Le elezioni federali in Germania del 2005 si tennero il 18 settembre per il rinnovo del Bundestag.

Le consultazioni ebbero luogo dopo una mozione di sfiducia contro il cancelliere Gerhard Schröder, votata il precedente 1º luglio. A seguito della sconfitta del Partito Socialdemocratico (SPD) in un'elezione di uno stato, Schröder chiese ai suoi sostenitori di astenersi dal voto al Bundestag, in modo da far fallire la fiducia e rendere necessaria l'elezione anticipata.

Risultati Liste Maggioritario Proporzionale Totaleseggi Voti % Seggi Voti % Seggi Partito Socialdemocratico di Germania 18.129.100 38,41 145 16.194.665 34,25 77 222 Unione Cristiano-Democratica di Germania 15.390.950 32,61 106 13.136.740 27,78 74 180 Partito Liberale Democratico 2.208.531 4,68 - 4.648.144 9,83 61 61 Die Linkspartei.PDS 3.764.168 7,98 3 4.118.194 8,71 51 54 Alleanza 90/I Verdi 2.538.913 5,38 1 3.838.326 8,12 50 51 Unione Cristiano-Sociale in Baviera 3.889.990 8,24 44 3.494.309 7,39 2 46 Partito Nazionaldemocratico di Germania 857.777 1,82 - 748.568 1,58 - - I Repubblicani 38.678 0,08 - 266.101 0,56 - - I Grigi - Pantere Grigie 6.340 0,01 - 198.601 0,42 - - Partito delle Famiglie di Germania 76.064 0,16 - 191.842 0,41 - - Partito per la Protezione degli Animali 7.341 0,02 - 110.603 0,23 - - Partito dei Cristiani Osservanti della Bibbia 57.027 0,12 - 108.605 0,23 - - Altri <0,10% 229.183 0,49 - 233.290 0,49 - - Totale 47.194.062 299 47.287.988 315 614

Esiti L'Unione Cristiano-Democratica (CDU), insieme al suo partito gemello della Baviera, l'Unione Cristiano-Sociale (CSU), iniziarono la campagna elettorale con un vantaggio del 21% rispetto al SPD, secondo i sondaggi. Molti commentatori si aspettavano la chiara vittoria elettorale dei cristiano-democratici, e la nomina a cancelliera della leader della CDU, Angela Merkel, per formare un governo di coalizione con il Partito Liberale Democratico (FDP) e battere quindi la coalizione al governo formata da SPD e Alleanza 90/I Verdi. La CDU, tuttavia, perse durante la campagna elettorale tutto il vantaggio, e si ridusse alla vittoria per l'1%, con 4 seggi in più dei socialdemocratici.

Gli exit poll mostrarono chiaramente che nessun gruppo aveva ottenuto la maggioranza dei seggi al Bundestag. Tutti i partiti persero seggi rispetto alle elezioni federali del 2002, mentre solo il Partito della Sinistra (parziale successore del Partito del Socialismo Democratico diretto da Gregor Gysi e dall'ex presidente del SPD Oskar Lafontaine) ottenne un significativo incremento. Sia Schröder che la Merkel dichiararono vittoria, ma la formazione di un nuovo governo richiese molti negoziati. Il 10 ottobre 2005 le alte cariche del SPD e della CDU/CSU annunciarono la conclusione delle trattative, che avevano portato alla formazione di una grande coalizione con Angela Merkel come Cancelliera. 397 deputati della CDU/CSU e del SPD votarono per la Merkel alla riunione del 22 novembre 2005, che portò alla formazione del primo Governo Merkel.

Contesto Il Cancelliere Schröder orchestrò la sconfitta alla mozione di fiducia al Bundestag con lo scopo di portare il Paese a un'elezione anticipata a seguito della sconfitta del suo SPD nello stato più popoloso della Germania, la Renania Settentrionale-Vestfalia, il 22 maggio 2005. La vittoria della CDU nella Renania Settentrionale-Vestfalia assegnò al partito, insieme al FDP, la maggioranza al bundesrat, la camera alta del Parlamento federale (che rappresenta i Land della Germania).

Le elezioni federali anticipate in Germania possono avvenire solo dopo lo scioglimento del Bundestag da parte del Presidente della Germania, dato che la costituzione proibisce al Bundestag di auto-sciogliersi. Il Presidente può sciogliere l'assemblea solo dopo che il Cancelliere viene sconfitto in un voto su cui è stata posta la fiducia. La Corte Costituzionale Federale tedesca stabilì già nel 1983 che i cancellieri non possono chiedere al Presidente lo scioglimento del Bundestag semplicemente per portare la nazione ad un'elezione anticipata; deve esistere un problema reale riguardante la maggioranza. Molti osservatori sono d'accordo sul fatto che Schröder abbia rispettato tale clausola, dato che molti delegati di sinistra del SPD avevano espresso forti dubbi sull'opera di riforma del cancelliere e sul programma di riforma del welfare. Tuttavia, alcuni giorni prima del voto, la coalizione aveva approvato alcune leggi senza dissenso, fatto che indicava un forte sostegno al cancelliere all'interno della coalizione. Dopo aver spinto i delegati ad astenersi dal voto, il cancelliere Schröder perse il voto di fiducia appositamente il 1º luglio per 151 contro 296. Il 21 luglio il Presidente Horst Köhler sciolse il Bundestag, preparando la strada alle elezioni del 18 settembre.

Il membro dei Verdi del Parlamento Werner Schulz - che, in un discorso molto citato del giorno della mozione di fiducia, aveva criticato la perdita deliberata della fiducia come farsa ed aveva paragonato l'obbedienza del Bundestag a Schröder come tipica del Volkskammer della Repubblica Democratica Tedesca - e Jelena Hoffmann, membro del SPD, si rivolsero per protesta alla Corte Costituzionale Federale. La Corte rigettò la denuncia il 25 agosto, descrivendo come valida la decisione del Presidente di sciogliere il Bundestag, e autorizzando pertanto le elezioni anticipate del 18 settembre, ponendo fine alle speculazioni secondo le quali Schröder si sarebbe dimesso o avrebbe diretto un governo anatra zoppa.

Un piccolo numero di membri dei partiti politici minori si unì alle proteste: la Corte rigettò anche le loro nella settimana precedente le elezioni.

Le cifre seguenti costituiscono i risultati finali pubblicati dal Bundeswahlleiter (Ufficio Elettorale Federale): ha votato il 77,7% degli aventi diritto, con una flessione negativa del 1,4% rispetto alle elezioni federali del 2002. I voti non validi sono stati 850.772 (1,8%) nelle sezioni delle circoscrizioni e 756.146 (1,6%) nelle liste di sezione. la CDU e la CSU hanno effettuato un caucus al Bundestag e non si sono affrontate per sottrarsi voti. La CSU concorre solo in Baviera, mentre la CDU in tutti gli altri stati. ci sono stati nove seggi in meno, dovuti al metodo di assegnamento dei seggi stessi, due per il SPD e sette per la CDU.

Campagna elettorale CDU e CSU nominarono Angela Merkel come candidata cancelliera, e fu la prima volta nella storia della Germania in cui uno dei due maggiori partiti abbia nominato una donna per tale carica, e che abbia vissuto per più nella DDR. La CDU presentò un programma che comprendeva l'incremento della velocità della deregolamentazione in Germania e l'abbassamento delle tasse e della spesa pubblica (molti commentatori hanno poi comparato la Merkel con Margaret Thatcher). La CDU iniziò la campagna con un vantaggio del 21% rispetto all'SPD, e la certezza della vittoria della Merkel portò il Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair, ad incontrarla prima del Cancelliere Schröder durante una visita a Berlino in giugno.

Il Partito Socialdemocratico puntava invece a mantenere la deregolamentazione allora in vigore. Essi aggiunsero al proprio programma elettorale alcuni piccoli cambiamenti, quali l'allargamento della base finanziaria del sistema sanitario e la proposta di una tassa addizionale del 3% per le persone con reddito annuo superiore a 250.000 euro (dopo che la coalizione di governo aveva nel 2005 tagliato le tasse della fascia più abbiente della popolazione dal 48,5 al 42%).

Alleanza 90/I Verdi approvò il suo programma nel luglio 2005. Rispetto al programma delle precedenti elezioni federali, fu aumentata l'enfasi sulle politiche economiche e del mercato del lavoro. Per la prima volta, questo argomento venne prima del classico argomento dei Verdi, ossia le politiche ambientali. In generale, il programma si spostò più verso l'area della sinistra; furono incluse affermazioni sulla necessità di cambiamenti nelle esistenti politiche del governo.

Il Partito Liberale Democratico annunciò il suo programma elettorale prima di tutti gli altri, pubblicandolo il 24 luglio. Venivano invocate forti misure di risparmio nella spesa pubblica e più spazio per i negoziati locali tra impiegati e datori di lavoro, in opposizione al controllo centrale.

I leader del partito di sinistra PDS, acconsentirono a lasciare che i candidati del centro-sinistra Lavoro e Giustizia Sociale - L'Alternativa Elettorale (WASG) concorressero nelle loro liste, lasciando aperta la possibilità di una futura unione tra i due partiti, con la clausola imposta dal WASG secondo la quale il PDS avrebbe dovuto cambiare il proprio nome in Partito della Sinistra; il WASG, con il proprio candidato di punta, Oskar Lafontaine (ex leader SPD), si formò con la separazione di alcuni elementi dell'SPD, delusi dal fatto che il partito avesse intrapreso un cammino neoliberale nelle riforme economiche. Se i due partiti (WASG e PDS) dovessero unirsi, si potrebbe indebolire la forza dell'SPD, dato che il PDS non ha mai effettuato incursioni nell'ex Germania Ovest (esso è il naturale successore dell'ex gruppo comunista al governo, il Partito Socialista Unificato di Germania dell'ex Repubblica Democratica Tedesca), mentre il WASG ha le sue roccaforti nella Germania Ovest, dove potrebbe conquistare un numero significativo di voti.

Due dei piccoli partiti di estrema destra tedeschi, il Partito Nazionaldemocratico (NPD) e l'Unione Popolare Tedesca (DVU), annunciarono che avrebbero concorso alle elezioni su una piattaforma comune, originando paure per il fatto che avrebbero potuto raggiungere il 5%, superando la soglia di sbarramento e potendo pertanto avvedere al Bundestag. Dato che la legge elettorale tedesca non permette le liste comuni di due o più partiti, in pratica il DVU non concorse alle elezioni, e i membri di quel partiti apparvero nelle liste del NPD.

I primi sondaggi dell'estate del 2005 effettuati da 6 organizzazioni mostrarono una solida maggioranza per la CDU/CSU, con una percentuale che andava dal 41 al 43%, mentre il SPD rimaneva tra il 32 e il 34%. I sondaggi mostrarono in seguito che il FDP, possibile partner in coalizione con i conservatori, si attestava tra il 6,5 e l'8%, mentre Alleanza 90/I Verdi, allora partner in coalizione con il SPD, si trovava tra il 6 e l'8%. Gran parte dei sondaggi indicò una probabile maggioranza per la coalizione CDU/CSU/FDP. Per quanto riguarda gli altri partiti, i sondaggi indicarono l'alleanza elettorale PDS-WASG sopra il 5%, tra il 7 e l'8,5%. Nessun risultato comprese altri partiti, inclusi quelli di estrema destra, vicini al 5%, anche se in realtà i partiti di estrema destra nel passato ricevettero nei sondaggi delle percentuali minori, a causa della renitenza degli elettori a mostrare il proprio sostegno.

All'inizio di agosto il sostegno ad Angela Merkel si abbassò rapidamente; le ragioni di questo fatto furono nei conflitti sul programma elettorale all'interno e tra i partiti conservatori (CDU e CSU), e le discussioni riguardo alla scelta del partito partner in coalizione, il FDP, come anche altre gaffes imbarazzanti. I media criticarono la Merkel per aver confuso le cifre riguardanti il netto e il lordo durante un discorso elettorale; a seguito di ciò, i sondaggi suggerirono che la CDU/CSU e il FDP avrebbero ottenuto solo il 48% dei voti, e non sarebbero pertanto stati in grado di formare un governo. Inoltre, ci furono ulteriori danni alla campagna conservatrice quando due candidati CDU/CSU, Jörg Schönbohm e il leader CSU Edmund Stoiber, rilasciarono interviste contro i tedeschi della ex-Germania Est. Questi commenti non solo fecero perdere voti nella parte orientale del Paese, ma misero in discussione anche la fiducia di CDU e CSU nella Merkel, dato che lei stessa era cresciuta nella RDT.