Capo dell'Imperial General Staff durante la seconda guerra mondiale, venne promosso Feldmaresciallo nel 1944. Come consigliere del Chiefs of Staff Committee, Brooke fu uno dei principali consiglieri militari del primo ministro Winston Churchill e, col ruolo di coordinatore delle forze militari britanniche, fu uno dei contributori di maggior peso ma meno conosciuti della vittoria finale nel 1945. Dopo essersi ritirato dall'esercito, il Feldmaresciallo lord Alanbrooke (come divenne noto) prestò servizio come Lord Gran Conestabile d'Inghilterra durante l'incoronazione della regina Elisabetta II nel 1953. I suoi diari di guerra sono stati sovente oggetto di discussione da parte degli storici per i numerosi giudizi dati sulla politica di Churchill e sulla conduzione del conflitto.
Biografia I primi anni Alan Brooke nacque nel 1883 a Bagnères-de-Bigorre, Hautes-Pyrénées in Francia, da una famiglia anglo-irlandese dell'Ulster occidentale, con una lunga tradizione militare.#Roberts (2008), p 12–13. Egli era il settimo e minore dei figli di Sir Victor Brooke, III baronetto, di Colebrooke, Brookeborough, Contea di Fermanagh, Irlanda, e di sua moglie Alice Bellingham, figlia secondogenita di Sir Alan Bellingham, III baronetto, di Castle Bellingham nella Contea di Louth.#Roberts (2008), p 12. Brooke venne educato a Pau, in Francia, ove visse sino all'età di 16 anni. Grazie a questi primi anni egli imparò, oltre all'inglese, anche il francese che era in grado di parlare e scrivere fluentemente.#Roberts (2008), p 14.
Decise a questo punto di entrare a far parte dell'esercito britannico e, dopo il diploma alla Royal Military Academy di Woolwich, Brooke fu ammesso dal 24 dicembre 1902 nel Royal Regiment of Artillery come sottotenente. Durante la prima guerra mondiale egli prestò servizio nella Royal Artillery in Francia dove ottenne la reputazione di grande stratega. Nella battaglia della Somme del 1916 egli introdusse il sistema francese delle "creeping barrage", aiutando così la protezione delle truppe di fanteria sotto il fuoco delle mitragliatrici nemiche.Fraser (1982), pp.72-73. Brooke terminò il conflitto col grado di Tenente Colonnello e dopo aver ricevuto per ben due volte la medaglia del Distinguished Service Order.
Tra le due guerre egli fu lettore allo Staff College, Camberley e quindi all'Imperial Defence College, dove Brooke conobbe gran parte di quelli che poi diverranno suoi compagni d'arme durante la seconda guerra mondiale. Dalla metà degli anni '30 Brooke ottenne un gran numero di nomine importanti: Ispettore d'Artiglieria, Direttore del Training Militare e General Officier Commanding della Mobile Division. Nel 1938, alla promozione a Tenente Generale egli ottenne il comando dell'Anti-Aircraft Corps (rinominato Anti-Aircraft Command nell'aprile del 1939) e strinse una stretta amicizia con l'Ammiraglio dell'Aria Hugh Dowding, il Comandante in capo del Fighter Command, che fu una delle basi vitali per la cooperazione con l'esercito nell'ambito della Battaglia d'Inghilterra. Nel luglio del 1939 Brooke venne trasferito alla direzione del Southern Command. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Brooke era uno dei generali più famosi dell'esercito britannico.Mead, p. 78.
La seconda guerra mondiale Comandante nelle Fiandre, in Francia ed in Inghilterra A seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale, Brooke ottenne il comando del II Corps nel British Expeditionary Force (che includeva come subordinata anche le formazioni della 3ª divisione, comandata dall'allora Maggiore Generale Bernard Montgomery). Come comandante di corpo d'armata Brooke aveva una visione pessimistica delle possibilità delle forze alleate di contrastare quelle tedesche. Egli era scettico sulla qualità e sulla determinazione dell'Esercito francese. Egli riponeva anche poca fiducia nei confronti di Lord Gort, comandante del British Expeditionary Force, che Brooke riteneva essere più attento ai dettagli che alla visione strategica complessiva. Gort, d'altro canto, reputava Brooke troppo pessimista e pensava di rimpiazzarlo nel giro di breve.Fraser, pp. 135-140.
Quando ebbe luogo la controffensiva tedesca, Brooke stesso si distinse nel condurre le proprie truppe nella ritirata di Dunkerque. Sul finire del maggiore del 1940 il suo corpo dovette fronteggiare l'attacco più forte da parte delle truppe tedesche nei pressi di Ypres dove si trovò col fianco sinistro esposto dopo la capitolazione dell'Esercito belga. Brooke ordinò dunque alla 3ª divisione di coprire il fianco sguarnito, fatto che però venne complicato dalle manovre condotte in piena oscurità della notte. Spostando le truppe a nord per accogliere i nuovi arrivati da Dunkerque, i tedeschi nel frattempo si spostavano lungo la costa ed il II Corps dovette ritirarsi a Dunkerque il 29 maggio e Brooke dovette fare ritorno in Inghilterra lasciando il corpo nelle mani di Montgomery.Mead, pp. 78-79.
Poco dopo l'evacuazione di Dunkerque egli venne nuovamente rinviato in Francia per ottenere il controllo delle rimanenti truppe britanniche rimaste nel paese. Brooke ben prestò si rese conto che la situazione era insostenibile e nella sua prima conversazione col primo ministro Winston Churchill egli insistette sul fatto che tutte le forze britanniche dovessero essere ritirate dalla Francia. Churchill inizialmente obiettò a questa proposta ma venne poi convinto da Brooke che circa 200.000 tra truppe inglesi e alleate potessero essere evacuate dai porti della Francia nord occidentale.Brooke, p. 2 in Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, 14 giugno 1940.Hastings (2009), pp. 51-53.
Dopo essere tornato da una breve permanenza al comando del Southern Command, Brooke venne nominato nel luglio del 1940 al comando delle United Kingdom Home Forces per prendere l'incarico dei preparativi anti-invasione. Il compito di Brooke sarebbe stato dunque quello di dirigere l'ordine di battaglia in caso di sbarco diretto dei tedeschi in terra inglese. Contrariamente al suo predecessore generale Ironside, che preferiva una difesa costiera, Brooke si focalizzò nello sviluppo di una riserva mobile che avrebbe dovuto prevenire lo sbarco nemico prima che questo potesse radicarsi sul territorio inglese. Venne quindi predisposta una leggera difesa costiera giusto per assicurare che gli sbarchi non avvenissero immediatamente. In uno scritto dopo la guerra, Brooke disse di aver avuto "l'intenzione di usare anche gas nervino sulla spiaggia".Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, 22 luglio 1940.Fraser (1982), pp.172-186.
Brooke riteneva che il problema di un comando unificato di tre servizi fosse un "grave pericolo" per la difesa della nazione. Malgrado questo, oltre al fatto che le forze disponibili non raggiunsero mai il numero da lui predisposto mentalmente, Brooke considerò la situazione lontana dall'essere senza speranza in caso di invasione da parte della Germania. "Noi potremmo trovarci a fronteggiare una battaglia disperata e nel futuro potremmo avere problemi, ma penso che l'ultima parola sulla difesa di queste coste sarà la nostra".Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, dal 29 luglio al 15 settembre 1940.Fraser (1982), pp.178-184.
Capo dello Stato maggiore Imperiale Nel dicembre del 1941 Brooke succedette al Feldmaresciallo John Dill come Capo dello Stato maggiore Imperiale, comandante in capo del British Army, nomina nella quale egli rappresentò l'esercito nella Chiefs of Staff Committee. Nel marzo del 1942 egli succedette all'Ammiraglio della Flotta Sir Dudley Pound come consigliere del Chiefs of Staff Committee,. mantenendo questo incarico sino al suo ritiro dal servizio attivo nel 1946.
Per il resto della Seconda guerra mondiale, Booke si dedicò al compito di consigliere militare del primo ministro britannico Winston Churchill (che era anche nel contempo Ministro della Difesa), nel War Cabinet e presso gli Alleati. Come Capo dello Staff Generale Imperiale, Brooke era il capo funzionale dell'esercito e aveva la possibilità di dominare con la forza dell'intelletto e della propria personalità tutto il panorama bellico per parte inglese. Nel 1942 Brooke aderì al comando degli Alleati con gli Stati Uniti dando vita al Combined Chiefs of Staff.
Brooke si focalizzò essenzialmente sul teatro delle operazioni in Europa, spingendo a favore della teoria che avrebbe poi portato ad un'incursione dal Nord Africa per porre fuori gioco l'Italia dalla guerra e quindi aprire il Mediterraneo agli sbarchi alleati.Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, entry 17 July 1942. Malgrado questo i confronti di Brooke sull'argomento con gli altri alleati statunitensi non furono sempre armonici.
Durante una conferenza a Londra nell'aprile del 1942, Brooke e Churchill pare avessero suggerito a George Marshall, capo dello staff dell'esercito statunitense, che l'Inghilterra avrebbe proceduto autonomamente con uno sbarco in Francia. Alla Conferenza di Casablanca nel gennaio del 1943 venne deciso che gli alleati avrebbero invaso la Sicilia al comando del generale statunitense Dwight D. Eisenhower, una decisione che difatti posticipò l'invasione dell'Europa occidentale al 1944. L'accordo di Casablanca fu infatti un compromesso, in gran parte voluto dal vecchio amico di Brooke, il Feldmaresciallo Sir John Dill, capo della missione britannica a Washington (DC). «Io ho con lui [Dill] un indubbio debito di gratitudine per l'aiuto prestatomi in quell'occasione e in molte altre simili», scriverà Brooke dopo la guerra.Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, entry 18 January 1943 Ad ogni modo questa conduzione delle iniziative da parte americana non mancò di oltraggiare alcuni alti ufficiali inglesi che vedevano invece in Brooke la persona più adatta a condurre un'operazione di questo rilievo.
Ad ogni modo, col crescere della forza americana, divenne arduo per Brooke riuscire a guadagnare influenza nello staff generale delle operazioni. Nel maggio del 1943 venne fissato un tempo per l'esecuzione dell'Operazione Overlord anche se Brooke continuava ancora ad avere forti dubbi sulla riuscita dei piani, proponendo invece una strategia maggiormente inflessibile e più diretta.
Fu a questo punto che Brooke si rese conto che il suo alto incarico contava meno delle responsabilità che i vari generali impegnati nel teatro di guerra avevano per loro grado, ma che attraverso la sua posizione poteva scegliere i generali che avrebbero preso parte agli scontri oltre a disporre quanti uomini avrebbero avuto e quante munizioni. Quando si trovò a dover scegliere i giusti comandanti da inviare egli trovò con difficoltà ufficiali validi, in quanto molte delle sue migliori conoscenze erano morte nella prima guerra mondiale, il che fu una delle principali difficoltà dell'Inghilterra dall'inizio del secondo conflitto mondiale.Alanbrooke, War Diaries 1939-1945, entry 8 October 1941. Quando il generale Sir Claude Auchinleck dovette essere sostituito alla guida del comando del Medio Oriente per decisione di Winston Churchill, il Primo Ministro britannico in un primo momento propose proprio a Brooke di assumere l'incarico; il capo di Stato maggiore Imperiale però preferì rinunciare ritenendo che la sua funzione fosse indispensabile a Londra per controllare la pianificazione strategica accanto a ChurchillE. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, pp. 200-201..