Dopo la militanza nel Partito Comunista Italiano e nel Partito Socialista Italiano, Meluzzi è stato eletto parlamentare con Forza Italia alla Camera dei deputati nel 1994 e al Senato nel 1996. Lasciata Forza Italia, ha aderito all'UDR di Cossiga, a Rinnovamento Italiano e alla Federazione dei Verdi, prima di approdare all'UDEUR di Mastella nel 2000 e concludere l'esperienza parlamentare nel 2001.

Aderente alla massoneria sino al 2003, è poi diventato un seguace di Pierino Gelmini. Consacrato diacono della Chiesa cattolica greco-melchita, ha lasciato il cattolicesimo per entrare nella Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala - Antico Orientale di cui è diventato primate nel 2015 con il nome ecclesiastico-patriarcale di Alessandro I.

Nel 2017 ha fondato il Partito anti-islamizzazione e nel 2019 ha pubblicato un libro sulla mafia nigeriana assieme a Giorgia Meloni. Convinto antivaccinista, il 6 ottobre 2021 ha ricevuto la sospensione dall'Ordine dei medici per inosservanza dell'obbligo vaccinale contro il COVID-19.

Biografia

Studi e formazione Nato a Napoli il 9 ottobre 1955, da padre napoletano e madre riminese, porta il cognome di quest'ultima dopo la separazione dei genitori. Ha trascorso parte della sua vita a Torino, dove ha condotto gli studi, laureandosi in medicina e chirurgia, specializzandosi in psichiatria. Ha lavorato come ricercatore presso il laboratorio del neurofisiologo Henri Laborit all'Hôpital Boucicaut e all'Istituto Pasteur di Parigi. In seguito conseguì il baccellierato in Filosofia magna cum laude presso il Pontificio ateneo Sant'Anselmo di Roma. Vita personale È stato sposato (è rimasto vedovo nel 2023https://www.libero.it/magazine/news/alessandro-meluzzi-morta-moglie-maria-82277) e ha una figlia. Risiede da molti anni ad Albugnano. All'inizio di dicembre 2023 fu colpito da ictus cerebrale mentre si trovava nel suo studio a Rimini, rendendo necessario un intervento chirurgico d'urgenza e il ricovero in rianimazione all'ospedale Bufalini di Cesena.https://www.lastampa.it/cronaca/2023/12/03/news/alessandro_meluzzi_malore_ischemia_cerebrale-13906663/ La famiglia ha scelto di mantenere uno stretto riserbo sulle sue condizioni di salute, non diffondendo bollettini medici o aggiornamenti pubblici.https://www.lastampa.it/cronaca/2024/10/23/news/alessandro_meluzzi_ictus-14742168/

Attività politica In gioventù, militò prima nel Partito Comunista Italiano per dodici anni e successivamente nel Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, ed è stato aderente alla massoneria fino al suo abbandono nel 2003. In Parlamento (1994-2001) Alle elezioni politiche del 1994 è stato candidato alla Camera dei deputati dal Polo delle Libertà nel collegio elettorale di Torino 7 e ha sconfitto di poco Sergio Chiamparino, candidato dell'Alleanza dei Progressisti (35,59% contro 35,15%); ha aderito al gruppo di Forza Italia.

Alle elezioni politiche del 1996 è stato candidato al Senato della Repubblica nel collegio elettorale di Agropoli dal Polo per le Libertà e ha sconfitto Pier Giovanni Maria Crocco dell'Ulivo.

Nel marzo 1998 ha lasciato Forza Italia per aderire all'Unione Democratica per la Repubblica (UDR) di Francesco Cossiga. Con lo scioglimento del partito, il 24 febbraio 1999, insieme agli altri "cossighiani" ha aderito al gruppo parlamentare di Rinnovamento Italiano e per quella lista è stato candidato alle elezioni europee del 1999 nella circoscrizione Italia nord-occidentale, ottenendo preferenze (primo della lista), ma senza essere eletto. Nel novembre dello stesso anno ha lasciato Rinnovamento Italiano e ha seguito Cossiga nella nuova Unione per la Repubblica (che in Senato formava la componente "Centro Riformatore" nel gruppo misto), che ha abbandonato poche settimane dopo, il 21 dicembre 1999, alla vigilia della fiducia al governo D'Alema II, quando è passato alla Federazione dei Verdi.

Nel febbraio del 2000, infine, ha dato vita, insieme a Stefano Pedica (un altro ex UDR), ai "Cristiano Democratici Europei", un movimento di ispirazione centrista, presente soprattutto nel Lazio, che aderiva all'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR) di Clemente Mastella. È restato a Palazzo Madama fino al 2001.

Il "PAI" (2017-2020) Nel 2017 ha fondato il Partito anti islamizzazione - PAI e ne è diventato presidente onorario. Il PAI sostiene la impossibilità di una convivenza pacifica e proficua tra Islam e democrazia e domanda la messa al bando dell'immigrazione di persone di religione musulmana. Pur restando presidente del PAI, nel 2017 ha partecipato a un evento di Fratelli d'Italia e lì il coordinatore regionale di FdI Michele Barcaiuolo ha avanzato la proposta, poi rientrata, del suo nome come candidato alla presidenza della regione Emilia-Romagna nel 2019.

Nel 2020 il PAI ha stipulato un accordo con la Lega Nord.

È stato console onorario del Paraguay. È sostenitore del leader russo Vladimir Putin, in quanto rappresenterebbe, a suo dire, "l'unico e ultimo argine della civiltà europea".

Nel 2019 Meluzzi ha pubblicato assieme a Giorgia Meloni e Valentina Mercurio un libro sulla mafia nigeriana. Il libro agita il tema della "sostituzione etnica", sostenendo che è in corso un progetto per "cambiare l'etnia europea" e "creare l'Eurafrica". Secondo il libro, la mafia nigeriana è il prodotto di "culture locali che praticano l'omicidio rituale o il cannibalismo" e "i cadaveri dei bianchi sono molto graditi" dagli Yoruba, che sarebbero dediti al traffico di organi e di carne umana.

Attività professionale Meluzzi sostiene di aver redatto oltre duecento pubblicazioni scientifiche e più di venti monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico-filosofica. Di converso, sul metamotore di ricerca PubMed non risultano indicizzate pubblicazioni medico-scientifiche. È inoltre autore di varie pubblicazioni dedicate alla religione.

Come autore televisivo ha collaborato a diverse trasmissioni Rai (Rai Parlamento, Uno Mattina, Domenica in, L'Italia sul 2), Mediaset (Mattino Cinque, Pomeriggio Cinque, Domenica Live, Quarta Repubblica, Quarto Grado) e Telelombardia.

Come criminologo è stato consulente della difesa di Rudy Guede (sostenendo l'estraneità di tutti gli indagati) e di Massimo Giuseppe Bossetti (entrambi condannati). Ha espresso posizioni di garantismo penale in molti processi.

Ha tenuto inoltre diverse docenze a contratto nella formazione universitaria.

Convinto antivaccinista, il 6 ottobre 2021 ha ricevuto la sospensione dall'Ordine dei medici di Torino per inosservanza dell'obbligo vaccinale, per essere cioè venuto meno all'obbligo per il personale sanitario di vaccinarsi contro il COVID-19.

Attività clericale È stato a lungo seguace del controverso ex sacerdote Pierino Gelmini, professandosi sia cattolico sia massone.

Diacono cattolico greco-melchita Nel 2007, presso l'Arcieparchia di Homs, in Siria, è stato consacrato diacono della Chiesa cattolica greco-melchita di rito bizantino, ma in comunione con il Papa nella Chiesa cattolica romana (Chiese cattoliche di rito orientale), non essendo la sua richiesta di ordinazione diaconale stata accettata dalla Chiesa latina. È stato poi allontanato dal clero cattolico, a suo dire per la sua passata adesione alla massoneria, che gli ha comportato anche una scomunica ipso facto, ribadita anche nel 2011 dalla curia romana dopo l'ordinazione, non potendo Meluzzi usufruire della dispensa specialeLa dispensa, possibile in certi casi, non è però concessa a chi è nato all'esterno di una Chiesa Uniate come la Melchita o non è in essa accolto per criteri esclusivamente di parentela con un altro melchita prossimo. Questo è normato dai Canoni relativi del "Codex Iuris Ecclesiarum Orientalium", il diritto universale delle Chiese Orientali in comunione con Roma).. Dopo la rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, nonostante le simpatie per il cattolicesimo, specie i rami tradizionalisti latini e quelli di rito greco-bizantino, Meluzzi si è allontanato dalla Chiesa di Roma.

Ordinazione a "primate Alessandro I" Avvicinatosi al cristianesimo della Chiesa ortodossa, nel maggio del 2015 padre Leopoldo Adeodato Mancini (ex vescovo della Chiesa Assiro Caldea e già presbitero ortodosso orientale di una Chiesa ortodossa portoghese del Vecchio Calendario), in punto di morte, ha ordinato Alessandro Meluzzi presbitero ortodosso della Chiesa ortodossa italiana autocefala, fondata dallo stesso Mancini. Tale Chiesa non è riconosciuta da alcuna istituzione religiosa, come la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta (patriarcato ecumenico di Costantinopoli), né dalla Chiesa ortodossa russa in Italia (patriarcato di Mosca) o dalla Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia, ed è considerata una chiesa scismatica o irregolare da tutti gli altri ortodossi italiani non avendo ricevuto il Tomos (atto di riconoscimento patriarcale, come avvenuto ad esempio per la Chiesa ortodossa dell'Ucraina), seppure Meluzzi dichiari spesso la sua vicinanza alla spiritualità e alla cultura della Russia ortodossa.

Il 6 novembre 2015, dopo la morte di Mancini, Meluzzi divenne primate (arcivescovo) d'Italia, eparca di Ravenna e Aquileia e primate metropolita di detta Chiesa con il nome di Alessandro I e il trattamento onorifico di «Sua Beatitudine».

Tra i suoi propositi da neo-primate figurano la volontà di proclamare santi i defunti sacerdoti cattolici Gianni Baget Bozzo (sospeso a divinis per la sua attività politica) e Pierino Gelmini (dimesso dallo stato clericale in seguito a procedimenti giudiziari per abusi sessuali). L'11 gennaio 2019, la sua Chiesa ha realizzato un accordo di intercomunione con la Chiesa ortodossa etiope, la seconda Chiesa Ortodossa d'oriente per numero di fedeli..

Il 14 settembre 2020 ha rinunciato alla carica di patriarca, venendo succeduto dal patriarca Cosma (al secolo Antonio Parisi).

Controversie In alcune apparizioni televisive intorno al 2010 Meluzzi ha assunto posizioni conservatrici in materia di famiglia e società, soprattutto contro l'aborto, il matrimonio omosessuale e l'eutanasia. Ha definito gli omosessuali "disabili della procreazione" e dichiarato che "è evidente che alla base dell'omosessualità c'è quasi sempre un problema psicologico", subendo l'accusa di omofobia.

Ha suscitato polemiche una sua intervista sulla pedofilia, toccando anche i casi coinvolgenti la Chiesa, affermando che il carcere non è sempre compatibile con il soggetto pedofilo, in quanto secondo la sua opinione professionale e religiosa "certi pedofili non commettono reato e nemmeno peccato".

Convinto complottista, Meluzzi ha sostenuto l'esistenza e la veridicità della teoria del complotto sul piano Kalergi (sulla presunta sostituzione etnica degli europei voluta dalle élite) e che papa Francesco, eletto nel periodo dell'allontanamento di Meluzzi dalla Chiesa di Roma, fosse complice del piano: «Un papa», ha detto in un'intervista, «che sta riducendo la dottrina cattolica all'idea che tutta l'Africa possa entrare in Europa come se questo dovesse riequilibrare le colpe del colonialismo occidentale».