Il mio uomo è una canaglia (Born to Win) è un film drammatico del 1971 diretto da Ivan Passer.
Trama J è un ex-parrucchiere divorziato caduto nella spirale della droga. Costretto dalla sua dipendenza a vivere di espedienti per procurarsi la razione giornaliera di roba nei dintorni di Times Square conosce, nel tentativo di rubare un'auto, una giovane di nome Parm che tenterà di salvarlo. Durante la loro prima notte insieme Pam scopre un tatuaggio sul braccio di J con la scritta Born to Win (nato per vincere) di cui J è particolarmente orgoglioso.
J inizierà a rifarsi una vita cominciando a spacciare occasionalmente per Vivian, un potente fornitore di droga. J sente finalmente di aver ritrovato la pace e l'amore, e un giorno, insieme al suo amico anch'esso tossicodipendente Billy Dynamite, sottrae una grossa quantità di droga a un boss conosciuto come "il greco"; sorpreso dalla polizia, verrà costretto da un agente a fare da esca. Sfortunatamente i piani non vanno come previsto, il malavitoso fiuta la trappola e la usa per vendicarsi. Billy muore iniettandosi una dose di stricnina, in gergo una "bucata di fuoco" (in originale "hot shot") che gli era stata spacciata per droga e destinata appositamente per J. Solo un caso quindi ha salvato J dalla morte, ma "il greco" lo sta ancora cercando.
Nel panico e scosso da quanto accaduto, J fugge lasciando il corpo del suo amico nell'ascensore dell'edificio. J e Parm provano definitivamente a scappare dalla città ma si imbattono di nuovo nei poliziotti i quali mettono della droga addosso a Parm come scusa per arrestarla e portarla via. Avendo fallito nuovamente tutti i suoi piani, J sprofonda nella disperazione e si reca al club di proprietà di Vivian. Vivian gli regala delle dosi ma sia lui che J capiscono dalla quantità che potrebbero trattarsi molto probabilmente di altre bucate di fuoco. Rimasto da solo, disperato e completamente incerto riguardo al suo futuro, J resta seduto pensieroso su cosa fare nel centro di Times Square.
Produzione Ivan Passer e David Scott Milton iniziarono a lavorare al progetto intervistando degli ex tossicodipendenti presso una sede dell'organizzazione di recupero Phoenix House nei pressi di un teatro dove stavano allestendo il loro dramma Duet for Solo Voice. La sceneggiatura che emerse a seguito di queste interviste era molto più seria nel tono complessivo. Gli elementi umoristici vennero accentuati in fase di ripresa e di editing.
Milton basò tutti i personaggi della storia da veri tossicodipendenti che frequentavano abitualmente la tavola calda di sua proprietà a Manhattan. Adattò le sue osservazioni e le vite di queste persone in un dramma teatrale intitolato Scraping Bottom. (lett. Raschiando il fondo) da cui venne successivamente tratta una sceneggiatura cinematografica dallo stesso titolo il quale venne successivamente modificato in Born To Win per non violare il copyright già depositato dalla casa di produzione Scraping Bottom Productions.
Alcuni personaggi del film sono interpretati da veri tossicodipendenti della zona, gente che Passer conobbe nel corso delle ricerche in fase di scrittura.
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Film drammatici Categoria:Film diretti da Ivan Passer