C. Lévi-Strauss, D. Eribon, Da vicino e da lontano. Discutendo con Claude Lévi-Strauss, Rizzoli, Milano, 1988, è la principale e più attendibile fonte sulla vita, le opere ed il pensiero di Lévi-Strauss, una sua autobiografia esposta in maniera dialogica ed essenziale. Cfr. pure P. Wilcken, Il poeta nel laboratorio. Vita di Claude Lévi-Strauss, il Saggiatore, Milano, 2013.

Antropologo, sociologo e etnologo, teorico dello strutturalismo, Lévi-Strauss occupa una posizione centrale nel pensiero contemporaneo.Cfr. S. Moravia, Ragione strutturale ed universi di senso. Saggio sul pensiero di Claude Lévi-Strauss, Casa Editrice Le Lettere, Firenze, 2004, quarta copertina. Lo strutturalismo lévi-straussiano – che ha scorto, e posto a base di ogni ulteriore riflessione, l'intrinseco carattere strutturale di ogni fenomeno socialeCfr. M. Callari Galli, “L'antropologia tra scienza e ideologia” (p. 27), in: R.L. Beals, H. Hoijer, Introduzione all'antropologia, 2 Voll., Società editrice il Mulino, Bologna, 1971, Volume II: Antropologia culturale, pp. 7-42. – ha permeato tutte le scienze sociali, la filosofia, la psicologia, la politica (il marxismo) e la storia.Cfr. P. Deliège, Storia dell'antropologia, il Mulino, Bologna, 2008, p. 157; U. Fabietti, F. Remotti (a cura di), Dizionario di Antropologia. Etnologia, Antropologia Culturale, Antropologia Sociale, Zanichelli editore, Bologna, 1997, pp. 414-415; G. Vattimo, M. Ferraris, D. Marconi (a cura di), Enciclopedia Garzanti di Filosofia, Nuova edizione riveduta e aggiornata, Garzanti Editore, Milano, 1993, pp. 629-631; Centro di Studi Filosofici di Gallarate (a cura di), Dizionario dei Filosofi, G.C. Sansoni Editore, Firenze, 1976, p. 726.

I suoi contributi alla psicologia, provengono indirettamente dall'applicazione del metodo strutturalista – per il quale i fenomeni culturali vanno interpretati in riferimento a elementi universali e inconsci rappresentanti la struttura fondante d'ogni cultura«Il nome di Claude Lévi-Strauss è indissolubilmente associato all'antropologia strutturale. Già in uno dei suoi primi articoli, L'analisi strutturale in linguistica e in antropologia, l'autore, ispirandosi - come suggerisce il titolo - alla linguistica di F. de Saussure e soprattutto al metodo fonologico elaborato da N. Trubetckoj e R. Jakobson (con il quale strinse amicizia a New York, durante la guerra), formula con chiarezza i principi fondamentali dello strutturalismo: studiare non più i fenomeni coscienti ma la loro infrastruttura incosciente; attribuire agli elementi di un sistema non un senso di entità indipendenti, ma un valore di posizione, vale a dire derivante dalle relazioni che li uniscono e li oppongono, e porre queste relazioni alla base dell'analisi; riconoscere inoltre che queste relazioni hanno senso soltanto all'interno di un sistema di correlazioni di cui si devono scoprire le regole» (da: P. Bonte, M. Izard (a cura di), Dizionario di antropologia e etnologia, edizione italiana a cura di Marco Aime, Giulio Einaudi editore, Torino, 2006, p. 503).Cfr. pure L. Mecacci, Dizionario delle Scienze Psicologiche, Zanichelli Editore, Bologna, 2012. p. 557. – agli studi antropologici della cultura materiale,Cfr. C. Lévi-Strauss, D. Eribon, Da vicino e da lontano. Discutendo con Claude Lévi-Strauss, Rizzoli, Milano, 1988, p. 156.Cfr. H. Gardner, Riscoperta del pensiero e movimento strutturalista: Piaget e Lévi-Strauss, A. Armando Editore, Roma, 1974; A. Carotenuto (a cura di), Dizionario Bompiani degli Psicologi Contemporanei, Gruppo Editoriale Fabbri-Bompiani-Sonzogno-Etas, Milano, 1992, pp. 173-174; P.A. Rovatti (a cura di), Dizionario Bompiani dei Filosofi Contemporanei, Gruppo Editoriale Fabbri-Bompiani-Sonzogno-Etas, Milano, 1990, pp. 236-38; F. Dei, P. Meloni, Antropologia della cultura materiale, Carocci editore, Roma, 2015, Cap. 2, § 2.1; J. Piaget, Lo strutturalismo, edizione italiana a cura di Andrea Bonomi, Il Saggiatore, Milano, 1968. Cfr. pure U. Galimberti, Nuovo Dizionario di Psicologia. Psichiatria, Psicoanalisi, Neuroscienze, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2018. ponendo a base di ogni fenomeno psicologico l'ipotesi dell'esistenza di sottostanti strutture mentali inconsce, atemporali e universali.Cfr. C. Lévi-Strauss, D. Eribon, cit., p. 181.Cfr. A. Carotenuto, cit.; P.A. Rovatti, cit.; Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, 10 voll., TEA, Milano, 1995/-96, Vol. VII (a cura di Giovanni Fornero), Cap. IV, § 938.Cfr. Umberto Eco, Riccardo Fedriga (a cura di), Storia della filosofia, 8 voll., EM Publishers/Gruppo Editoriale L'Espresso, Milano, 2015, Vol. 6, pp. 416-417 (di Cristina Demaria).Cfr. Rodolfo Sacco, Antropologia giuridica, Società editrice il Mulino, Bologna, 2007, Parte V, Cap. XII, § 13.È sotto l'influenza dell'opera di Marcel Mauss che, riconosciuta esplicitamente, Lévi-Strauss assegna all'antropologia il compito di «ricercare le strutture mentali inconsce che si possono cogliere attraverso le istituzioni e meglio ancora nel linguaggio», di cui ne rendono intelligibili la varietà e l'apparente disordine delle forme (da: P. Bonte, M. Izard (a cura di), cit., p. 503).Cfr. pure D. Sperber, “Une pensée à l'orée des sciences cognitives”, Le Magazine Littéraire, 475 (2008) p. 70, in cui Lévi-Strauss è riconosciuto come un precursore del cognitivismo, nonché M. Niola, “Introduzione” (p. 12) a: Lévi-Strauss fuori di sé, a cura di M. Niola, Quodlibet, Macerata, 2008, pp. 9-26, e altresì: G. Ellis, M. Solms, Beyond Evolutionary Psychology. How and Why Neuropsychological Modules Arise, Cambridge University Press, Cambridge (UK), 2018, M.S. Gazzaniga, La coscienza è un istinto. Il legame misterioso tra il cervello e la mente, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2019, e M.A. Reda, Sistemi cognitivi complessi e psicoterapia, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1986.Il problema della ricerca di leggi o costanti universali appartiene sia alla storia della filosofia che alla storia della scienza. Infatti, già nella locuzione latina di Lucrezio, «Ex nihilo nil fit; nil fit ad nihilum», si può intravedere un "credo" che riassume l'aspirazione dell'indagine umana di tutti i tempi ad individuare il persistente, afferrare l'invariabile nella fuggevole varietà dei fenomeni con la quale si rivela a noi il mondo esterno e si esplica la realtà umana (cfr. Luigi Briatore, Complementi ed esercizi di fisica generale 1, Libreria Editrice Universitaria Levrotto & Bella, Torino, 1992, Cap. VII, § 7.1.1, p. vii-2). Al contempo, anche la cibernetica di Norbert Wiener e la teoria dei sistemi di Ludwig von Bertalanffy, partono tra l'altro dall'assunto dell'esistenza di leggi di carattere universale capaci di rendere conto tanto del funzionamento delle macchine che dei meccanismi biologici nonché degli eventi sociali (cfr. Luciano Conti, Salvatore Principe, Salute mentale e società. Fondamenti di Psichiatria Sociale, Piccin Nuova Libraria, Padova, 1989, Parte III, Cap. 3, p. 259).Cfr., altresì, Marino Gentile, Ezio Riondato, Enrico Berti, "Al Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia", in: Orio Caldiron, Claude Lévi-Strauss. I fondamenti teorici dell'antropologia strutturale, Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Padova, Vol. LIV, Leo S. Olschki Editore, Firenze, 1975, pp. v-vi; A. Signorelli, Antropologia culturale, II edizione, McGraw-Hill Italia, Milano, 2011, Cap. 8, § 8.2.6; M. Ambrosini, L. Sciolla, Sociologia, Mondadori Education, Milano, 2015, Parte I, Cap. 4, § 3; Darren O'Byrne, Sociologia. Fondamenti e teorie, II edizione italiana a cura di Sandro Bernardini, Pearson Italia, Milano, 2017, Cap. 9. Fondamentali poi i suoi studi sulle popolazioni cosiddette “selvagge”, raccolti nelle sue due opere più note al grande pubblico, i classici Tristi tropiciDa una conversazione con Jean José Marchand., Razza e storia e Il pensiero selvaggio, in cui Lévi-Strauss mette in discussione, partendo da un'analisi di fondo della nozione di cultura come sistema simbolico e semiotico, la presunta superiorità della cultura occidentale – e criticandone altresì la relativa nozione di etnocentrismo e il conseguente umanesimoCfr. W. Kaltenbacher, “La partenza” (p. 22), in: W. Kaltenbacher (a cura di), Simposio Lévi-Strauss. Uno sguardo dall'oggi, il Saggiatore, Milano, 2013, pp. 13-26.Cfr. M. Niola, cit., pp. 12-13.Per umanesimo qui intendiamo quell'insieme di dottrine che scorgono nell'uomo – e non fuori dell'uomo – il centro della realtà e del sapere; cfr. N. Abbagnano, Dizionario di Filosofia, III edizione a cura di Giovanni Fornero, De Agostini, Novara, 2013, p. 1125 e la voce “antiumanismo”, pp. 63-64. – rispetto alle cosiddette mentalità primitive, a cui Lévi-Strauss conferisce logicità, pari dignità e rispetto (relativismo culturale).Cfr. S. Nannini, “Lévi-Strauss, Claude”, p. 630, quale voce dellEnciclopedia Garzanti di Filosofia, nuova edizione a cura di G. Vattimo, M. Ferraris e D. Marconi, Garzanti Editore, Milano, 1993, pp. 629-631.Cfr. C. Backés-Clément, Lévi-Strauss. La vita, il pensiero, i testi esemplari, Accademia Sansoni editori, Bologna, 1971, quarta copertina; cfr. pure G. Harrison, I fondamenti antropologici dei diritti umani, Meltemi editore, Roma, 2001.Cfr. Vittorino Andreoli, La terza via della psichiatria. Follia: individuo, ambiente, storia, Biblioteca della EST Mondadori, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980, Cap. VIII, pp. 98-113.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti per i suoi studi e le sue ricerche, fra cui il Premio Erasmo nel 1973, il premio Meister Eckhart nel 2003 e molte lauree honoris causa da diverse università straniere.Cfr. C. Lévi-Strauss, D. Eribon, cit., p. 139. È considerato uno dei padri fondatori dell'antropologia moderna,S. Pinker, The Blank Slate. The Modern Denial of Human Nature, Penguin Books, London, 2003, p. 22. che si colloca, secondo Edmund Leach, sulla scia dell'opera di James Frazer e Franz Boas.Cfr. P. Deliège, cit., p. 158.Cfr. pure F. Dei, La discesa agli inferi. James G. Frazer e la cultura del Novecento, Argo Editrice, Lecce, 1998.

Biografia e carriera Nato a Bruxelles da genitori francofoni di religione ebraica, si trasferisce presto con la famiglia a Parigi, nel cui clima intellettuale ha luogo la sua formazione culturale. In particolare, la vitalità, lo spirito artistico e la sensibilità estetica di suo padre Raymond, pittore ritrattista tradizionale, segnano profondamente il figlio, stimolandone la curiosità, l'immaginazione ed animandolo di interessi artistici fra i più vari,Cfr. P. Wilcken, cit., pp. 31-36, 41, 192. la cui infanzia trascorre in un clima di allegra libertà e creatività, sebbene angustiata da problemi di ordine pratico.Cfr. C. Lévi-Strauss, D. Eribon, cit., Cap. 1.

La formazione culturale e le prime esperienze in campo etnologico