La cresta di gallo comune (Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich, 1777) è una pianta erbacea dai delicati fiori gialli, appartenente alla famiglia Scrophulariaceae.
Etimologia Il nome del genere (Rhinanthus) è stato assegnato da Linneo (1707 – 1778) accostando due termini greci: rhinòs (= naso) e ànthos (= fiore) e fa riferimento alla particolare forma del fiore (fiore nasuto). Il nome comune (cresta di gallo), come quello specifico (alectorolophus) fa riferimento ad una certa somiglianza che il fiore presenta con la testa del gallo, in particolare le brattee seghettate ricordano la cresta del pennuto. Alectorolophus deriva da due radici greche: alector = gallo e lophos = cresta.
Questa specie inizialmente descritta nel 1771 dal medico e naturalista italiano Giovanni Antonio Scopoli (1723 – 1788); studio ulteriormente perfezionato dal botanico e entomologo germanico Johan Adam Pollich (1741 - 1780) nella pubblicazione "Historia Plantarum in Palatinatu Electorali - 2: 177" del 1777.
Descrizione
L'altezza media di queste piante varia da 10 a 60 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme, sono inoltre munite di asse fiorale eretto con poche foglie. Sono inoltre piante semiparassite (ossia contengono ancora clorofilla) e sono provviste di uno o più austori connessi alle radici ospiti per ricavare sostanze nutritive.... Radici Le radici sono di tipo fittone. Fusto Fusto è eretto e variamente ramoso; la sezione è tetragona. La superficie può essere più o meno pubescente. Foglie Le foglie hanno la forma lanceolata-ovale con margini dentati (quasi seghettati), sono sessili e hanno una disposizione opposta lungo il fusto. Il colore delle foglie è verde pallido. Dimensioni delle foglie: larghezza 7 – 15 mm, lunghezza 20 – 40 mm. Infiorescenza
L'infiorescenza si presenta come un racemo terminale “spiciforme” (con fiori sessili o con brevissimi peduncoli), foglioso con grandi brattee villose a forma triangolate-ovata (o rombica) con apice acuto. Il margine delle brattee è percorso da una serie di denti più o meno uguali fra di loro ma non aristati; le brattee sono inoltre più lunghe del calice del rispettivo fiore. All'antesi i fiori sono contigui, mentre in seguito, alla fruttificazione, risultano più spaziati. Lunghezza dei peduncoli : 1 – 2 mm. Dimensione delle brattee : 10 – 20 mm. Lunghezza dei denti delle brattee : 2 –3 mm. Fiori I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (del tipo bilabiato), con quattro verticilli, ossia tetraciclici (calice – corolla - androceo – gineceo) e pentameri (la corolla è a 5 parti). Lunghezza totale del fiore: 18 – 23 mm.
Formula fiorale: X, K (4), [C (2+3), A 2+2], G (2), (supero), capsula
Il calice è gamosepalo, a quattro parti ravvicinate terminanti con dei denti; è peloso quasi lanoso e di colore chiaro; ha una forma ovale allargata ma compresso ai lati. Il calice si accresce notevolmente dopo la fioritura e diventa rigonfio. Dimensione del calice: larghezza 6 mm, lunghezza 7 – 8 mm. Lunghezza dei denti: 2 mm. Dimensione del calice accrescente alla fruttificazione: larghezza 11 – 16 mm, lunghezza 13 – 20 mm. Lunghezza dei peli del calice : 1 – 1,5 mm.
La corolla è simpetala, di colore giallo chiaro, e consiste in un tubo cilindrico terminante in un lembo bilabiato; dei due labbri quello inferiore (che è più corto) è trilobato, mentre quello superiore assume la forma di un caschetto schiacciato ai lati; all'estremità apicale sono presenti due denti conici colorati di violetto (ma a volte anche biancastri). Le fauci (la zona di separazione tra il labbro superiore e quello inferiore) in questa specie sono abbastanza chiuse (corolla di tipo “cleistolema”). Dimensione della corolla : 18 – 20 mm. Dimensione del dente: 1,3 – 2,5 mm. L'androceo possiede quattro stami didinami (due grandi e due piccoli), quelli grandi sono posizionati sotto il caschetto della corolla e sono più dritti. Le antere sono disposte trasversalmente e hanno la superficie vellutata; sono provviste di due logge più o meno uguali. Le sacche polliniche hanno l'estremità inferiore a forma di freccia Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli (è quindi biloculare, derivato dai due carpelli iniziali, ma con pochi ovuli) ed ha una forma schiacciata; Lo stilo è del tipo filiforme e leggermente curvo; lo stigma è capitato del tipo bilobo. Fioritura: la fioritura è distribuita lungo i sei mesi più caldi; si hanno quindi tre periodi di fioritura: quella primaverile, quella estiva e quella autunnale a cui corrispondono anche tre morfologie lievemente diverse (vedere il paragrafo “Variabilità”).
Frutti Il frutto è contenuto nel calice (persistente) ed ha la struttura di una capsula mucronata a deiscenza variabile. La forma è arrotondata ma appiattita ai lati. Nel suo interno sono presenti delle logge che si aprono tramite due valve. Nelle logge sono contenuti i semi reniformi provvisti di endosperma, abbastanza grandi ma compressi quasi discoidali e circondati da un'ala traslucida. Diametro dei semi: 3 – 4 mm.
Biologia Parassitismo In queste piante il semiparassitismo è tale per cui anche i semi per germogliare hanno bisogno della presenza delle radici della pianta ospite; altrimenti le giovani piantine sono destinate ad una precoce degenerazione.
Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat Distribuzione: questa specie ha un areale centroeuropeo.In Italia la "cresta di gallo comune" si trova su tutto il territorio (a parte le isole e l'estremo sud). In Europa è presente sui rilievi del Massiccio Centrale, sui monti del Giura, nelle Alpi Dinariche e Carpazi, oltre che nelle pianure europee (solo quelle centrali e orientali). Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono i pascoli e prati mesofili e igrofili; ma si trova anche nei campi e colture varie. Il substrato richiesto è sia calcareo che siliceo, con pH neutro e medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. Distribuzione altitudinale: queste piante si possono trovare dal piano fino a 2000 ; quindi nelle zone montane frequenta il piano collinare, quello montano e quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico Rhinanthus alectorolophus appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione : comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe : Molinio-Arrhenatheretea Ordine : Arrhenatheretalia elatioris
Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Rhinanthus alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione filogenetica (classificazione APG IV) lo assegna alla famiglia Orobanchaceae.
Le Orobanchaceae sono una famiglia abbastanza numerosa, suddivisa in 7 tribù, 100 generi e circa 2000 specie distribuite in tutti i continenti. Il genere Rhinanthus appartiene alla tribù Rhinantheae e comprende 35 specie, 17 delle quali sono presenti nella flora italiana. Il numero cromosomico per questa specie è: 2n = 22.
Variabilità Rhinanthus viene considerato uno dei generi più polimorfi delle dicotiledoni. Spesso nelRhinanthus alectorolophus si presenta il fenomeno del polimorfismo stagionale: nella fioritura precoce (primaverile) le piante si presentano slanciate, in quella tardiva (estiva o autunnale) c'è un progressivo addensamento dei rami e delle foglie. Questo fenomeno può essere almeno in parte spiegato con la falciatura dei prati fatta in primavera e/o in autunno favorendo così una selezione di ecotipi precoci o tardivi.
In riferimento a questo fenomeno si usa suddividere la specie in quattro sottospecie o “forme stagionali” (“fo.”), secondo Pignatti, per altri Autori queste sono dei sinonimi della specie principale: Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich fo. alectorolophus - Cresta di gallo comune (Vernale) Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich fo. patulus Sterneck - Cresta di gallo comune (Estivale) Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich fo. buccalis Wallr. - Cresta di gallo comune (Autunnale) Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich fo. modestus Chab. - Cresta di gallo comune (Monomorfa- montana)
Più recentemente sono state descritte come presenti nella flora spontanea italiana due sottospecie: Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich subsp. alectorolophus: è la specie tipo e in Italia è presente al Nord e al Centro nell'Umbria e negli Abruzzi. Fuori dall'Italia si trova nell'Europa centrale. Rhinanthus alectorolophus subsp. freynii (Sterneck) Hartl, 1972: presente solamente (oltre all'Italia) in Austria e Slovenia.
Nell'Europa centrale (Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia) è presente anche un'altra sottospecie: Rhinanthus alectorolophus subsp. buccalis (Wallr.) Schinz & Thell., 1914.
Rhinanthus alectorolophus è a capo del Gruppo di Rhinanthus alectorolophus. Si tratta di un gruppo di specie molto simili tra di loro le cui caratteristiche principali sono: corolla con naso allungato e brattee con denti di sega. Il gruppo si compone delle seguenti specie: Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich: il calice si presenta con peli lanosi di 1 – 1,5 mm; la corolla è del tipo cleistolema (= fauci chiuse). Rhinanthus freynii (Kerner) Fiori: il calice si presenta con corti peli di 0,1 – 0,2 mm; la corolla è del tipo cleistolema (= fauci chiuse).
È da notare comunque che anche le altre specie del genere, a causa anche del fenomeno del polimorfismo stagionale, non differiscono granché fra di loro. Inoltre è da dire che più di qualche Autore non riconosce alla corolla aperta o corolla chiusa un carattere di distinzione specifica, ma rientra in una sorta di massima fluttuazione morfologica.
Ibridi Sono noti i seguenti ibridi interspecifici: Rhinanthus × brigantinus (Schulze) Soó (1929) – Ibrido fra: R. alectorolophus e Rhinanthus minor Rhinanthus × niedereri (Sterneck) Soó (1929) – Ibrido fra: R. alectorolophus e Rhinanthus glacialis Rhinanthus × puberulus Fritsch (1891) – Ibrido fra: R. alectorolophus e Rhinanthus major
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Alectorolophus buccalis Wallr. Alectorolophus ellipticus (Hausskn.) Sterneck Alectorolophus facchinii (Chabert) Sterneck (sinonimo della subsp. alectorolophus) Alectorolophus freynii Sterneck (sinonimo della subsp. freynii) Alectorolophus hirsutus (Lam.) All. Alectorolophus kerneri Sterneck (sinonimo della subsp. alectorolophus) Alectorolophus medium Alectorolophus modestus (Chabert) Sterneck (sinonimo della subsp. alectorolophus) Alectorolophus patulus Sterneck (sinonimo della subsp. alectorolophus) Alectorolophus semleri Sterneck (sinonimo della subsp. alectorolophus) Alectorolophus sterneckii Wettst. (sinonimo della subsp. freynii) Alectorolophus sudeticus Behrendsen (sinonimo della subsp. alectorolophus) Mimulus alectorolophus Scop. (1771) (basionimo) Rhexia stricta Pursh Rhexia virginica var. purshii (Spreng.) C.W. James Rhexia virginica var. septemnervia (Walt.) Pursh Rhinanthus alectorolophus subsp. alectorolophus var. ellipticus Rhinanthus alectorolophus subsp. alectorolophus var. kerneri Rhinanthus alectorolophus subsp. arvensis (Semler) Schinz & Thell. in Schinz & R. Keller (1914) Rhinanthus alectorolophus subsp. buccalis (Wallr.) Schinz & Thell. in Schinz & R. Keller (1914) Rhinanthus alectorolophus subsp. castriferrei Soó (sinonimo della subsp. alectorolophus) Rhinanthus alectorolophus subsp. facchinii (Chabert) P. Fourn. (1937) (sinonimo della subsp. alectorolophus)