È definito "vir egregius" da Ferdinando UghelliF.Ughelli, Italia sacra, Venezia 1720, VI, col.479T.Laudando, Storia dei Vescovi della Diocesi di Caserta, in Bollettino Ufficiale della Diocesi, Settembre 1925, p.9 mentre "vir moderatus" in un'epigrafe sulla cattedrale di Casertavecchia.

Il culto di San Michele Arcangelo Viene ricordato soprattutto perché diffuse il culto di San Michele Arcangelo a cui è dedicata la cattedrale della diocesi e che è tuttora patrono della diocesi. Continuò i lavori della cattedrale che aveva iniziato il suo predecessore dedicata appunto alla figura dell'arcangelo molto venerato soprattutto nella zona dei monti Tifatini sin dall'epoca longobardaG.Tescione, Caserta medievale e i suoi conti e signori, Caserta 1990, p.21.

Le epigrafi della Cattedrale di San Michele Il vescovo Nicola viene ricordato sulle epigrafi che sono sulle porte di entrata.

Sulla porta minore di destra si legge:

Che possiamo tradurre come: "Lavorano alacramente come possono l'architetto e il vescovo Nicola ma favorisce ambedue MicheleSi riferisce al santo protettore San Michele Arcangelo venerabile ovunque".

Sulla porta a sinistra si legge:

Traducibile come: "Dopo il pontificato di Rainulfo tenne la cattedra Nicola uomo moderato che incoraggiato dall'opera del predecessore, che aveva iniziato la parte destra, completò questa costruzione e iniziò le cose rimanenti".

Cronologia Le date di inizio e fine del suo vescovado sono indicative. Si presume che sia stato eletto subito dopo il suo predecessore e morto all'incirca nel 1137.

La data di morte soprattutto non è precisa perché alcune fonti affermano che sia vissuto solo pochi anni dopo la sua elezioneUghelli scrive: "cum rexisset annos paucos, explevisse videtur tempora multa".. Le date sono suggerite più che altro dalla costruzione della cattedrale

L'unica data certa è il 1130. In questa data ricevette a marzo il dominio temporale di alcuni beni nella Terra di Lagno da parte di Roberto di Medania, conte di Sessa Aurunca e "Suessolanorum Senior"Il documento è segnalato in T.Laudando, Storia dei Vescovi della Diocesi di Caserta, in Bollettino Ufficiale della Diocesi, Settembre 1925, p.9. Il Laudando fa riferimento ad un documento riportato da Ferdinando Ughelli che avrebbe consultato il documento che si conservava presso l'archivio diocesano di Caserta (l'archivio andò bruciato in un incendio).

Si ha notizia anche di 4 cenobiti dal monastero di San Guglielmo di Vercelli (oggi Abbazia di Montevergine) ricevuti a Caserta per aprire un piccolo monastero a Maddaloni, su richiesta degli stessi cittadini fatta a papa Innocenzo IIIl monastero è rimasto fino alla metà del XVII secolo come Priorato di Santa Maria di Montevergine.

Episcopus Kalatus Nel memoriale del notar Zibullus De ZebullisIl memoriale viene riportato in appendice da De' Sivo che riferisce essere stato in possesso dell'archivio dell'Annunziata di Maddaloni. È andato perduto come afferma lo stesso De' Sivo che ne consultò solo una copia manoscritta dall'originale. G.De' Sivo, Storia di Galazia Campana e di Maddaloni, Napoli 1860-1865, pp.337-338 viene ancora chiamato Episcopus Kalatus, nonostante il vescovado di Caserta fosse esistente da anni.

Note

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