Ceglie Messàpica (fino al 1864 Ceglie, dal 1864 al 1988 Ceglie Messapico) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brindisi in Puglia. Il centro storico e i rioni si contraddistinguono per la calce bianca, le chianche e le strette viuzze lastricate in pietra. Il territorio si caratterizza per i trulli, le masserie, gli oliveti secolari e le grotte carsiche. Il centro storico alto-medievale è costruito sul colle che in epoca pre-romana ospitava l'acropoli dell'antica città messapica di Kailia.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si estende per nella parte meridionale dell'altopiano delle Murge tra la Valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina chiamata Soglia messapica. Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa).
Orografia
Il territorio comunale può essere suddiviso in due macro aree: una, dall'aspetto collinare, si estende sostanzialmente a nord-ovest dell'abitato, si presenta con dolci colline e terrazzamenti con muretti a secco e numerosissimi trulli; l'altra declina lentamente verso la piana salentina. Proprio per questi motivi Ceglie Messapica viene considerata uno degli ultimi lembi meridionali della Murgia. L'altitudine del territorio comunale varia tra i 148 metri s.l.m. della foggia Palagogna e i 385 metri m s.l.m. di Contrada AlfieriRilevazioni da Google Earth.. L'abitato invece è posto a un'altezza di 298 metri s.l.m., si estende su due colli, uno dei quali interamente occupato dal centro storico e dalla zona ottocentesca.
Nel territorio sono numerose le forme carsiche (doline, grotte, inghiottitoi, lame): esse hanno un rilevante valore paesaggistico, ambientale, naturalistico ma anche storico-archeologico, in quanto spesso, le grotte in particolare, erano già in epoca preistorica sede privilegiata per gli insediamenti umani. La presenza di diffusi fenomeni carsici è strettamente connessa alle caratteristiche del substrato geologico di questo territorio: ovunque affiorano infatti strati di rocce calcareo-dolomitiche, spessi alcune migliaia di metri e molto fessurate. Le rocce calcaree sono a tratti ricoperte da strati, spesso di esiguo spessore, di "terre rosse", localizzate in particolare nelle aree morfologicamente più depresse, quali le doline e i letti dei principali solchi erosivi.
Grotte
Nel territorio di Ceglie risultano essere censite 53 tra cavità, grotte e fratture verticali chiamate dai contadini capivienti o vole. Elenco delle grotte di Ceglie Messapica: Grotta Recupero 1 e 2, Grotte di Montevicoli, Grotta di Zizze, Grotta-Cripta di San Michele, Grotta-Cripta della Madonna della Grotta, Grotta Abbondanza 1,2 e 3, Grotta Masseria Iazzo (wanda), Grotta del Frantoio, Grotta Donna Lucrezia, Grotta di Nisco, Grotta Masseria le Croci 1 e 2, Grotta San Pietro, Grotta dei Grilli, Grotta Abate Nicola, Grotta Olmo, Grotta di Fedele Grande (Grotta del Cavaddone), Pozzo Alfieri, Vora dell'Olmo, Grotta Sardella 1, 2 e 3, Grotta dei Messapi, Grotta Antelmi, Grotta della Cantina, Grotta delle Meraviglie, Grotta Madonna Piccola, Grotta Tagliente, Grotta Marangi, Vora di Castelluzzo, Grotta Abate Amato, Vora Facciasquata, Inghiottitoio Facciasquata, Grotta Ciarlete, Grotta del Frantoio Scolepie, Grotta Angeluzzi 1 e 2, Grotta Montagnulo, Grave Vuotolo Rosso, Grotta specchia Abate Amato, Voraginetta Insarti, Inghiottitoio Lecci, Grottina di San Pietro, Grotta Madonna della Grotta 2, Grotta Masseria Tamburo, Grotta Insarti, Grotta del Campo Sportivo, Grotta del Monte Vecchio, Grotta Masseria San Pietro.
Idrografia L'idrografia superficiale è quasi completamente assente dal territorio; le uniche forme riconducibili sono alcuni invasi artificiali di piccole dimensioni scavati nella roccia per raccogliere le acque piovane e chiamati comunemente "fogge". Si pensa che le fogge abbiano un'origine tardo medioevale, bizantina o addirittura risalente all'epoca messapica. Quelle presenti nel territorio sono denominate Foggia Marangi, Foggia di Sant'Anna, Foggia Vetere, Foggia di Lamarina Nuova, Foggia di Casamassima, Foggia Palagogna, Foggia Nova e Foggia Gaetano Oliva.
Clima Ceglie gode di un tipico clima mediterraneo, mite e confortevole nei periodi primaverile e autunnale, estati caldo-umide e inverni non eccessivamente freddi.
Le temperature medie mensili risentono dell'influenza degli eventi atmosferici del Mar Mediterraneo nord orientale e oscillano dai nei mesi freddi, ai nei mesi estivi. Rari i casi di forti escursioni termiche, i mesi con maggiore scarto termico fra massime e minime risultano essere i mesi estivi con una differenza tra massime e minime di circa . Il vento influenza il clima della zona attraverso correnti fredde di origine balcanica (che in inverno rendono l'aria gelida), oppure calde di origine africana (che rendono l'estate afosa). Il territorio di Ceglie risulta avere una ventosità media annua, secondo l'atlante eolico italiano, tra i 5 e .
Non è infrequente che, durante le notti invernali, il termometro scenda sotto zero, anche di diversi gradi (, ) con conseguente formazione di estese gelate, o che si registrino nevicate con importanti accumuli nevosi, soprattutto quando il mare Adriatico meridionale è colpito da ondate di aria fredda di origine artico-continentale (come, ad esempio, nel 1987, 1993, 2001, 2006, 2009 e nel 2014). Nel marzo del 1949 si è raggiunto quasi un metro di neve. D'estate, invece, occasionalmente si verificano intense e lunghe ondate di calore, che rendono il clima torrido e portano le temperature su valori talvolta superiori ai .
Le precipitazioni annuali si attestano sull'ordine dei di pioggia, distribuiti prevalentemente nel periodo da ottobre a marzo. La primavera e l'estate sono caratterizzate da periodi di siccità.
A Ceglie Messapica, precisamente preso la masseria Seppunisi, dal 2008 è attiva una stazione meteo amatoriale facente parte della rete di stazioni meteorologiche dell'associazione Meteo Valle D'Itria.
Dati piovosità e giorni pioggia media anni dal 1923 al 2015 ottenuti utilizzando valori ) e per il 2013, 2014 e 2015 i dati della centralina Meteo Valle d'Itria
Classificazione climatica di Ceglie Messapica: Zona climatica D; Gradi giorno 1542.
Origini del nome
Sull'origine del nome di Ceglie si è molto discusso, in particolare il nome greco della città è stato oggetto di indagini, ipotesi e leggende. Oltre alla testimonianza di Strabone che cita la città, vi sono le tante testimonianze della numismatica cegliese, che di fatto attesta la presenza di una zecca nel centro messapico. Monete, quelle cegliesi che riportano su un lato la figura di Minerva (probabilmente il simbolo della antica città), che viene rappresentata galeata(armata) o laureata (cinta da alloro); sul retro il nome di "KAIΛΙΝΩΝ" o "KYΛΛΙΝΩΝ", altre volte solo con "KA" o più spesso con "nωn/NΩN". Quella numismatica è l'unica testimonianza diretta inerente al nome antico della città. Spesso i ritrovamenti cegliesi, tra i quali le monete sopracitate, sono state erroneamente attribuite alla città di Ceglie nella Peucezia, ossia Ceglie del Campo, equivoci originati dalla negligenza di chi negli anni si è occupato degli scavi e della loro classificazione. Secondo alcuni storici il nome greco di Ceglie deriverebbe da Kalόs (καλός [-ή] [-όν]/ aggettivo) il cui significato è "bello", secondo ciò il significato del nome della città sarebbe "posto bello". Secondo altri, invece, il nome di Kailia (Καιλια) dall'antica città di Calidone (in greco antico: Καλυδών, Kalydṑn), la patria di Diomede, eroe della mitologia greca, il quale secondo la leggenda, in fuga da Troia, sarebbe approdato nell'antico Salento, terra dei Messapi e che nel suo viaggio nella penisola italiana avrebbe fondato varie città tra cui Vasto (Histonium), Andria, Brindisi, Benevento, Argiripa (Arpi) presso l'attuale Foggia, Siponto presso l'attuale Manfredonia, Canusio (Canosa di Puglia), Equo Tutico (Ariano Irpino), Drione (San Severo), Venafrum (Venafro) e infine Venusìa (Venosa). Oltre alla somiglianza tra i nomi greci di Ceglie e Calidone, vi è anche un altro dato interessante che riguarda l'orografia. Infatti Calidone proprio come Ceglie sorgeva su due colli vicini ed elevati, l'attuale centro storico medioevale di Ceglie infatti è arroccato su di un colle (lo stesso sul quale un tempo sorgeva l'acropoli di Kailia) a 303 m s.l.m., mentre sull'altro colle sorge la Chiesa di San Rocco e si sviluppano i rioni settecenteschi e ottocenteschi. La somiglianza del territorio forse ha fatto sì che il nome della città antica di Ceglie fosse dedicato alla patria stessa di Diomede. Secondo altri ancora l'origine del nome di Ceglie deriverebbe direttamente dagli Illiri che dalla vicina Albania si stanziarono nella Puglia. La parola Ceglie secondo una teoria filologica di Giovanni Semerano, deriverebbe invece dallo sloveno "Celija", o dallo slavo "Kelija".
Evoluzione dei nomi della città Kailia (Καιλια)G. Scatigna Minghetti, Vestigia di icone sacre a Ceglie Messapica, Ceglie Messapica, 1995, p. 5.: nome della città in età ellenistica, epoca in cui era abitata dai coloni greci; citata da Strabone. Caelia, Caelium: nome latino adottato in seguito all'occupazione romana del 267 a.C.; citata da Plinio il Vecchio. Castellum Caeje«[…] nel 1100, Accardo, signore e padrone di Ostuni e di Lecce, per indicare la nostra Ceglie usò il termine Castillo Cilij e non città di Ceglie […]»: nome usato in età normanna; Cilia«Nel 1273 Carlo II d'Angiò la indica solo CILIA […]»; CelioLa Puglia, carta geografica G. Botero, Relazioni Universali, 1591-1596.; Cilij / Celie del Galdo o Guado: nome utilizzato per identificare la città utilizzato nel medioevo e con diverse citazioni nel 1600 e fino al 1806«Con l'abolizione della feudalità (decreto 2-4 agosto 1806) gli amministratori cegliesi eliminano il predicato GAUDO […]» . L'appellativo guado, probabilmente derivante dal tedesco, a sua volta derivante dal longobardo wald, indicava una della caratteristiche della Ceglie e della Valle d'Itria di quel periodo, cioè quella di essere circondata da fitti boschi di querce; Ceglia: XVII secolo (vedasi cartina delle Murge); Ceglie: tra il 1806 e il 1864; Ceglie Messapico: l'appellativo Messapico fu introdotto con un Regio Decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1864, in memoria dell'antico popolo dei Messapi che, secondo la tradizione, avrebbe fondato la città; Ceglie Messapica: l'appellativo Messapico fu trasformato in Messapica con decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 1988 n. 921.
Storia
Secondo la tradizione, la fondazione di Ceglie sarebbe legata alla venuta della tribù iapigia dei Messapi, alla quale è attribuita la costruzione di manufatti megalitici noti con il nome di specchie. In realtà il territorio era frequentato già da millenni prima.
Era nota ai Greci con il nome di Kailìa. Il nucleo urbano, esteso ai piedi di un colle (nella zona dove attualmente sorge la stazione ferroviaria), era difeso da fortificazioni i cui resti sono noti con il nome locale di "Paretone". Presso la città sarebbero sorti santuari urbani dedicati alle divinità greche Apollo (in corrispondenza dell'odierna chiesa di San Rocco) e sotto la Basilica di Sant'Anna nel corso dei lavori di sondaggio i frammenti di ceramica votiva e resti del tempio della dea Latona madre di Apollo e Diana (Archivio 1987). Oltre che santuari extra-urbani come quello dedicato ad Afrodite collina Montevicoli.
La città fu punto di avvistamento del popolo dei Messapi con i centri di Oria e Brindisi a lungo in lotta contro la spartana Taranto che aspirava a uno sbocco sul mar AdriaticoIn epoca romana la cittadina conosce un periodi di decadenza e spopolamento ma non cessa l'attività antropica, come testimoniano alcune sepolture di epoca romana, in particolare il nucleo urbano va a scindersi in vari insediamenti rurali.