La pace di RamlaPiù propriamente indicata da storici musulmani come Ibn Shāma "accordo" () nel Kitāb al-rawḍatayn fī akhbār al-dawlatayn al-nūriyya wa l-ṣalāḥiyya, cioè "Libro dei due giardini sulle notizie delle due dinastie dei Zangidi e degli Ayyubidi"., sottoscritta il 1º settembre 1192, equivalente a martedì 21 shaʿbān 588 E.,Cfr. Francesco Gabrieli, Storici arabi delle Crociate, Torino, Einaudi, 1963, p. 231. concluse un iter negoziale avviato il 10 settembre 1191 / 17 shaʿbān 587 E.,P.M. Holt, "The Ascendancy of Saladin 1174-1193", in: The Age of the Crusaders - The Near East from the eleventh century to 1517, London & New York, Longman, 1986, p. 58. subito dopo la contrastata e altalenante conquista di Giaffa da parte del re d'Inghilterra Riccardo Cuordileone, avvenuta il 10 settembre, immediatamente dopo la vittoria conseguita il 7 settembre dallo stesso Riccardo ad Arsūf.
Questo primo abboccamento preparatorio vide impegnati nella trattativa il sovrano inglese e il fratello di Saladino, al-'Adil I,Noto nelle fonti occidentali come Sefardino. ma il vero accordo tra crociati e musulmani giunse a seguito dell'incontro tra Saladino e lo stesso sovrano plantageneta.
Secondo i termini dell'accordo, che comportava una tregua di 3 anni e 3 mesi (o 5 anni)Abū Shāma, Kitāb al-rawḍatayn, 3 voll. Ibrāhīm Shams al-Dīn (ed.), Beirut, Dār al-kutub al-ʿilmiyya, 1422/2002, vol. IV, p. 191. Gerusalemme sarebbe rimasta sotto sovranità islamica. Tuttavia, la città sarebbe stata aperta ai pellegrinaggi cristiani. Il trattato di pace, concludendo la terza crociata, riduceva di fatto e di diritto i regni latini crociati di Outremer a una striscia geopolitica costiera che si estendeva da Tiro a Giaffa.
Né Saladino, né Riccardo I erano stati entusiasti nel sottoscrivere tale accordo ma, di fatto, entrambi non avevano alcuna altra scelta possibile. L'emiro ayyubide era stato fiaccato, fisicamente e finanziariamente, dalle vicende belliche e re Riccardo doveva guardarsi dal tradimento che già si stava ordendo ai suoi danni in patria. Entrambi scomparvero in breve tempo dalla scena militare e politica vicino-orientale: Saladino morì infatti a Damasco il 4 marzo 1193/27 ṣafar 589 E. e Riccardo fu preso ostaggio in Austria una settimana dopo aver sottoscritto la tregua, mentre era sulla via di ritorno in patria.
Note
Bibliografia Francesco Gabrieli, Storici arabi delle Crociate, Torino, Einaudi, 1963. Bahāʾ al-Dīn b. Shaddād, al-Nawādir al-sulṭāniyya wa l-maḥāsin al-yūsufiyya aw sīrat Ṣalāḥ al-Dīn, dr. Jamāl al-Dīn al-Shayyāl (ed.), s.l. (ma Il Cairo), s.e., 1964. Abū Shāma, Kitāb al-rawḍatayn fī akhbār al-dawlatayn al-nūriyya wa l-ṣalāḥiyya, 3 voll. Ibrāhīm Shams al-Dīn (ed.), Beirut, Dār al-kutub al-ʿilmiyya, 1422/2002. R. L. Wolff, "The later Crusades, 1189-1311", in: H. W. Hazard (ed.), II: The Third Crusade: Richard the Lionhearted and Philip Augustus, Madison, Wisconsin, University of Wisconsin Press, 1969. P.M. Holt, "The Ascendancy of Saladin 1174-1193", in: The Age of the Crusaders - The Near East from the eleventh century to 1517, London & New York, Longman, 1986. ISBN 0-582-49303-X. Axelrod, Alan and Charles L. Phillips (eds.), Encyclopedia of Historical Treaties and Alliances, Vol. 1, New York, Zenda Inc., 2001. ISBN 0-8160-3090-1.
Voci correlate Terza crociata
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