Il è un'epoca della storia giapponese compresa tra l'VIII e il XII secolo (794-1185), che prende il nome dalla capitale del tempo, Heian-kyō, l'attuale Kyoto.

Il periodo Heian fu culturalmente molto ricco, e rappresenta un periodo di apogeo sia per l'assimilazione della cultura cinese e del buddhismo, sia per la produzione letteraria, sia per lo sviluppo di una raffinatissima cultura aristocratica. Tra la produzione letteraria del periodo, alcuni classici e capolavori della letteratura giapponese, come il Genji monogatari, o lo Ise monogatari. In questo periodo il potere politico dell'imperatore inizia ad affievolirsi favorendo l'ascesa al potere della classe militare (bushi) che dominerà il Giappone in tutto il periodo a seguire fino alla modernizzazione (1868 - Meiji Isshin, o Restaurazione Meiji).

Storia L'imperatore Kanmu e lo spostamento della capitale Nel 784, allo scopo di sottrarsi all'influenza buddhista, l'imperatore Kanmu (736-805) decise di trasferire la capitale da Heijo-kyo, l'attuale Nara, a Nagaoka-kyo, nuova città costruita sul modello di Chang'an, allora capitale della Cina, che si trovava sotto la dinastia Tang. Questo trasferimento fu affidato a un'importante figura, Tanetsugu, appartenente alla famiglia Fujiwara. Costui, però, aveva molti nemici, soprattutto tra le principali famiglie; questi ultimi, con l'appoggio del fratello minore di Kanmu, Sawara-shinnò, commissionarono il suo assassinio solo un anno dopo il completamento della nuova capitale. Questo delitto non nuoce alla crescente influenza della famiglia Fujiwara, anzi, consentì loro di eliminare un gran numero di avversari, ad esempio Sawara, ufficialmente esiliato nell'isola di Awaji, ma in realtà ucciso durante il viaggio. Tuttavia, solo dieci anni dopo il completamento di Nagaoka-kyo, la capitale fu trasferita nuovamente, nel 794, data d'inizio del periodo Heian, a Heian-kyō, l'attuale Kyoto. Le ragioni di questo secondo trasferimento non sono chiare, ma è probabile che abbia influito ciò che a molti risultò trattarsi di una banale superstizione: era costume, infatti, compiere il trasferimento dopo un evento nefasto, e la morte di Tanetsugu e di Sawara giustificò in un qualche modo la decisione. Le spese e gli sforzi profusi nella costruzione di Nagaoka, però, rendono difficile accordare eccessiva attendibilità a quest'unica spiegazione, anche se si riteneva - opinione che è tuttora motivo di studio - che gli spiriti dei due uomini imperversassero sulla città. Sono soprattutto la migliore posizione strategica e un sito più ampio a favorire il futuro insediamento a Heian-kyō, scoperto per caso dopo il 784.

Come la precedente, la nuova capitale è molto strutturata ed è attraversata da una via principale, ossia Suzaku'oji (Via dell'Uccello Rosso), lunga quattro chilometri e larga 83 metri inizia con la grande porta Rasho e termina con il Palazzo imperiale, di per sé una piccola cittadella. Tuttavia numerosi spazi della nuova capitale restarono non lottizzati e col tempo questi furono usati come terreni per la coltivazione, impedendone l'edificazione. Con l'abbandono dei quartieri ovest, causato dalle condizioni in cui riversavano, la via principale perse importanza a vantaggio delle vie Omiya e Higashi no to'in, che attraversavano i quartieri residenziali. Nell'810, sotto l'imperatore Saga, venne scoperto un complotto che coinvolgeva le sette buddhiste e che mirava a riportare al potere l'imperatore Heizei, successore di Kanmu ritiratosi dal potere l'anno prima, nonché a riportare la capitale a Heijo-kyo. Da allora il costume del trasferimento della capitale venne abolito grazie all'influenza dei Fujiwara, che speravano di affermarsi ancora una volta. Nello stesso anno nacque una cancelleria privata, il Kuraudo Dokoro e, nell'816, venne fondato l'ufficio di polizia (Kebiishi), creato per sostituire la guardia imperiale divenuta oramai inefficace; né il kuraudo, sorta di segretario particolare dell'imperatore che rivestiva anche funzioni di archivista, né il kebiishi, capo della polizia, erano previsti dal ritsuryo, ossia l'insieme di leggi scritte durante il periodo Asuka simile al Corpus iuris civilis di Giustiniano. Proprio come accadde in Europa con il Cristianesimo, in Giappone iniziò ad accumulare potere temporale oltre che spirituale il Buddhismo, che venne attaccato e protetto dall'imperatore: infatti Kanmu era un grande sostenitore di questa religione, ma si opponeva all'ingerenza dei preti buddhisti negli affari politici. All'inizio del IX secolo si assistette alla maggiore fioritura di questa religione; infatti, l'imperatore nell'804 inviò in un viaggio di studio in Cina due monaci, Saichō e Kūkai, che, una volta tornati, fondarono due importanti scuole buddhiste, ossia la Tendai e la Shingon.

Degenerazione del Ritsuryo e riforme istituzionali Gli imperatori che succedettero Kanmu mantennero la sua politica, almeno in superficie. In realtà, però, le entrate del governo si erano molto affievolite, poiché il sistema ideato durante il periodo Asuka veniva sempre più raggirato da coloro ai quali venivano affidati dei lotti di terra che sfuggivano al controllo dello Stato, così da accumulare terre fino a farle diventare dei fondi, degli sho. Queste venivano, infatti, affidate alle nobili famiglie che non potevano essere tassate, ricevendo in cambio un'entrata che permetteva loro di mantenere un tenore di vita indispensabile a corte. All'inizio del X secolo, però, il governo trovò degli espedienti per far pagare le tasse, come il cambiamento della base di calcolo delle imposte, da quel momento stabilite sulla terra e non più sugli individui. Per ridurre le spese di riscossione delle tasse, l'esazione è affidata a due personaggi la cui importanza cresce nelle province: dei governatori locali che diventano gli esattori, zuryo, e degli ufficiali che pagano una somma fissa delle imposte che prelevano, zaicho kanjin.

Altro importante rinnovamento che viene effettuato in questo periodo fu la suddivisione delle alte classi sociali, ossia i nobili: vengono infatti divisi in dieci ranghi e in trenta titoli diversi. Ciascuna classe nobiliare dispone di un proprio vestiario, di propri mezzi di spostamento, di caratteristiche particolari del livello di abitazione cui essa ha diritto, il tutto retto da una severa etichetta che con il passare del tempo diventò sempre più complessa e severa. I ranghi si dividevano in due "categorie": i primi cinque ranghi potevano essere affidati a una famiglia solo dall'imperatore e tra questi i primi tre, detti kugyo, si distinguevano nettamente poiché discendevano o dalla famiglia imperiale o da antichi capi-clan, mentre gli altri cinque ranghi avevano origine da antichi titoli nobiliari. Contrariamente a quanto accadeva in Cina, dove tramite particolari esami si poteva salire di grado nobiliare, in Giappone l'individuo non poteva assolutamente cambiare rango, se non per casi estremamente eccezionali. Questa impossibilità di progredire socialmente si rivelò pericolosa per l'avvenire dell'impero: i funzionari provinciali, anche di nobili origini, dislocati nella periferia, non avevano alcun futuro a corte e per questo motivo decidevano di insediarsi fuori dalla capitale una volta terminato il loro mandato. Lì, però, sviluppavano non solo un potere locale fuori dal sistema, ma anche un peso economico, persino militare, accrescendo l'estensione delle terre sotto il loro indebito controllo. L'utopia che si voleva raggiungere con il ritsuryo si allontanava col trascorrere del tempo; poiché il posto nell'amministrazione e la ricchezza che ne derivava erano determinati dal rango, non sempre il sistema era efficace, e lo divenne sempre meno man mano che i Fujiwara si accaparravano le funzioni amministrative a partire dalla seconda metà del IX secolo, fino al punto in cui il potere di questa famiglia divenne tale che era praticamente essa a governare sul Giappone, mentre all'imperatore restavano solamente funzioni sacerdotali e rappresentative.

Il potere dei Fujiwara e la creazione di due tipi di reggenza Il grande clan Fujiwara ebbe inizio con Fujiwara Fuhito (659-720) e s'impose molto lentamente, affermando dapprima la sua supremazia sui clan rivali e sul clero buddhista. Solo nel IX secolo si crearono le condizioni che la fecero diventare una delle famiglie più potenti del Giappone medievale. Nell'858, Fujiwara Yoshifusa, il nonno materno del nuovo imperatore Seiwa, salito al trono all'età di nove anni, approfittò dell'occasione per assumere la reggenza. Nonostante non fosse di sangue imperiale, riuscì a farsi nominare sessho (reggente), colui che prendeva le decisioni per l'imperatore se questo fosse stato minorenne e quindi non avesse potuto esercitare il potere, per il fatto che apparteneva all'ascendenza materna dell'imperatore. Questa carica la ottenne ancor più facilmente perché prima che salisse al trono Seiwa, Yoshifusa ricopriva la carica di Dajo daijni, cioè era il Ministro degli Affari supremi, quindi ciò che potremmo definire il Primo Ministro. Sebbene la carica di sessho esistesse già dal periodo Yamato (300-552), questa fu la prima volta che comparì nella scena politica, poiché tutti gli imperatori precedenti salirono al trono in maggiore età. Con la carica di reggente ebbe inizio il controllo totale esercitato dalla famiglia Fujiwara sugli imperatori. Il figlio di Yoshifua, Mototsune, diventò a sua volta sessho durante la minore età del figlio dell'imperatore Seiwa, Yozei, che gli succedette nell'876.

Quando l'imperatore raggiunse la maggiore età, tuttavia, Mototsune continuò ad esercitare un grande potere, parlando in nome dell'imperatore, cioè continuò con la sua carica di sessho nonostante la sua nomina non fosse più valida. Con l'ascesa al trono dell'imperatore Uda nell'887, nonostante egli fosse il primo imperatore che non aveva madre appartenente ai Fujiwara da secoli, sempre Mototsune creò la carica di kanpaku, il reggente di maggiore età, per venire in aiuto a un imperatore ritenuto mentalmente infermo; carica che consente per la prima volta il potere su un imperatore maggiorenne. Queste due funzioni, il sessho e il kanpaku, costituivano un sistema chiamato sekkan, che ebbe come risultato la privazione dell'imperatore di qualunque potere effettivo, discordando dall'idea che rappresentava il cuore del ritsuryo. L'abitudine ormai acquisita di affidare l'incarico di kanpaku e di sessho a un membro della famiglia Fujiwara portò un clima di agitazione tra questa famiglia e gli altri clan, ma vi furono addirittura delle gravi tensioni all'interno dello stesso clan. Altro segno dell'allontanamento dal modello cinese e dalla Cina stessa si verificò nell'894, quando il Giappone interruppe le relazioni ufficiali con il continente, anche se gli scambi economici rimasero lo stesso attivi e numerosi. Questo distacco segna l'inizio dello sviluppo autonomo dello stato giapponese e la fine dell'autorità cinese su di esso.

L'accesso degli intellettuali alle alte funzioni amministrative