Il carcinoma del colon-retto (CRC"CRC" sta per ColoRectal Cancer, dove cancro, tumore maligno, è un termine più generale di "carcinoma", che si riferisce a un tumore maligno epiteliale.) è il tumore maligno più frequente originato nel colon, nel retto e nell'appendice (il cancro dell'appendice però è un tumore molto raro rappresentando solo l'1% dei tumori del tratto gastrointestinale). Con 610 000 morti all'anno nel mondo, è la terza forma più comune di cancro.
È causato dall'abnorme crescita di cellule con la capacità di invadere i tessuti e di diffondersi in altre parti del corpo. I segni e i sintomi possono comprendere: sangue occulto o scoperto nelle feci, cambiamento dei movimenti intestinali, feci nastriformi, forti crampi addominali sotto all'ombelico e soprattutto in fasi avanzate, (stadio 3, stadio 4), perdita di peso, vomito, nausea, costipazione e sensazione di pienezza e di stanchezza. La maggior parte dei tumori colorettali è dovuta allo stile di vita e all'età avanzata e solo pochi casi sono riconducibili a malattie genetiche ereditarie. I fattori di rischio includono: la dieta, l'obesità, il fumo, l'alcool e una scarsa attività fisica. Un altro fattore di rischio è rappresentato dalle malattie infiammatorie croniche intestinali che comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.
Alcune delle condizioni ereditarie che possono causare un tumore del colon-retto includono la poliposi adenomatosa familiare e il cancro colorettale ereditario non poliposico; tuttavia, queste condizioni rappresentano meno del 5% dei casi. Il tumore al colon-retto può essere diagnosticato tramite biopsia ottenuta durante una sigmoidoscopia o una colonscopia. Ciò è poi solitamente seguito da esami di diagnostica per immagini per determinare se la malattia si è diffusa. Lo screening è efficace nel diminuire la probabilità di morte per questo tumore ed è consigliabile tra i 35 e i 75 anni.
Il trattamento per i casi di tumore colorettale può includere una combinazione di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e terapia mirata. I tumori che sono confinati all'interno della parete del colon possono essere curabili con un intervento chirurgico, mentre se si è diffuso solitamente non è curabile e quindi si sceglie di perseguire un tentativo di miglioramento della qualità della vita e dei sintomi. Negli Stati Uniti i tassi di sopravvivenza a 5 anni sono di circa il 65%. Ciò, tuttavia, dipende dalla stadiazione del tumore e dalla salute generale della persona. A livello mondiale, il tumore del colon-retto è il terzo tipo più comune di tumore e costituisce circa il 10% di tutti i casi neoplastici. Nel 2012 sono stati registrati 1,4 milioni di nuovi casi e 694 000 decessi. È più frequente nei Paesi sviluppati, dove si trovano oltre il 65% dei casi, ed è meno comune nelle donne rispetto agli uomini.
Epidemiologia
Il cancro al colon occupa il secondo posto per mortalità tumorale nell'uomo e il terzo nella donna. È più frequente in Nordamerica, Europa occidentale e Nuova Zelanda. In Italia si osservano 40 nuovi casi ogni 100 000 abitanti, di cui la maggior incidenza si colloca tra la quinta e la settima decade. Mentre il cancro del colon colpisce indifferentemente entrambi i sessi, per il cancro del retto si ha un rapporto maschi:femmine di circa 2:1. Nelle ultime due decadi si è assistito a un progressivo aumento dell'insorgenza di CRC; tuttavia, grazie alla diagnosi precoce e all'evoluzione delle terapie, la sopravvivenza a cinque anni è notevolmente aumentata. Le sedi maggiormente colpite sono il retto (39%) e il sigma (25%), senza però risparmiare nessun distretto colo-rettale.
Secondo il New England Journal of Medicine, dal 1988 al 2015 il tasso di tumori al colon retto precoci è passato da 8 a 13 casi ogni 100.000 persone.
Dal 1984 al 2024 il numero di casi nella popolazione mondiale tra i 20 e 40 anni è aumentato del 50%.
Una metanalisi di 35.213 pazienti affetti da tumore al colon in fase 2 e 3, sormttoposti a chirurgia radicale e chemioterapia, selezionati fra 15 studi clinici dal 1996 al 2015, ha evidenziato rischio di riaccensione della patologia inferiore allo 0,5% in sei anni. In pratica, sei anni è il tempo medio di guarigione del tumore non metastatico così trattato.
Cause
Genetica
Le cellule di questo tumore, solitamente, possiedono mutazioni ereditate o acquisite nel corso della vita a carico di geni coinvolti nella via di trasduzione del segnale Wnt, e/o nella replicazione del DNAUbiquitous somatic mutations in simple repeated seque... [Nature. 1993] - PubMed - NCBI o e/o nella riparazione del DNA.
Le cellule tumorale cambiano il modo in cui il DNA viene letto e trascritto, abbassando la produzione di neo antigeni, che avvertono il sistema immunitario della presenza del tumore.
Fattori e condizioni di rischio Alcuni fattori che influenzano il rischio di contrarre questa malattia sono: Età: l'incidenza di CRC aumenta con l'età del soggetto. Raramente colpisce soggetti con età inferiore ai 50 anni. Casi di CRC in giovani adulti sono associati a condizioni di predisposizione familiare (vedi oltre). Presenza di polipi del colon. Questa affermazione trova conforto dalle seguenti evidenze: Nei polipi isolati possono essere presenti aree di accertata malignità. Viceversa, nelle lesioni localizzate del carcinoma del colon-retto sono spesso presenti aree adenomatose riconducibili a precedenti formazioni polipoidi. La sede di insorgenza dei polipi è sovente sede di insorgenza di CRC. I soggetti con polipi hanno maggiore probabilità di sviluppare CRC rispetto ai soggetti sani. Maggiori sono i polipi diagnosticati nel soggetto, maggiore è la probabilità di sviluppare CRC. La polipectomia riduce l'insorgenza di CRC. Durante interventi di chirurgia per CRC si riscontrano spesso adenomi multipli e sincroni. Familiarità. Presenza di parenti di 1º e 2º grado con poliposi adenomatosa familiare (FAP), aumenta il rischio di contrarre CRC. Presenza di parenti di 1º e 2º grado con cancro colorettale ereditario non poliposico (HNPCC), aumenta il rischio di contrarre CRCH.T. Lynch, A. de la Chapelle. Hereditary colorectal cancer. N Engl J Med. 2003; 348: 919-932.. Fumo. I soggetti fumatori hanno una maggiore probabilità di morire per esiti di CRC rispetto ai soggetti non fumatori. Uno studio della American Cancer Society riporta che "donne fumatrici hanno una maggiore probabilità (40%) di morire per CRC rispetto alle donne non fumatrici. Analogamente, uomini fumatori hanno una maggiore probabilità (30%) di morire per CRC rispetto a uomini non fumatori"American Cancer Society Smoking Linked to Increased Colorectal Cancer Risk - New Study Links Smoking to Increased Colorectal Cancer Risk . Dieta. L'alto contenuto di grassi e proteine nel regime alimentare aumenta l'insorgenza di CRCChao A, Thun MJ, Connell CJ, McCullough ML, Jacobs EJ, Flanders WD, Rodriguez C, Sinha R, Calle EE. Meat consumption and risk of colorectal cancer. JAMA 2005;293:172-82. PMID 15644544., in relazione al potere cancerogeno dei cataboliti proteici e del colesterolo. Altri studi confermano l'importanza del consumo di fibre e frutta come fattore di protezione: in particolare, le vitamine e gli antiossidanti della frutta, come la vitamina C, acido folico, metionina, calcio e vitamina D, che possono ridurre il rischio di neoplasia colorettale. Ulteriore contributo alla salute dell'apparato digerente è fornito dagli acidi grassi a corta catenaDietary chemoprevention of colorectal cancer.Angelo Forte, Rita De Sanctis, Giovanni Leonetti, Simone Manfredelli, Vincenzo Urbano, Marcello Bezzi. Annali Italiani di Chirurgia , da sito DOC24. Fattori ambientali. Soggetti residenti in aree industrializzate hanno un rischio maggiore per lo sviluppo di CRC. Presenza di processi infiammatori cronici dell'intestino, come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Circa l'1% dei pazienti con CRC ha una storia clinica di rettocolite ulcerosa. Il rischio di sviluppare CRC è direttamente connesso con la gravità del danno della mucosa intestinale e con l'estensione del processo infiammatorio. Il rischio di sviluppare CRC nei soggetti con la malattia di Crohn è minore rispetto ai soggetti con rettocolite ulcerosaHamilton SR. Colorectal Carcinoma in patients with Crohn's Disease. Gastroenterology 1985; 89; 398-407. Ormoni. Le differenze in merito all'incidenza e all'età di insorgenza tra maschi e femmine possono essere attribuite alla diversa struttura ormonale tra i due sessi; in particolare, l'accento è stato posto sugli estrogeni. La presenza di dati contrastanti rende questi studi ancora poco affidabiliM.D. Abeloff, J.O. Armitage, J.E. Niederhuber, M.B. Kastan, W.G. McKenna. Clinical Oncology 3° edition. 2004.. Infatti, è stato riportato un aumento dell'insorgenza di CRC in donne sottoposte a terapia sostitutiva per gli estrogeniBeral V, Banks E, Reeves G, Appleby P. Use of HRT and the subsequent risk of cancer. Imperial Cancer Research Fund Cancer Epidemiology Unit, Oxford, UK. 1999;4(3):191-210; discussion 210-5. PMID 10695959., risultato in contrasto con l'ipotetico ruolo protettivo degli ormoni femminili.
Anatomia patologica Aspetto macroscopico I tumori del colon retto possono presentarsi in forma vegetante (protrudono nel canale intestinale, come i polipi), ulcerati (frequente), infiltranti la mucosa (margini netti e poco rilevati, rari) e anulare stenosante (come un anello intorno alla mucosa intestinale). Generalmente i tumori del colon destro hanno più spesso una morfologia vegetante; a causa del più ampio calibro del viscere a questo livello, stenotizzano il lume provocando occlusione intestinale solo nelle fasi più tardive (a meno che non siano localizzati a livello della valvola ileo-cecale); tuttavia, a dispetto dell'insorgenza più tardiva dei sintomi, tendono a infiltrare la parete più precocemente rispetto al colon sinistro. Le neoplasie del colon sinistro invece danno più precocemente segno di sé (generalmente occlusione intestinale), ma tendono a infiltrare la parete del viscere con minore velocità.
Aspetto microscopico
La classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) suggerisce la suddivisione in tumori epiteliali, carcinoidi, non epiteliali e del sistema emopoietico. Il tipo più diffuso è l'adenocarcinoma (95%)C.M. Townsend Jr, R.D. Beauchamp, B.M. Evers, K.L. Mattox. Trattato di chirurgia. Le basi biologiche della moderna pratica chirurgica (prima edizione italiana sulla sedicesima americana). 2003: 929-973, ma si riconoscono anche: Tumori epiteliali: adenocarcinoma mucinoso, adenocarcinoma a cellule ad anello con castone, carcinoma squamoso, carcinoma adeno-squamoso, carcinoma indifferenziato Carcinoidi: a cellule argentaffine o non argentaffine, ma anche composito Tumori non epiteliali: leiomiosarcomi e sarcomi Cancro al colon con parete di cura grassa esterna: Il tumore prevalentemente maligno è ricoperto da una massa di grasso, questo comporta al paziente il seguire una dieta controllata di carboidrati. La massa grassa tutela il corpo dall'espansione della massa tumorale interna. I metodi più comuni (negli ultimi anni vengono evitati per effetti pericolosi nel post-operazione) prevedono l'asportazione totale della massa con al suo interno anche il tumore, questo ha però comportato in vari pazienti un'espansione corporea del tumore maligno, portandoli (privi di copertura esterna) ad un caso terminale. I metodi di cura più innovativi prevedono un raschiamento della massa fino ad una asportazione sana attraverso cavità orale. Questo nuovo sistema può comunque comportare il ritorno della massa tumorale.
Formazioni polipoidi