reserve. Le operazioni elencate più su hanno solo in parte soddisfatto queste richieste, con l'acquisto di titoli di stato sul mercato secondario e l'aumento significativo degli attivi di bilancio della BCE, seppure questo aumento non è paragonabile a quello registrato dalla Fed durante la crisi.
Effetti dell'aumento dei tassi di interesse da parte della BCE