Albairate (AFI: ; Albairàa o Bairàa in dialetto milanese) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale ha forma allungata e confina a nord col comune di Corbetta, ad est con Cisliano e Gaggiano, a sud con Abbiategrasso e Vermezzo, a ovest con Cassinetta di Lugagnano ed Abbiategrasso.

Albairate è posta a circa 20 chilometri ad ovest dal capoluogo lombardo. Morfologicamente, il territorio di Albairate è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni. L'altitudine media è di 124 .

Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Albairate come delle zone limitrofe all'abitato sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano.

Dal punto di vista sismico Albairate presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4 (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale. Nella sua storia l'abitato ha risentito di tre terremoti di entità superiore a 5,5 ML: quello del 1117 (6,5 ML), quello del 1222 (6 ML) e quello del 1887 (6,3 ML)

Clima Il clima di Albairate è quello continentale, tipico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi con diverse giornate di gelo, col fenomeno della nebbia; le estati, che risentono di elevate temperature che possono superare i 30 °C, presentano una umidità che può raggiungere l'80% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". L'umidità non è comunque presente solo d'estate, ma è molto elevata tutto l'anno. I dati provenienti dalla vicina stazione meteorologica di Milano Malpensa, ad ogni modo, indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C.

Il comune appartiene alla zona climatica E, 2360 GR/G. Albairate, come del resto gran parte dei comuni della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione.

La piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera con un minimo relativo invernale e con una media annua superiore ai 1000 mm, con un minimo relativo invernale.

Origini del nome Il toponimo Albairate sembrerebbe derivare dalla parola latina Arboretum, ovvero "luogo con alberi", immerso nella boscaglia.Ambrogio Palestra, Albairate, Abbiategrasso, 1959 L'ipotesi di questa antica foresta può essere ritrovata nell'attuale bosco di Riazzolo, la principale riserva naturale sul territorio albairatese. Secondo altre fonti, il toponimo potrebbe derivare dal nome personale latino "Albarius" deformato successivamente col suffisso "-ate".

Storia

I primi ritrovamenti archeologici che testimoniano la presenza di abitanti nell'area di Albairate si fanno risalire i primi insediamenti all'età del bronzo, quando la zona era abitata dai Liguri. L'importanza di tali ritrovamenti ha avuto una certa rilevanza in campo archeologico da aver gettato le basi per una vera e propria cultura archeologica, chiamata della Scamozzina dal luogo del ritrovamento, l'omonima Cascina Scamozzina, nel territorio albairatese.Raffaele de Marinis, Liguri e Celto-Liguri in Italia. Omniun terrarum alumna, Garzanti-Scheiwiller, 1988, 724 pp.gg. Gran parte dei reperti ritrovati già all'inizio del Novecento erano situati presso la Cascina Faustina (il cui oratorio risale ad epoca carolingia ed è uno dei meglio conservati dell'intera area) e sono stati dettagliatamente studiati e catalogati da Carlo Dossi, proprietario dell'intero podere che effettuò per primo gli scavi nell'area e si interessò alla collocazione dei ritrovamenti dove ancora oggi si possono ammirare presso il Museo archeologico "Villa Pisani Dossi" di Corbetta.A. Bresciani et al., Il Museo Pisani Dossi a Corbetta, Milano 1998

Testimonianze di Albairate in epoca romana sono, invece, di recente scoperta e sono state registrate in località Cascina Rosio ad opera della famiglia Ranzani, attuale proprietaria dello stabile, tra cui un sarcofago dell'epoca in granito.

Nell'XI secolo, l'attuale territorio comunale di Albairate era ripartito su tre comuni minori: quello di Brisconno (posto tra la Cascina Rosio e la Cascina Marcatutto), Verdesiacum (tra la Cascina Scamozza e la Cascina Faustina) ed Albairate propriamente detto che appariva come un villaggio cintato da mura basse ed avente cinque porte. Di questo comune i documenti parlano per la prima volta nel 1054, quando esso dipendeva come feudo dal monastero milanese di San Vittore, oltre ad avere proprietà ascrivibili alle famiglie nobili milanesi dei Pietrasanta e dei Medici. Il XII secolo fu un periodo cruciale per lo sviluppo abitativo di Albairate in quanto, a seguito delle devastazioni operate da Federico Barbarossa in tutto il milanese, i due comuni di Brisconno e Marcatutto scomparirono a vantaggio del centro maggiore, Albairate.Di Brisconno oggi non rimane alcuna traccia, mentre del comune di Marcatutto rimane la cascina centrale che ancora oggi costituisce località nel comune di Albairate

Fu durante il XIII secolo che ebbe luogo il processo di affrancamento di Albairate dal vassallaggio e l'istituzione del vero e proprio comune rurale, passando poi, come tutta l'area del milanese, prima sotto la signoria dei Visconti e poi degli Sforza, sino ai possedimenti spagnoli del Ducato di Milano, ma continuando a conservare la feudalità sostanziale da parte dei monaci di San Vittore di Milano che nel tempo giunsero ad ottenere il possesso di un terzo di tutte le terre comunali.

Il 5 aprile 1570 San Carlo Borromeo si recò in visita ad Albairate stimolando un rinnovamento spirituale della parrocchia ed avviando lo sviluppo sociale del paese.

La città seguì le sorti del Ducato di Milano e, durante la dominazione napoleonica, il monastero di San Vittore al Corpo venne soppresso e le sue terre confiscate da parte del governo di Milano che procedette quindi a venderle all'asta. Successivamente, con la Restaurazione, il comune venne incluso dapprima nel Regno Lombardo-Veneto e poi nel Regno d'Italia.

Durante la seconda guerra mondiale la frazione di Riazzolo e l'annesso bosco furono il centro nevralgico della resistenza nel magentino: qui operarono figure come Leopoldo Fagnani e Pierino Beretta nell'organizzazione dei renitenti della Repubblica Sociale Italiana e nel loro invio nella Valsesia.Alberto Magnani, Partigiani tra le cascine. La divisione Garibaldi Magenta e la Resistenza nel sud-ovest milanese, Storia in Lombardia. Fascicolo 3, 2003, Milano: Franco Angeli, 2003.

Simboli

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:

Lo stemma deriva da quello della locale famiglia de Albairate il quale è presente nello Stemmario Trivulziano che risultava essere propriamente: di rosso, alla pianta di betulla sradicata d'argento. Si tratterebbe, in questo caso, di un'arma parlante, in quanto in dialetto lombardo il termine albarott è usato per indicare l'albero della betulla.

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica del 23 giugno 1983.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di San Giorgio

La chiesa parrocchiale di San Giorgio di Albairate venne edificata a partire dal 1937 in sostituzione della più antica chiesa parrocchiale, che sorgeva nella medesima posizione dell'attuale, in centro al paese, gittante sulla piazza principale. Tali lavori si erano resi necessari per problemi di statica del precedente edificio. La struttura venne consacrata ufficialmente il 1º ottobre 1938 ed aperta al culto pubblico. La chiesa precedente, anch'essa dedicata a San Giorgio, risaliva al XVI secolo e, si presume, fu a sua volta edificata su un preesistente edificio di culto: la dedicazione a San Giorgio potrebbe far risalire la presenza di una chiesa in questo luogo all'epoca longobarda.

La chiesa attuale, costruita in mattoni a vista, riprende le forme tipiche dell'architettura romanica, con un tetto a capanna, con ampi finestroni e vetrate. Il campanile, retrostante la struttura, è ancora quello originale dell'antica chiesa.

L'interno della chiesa è stato completamente decorato ad affresco a partire dalla metà degli anni quaranta, con un ciclo dedicato a San Giorgio nella navata centrale, le immagini della Via Crucis nelle navate laterali, la Resurrezione nella controfacciata, l'Ultima Cena nel catino dell'abside, il Battesimo di Cristo, la Fuga in Egitto ed evangelisti nel tiburio. Interessante anche il piccolo battistero. In occasione del 70° della consacrazione dell'edificio gli affreschi e le altre componenti l'apparato decorativo sono stati completamente ripuliti e offrono un esempio notevole dell'arte religiosa di metà Novecento.

Il campanile è ciò che rimane della chiesa precedente. Ha un concerto di 6 campane in La2 crescente. Sono state fuse nel 1897 dai Fratelli Barigozzi. Il Mi3 è stato fuso da Angelo Bianchi nel 1948, mentre il Re3 da Carlo Ottolina e Figli nel 1961. La campana maggiore (il La2 crescente) ha un diametro di 168,5 cm.

Chiesa di Santa Maria De Bozzis

La piccola chiesa di Santa Maria De Bozzis, venne edificata a partire dal Cinquecento come oratorio per la Confraternita del SS. Sacramento presente presso la parrocchia di Albairate. L'edificio venne realizzato con le medesime fattezze del XVI secolo dell'antica chiesa di Albairate.

Chiesa di Santa Teresa (loc. Riazzolo)

Sita in località Riazzolo, la piccola chiesa di Santa Teresa venne edificata nel corso del Settecento come tutto l'antico complesso rurale e residenziale dell'area. Essa si presenta come un tempio di modeste dimensioni, con facciata a decorata con tinte bianche e gialle e mossa da lesene e decorazioni a stucco, un timpano al termine della struttura. Il resto della chiesa, si presenta invece esternamente a mattoni vivi che contraddistinguono anche l'area del presbiterio, stondato.

L'interno, contraddistinto da un'unica navata, è in stile tardo barocco, semplice ma raffinato, con la particolarità del grande finestrone sovrastante il portale d'ingresso che dà luce all'interno della struttura, che dispone inoltre di due finestrelle nell'area dell'altare. La chiesa dispone anche di un piccolo campanile al concerto di due campane.

Di fronte alla chiesa, si trova un piccolo piazzale a ghiaietto con un viale di piccoli cipressi e una colonna marmorea con un'aquila di bronzo, sotto la quale è posta una targa a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale nella frazione.

La chiesa dipende attualmente dalla parrocchia di Albairate ma rimane un patronato della famiglia corbettese dei Pisani-Dossi (oggi passato agli eredi, i Macchi di Cellere) in omaggio a Carlo Dossi che l'acquistò e la ristrutturò a fine Ottocento. Oggi la chiesa viene utilizzata solo occasionalmente, soprattutto nel caso di matrimoni che abbinino a ristorante un vicino agriturismo, gittante sulla piazzetta della chiesa.

Chiesa della Beata Vergine del Rosario Sita presso la Cascina Rosio e risalente al XVII secolo, la chiesa della Beata Vergine del Rosario era la cappella della grande corte che, trovandosi a lunga distanza dal paese, richiese e costruì un luogo di culto in loco.

Oratorio di San Bernardo

L'oratorio di San Bernardo, non lontano dal cimitero del paese, risale al 1641 ed è attribuito al grande architetto Francesco Maria Richini.