Una azienda ospedaliera è un ente pubblico italiano deputato all'amministrazione di un ospedale indipendente del servizio sanitario nazionale.
Quegli ospedali che invece dipendono dall'azienda sanitaria locale, sono detti presidi ospedalieri, e non hanno personalità giuridica propria né autonomia patrimoniale.
Storia Negli stati preunitari italiani erano generalmente erano istituti privati; dopo la proclamazione del Regno d'Italia, la legge 17 luglio 1890, n. 6972 ("legge Crispi") li qualificò come "istituti pubblici di assistenza e beneficenza" (IPAB); successivamente, la legge 12 febbraio 1968, n. 132 li trasformò in enti pubblici, con la legge 23 dicembre 1978, n. 833 - istitutiva del servizio sanitario nazionale - gli ospedali di particolare rilevanza e grandezza, furono dotati di una autonomia speciale. Tali strutture, dopo l'emanazione della legge 30 dicembre 1992, n. 502 assunsero la denominazione di presidio ospedaliero se poste sotto la direzione di una azienda sanitaria locale, e di azienda ospedaliera, se altrimenti dotato di gestione autonoma e indipendente.
La legge 16 novembre 2001, n. 405 - di conversione del decreto legge 18 settembre 2001, n. 347 - prevede la possibilità per le regioni italiane di istituire autonomamente le proprie aziende ospedaliere, nel rispetto delle linee guida fornite dalla stessa legge.
In Lombardia, in base alla riforma Maroni di cui alla legge regionale 11 agosto 2015, n. 23 entrata in vigore il 1° gennaio 2016, le aziende ospedaliere prendono il nome di ASST (aziende socio-sanitarie territoriali), mentre le ASL (azienda sanitaria locale) prendono il nome di ATS (agenzie di tutela della salute).
Caratteristiche Le aziende ospedaliere assicurano attività sanitaria di specializzazione con dotazioni di tecnologie diagnostico-terapeutiche avanzate ed innovative e svolgono i compiti specificamente attribuiti dagli atti della programmazione regionale.
Sono dotate di un dipartimento di emergenza e accettazione (DEA). Delle particolari aziende ospedaliere sono le aziende di rilievo nazionale e di alta specializzazione (ARNAS).
Classificazione Secondo il decreto legge 13 settembre 2012, n. 158 - convertito in legge 8 novembre 2012, n. 189 vengono distinti in tre classi, a seconda del bacino di utenza:
di base con un bacino compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti, con pronto soccorso e un numero essenziale di specialità (di solito non sono aziende ospedaliere ma dipendono dalle ASL); di primo livello, con 150.000-300.000 abitanti, con dipartimenti di emergenza-urgenza e diverse specialità e tecnologie avanzate: ad esempio, un pronto soccorso, un reparto medicina, un reparto chirurgia e dodici reparti specializzati; di secondo livello, tra 600.000 e 1.000.000 di abitanti, prevalentemente ospedali di grandi dimensioni non scorporati dalla ASL e particolari specializzazioni, ad esempio con l'aggiunta di neurochirurgia e cardiochirurgia.
Organi Gli organi sono rappresentati da:
Direttore generale; Collegio sindacale; Collegio di direzione.
Il Direttore Generale è supportato dal Direttore Amministrativo e dal Direttore Sanitario, entrambi scelti dal Direttore Generale stesso.
Per essi la legge prevede inoltre delle incompatibilità, in particolare i direttori:
non possono essere eletti Sindaco, presidente di Provincia, Consigliere, Assessore comunale, Presidente o Assessore di comunità; non possono svolgere altre attività di lavoro subordinato.
Requisiti L'autonomia dall'ASL è stabilita dalla Regione, e può essere ottenuta se presente:
un'organizzazione dipartimentale; un sistema di contabilità suddivisa per centri di costo; vi devono essere almeno tre unità operative di alta specializzazione; occorre la presenza del reparto di emergenza ed accettazione di secondo livello; vi devono essere programmi integrati di assistenza su base regionale e interregionale dove osserva il ruolo di ospedale di riferimento deve risultare un'attività di ricovero in degenza ordinaria per pazienti residenti in regioni diverse di almeno il 10% superiore rispetto ai valori medi della regione di appartenenza (si contano gli ultimi 3 anni) deve risultare un indice di complessità della casistica dei pazienti in ricovero ordinario di almeno il 20% superiore rispetto ai valori medi della regione di appartenenza (si contano gli ultimi 3 anni) un proprio patrimonio immobiliare che permette lo svolgimento delle attività istituzionali di tutela della salute e di erogazione di prestazioni sanitarie.
Il finanziamento dell'azienda ospedaliera è sostenuto dal bilancio regionale ma anche dal numero di ricoveri che sostiene ogni anno.
Tipologie
Policlinico
Alcune particolari aziende ospedaliere sono le aziende ospedaliero-universitarie (AOU), comunemente denominate «Policlinici universitari», che svolgono contestualmente funzioni di assistenza sanitaria pubblica, didattica universitaria e ricerca biomedica e clinica. Il termine policlinico deriva dal francese policlinique, composto dal greco pólis («città») e da clinique («clinica»), con il significato originario di «clinica cittadina»; l'accezione oggi prevalente, come struttura che riunisce più specialità mediche e chirurgiche, deriva dalla successiva reinterpretazione del prefisso come derivato dal greco polýs («molto»).
I rapporti fra i policlinici universitari, le università e il servizio sanitario nazionale sono disciplinati dal decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, che ha ricondotto a un unico modello – l'azienda ospedaliero-universitaria – le funzioni di assistenza, didattica e ricerca in precedenza svolte dai policlinici a gestione universitaria diretta e dalle aziende ospedaliere convenzionate con l'università. Il modello riprende in parte le soluzioni adottate per il Policlinico Umberto I di Roma, costituito in azienda dotata di autonoma personalità giuridica di diritto pubblico con il decreto-legge 1º ottobre 1999, n. 341, convertito con modificazioni dalla legge 3 dicembre 1999, n. 453.
I rapporti fra ciascuna regione e le università presenti nel territorio sono disciplinati da appositi protocolli d'intesa, che definiscono attività, strutture, programmi e volumi assistenziali funzionali alla didattica e alla ricerca. Sul piano organizzativo, l'AOU è dotata di autonomia organizzativa, gestionale, patrimoniale e contabile, con statuto adottato dall'università su proposta della facoltà di medicina, e la sua gestione è informata al principio dell'autonomia economico-finanziaria e alla contabilità per centri di costo. Ulteriori profili organizzativi dei rapporti fra università e servizio sanitario nazionale sono stati toccati dalla legge 30 dicembre 2010, n. 240. L'Istat classifica i policlinici universitari fra gli «ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione».
Il termine «policlinico» è utilizzato anche per designare grandi strutture ospedaliere prive di legame organico con una facoltà di medicina, pubbliche o private accreditate al servizio sanitario nazionale, che offrono un'ampia gamma di specialità cliniche e chirurgiche; in alcuni casi tali strutture rivestono a loro volta la qualifica di IRCCS. Fra i principali policlinici italiani figurano il Policlinico Umberto I di Roma, il Policlinico di Milano (erede dell'Ospedale Maggiore fondato nel 1456), il Policlinico San Matteo di Pavia (sorto nel 1449), il Policlinico di Modena e il Policlinico di Palermo.
ARNAS Delle particolari aziende ospedaliere sono le aziende di rilievo nazionale di alta specializzazione (ARNAS).
IRCCS Ci sono infine gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), particolari aziende ospedaliere pubbliche o private, che svolgono attività di ricerca clinica, nonché di gestione di servizi sanitari d'eccellenza.
Note
Voci correlate Azienda sanitaria locale Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Ospedale Servizio sanitario nazionale (Italia)
Collegamenti esterni