Di origini tedesche dal lato paterno, Richter è stato uno tra i più grandi pianisti del XX secolo, celebre per la profondità delle sue interpretazioni, la sua straordinaria tecnica virtuosistica e l'immenso repertorio.

Biografia Figlio di Teofil Danilovič Richter (1872 - 1941), pianista, organista e compositore di origine tedesche, e di Anna Pavlovna Moskaleva (1893 - 1963), proveniente da una nobile famiglia di proprietari terrieri russi, Svjatoslav Richter ebbe come primo interesse artistico quello della pittura. Interesse questo che lo accompagnò per tutta la vita e che lo spinse a dipingere numerosi quadri. La passione per la musica iniziò solamente a partire dal 1920, ma a quel tempo Richter non ricevette nessuna educazione "ufficiale", formandosi curiosamente da autodidatta e imparando presto a suonare quello che più gli aggradava, soprattutto musica operistica (comprese le partiture per pianoforte dei drammi musicali di Wagner). All'età di 15 anni iniziò ad accompagnare al pianoforte cantanti lirici, dapprima al "Club dei marinai" di Odessa, poi nel locale Teatro dell'Opera. In un'intervista pubblicata all'inizio degli anni novanta, Richter raccontò che, durante la sua avventurosa adolescenza ad Odessa, fu molto più interessato alla direzione d'orchestra che al pianoforte e che la sua vera passione giovanile furono le opere liriche di Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Giacomo Puccini piuttosto che i lavori pianistici dei grandi autori ottocenteschi, che poi sarebbero diventati una pietra miliare del suo repertorio. Oltre alla pittura e alla musica, gli altri interessi di Richter erano il teatro, il cinema e la letteratura.

Nel 1934, mentre lavorava ancora all'Opera di Odessa, Richter tenne il suo primo concerto in pubblico come pianista; tuttavia non iniziò formalmente lo studio del pianoforte per altri tre anni, quando si iscrisse al Conservatorio Čajkovskij di Mosca, che permise al giovane prodigio di saltare l'esame di ammissione. Studiò con Heinrich Neuhaus, che aveva insegnato anche a Ėmil' Gilel's e che indicava Richter come "lo studente geniale, il cui arrivo aveva atteso per tutta la vita". Divenne anche noto per aver saltato delle lezioni obbligatorie al conservatorio ed essere stato espulso per due volte durante il primo anno. Il suo percorso al Conservatorio di Mosca lo formò secondo i fondamenti di quella scuola pianistica russa che comprendeva allora nomi come Sergej Rachmaninov o Vladimir Horowitz. Nel 1940, mentre era ancora uno studente, suonò in prima esecuzione la Sesta sonata per pianoforte di Sergej Prokof'ev, il compositore alle cui opere sarà in seguito molto spesso associato. Nel 1943 eseguì in prima mondiale a Mosca anche la Settima sonata.

Nel 1943 Richter incontrò Nina Dorliak (1908 - 1998), una cantante d'opera (soprano). Nel 1945 Richter e Dorliak si sposarono e rimasero insieme sino alla morte del pianista. Nina Dorliak sopravvisse al marito solo qualche mese in più, spegnendosi il 18 maggio 1998.

Nel 1949 Richter vinse il Premio Stalin e ciò lo portò a suonare in numerosi concerti in Russia, nell'Europa dell'Est e in Cina. Sempre nel 1949 suonò nella prima esecuzione assoluta privata nella Malyj Sal del Conservatorio Čajkovskij di Mosca della Sonata op. 119 in do maggiore di Sergej Prokof'ev con Mstislav Rostropovič.

L'Occidente iniziò a conoscere Richter e la sua fama grazie a delle registrazioni eseguite durante gli anni cinquanta. Non gli fu permesso di recarsi in tour negli Stati Uniti fino al 1960, ma quando ciò avvenne le sue tournée furono memorabili. Le grandi sale da concerto comunque non erano particolarmente amate da Richter, che preferiva un ambiente più intimo: in tarda età volle suonare quasi sempre in piccole sale, quasi oscurate, a volte con una sola piccola lampada che illuminava pianoforte e leggio. Pur dotato di una memoria prodigiosa e di un infallibile orecchio assoluto, negli ultimi anni si vide costretto a suonare con lo spartito poiché, a causa dell'età, la percezione dei suoni gli si era alterata di quasi un tono e fidandosi solamente dell'orecchio avrebbe rischiato di suonare tasti sbagliati. Nel 1969 suonò nella prima esecuzione assoluta pubblica nella Malyj Sal del Conservatorio Čajkovskij di Mosca della Sonata op. 134 in sol maggiore di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič con David Fëdorovič Ojstrach.

Al Teatro alla Scala di Milano nel 1982 esegue due quintetti di Dvořák con il Quartetto Borodin.

Colpito da un attacco cardiaco mentre stava preparando una tournée concertistica, morì a Mosca all'età di ottantadue anni. La sua tomba si trova nel Cimitero di Novodevičij di Mosca.

Tecnica pianistica Richter era dotato di un sicurissimo controllo tecnico dello strumento, che gli permetteva di affrontare tutto il repertorio pianistico. Inoltre, le sue esecuzioni erano sempre caratterizzate da un approccio interpretativo originale e certe volte molto personale. Queste caratteristiche dovevano essere presenti già nel periodo in cui era studente. Infatti, il suo maestro, Heinrich Neuhaus, raccontava che Richter era dotato di una eccellente capacità di lettura a prima vista, che gli permetteva di interpretare in modo perfetto qualsiasi partitura sin dalla prima letturaHeinrich Neuhaus, "L'arte del pianoforte", Sellerio editore Palermo, 2017, p. 50, ISBN 88-389-3694-3. Tali caratteristiche resero Richter celebre non solo tra il pubblico e tra i critici di tutto il mondo, ma anche tra altri pianisti suoi contemporanei: Arthur Rubinstein, Vladimir Horowitz, Ėmil' Gilel's, Glenn Gould e Arturo Benedetti Michelangeli espressero, in più di un'occasione, la loro ammirazione per le straordinarie doti di Richter.

Il suo repertorio era molto ampio e spaziava dal periodo barocco alla musica contemporanea. Tra le incisioni più famose sono da annoverare le sue registrazioni delle opere di Franz Schubert, Ludwig van Beethoven, Johann Sebastian Bach, Fryderyk Chopin, Franz Liszt, Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, Sergej Prokof'ev, Sergej Rachmaninov. La critica lo ritiene uno dei più raffinati ed incisivi interpreti delle opere per pianoforte di Robert Schumann. Ha suonato per la prima esecuzione della Sonata N. 7 di Prokof'ev, imparandola in soli quattro giorni prima di eseguirla in pubblico e Prokof'ev ha dedicato a lui la sua Sonata N. 9. Oltre al repertorio solista, Svjatoslav Richter amava anche la musica da camera, interpretandola spesso assieme a musicisti quali David Ojstrach, Benjamin Britten, Pierre Fournier e Mstislav Rostropovič. L'ampiezza del repertorio era anche il frutto della straordinaria abnegazione con cui si applicava nello studio: si dice che studiasse in media 10-12 ore al giorno (anche se egli smentì quest'affermazione, dicendo che non superava mai le tre ore).

Grazie alla vastità dei suoi interessi musicali e all'originalità delle sue interpretazioni, Richter ha esercitato una profonda influenza sui pianisti delle generazioni successive.

Repertorio Il repertorio di Svjatoslav Richter era a tal punto sconfinato che, probabilmente, nessun altro pianista, sia tra quelli di ieri che tra quelli odierni, può vantarne uno altrettanto ricco, complesso e variegato. Richter, durante l'arco della sua leggendaria carriera, si cimentò con musica barocca, classica, romantica, del '900 (compresa quella dodecafonica). Tra i compositori affrontati abitualmente in concerto da Richter c'erano Bach, Händel, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Dvořák, Liszt, Schumann, Brahms, Grieg, Debussy, Ravel, Musorgskij, Skrjabin, Prokof'ev, Rachmaninov, Šostakovič, Hindemith. Tale immenso repertorio comprende musica per pianoforte solo, concerti per pianoforte e orchestra, musica cameristica e un ampio corpus di musica liederistica.

Giudizi critici Svjatoslav Richter è considerato universalmente come uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. I critici musicali di oggi, come quelli coevi agli anni di attività del pianista russo, hanno sempre espresso opinioni entusiastiche sulle qualità e le capacità, sia tecniche che interpretative, di Richter.

Il critico Piero Rattalino sostiene che, insieme a Franz Liszt e Ferruccio Busoni, Svjatoslav Richter sia il "terzo uomo" ad avere segnato profondamente e in modo definitivo l'interpretazione al pianoforte. Il pianista e critico Charles Rosen ha affermato che "Richter è il pianista più intelligente che io abbia mai conosciuto. Il pianista canadese Glenn Gould, grande ammiratore dell'arte di Svjatoslav Richter, ebbe modo di assistere nel 1957 a un recital del pianista russo e, successivamente a quell'esperienza, disse che Richter era uno degli uomini con la più forte capacità comunicativa che il mondo musicale avesse mai espressoGlenn Gould, "No, non sono un eccentrico", 1989, EDT, pagg. 117-118, ISBN 88-7063-050-1. Il pianista Vladimir Horowitz sosteneva che, tra i pianisti russi, solo Svjatoslav Richter gli piaceva. Il pianista russo Ėmil' Gilel's, durante la sua tournée negli Stati Uniti, agli ammiratori e ai critici che lo acclamavano come il più grande pianista vivente, rispondeva che dovevano attendere di sentire Richter. A quest'ultimo, infatti, al momento della dichiarazione di Gilel's, non era ancora stato permesso di suonare al di fuori dell'Unione Sovietica. Il pianista Arthur Rubinstein rimase sbalordito dai concerti di Richter e affermò che il suo suono era di una bellezza prodigiosa e di non avere mai sentito prima un pianoforte suonare in quel modo. Aggiungendo che Richter era un titano, con una grande intelligenza. Successivamente Rubinstein, che conobbe personalmente il pianista russo, disse che Richter era il miglior pianista tra noi. Il pianista russo Vladimir Sofronickij proclamò Richter un genio. Il pianista e didatta Heinrich Neuhaus, maestro dello stesso Richter oltre che di Ėmil' Gilel's e di Radu Lupu, sosteneva di non conoscere una mano migliore per suonare il pianoforte di quella di Svjatoslav Richter, dato che questa riusciva a prendere con naturalezza l'intervallo della dodicesima, specificando altresì che l'estensione tra le dita del suo allievo era enorme. Il pianista russo Evgenij Kissin, in un'intervista, ha dichiarato che il virtuosismo di Svjatoslav Richter era trascendentale, ma mai fine a se stesso. Il critico Luca Segalla ha scritto che Svjatoslav Richter è stato il pianista del XX secolo, come Liszt è stato quello del XIX.

Discografia parziale Bach: The Well-Tempered Clavier (part I - part II), 1992 BMG/RCA Bach: The Well-Tempered Clavier (part I - selection),The Well-Tempered Clavier (part II - selection), French Suite BWV 813, 2009, BMC Bach: English Suite n. 3 BWV 808, English Suite n. 4 BWV 809, English Suite n. 6 BWV 811, French Suite n. 2 BWV 813, French Suite n. 4 BWV 815a, French Suite n. 6 BWV 817, Toccata in D minor BWV 913, Toccata in G BWV 916, Fantasia in C minor BWV 906, Italian Concerto in F BWV 971, French Ouverture in B minor BWV 831, Duetto I in E minor BWV 802, Duetto II in F BWV 803, Duetto III in G BWV 804, Duetto IV in A minor BWV 805, 2005, Philips Classics Bach: English Suite n. 3 BWV 808, Concerto for Piano and Orchestra BWV 1052, Concerto for Piano and Orchestra BWV 1061, 2003, Melodija Bach: Richter plays Bach, 2008 Stradivarius (Sonatas BWV 966, BWV 963, BWV 964, Capriccio BWV 993, Four duets BWV 802-805, Concerto italiano BWV 971, English Suites BWV 806, BWV 808, BWV 809, BWV 811, French Suites BWV 813, BWV 815, Toccata BWV 913, Fantasie BWV 906) Bartok: Fifteen Hungarian Peasant Songs, 2009, BBC Music Bartok: Three Burlesques, 2008, Decca Beethoven: Andante favori WoO 57, 1998, Orfeo Beethoven: Piano Sonata n. 27, Piano Sonata n. 28, Piano Sonata n. 29, 2012, Praga Digitals Beethoven: Piano Sonata n. 23, Piano Sonata n. 17, Piano Sonata n. 18, 2012, Praga Digitals Beethoven: Piano Sonata n. 31, Diabelli Variations, 2012, Praga Digitals Beethoven: Piano Sonata n. 3, Piano Sonata n. 7, Piano Sonata n. 12, Piano Sonata n. 22, 2013, Praga Digitals