Il comune è un ente locale italiano, con caratteristiche di territorialità ed autonomia.

Previsto dall'art. 114 della Costituzione, è governato dal sindaco, che ne è rappresentante legale, dal consiglio comunale e dalla giunta, come previsto dal testo unico sull'ordinamento degli enti locali.

Può essere suddiviso in frazioni o circoscrizioni, le quali possono a loro volta avere un limitato potere grazie a delle apposite assemblee elettive. Al comune può essere attribuito anche il titolo di città.

Dal 2010 la città di Roma è amministrata da Roma Capitale, ente territoriale sui generis, con poteri maggiori rispetto a un comune ordinario e un proprio statuto che ne determina i principi e l'ordinamento.

Generalità

I comuni devono avere un proprio statuto comunale e possono ripartire il proprio territorio in circoscrizioni al fine di assicurare alla popolazione una più diretta partecipazione all'amministrazione. Alla circoscrizione sono delegati poteri che vanno di là dalla mera funzione consultiva (per la quale possono essere previsti nello statuto del comune, appositi comitati o consulte di quartiere). La legge finanziaria per l'anno 2007 ha modificato i termini per la costituzione delle circoscrizioni, rendendole obbligatorie in comuni con una popolazione superiore a abitanti (non più ) e opzionali, invece, ove la popolazione è compresa tra e abitanti (prima l'intervallo era abitanti).

Un comune può avere una, nessuna o più frazioni, essere un comune sparso, essere suddiviso in circoscrizioni o avere un'exclave o un'enclave a livello territoriale. I comuni possiedono inoltre una classificazione climatica e sismica del proprio territorio ai fini di prevenzione e protezione civile. Appartengono al comune e sono da esso gestite tutte le strutture cosiddette comunali, ovvero strutture pubbliche come scuole, strutture sportive e culturali, biblioteche, centri di raccolta rifiuti, teatri.

Dal punto di vista dell'inquadramento amministrativo, comune appartiene a una provincia, ma la provincia non fa da tramite nei rapporti con la regione e questa in quelli con lo Stato a livello gerarchico, poiché esso, essendo dotato di personalità giuridica, può avere rapporti diretti con la regione e con lo Stato.

Organizzazione amministrativa

L'attività amministrativa si svolge tipicamente in un edificio detto municipio che funge anche da luogo con le relazioni dirette con i cittadini.

Massimo organo politico nonché rappresentante legale dell'ente è il sindaco, vertice politico democraticamente eletto tramite elezioni comunali a suffragio universale tra tutti i cittadini del comune aventi diritto al voto (età maggiore di 18 anni), con poteri esecutivi. Il sindaco risiede nel municipio durante il suo operato con un mandato che dura 5 anni a meno di dimissioni. Altri organi polici sono il consiglio comunale, organo collegiale composto da consiglieri comunali in rappresentanza di tutte le forze politiche del territorio con funzioni di approvazione del bilancio comunale, delle delibere e provvedimenti emessi dal sindaco (es. ordinanze), e la giunta comunale, organo collegiale composto da un numero variabile di assessori comunali da lui nominati in rappresentanza delle forze politiche che lo appoggiano, collaborante con il sindaco al governo dell'ente adottando proprie deliberazioni.

Al vertice amministrativo vi è invece la figura del segretario comunale, che sovrintende e coordina l'attività dei dirigenti comunali. Facoltativamente può essere nominato dal sindaco, previa delibera della giunta, anche un direttore generale nei comuni italiani con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

Spesso i comuni appartengono a unioni di comuni quali comunità collinari, comunità montane e comunità isolane, oppure rientrano in aree di città metropolitane. Al comune, o in forma associata, fanno capo gli organi di polizia municipale (ove presente), ai quali il sindaco può impartire ordini e/o direttive. La promozione del territorio è affidata invece a enti di promozione e associazioni culturali locali come le Pro Loco.

Un comune con i suoi organi di amministrazione può essere oggetto di commissariamento per cattiva amministrazione; in tal caso il Prefetto nomina un'apposita figura - detta apunto commissario prefettizio - per il risanamento dell'ente; l'ente può anche incorrere nello scioglimento del consiglio comunale per vari motivi, come ad esempio nel caso di infiltrazione mafiosa, qualora tale presenza sia accertata, o in un tentativo di secessione dalla Repubblica.

Autonomia, competenze e funzioni

In quanto dotato di autonomia amministrativa funzionale e finanziaria nei limiti fissati da Costituzione e TUEL, il comune è responsabile dell'amministrazione del territorio di comptetenza per quanto riguarda:

definizione e rispetto del bilancio comunale annuale; definizione e rispetto del piano regolatore generale comunale; ordine pubblico e pubblica sicurezza; gestione viabilità e manutenzione sulle strade comunali; gestione degli edifici pubblici; smaltimento dei rifiuti; gestione criticità legate a maltempo e calamità naturali.

Qualora alcune di queste funzioni vengano meno per effetto ad esempio di calamità naturali, il sindaco può chiedere l'intervento della prefettura. Per tutte le sue funzioni amministrative ogni comune dispone di un budget finanziario annuale da parte dello Stato. Le modalità di ripartizione dei fondi del bilancio comunale sono oggetto di discussione e approvazione da parte del consiglio comunale dopo le richieste di avanzamento da parte della giunta comunale sotto forma di deliberazione.

Obblighi di trasparenza Ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 le informazioni devono essere pubblicate in formato aperto e sono riutilizzabili, senza ulteriori obblighi diversi da quello di citarne la fonte e rispettarne l'integrità (art. 7). I dati sono pubblicati nel sito istituzionale, nella sezione "Amministrazione trasparente" (art. 9-bis), secondo le denominazioni e la struttura prestabilito dal decreto (all. A). Fra i documenti obbligatori:

i documenti di programmazione strategico-gestionale e gli atti degli organismi indipendenti di valutazione, bilancio preventivo e consuntivo; il controllo delle fonti e dei servizi e dei dati relativi alle operazioni che riguardano la loro curriculum vitae, compensi e spese di servizio degli incarichi politici elettivi e non, dirigenziali e delle consulenze; enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato; scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi; accordi stipulati dall'amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche; documentazione relativa a ciascun procedimento di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica d'iniziativa privata o pubblica in variante allo strumento urbanistico generale; concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente.

Il codice sulla privacy prevedeva che i soggetti pubblici non dovessero acquisire il consenso degli interessati per la gestione interna e riservata dei dati (all. 3). Dal 25 maggio 2018 è in vigore il Regolamento generale sulla protezione dei dati, che, a differenza della precedente direttiva, si applica anche a imprese ed enti, organizzazioni in generale.

In materia di dati catastali, l'accesso telematico esterno risulta consentito esclusivamente ai tecnici abilitati previa apposita delega scritta del proprietario. La Corte di Cassazione (Cass. civ., 20 febbraio 1987, n. 1840) ha esteso tale facoltà soltanto ai notai nell'ambito dello svolgimento del loro incarico. La semplificazione ha dato luogo a una serie di accordi fra distretti notarili e amministrazioni comunali locali, finalizzati a un accesso alle varie banche dati dell'Anagrafe e al rilascio informatico dei certificati necessari per gli atti. Al 2014, risultavano "coperti" dal servizio 25 comuni italiani, mediante una propria applicazione web realizzata dai singoli comuni a risorse finanziarie invariate. , citato nel sito dell'authority con riferimenti ai volumi "Massimario 1997 - 2001. I principi affermati dal Garante nei primi cinque anni di attività" |"Massimario 2002" | "Massimario 2003" [CATEGORIE E REQUISITI DEI DATI PERSONALI > Dati sensibili > Dati idonei a rivelare l'appartenenza etnica

La normativa stabilisce che tutti i documenti contenenti atti soggetti a pubblicazione obbligatoria sono altresì soggetti a obbligo di comunicazione tempestiva nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni, fermo restando l'onere di affissione all'albo pretorio telematico (la tradizionale affissione cartacea era ammessa soltanto fino al 2010).

Comuni montani In conformità all'art. 44 della costituzione inerente alla salvaguardia delle zone montane, la legge n. 991 del 1952 ha stabilito i criteri in base ai quali un comune è definito montano; nel 2018 i comuni italiani classificati montani erano , distribuiti in tutte le regioni (ma non in tutte le province). Sono considerati invece parzialmente montani quei comuni nei quali tali criteri sono rispettati in una parte soltanto del territorio comunale. In talune regioni è ammesso che gruppi di comuni montani (o, talvolta, parzialmente montani) fra loro vicini possano aggregarsi per dar vita a una comunità montana.

Titolo di città

Il titolo di città è concesso con apposito decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell'interno, a cui il comune interessato invia istanza di concessione.

I comuni dotati del titolo di città solitamente portano al di sopra dello stemma la corona d'oro loro spettante, salvo eccezioni (ovvero diverse disposizioni nel decreto di approvazione dello stemma o in presenza) e con la generale esclusione della provincia di Bolzano: «La corona di Città ( [...] ) è formata da un cerchio d'oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili) riunite da cortine di muro, il tutto d'oro e murato di nero». Gli stemmi sono assegnati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri a cura dell'Ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze, Servizio onorificenze e araldica (ripartizione della Presidenza del Consiglio nata dalla trasformazione della Consulta araldica, soppressa ai sensi delle disposizioni finali della Costituzione italiana).

Comuni delle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta Nella Valle d'Aosta è in vigore una corposa legislazione in materia comunale concernente sia gli aspetti organizzativi sia quelli elettorali, finanziari e burocratici. La norma principale è la legge regionale n. 54 del 7 dicembre 1998, e successive modificazioni, che regola il sistema delle autonomie della regione. In materia elettorale era invece già intervenuta la legge regionale n. 4 del 9 febbraio 1995, e successive modificazioni, liberamente ispirata alle riforme apportate a livello nazionale. Caratteristica specifica della legislazione valdostana è l'elezione diretta del vicesindaco, che diviene così un organo inamovibile dell'amministrazione comunale.

I toponimi della Valle d'Aosta presentano un'unica forma, in lingua francese, con l'eccezione di Aosta (it. Città di Aosta, fr. Ville d'Aoste), Breuil-Cervinia e dei toponimi dei comuni di Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité (in dialetto titsch) e di Issime (in francese e dialetto issimese töitschu). Ai comuni valdostani spetta tuttavia una doppia denominazione, in lingua francese (commune) e in lingua italiana, che si affianca a quella in lingua tedesca per i comuni per i quali è prevista (i già citati Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime). In questo caso, la traduzione di comune in tedesco è Gemeinde (per Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité) e Gemeindeverwaltung (per Issime).

Trentino-Alto Adige