Lo strano mondo di Daisy Clover (Inside Daisy Clover) è un film del 1965 diretto da Robert Mulligan tratto dal romanzo di Gavin Lambert (1963).

Trama California, anni '30. Daisy Clover è una quindicenne che vive con sua madre demente in un carrozzone. Il suo sogno è diventare una star di Hollywood e registra una canzone, che invia al produttore Raymond Swan. Il produttore le risponde e la invita a un provino. Insieme alla moglie Melora la riveste, le insegna a muoversi e la modella sulle regole dello star system. Alla fine le offre un contratto, decidendo di lanciarla come "fidanzatina d'America" ma Daisy, essendo minorenne, deve far firmare la sorella maggiore Gloria.

Il primo sacrificio richiesto a Daisy è quello di cucirsi addosso la tragica storia di una ragazzina orfana, quindi il produttore, con la complicità di Gloria e di suo marito Harry, fa internare l'anziana madre in un istituto per malattie mentali. La ragazza fatica ad accettare le condizioni della sua fama, ma presto si rende conto che il produttore aveva ragione: il primo film è un grande successo.

Swan organizza una grande festa per presentare la fidanzatina d'America all'ambiente cinematografico: è qui che Daisy conosce Wade Lewis, un giovane attore già molto popolare, che cerca di convincerla che Hollywood sta per schiacciarla in un personaggio falso e sdolcinato, mentre lei è una ragazzina spigliata e insolente. I due cominciano a frequentarsi, lui la porta a trovare sua madre e pian piano la distoglie dai suoi impegni per trovare il tempo per i loro appuntamenti "proibiti". Il produttore all'inizio tollera la sua mancanza di disciplina: in fondo Daisy è una buona fonte di reddito, ma più passa il tempo, più diventa famosa e più decide di fare di testa sua fino a decidere di sposare Lewis.

All'indomani delle nozze Daisy si ritrova abbandonata e si mette alla ricerca del bellissimo e sciagurato marito, ma Melora la mette in guardia e le rivela che Wade è un ubriacone vizioso e che si fa corteggiare sia dalle donne che dagli uomini. I sogni sono rovinati e anche il produttore si rivela in tutto il suo cinismo: quando la madre muore davvero e Daisy è sull'orlo della crisi, con un paio di schiaffi le impone di tornare sul set. Anche il marito ricompare brevemente e la esorta a pensare alla carriera, ma Daisy non abbocca più: in seguito a un crollo nervoso non riesce più a recitare, si ritira a letto nella sua casa in riva al mare e si rifiuta di alzarsi anche quando le sue condizioni migliorano. Tutti quelli che le sono vicini cercano di convincerla che sarebbe un grosso spreco di soldi interrompere il film che ha iniziato. Alla fine progetta un suicidio ma, mentre cerca di togliersi la vita con il gas, viene interrotta da tre telefonate e cambia idea: si prepara una tazza di tè, lascia aperto il rubinetto del gas e corre sorridente sulla spiaggia, mentre la casa esplode dietro le sue spalle. Un passante le si avvicina e le chiede cosa sia successo, lei risponde: "Qualcuno ha dichiarato guerra". La casa che continua a bruciare è la metafora di lei che brucia il suo passato, diventando finalmente una donna.Giovanni Grazzini, in Corriere della Sera, 28 aprile 1966, p. 12

Riconoscimenti Golden Globe 1966 Migliore attrice non protagonista (Ruth Gordon) Migliore attore debuttante (Robert Redford)

Note

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