Come Dio comanda è un film del 2008 diretto da Gabriele Salvatores, tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti.
Ha ottenuto due nomination ai David di Donatello 2009, per la miglior fotografia e i migliori effetti speciali visivi.
Il film è girato tra le province di Udine e Pordenone.
Trama In un paese immaginario del nord est italiano, Rino Zena è un operaio disoccupato, violento, alcolizzato e dalle convinzioni nazionaliste e razziste, che vive con il figlio quattordicenne Cristiano. Rino è tenuto sotto controllo da Beppe Trecca, incaricato dei servizi sociali, il quale periodicamente si reca a casa sua per verificare che le condizioni di vita del piccolo Cristiano siano accettabili e che il padre Rino abbia un lavoro e si disintossichi dall’alcolismo. L'unico amico dei due è Quattro Formaggi, un ragazzo compromesso da una malattia mentale, contratta dopo un grave incidente sul lavoro in un cantiere edile, a causa di alcuni fili elettrici scoperti, che gli hanno dato la scossa e lo hanno reso cerebroleso. Quattro Formaggi vive circondato da una sorta di presepe formato da statuine e pupazzetti da lui raccolti in giro. La sua ossessione è poi la pornostar Ramona, che vede e rivede in una videocassetta.
Rino educa suo figlio alla violenza, insegnandogli persino ad usare le armi. Una sera gli ordina di uccidere il cane dei vicini, colpevole di abbaiare ripetutamente e di turbare il sonno di Rino. Nonostante l'inclinazione violenta, Rino è profondamente attaccato a Cristiano e cerca di proteggerlo a modo suo dalle brutture del mondo circostante, poiché terribilmente spaventato dall'idea di perderlo. Se ne ha la prova una sera, dopo un concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Rino si porta a casa una ragazza per avere un rapporto sessuale ma, nel momento in cui scopre che è una tossicodipendente, la allontana cacciandola in malo modo.
Cristiano sembra provare particolare simpatia per Fabiana Ponticelli, una sua compagna di scuola. La stessa Fabiana diventa oggetto delle attenzioni di Quattro Formaggi, poiché somiglia vagamente alla pornostar Ramona. Una notte di pioggia, Quattro Formaggi vede la ragazza sfrecciare in motorino per andare a casa: il ragazzo allora si mette ad inseguirla, anche lui con il motorino. A nulla valgono i tentativi di Fabiana di sfuggire a Quattro Formaggi, il quale non si trattiene e arriva a violentarla e ad ucciderla sfondandole il cranio con un sasso.
Quattro Formaggi, spaventato per quello che ha appena fatto, telefona a Rino, chiedendogli di venirlo a prendere. L'uomo si precipita sul posto e si rende subito conto dell'accaduto. Sul momento sembra voglia uccidere l'amico, poi però stramazza al suolo, vittima di un'emorragia cerebrale. Quattro Formaggi ne approfitta per fuggire: nella sua mente Dio gli ha inviato Rino che morendo sul posto si addosserà la responsabilità dell'omicidio.
Rino però fortissimo fisicamente ed emotivamente con le ultime forze rimaste riesce a chiamare a casa. Cristiano risponde alla chiamata e si precipita a cercare il padre. Lo trova e, vedendo il corpo senza vita di Fabiana lì accanto, teme che sia stato lui ad ucciderla. Senza perdersi d'animo, Cristiano fa il massaggio cardiaco a Rino, lo rianima, carica il corpo nel furgone assieme a quello di Fabiana, mettendosi successivamente alla guida del mezzo. Sulla strada di ritorno, davanti al tunnel s'imbatte in un posto di blocco che fortunatamente non gli crea problemi.
Mentre il padre viene ricoverato in ospedale in coma, Cristiano passa momentaneamente sotto la tutela di Beppe Trecca, il quale, grazie alle astuzie del ragazzo, non sospetta minimamente l'accaduto. Una notte Cristiano carica il corpo senza vita di Fabiana su una carriola e lo getta nel fiume.
Il corpo della ragazzina verrà in seguito ritrovato dalla polizia. Quattro Formaggi, sconvolto dal complicarsi della vicenda, si prefigura così di uccidere Rino, portando a termine il programma criminale che, nella sua mente malata, Dio ha disegnato per proteggerlo. Si reca allora all'ospedale, ma vedendo Rino risvegliatosi dal coma e forse attanagliato dal rimorso della sua colpa, torna a casa e si suicida impiccandosi sopra il suo originale presepio.
Cristiano, temendo di finire in un istituto, scappa dal funerale di Fabiana e cerca aiuto da Quattro Formaggi: si precipita da lui e trova solo il corpo senza vita dell'uomo. Tra le sue cose, però, rinviene l'iPod di Fabiana. Questo elemento, oltre a fornirgli la prova della colpevolezza di Quattro Formaggi, toglie di mezzo i dubbi sulla onestà del padre e libera la sua coscienza dalle angosce dell'omertà e della complicità.
Nella sequenza finale, Cristiano raggiunge in ospedale il padre che si finge ancora in coma per fargli una sorpresa. Il ragazzino si scusa con lui per aver dubitato della sua innocenza e aver creduto fosse lui l'assassino. Il padre si volta verso di lui mentre le lacrime gli solcano il viso.
Produzione La realizzazione del film venne annunciata ufficialmente il 18 maggio 2007 durante una conferenza stampa al Festival di Cannes. La sceneggiatura fu scritta a sei mani dall'attore e sceneggiatore Antonio Manzini assieme a Salvatores e allo stesso Niccolò Ammaniti: eliminando tutta la parte di storia riguardante Danilo Aprea e la maggior parte della storia personale di Trecca, la sceneggiatura del film si concentrò prevalentemente sul rapporto padre-figlio tra Rino e Cristiano Zena. Al suo secondo adattamento di un'opera di Ammaniti, Salvatores dichiarò: «Con Niccolò Ammaniti è come se stessimo giocando a ping-pong da un po' di tempo. Mentre ero in Australia per l'uscita di Io non ho paura ho letto Come Dio comanda e ho capito che lui era andato avanti: ora toccava a me giocare e trovare le immagini per questa nuova straordinaria storia. Un thriller che ti lascia senza fiato, che è anche una grande storia d'amore totale… tra un padre e un figlio».
Co-prodotto dalla Colorado Film e da Rai Cinema con un budget di 6 milioni di euro, il film avrebbe dovuto iniziare la lavorazione durante l'estate dello stesso anno ma slittò di alcuni mesi. Dopo una serie di sopralluoghi in Piemonte, dove Salvatores trovò diverse location «interessanti»Cinemazero Notizie, Dicembre 2008, Anno XXVIII, Numero 11, pagina 3, il regista effettuò delle ricerche in varie località del Friuli-Venezia Giulia, tra cui Casarsa della Delizia, Cervignano e San Vito al Tagliamento, prima di trovare, quasi per caso, il posto perfetto. Gianluca Novel, consigliere della Friuli Venezia Giulia Film Commission raccontò: «Era […] il 7 di novembre [del 2007]: scendendo dal centro storico di Gemona, dopo aver visto le aree artigianali e i centri commerciali a nord di Udine, Gabriele Salvatores rimase incuriosito da due dense colonne di fumo bianco e ci chiese di accompagnarlo a vedere da dove venissero. Arrivammo in pochi minuti all'area industriale di Rivoli di Osoppo. Smise anche di piovere. Per un bel po' lo seguimmo nel suo peregrinare silenzioso, telecamera alla mano, per le strade che tagliano gli stabilimenti Fantoni e Pittini. Attorno a noi capannoni, cumuli di ferro, cataste di legname, vapori e fumi. Linee decise e tagli perpendicolari, come i binari della ferrovia che gira tutt'attorno. “Questo posto è perfetto!” disse.»
A dicembre, il reparto scenografia iniziò la preparazione dei numerosi set in Friuli-Venezia Giulia (dove Ammaniti scrisse e ambientò il romanzo) mentre Salvatores iniziò i casting per la ricerca del giovane protagonista. Le audizioni vennero organizzate a Roma, Milano e in Friuli-Venezia Giulia. La Friuli Venezia Film Commission partecipò al finanziamento del film con un contributo di 150.000 euro.
Il 9 dicembre 2007 venne annunciato pubblicamente che i protagonisti sarebbero stati Filippo Timi (scelto da Salvatores su suggerimento dell'attrice Corinna Agustoni che lo aveva visto in uno spettacolo a Milano) ed Elio Germano. A febbraio vennero annunciati anche il debuttante quattordicenne Alvaro Caleca (selezionato tra centinaia di giovani attori) e Angelica Leo. Come per Timi, anche la Leo venne scelta dopo che Salvatores l'aveva vista sul palcoscenico, nello spettacolo Il Giardino dei Ciliegi. Per la parte secondaria di Trecca, fu scelto Fabio De Luigi. L'attore Diego Abatantuono (socio della Colorado Film) avrebbe voluto interpretare il terzo protagonista del romanzo, Danilo, ma il personaggio non venne mai incluso nella sceneggiatura.
Riprese Le riprese del film iniziarono il 12 febbraio 2008 a Rivoli di Osoppo, dove un ex casello ferroviario venne trasformato nella casa di Rino e Cristiano Zena. La location venne utilizzata per le prime due settimane di lavorazione. Successivamente vennero girate scene nelle zone e nei comuni limitrofi: la segheria Fantoni (la sequenza iniziale in cui Cristiano uccide il cane e alcune sequenze di passaggio), la chiesa di Farla di Majano (la sequenza del funerale), la scuola media superiore di Majano e il centro commerciale Città Fiera di Martignacco.
Il 10 marzo, dopo quattro settimane di lavorazione, la troupe lasciò la provincia di Udine per spostarsi in quella di Pordenone. La cava Coletto di Montereale Valcellina venne utilizzata per diversi esterni, tra cui la scene in cui Rino insegna a Cristiano a sparare; nei pressi della diga di Ravedis, sempre a Montereale Valcellina si ambientò l'incontro di Rino con Marchetta presso la ditta Eurodil; una parte in ristrutturazione dell'ospedale civile di Maniago fu utilizzata per le diverse scene in ospedale; il Deposito Giordani di Pordenone divenne il set per la sequenza del rave party in cui Rino conosce la ragazza tossica; la lunga sequenza del bosco fu girata nell'arco di tre settimane di notturni nei boschi della Val Colvera a Frisanco; le case di 4 Formaggi e di Esmeralda vennero ricostruite dal reparto scenografico in una scuola dismessa di Vajont, in cui vennero anche girate diverse scene per gli esterni del paese dove vivono i protagonisti.
A causa delle numerose difficoltà tecniche di girare nel bosco di notte con la pioggia finta, la fine delle riprese, originariamente prevista per il 26 aprile, avvenne ufficialmente il 29 aprile a Vajont.
Salvatores volle nel cast artistico diversi ex-collaboratori, tra cui Corinna Agustoni (Marrakech Express, Puerto Escondido e Nirvana), Vasco Mirandola (Mediterraneo) e, in un piccolo cameo come infermiere, Giuseppe Cristiano, protagonista di Io non ho paura.
Per altri ruoli secondari, vennero selezionati attori locali, come i triestini Ludovica Di Rocco (ex "Miss Trieste" e scelta per il ruolo di Esmeralda), Valentina Sussi (la ragazza tossica) e Andrea De Mori (Alex). I veneti Linda Bobbo e Alessandro Bressanello interpretarono rispettivamente l'insegnante di Cristiano e Marchetta, datore di lavoro di Rino. L'attore Giovanni Franzoni, presente sul set tutti i giorni come coach personale per il giovane Alvaro Caleca, interpretò il ruolo del padre di Fabiana.
Post produzione Il montaggio del film venne curato da Massimo Fiocchi, che aveva già collaborato con Salvatores in diversi film, tra cui Nirvana e Io non ho paura.
In fase di montaggio, per questioni di durata, vennero eliminate o accorciate diverse sequenze, tra cui una scena ambientata in un benzinaio abbandonato (che venne tagliata ma inserita nei titoli di coda per accompagnare i nomi dei protagonisti) e un lungo piano sequenza sul piazzale davanti alla chiesa che apriva la sequenza del funerale di Fabiana.
Gli effetti speciali visivi vennero curati dalla compagnia milanese E.D.I. (Effetti Digitali Italiani). Tra i vari interventi necessari, vi furono la sovrimpressione delle montagne innevate sulle immagini di Cristiano che si reca a scuola e i fulmini che danno inizio alla lunga notte di pioggia narrata nel film. Per il lavoro svolto, la società ottenne una candidatura ai David di Donatello.
Colonna sonora