Aquilonia (Carbonara fino al 1863, Carunàr in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.
Origini del nome La cittadina, di origine medievale, ha cambiato nome più volte durante la sua storia.
Fino al 1861 si chiamava Carbonara, forse non, come la vulgata riferisce, per via dell'attività principale degli abitanti, che sarebbe stata la produzione del carbone vegetale, ma probabilmente per la presenza nel suo territorio di particolare tipo di pietra scistica che ardeva senza consumarsi.
Assunse il nome di Aquilonia dopo l'Unità d'Italia, nel 1861, per volontà politica dell'amministrazione liberale del tempo. Nel 1860, infatti, il paese di Carbonara aveva conosciuto una cruenta sommossa popolare filoborbonica contro l'Unità italiana che culminò con l'uccisione di nove persone e nel 1861 venne conquistata dai briganti di Carmine Crocco. Per cancellare la macchia antiunitaria della storia del piccolo centro irpino, si chiese e si ottenne di cambiare nome al paese. Il centro assunse allora quello di Aquilonia in omaggio alla tradizione erudita locale che, sulla base di alcune ipotesi del XVI secolo, identificava il piccolo centro di Carbonara con lAquilonia degli Irpini (corrispondente in realtà alla moderna Lacedonia), quest'ultima a sua volta confusa con lAquilonia dei Pentri (anch'essa da localizzarsi in tutt'altro territorio) celebre per la battaglia tra Sanniti e Romani. Il nome originario e storico del paese è comunque rammentato nello stemma civico ove è inserita la scritta Olim mihi fuit nomen Carbonara.
Storia Nel quadriennio 1743-46 il suo territorio fu soggetto alla giurisdizione del regio consolato di commercio di Ariano, nell'ambito della provincia di Principato Ultra.
Dopo il terremoto del Vulture del 23 luglio 1930, il paese è stato completamente ricostruito in un luogo più alto rispetto alla locazione originale. Il vecchio centro abitato è stato definitivamente abbandonato nel dopoguerra. Ne restano poche rovine, oggetto di studio e di recupero.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 marzo 1998.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Badia di San Vito Dedicata al patrono San Vito, fu costruita probabilmente tra il XIV e il XV secolo nel luogo in cui si trovava un antico monastero dedicato a San Leonardo; in stile romanico, presenta una facciata a capanna e un imponente campanile a tre livelli inglobato alla struttura. A causa dei rimaneggiamenti e delle modifiche fatte ne corso dei secoli, sono state perduti gli elementi più antichi della struttura.
Nelle sue vicinanze troneggia un quercia plurisecolare, di specie roverella, detta "quercia di San Vito", facente parte del catalogo dei alberi monumentali della regione Campania. Secondo la leggenda, non è possibile tagliare l'albero perché strumenti come accette rimarrebbero incastrati nel tronco e i rami inizierebbero a "piangere" lacrime di sangue: per questo motivo la popolazione locale lo considera un albero protetto da San Vito.
Altri edifici religiosi presenti sono: Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, risalente agli anni '50, è sede dell'omonima parrocchia; Chiesa di San Giovanni, risalente agli anni '30, è stato il primo edificio religioso ad essere stato costruito nel nuovo centro abitato a seguito del terremoto del 1930 ed anche chiesa madre fino al 1957; Chiesa dell'Immacolata Concezione; Chiesa rupestre della Maddalena.
Siti archeologici All'interno del territorio comunale ricade il parco archeologico di Carbonara, che conserva i resti del vecchio centro abitato distrutto nel 1930, memoria storica di tutti gli Aquiloniesi: presenta intatto l'originario tracciato urbano e i resti di numerosi edifici, come chiese e palazzi, alcuni dei quali completamente restaurati come palazzo Vitale e il palazzo di Borgo Croce, che ospita il Museo delle città itineranti. A seguito del completo recupero dell'area, annualmente vengono ospitati anche eventi e manifestazioni.
A poche centinaia di metri dal sito archeologico, sorge l'antica fontana lavatoio, detta oggi fontana del paese vecchio, risalente al 1792, che serviva al paese non solo per il lavaggio degli indumenti o per l'uso quotidiano in casa, ma anche come abbeveratoio per il bestiame.
Aree naturali Di notevole interesse naturalistico, a circa 3 km dal centro abitato, è il Lago di San Pietro o Aquilaverde, così chiamato perché compreso nei territori di Aquilonia, Monteverde e Lacedonia, nato dallo sbarramento del torrente Osento, affluente del fiume Ofanto. Importanti la flora e la fauna tipicamente acquatica nonché una ricca varietà di pesci d'acqua dolce: trote, persici, cavedani, alborelle e anguille.
Fontane Oltre alla fontana del vecchio centro abitato, sono presenti su territorio numerose fonti di acqua: come il resto dell'Irpinia, anche Aquilonia ne è molto ricca. Tutte le fontane sono facilmente localizzabili con Google Maps e spesso usate nei percorsi trekking: Fontana di San Vito, a circa 150 metri dalla badia sulla omonima strada comunale; Fontana del Paese Vecchio, del 1792, ubicata a sud del vecchio centro di Carbonara; Fontana di Montarcangelo, presso il Bosco di Montarcagelo, sulla strada comunale Aquilonia-Lacedonia; Fontana del Gelso, del 1835, simile a quella nel Bosco di Montarcagelo nei pressi della strada comunale Rupe del Bosco; Fontana Nocelle (delle Li 'Avt), situata presso l'omonima strada comunale; Fontana Senna, sulla omonima strada comunale verso la stazione; Fontana Nangi, sulla omonima strada comunale verso Calitri; Fontana Piano del Lago, sita presso l'omonima strada comunale, nei pressi della SP156; Fontana Pozzo Mancino, direzione strada comunale Sassano-Stazione; Fontana di Pozzo Monticchio, ubicata a 4 km dal centro abitato, nella omonima contrada; Fontana delle Femminelle, sita in contrada Accinta; Fontana della Fica, sita sulla via comunale Aquilonia-Monteverde che conduce verso l'Osento; Fontana Pisciolo del Monaco, in contrada Sterpara; Fontana dell'Angelo, nei pressi di Casa della Cultura; Fontana Teglia, in contrada Toppe di Nunzio/Sassano.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2018 risultano residenti sul territorio comunale 59 cittadini stranieri.
Tradizioni e folclore
San Vito Martire I festeggiamenti in onore del patrono San Vito si svolgono ogni anno dal 14 al 16 giugno e sono anticipati dalla festa del 9 maggio (San Vito "piccolo"). I tre giorni si aprono con la fiera intercomunale del 14 giugno, mentre durante i due giorni successivi si svolgono due processioni in onore del santo: la prima, il 15 giugno, dalla chiesa principale fino alla Badia di San Vito, fuori dal centro abitato; la seconda, il 16 giugno, per le vie principali del paese. Tutti e tre i giorni sono allietati dalla banda, da concerti ed esibizioni musicali e dalle luminarie.
Palio delle contrade Il Palio delle contrade si svolge ogni anno durante il mese di agosto ed è una competizione in cui si sfidano le quattro contrade in cui è suddiviso il centro abitato: San Giovanni, Immacolata, Belvedere e Calvario. Le squadre, formate dagli abitanti di ogni contrada, si sfidano in diversi tornei e giochi, appartenenti prevalentemente alla tradizione e alla cultura popolare, come la corsa con le carrozze, consistenti in un mezzo formato da un corpo in legno e da quattro cuscinetti come ruote, senza motore o meccanismi elettrici; la corsa a tempo rappresenta la prova finale del palio.
Cultura Museo etnografico "Beniamino Tartaglia". Al suo interno si trova una biblioteca con migliaia di volumi e documenti storici. Il museo raccoglie migliaia di oggetti della millenaria civiltà contadina dell'Appennino, organizzati in un percorso espositivo che ricostruisce tutti gli ambienti domestici e di lavoro. Museo delle città itineranti: ha sede in un palazzo completamente recuperato a seguito del terremoto del 1930 e ricade all'interno del parco archeologico di Carbonara. Presenta un'esposizione formata da documenti, foto e video che mostrano le vicende di comuni italiani che, come Aquilonia, sono stati colpiti da eventi tellurici nel corso della loro storia.
Economia Agricoltura Nel territorio di Aquilonia viene prevalentemente coltivato il grano, anche in varietà antiche come il Senatore Cappelli. Viene prodotto Vino, Orzo, Avena, Olio e Zucca (trasformate secondo una particolare procedura in quelle che in dialetto sono chiamate currésce re cucózza).
Tradizionale anche un pane particolare chiamato "tor'tne", tipico della tradizione pasquale e simile al pane che viene prodotto anche nel vicino paese di Ripacandida, in Basilicata.. Esso ricorda la corona di spine sulla testa di Gesù.
La pastorizia è un'altra delle risorse del territorio (ovini - suini - bovini), si producono prodotto lattiero - caseari (mozzarelle - caciocavalli - nodini). Vengono prodotti inoltre salumi come Salsiccia e Sopressata, involtini di budella chiamati Mugliatiedd.
Infrastrutture e trasporti
Strade Il comune è interessato dalla strada statale 399 di Calitri e dalla strada statale 401 dell'Alto Ofanto e del Vulture, dalle strade provinciale SP51 e SP156.
Ferrovie Il comune era servito dalla stazione di Aquilonia, sulla ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio.
Autobus Il comune è servito quotidianamente da servizi di trasporto su gomma, operati dall'azienda regionale AIR CAMPANIA e della ditta privata DI MAIO bus di Calitri.
Amministrazione
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia. Il comune rientra nell'area del Progetto Pilota "Città dell'Alta Irpinia" come comune Capofila..
Sport Calcio Nel comune vi è una squadra di calcio dilettantistica: A.S.D. Polisportiva Aquilonia Militante nella stagione 2025/2026 in Terza Categoria Avellino girone C. I colori sociali sono il giallo ed il blu.
Note
Voci correlate Aquilonia (città romana) Irpinia Lacedonia
Altri progetti
Collegamenti esterni Aquilonia su Comuni-Italiani.it