è un media franchise giapponese d'animazione creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate per lo studio Sunrise nel 1979.
La serie è ambientata in un futuro prossimo in cui l'umanità ha iniziato a colonizzare lo spazio ed è incentrata su robot antropomorfi da combattimento con pilota umano, denominati "mobile suit".. Essa si inserisce nel filone mecha della fantascienza, in cui introdusse un senso di realismo nella narrazione e nella trattazione dei mobile suit come armi da combattimento che diede avvio in Giappone al sottogenere dei real robot.
Il franchise prese avvio nel 1979 con la serie televisiva anime Mobile Suit Gundam e dopo un inizio in sordina conobbe un inaspettato successo nella prima metà degli anni Ottanta, che lo accompagnerà da lì in avanti; in tal modo il franchise si è ampliato a contenere una trentina di serie televisive, film, OAV e ONA, così come decine di manga, light novel, romanzi e videogiochi. Gundam poggia inoltre su un vasto e lucrativo merchandising, il quale è dominato dai modellini in plastica dei mobile suit, i cosiddetti Gunpla, e che costituisce il marchio più remunerativo dell'azienda produttrice Bandai.
Gundam è ritenuta una serie fondamentale nel panorama dell'animazione giapponese. La sua rilevanza si manifesta soprattutto in ambito sociale e culturale, tramite una presenza tangibile nella vita quotidiana e nella cultura di massa del Giappone, data da campagne pubblicitarie, citazioni, esposizioni e influenze in ambito scientifico e tecnologico.
Storia e sviluppo
Mobile Suit Gundam fu ideato da Yoshiyuki Tomino insieme al gruppo creativo della Sunrise — noto con lo pseudonimo collettivo di Hajime Yatate — con l'intenzione di presentare una serie robotica realistica, incentrata su un tema specifico introdotto da un interrogativo di fondo: «Perché gli uomini continuano a farsi la guerra?».. Tomino aveva già acquisito una certa esperienza negli anni Sessanta e Settanta tramite la realizzazione di alcuni anime mecha che si inserivano nella tradizione dei super robot in voga all'epoca, ovvero scenari futuristici in cui la Terra è solitamente minacciata da un attacco alieno, che viene prontamente respinto da un giovane alla guida di un robot invincibile. Grazie a questi successi iniziali, Tomino poté ritagliarsi una maggiore libertà artistica, che impiegò nella realizzazione di una serie mecha più innovativa.. Mobile Suit Gundam presenta infatti un approccio più realistico al tema fantascientifico, in cui in primo piano sono messi gli uomini in tutte le loro sfaccettature morali e caratteriali e i loro conflitti di natura politica e ideologica; inoltre, in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnologia, i robot non sono più delle figure invincibili e semi-divine, ma dei semplici mezzi militari prodotti in serie.
Tra le diverse fonti di ispirazione figurano il film RX-M Destinazione Luna e il romanzo di Robert A. Heinlein Fanteria dello spazio: in particolare, l'idea di base del mobile suit deve le sue origini alla tuta potenziata (in inglese powered suit) immaginata da Heinlein.. La serie doveva intitolarsi inizialmente o più semplicemente Gunboy (in inglese gun = pistola, boy = ragazzo), perché il robot del titolo era armato con un fucile e il target di riferimento del programma erano i ragazzi. Il nome tuttavia non fu ritenuto efficace, e il gruppo Yatate provò allora a combinare la parola gun con l'ultima sillaba di freedom, per formare la parola , ma a Tomino non piaceva l'effetto della sua trascrizione in katakana e così lo cambiò ancora nel definitivo , spinto anche dal significato che in questo modo il nome acquisiva: un'arma potente abbastanza da trattenere i nemici, come una diga (in inglese dam) trattiene le inondazioni.. Il gruppo di produzione continuò quindi a sviluppare la trama e l'aspetto dei mezzi e dei personaggi fino a raggiungere il loro formato definitivo.
Per via di questa sua natura innovativa, Mobile Suit Gundam venne accolto tiepidamente dal pubblico, e, a causa dei bassi indici di ascolto e delle scarse vendite di merchandise relativo, la serie venne cancellata e fatta concludere prematuramente. Tuttavia, pochi mesi dopo la conclusione della prima messa in onda, una replica in un diverso slot settimanale e la produzione di un kit di modelli in scala dei mobile suit rivolti a un pubblico più adulto conferirono un nuovo insperato successo alla serie. Sunrise riunì prontamente il team di produzione per adattare la serie televisiva in una trilogia di film anime, distribuiti nel 1981, mentre venivano avviati i preparativi per un sequel, che vide la luce nel 1985 con il titolo di Mobile Suit Z Gundam. Ambientato sette anni dopo la fine della guerra di un anno, l'anime segue la continuazione della guerra tra la Federazione Terrestre e Zeon e ripropone diversi personaggi già apparsi in Mobile Suit Gundam. Esso adotta inoltre uno stile più cupo e drammatico, tendenza che andrà enfatizzandosi nelle opere successive di Tomino. Mobile Suit Z Gundam conobbe un successo immediato in Giappone, innescando la produzione di svariati sequel e spin-off e la trasformazione della serie in un franchise vasto e longevo.
Da allora il franchise si è espanso in una varietà di opere e linee narrative alternative, opera di Tomino stesso ma anche di molti altri registi o scrittori che hanno apportato il loro tocco personale alla serie. Hanno così visto la luce opere di Gundam per tutti i gusti e indirizzate a target estremamente diversificati, il cui filo comune rimane in pratica solo lo scenario futuristico e la presenza dei mobile suit.
Genere e stile
Mobile Suit Gundam rappresenta un punto di svolta nella storia del genere mecha, in quanto capostipite del sottogenere dei cosiddetti . Esso differisce da quello precedentemente in voga dei super robot per diversi aspetti stilistici e tematici, quali la verosimiglianza tecnologica e la complessità della trama sotto il profilo morale, che pure si riscontrano in embrione già in precedenti opere di Tomino..
Mentre le serie super robot precedenti, come Super Robot 28, Mazinger Z o UFO Robot Goldrake, erano caratterizzate da robot invincibili dalla potenza ed energia sconfinate, in Gundam i mobile suit sono trattati come macchine vere, prodotte in massa, che necessitano di energia, munizioni e riparazioni in caso di danni o malfunzionamenti, e di una vasta logistica per la manutenzione e il trasporto nel teatro delle operazioni. Questi robot sono quindi declassati dal grado di deus ex machina a quello di semplice arma, e non è raro che il mezzo di uno dei personaggi principali sia seriamente danneggiato o sostituito. Questa necessità di realismo nei robot si è tradotta durante la fase di produzione in forti limitazioni nell'ambientazione della serie, che doveva risultare coerente e plausibile in ogni dettaglio, specialmente dal punto di vista scientifico. L'universo di fantascienza che ne deriva si presenta quindi tecnologicamente avanzato ma plausibile, se non addirittura radicato in nozioni scientifiche reali. La colonizzazione dello spazio è resa possibile da insediamenti ispirati ai cilindri di O'Neill e installati nei punti di Lagrange, in modo tale da mantenerli in posizione stabile rispetto alla Terra e alla Luna.. In Mobile Fighter G Gundam vengono accennati i temi delle nanotecnologie e delle biomacchine,. mentre le interfacce uomo-macchina nella cabina di pilotaggio si mantengono coerenti con lo stato attuale della ricerca, ad esempio nella sovrapposizione di immagini 2D o 3D, negli schermi panoramici, o nell'apprendimento assistito dal computer. Solo la fisica di Minovsky, e in particolare le particelle di Minovsky, sono largamente fittive ma trattate in modo verosimile per giustificare l'approvvigionamento energetico dei mobile suit..
Al di là del realismo tecnologico, l'innovazione forse più importante di Gundam sta nello spostamento dell'attenzione dalle macchine ai personaggi, che segna un punto di svolta rispetto alle serie super robot, dove il più delle volte un eroe buono si contrappone a un nemico incarnazione del male assoluto. Questo dualismo semplicistico lascia il posto, in Gundam, a una complessità drammaturgica in cui la stereotipata contrapposizione tra bene e male viene scardinata con il riferimento alla tragica avventura umana della guerra, che non è mai fatta da buoni contro cattivi, ma da esseri umani che, per ragioni spesso a loro estranee, sono costretti ad affrontare morte, distruzione e alienazione.. In generale, il mantenimento dell'ambiguità sull'identità dei cattivi rimane un elemento ricorrente del franchise.. Dei personaggi, gli autori approfondiscono inoltre le emozioni, i sentimenti, le ambizioni e la psicologia, inquadrando il tutto in una trama complessa e in una cornice di verosimiglianza storica in cui dominano la geopolitica, la strategia militare, lo spionaggio e i tradimenti.. Conseguenza di tale impostazione è, tra l'altro, l'articolazione delle serie in puntate concatenate l'una all'altra in modo non autoconclusivo, secondo un meccanismo narrativo molto più avvincente che non quello delle precedenti serie, in cui il canovaccio di ciascun episodio si ripeteva sempre simile finché ad un certo punto il nemico veniva sconfitto e la serie terminava.
Infine, le singole serie di Gundam si basano su narrazioni "locali" — incentrate su singoli personaggi o avvenimenti — ma all'interno di una cornice globale più vasta, una caratteristica che accomuna Gundam alle grandi saghe di fantascienza, in cui l'universo fittizio gioca un ruolo cruciale, e che lo inquadra di diritto nel sottogenere della space opera.. La combinazione di tutte le serie permette agli spettatori di far emergere e ricostruire un'unica grande narrazione che le contiene tutte;. per Aruma Hiroki, «è come se il mondo di Gundam avesse un'esistenza propria», indipendente dalle «serie individuali» che vi si svolgono. Negli anni '70 e '80 in Giappone, questo stile narrativo attirò un vasto pubblico e portò al successo di saghe lunghe come Macross, Brave Story e, naturalmente, Gundam..
A causa della sua longevità e dell'avvicendarsi di artisti differenti nel team di produzione delle singole serie, Gundam è caratterizzato da marcate discontinuità stilistiche. Esempio ne sono il mecha design di Turn A Gundam, affidato per la prima volta a un disegnatore straniero, lo statunitense Syd Mead, e per questo radicalmente diverso dalle serie precedenti; o l'utilizzo di computer grafica 3D in Mobile Suit Gundam SEED e Mobile Suit Gundam MS IGLOO. Questa varietà formale si riflette anche nel tono narrativo; come affermato infatti dallo stesso Tomino: «Io e il produttore eravamo convinti che l'elemento drammatico umano fosse la ragione principale del successo della prima serie, e così mi ci fissai troppo. In Z, sottolineammo eccessivamente questo elemento, arrivando così a un finale debole. In ZZ esagerammo in senso contrario sfociando nella comicità. Penso che molti fan considerino la storia complessiva di Gundam come un universo uniforme, ma io non la vedo nello stesso modo. Secondo me, da Z Gundam in poi, ogni parte fa storia a sé».
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