Reggio Emilia (AFI: ;La pronuncia originaria ha la e chiusa, ma è più comune quella aperta. in dialetto reggiano; Reggio di Lombardia fino all'annessione al Regno d'Italia), ufficialmente Reggio nell'Emilia (), è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Sorta per volere del console Marco Emilio Lepido lungo la via Emilia, l'antica strada romana che collegava Piacenza a Rimini, Reggio Emilia può fregiarsi dell'appellativo di Città del Tricolore, in quanto la bandiera d'Italia, su ispirazione dei vessilli della Repubblica Cispadana, nacque e fu mostrata per la prima volta in questa città il 7 gennaio 1797. Il vessillo fu esposto nella settecentesca sala del municipio che per questo sarà poi denominata Sala del Tricolore, e che oggi ospita le sedute del consiglio comunale.

Reggio, assieme alle vicine Parma e Modena, è il luogo d'origine del Parmigiano Reggiano. Parte integrante dell'identità del capoluogo e della provincia è il modello cooperativo: una presenza che ha influenzato profondamente l'economia e la società locale dalla fine del XIX secolo. La città è inoltre divenuta nota per aver sviluppato il metodo di insegnamento pedagogico chiamato Reggio Emilia Approach ed è il centro di un importante distretto di meccatronica. Dopo la seconda guerra mondiale Reggio Emilia è stata una tra le città decorate con la medaglia d'oro della Resistenza per il rilevante ruolo avuto durante la guerra di liberazione italiana.

Geografia fisica Territorio

Reggio Emilia si trova ai margini meridionali della pianura Padana, nel cuore della regione storica dell'Emilia e dell'omonima provincia, ed è attraversata dal torrente Crostolo. Il territorio comunale, totalmente pianeggiante, è bagnato inoltre da numerosi corsi d'acqua e rii minori dove, nei secoli, si sono sviluppati i primi nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni e località. La città si trova a ridosso dei primi rilievi collinari dell'Appennino tosco-emiliano che si sviluppano a sud del territorio, nei comuni limitrofi di Quattro Castella, Albinea, Scandiano e Casalgrande.

Confina a nord con i comuni di Campegine, Cadelbosco di Sopra e Bagnolo in Piano, ad est con Correggio, San Martino in Rio e Rubiera, a sud con Casalgrande, Scandiano, Albinea, Quattro Castella, ad ovest con Bibbiano, Cavriago, Montecchio Emilia e Sant'Ilario d'Enza. Il centro di Reggio Emilia è situato 24 km a nord-ovest di Modena e 27,5 km a sud-est di Parma.

Clima Il clima si può definire di tipo continentale temperato, con estati calde e piuttosto afose (con temperature massime che a volte superano anche i 40 °C) e inverni rigidi con possibili gelate (con temperature minime che possono scendere fin sotto i -10 °C in occasione delle ondate di freddo più intense).

Le piogge sono distribuite nell'arco di tutto l'anno, ma con maggiore frequenza ed intensità mediamente in autunno e primavera, risultando infatti ottobre, novembre ed aprile i mesi più piovosi mentre luglio e gennaio sono i più secchi.

La neve scende fin sulla città pressoché ogni anno in inverno, sebbene più raramente rispetto al passato, con accumuli raramente ingenti e con grande variabilità tra una stagione e l'altra (nel complesso la città ha una media di circa 30 cm annui di accumulo nevoso, con occasionali accumuli di 40 cm e oltre). Durante la stagione autunnale e invernale può verificarsi, in particolare nelle zone di campagna del territorio comunale, anche il fenomeno della nebbia, oggi meno frequente.

Altri fenomeni meteorologici cui si assiste occasionalmente sono il gelicidio e la galaverna (in inverno) e la grandine (in estate, o talvolta in primavera). Il vento in generale è scarso e non mancano giornate di calma di vento, in particolare nelle fasi anticicloniche in inverno, mentre la primavera è la stagione relativamente più ventilata. I venti più intensi di solito sono quelli che spirano da nord est (Bora) o da sud ovest (Libeccio), con quest'ultimo in particolare che a volte si favonizza durante la discesa dall'Appennino settentrionale e diventa pertanto particolarmente caldo e secco. In particolari e rare condizioni si può presentare fino a Reggio Emilia anche il Föhn alpino, che qui soffia da nord ovest.

Storia

In epoca preistorica l'area era abitata da popolazioni di etnia celto-ligure. A partire dal VI secolo a.C. si stabilirono, in quella che è l'odierna Provincia di Reggio Emilia, numerose colonie etrusche, attestate con certezza da ritrovamenti archeologici. Con la conquista romana della Gallia Cisalpina e la sottomissione della tribù celtica militarmente dominante dei i Galli Boi, la zona passò definitivamente ai romani, che vi impiantarono un presidio militare a difesa della via Emilia. La provincia romana della Gallia Cisalpina diventò ben presto una delle aree più floride dell'impero, e Reggio si sviluppò al rango di città; diventata municipio romano, venne chiamata Regium Lepidi derivando da Marco Emilio Lepido, fondatore della città e della via che dà il nome all'attuale regione. Stando ad alcuni ritrovamenti e indagini archeologiche, in piena età romana la città doveva essere dotata di monumenti imponenti, come la Basilica civile, i cui resti vennero individuati sotto l'attuale sede centrale del Credito Emiliano, o gli edifici per spettacoli come teatro e anfiteatro, la cui individuazione si deve a Paolo Storchi. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda, avvenuta nel VI secolo, la città fu capitale del Ducato di Reggio; nell'Alto Medioevo divenne sede vescovile e fu dichiarata libero comune, ma restò soggetta a lotte interne, che la portarono alla trasformazione in signoria sotto il dominio degli Este per poi diventare in seguito Ducato;vedi Ducato di Reggio per l'estensione territoriale e Ducato di Modena e Reggio per la storia in questo periodo la città prese il nome di “Reggio di Lombardia”, toponimo che ha le sue origini nell'Alto Medioevo. Durante il periodo delle invasioni napoleoniche, il 27 dicembre 1796 si riunì un'assemblea di 110 delegati presieduti da Carlo Facci per decretare la costituzione della Repubblica Cispadana, comprendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e nella omonima Sala nacque di lì a poco, il 7 gennaio 1797, il Tricolore Italiano.

Ad avanzare la proposta di adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per questo è ricordato come il “Padre del Tricolore”. Successivamente, con l'annessione della Lombardia (e marginalmente di Veneto e Toscana), prese il nome di Repubblica Cisalpina. Dopo la Restaurazione del Ducato nel 1815, Reggio appartenne agli Austria-Este fino al 1860, quando fu unita al Regno di Sardegna, divenuto l'anno seguente Regno d'Italia. Il toponimo Reggio di Lombardia fu quello ufficiale durante tutta l'esistenza del Ducato di Modena e Reggio, fino all'annessione dei territori estensi al Regno di Sardegna quando fu introdotto il nome attuale.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 28 maggio 1938.

Lo scudo è timbrato dalla corona muraria di Città.

Con il decreto del 1938 è stato ufficialmente concesso il gonfalone attuale, che riprende le forme di quello barocco.

Onorificenze

Reggio Emilia è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'oro al valor militare il 1º aprile 1950, per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico attuale della città è a forma di esagono allungato; attraversato dalla via Emilia, ha un'impronta prevalentemente cinque-settecentesca. I lati dell'esagono rappresentano il sedime del perimetro delle antiche mura di fortificazione, demolite ad inizio Ottocento e convertite in viali urbani per consentire l'espansione cittadina. I principali monumenti della città sono il Teatro Municipale, di forme neoclassiche, intitolato alla memoria dell'illustre attore reggiano Romolo Valli, le basiliche rinascimentali e barocche di San Prospero ed il santuario della Beata Vergine della Ghiara, il Duomo e molti palazzi di periodo medievale e rinascimentale disseminati per il centro storico.

Particolarmente interessante risulta essere la configurazione urbana delle piazze del cuore della città. Il collegamento tra la piazza principale, sulla quale sorgono il Duomo e il municipio, chiamata piazza Prampolini, (Piàsa Granda: piazza Grande in reggiano) con piazza San Prospero (Piàsa Céca: piazza Piccola in reggiano), dove si svolge il mercato, avviene tramite la strada porticata che ha nome via del Broletto. Piazza Prampolini si collega anche con piazza Casotti, che un tempo era la piazza del cosiddetto mercato delle pulci (piàsa di Zavaj: piazza dei Rigattieri in dialetto) tramite un'altra strada porticata. Di estremo rilievo anche Piazza Fontanesi situata in posizione meno centrale e al cui centro sorgono diversi alberi di tiglio e che è contornata da portici.

Sono rilevanti anche: la via Emilia, posta sull'originario decumano romano cittadino, che nel centro storico cittadino risulta completamente fiancheggiata da palazzi di pregio architettonico ed è divisa in due rami dalla Piazza del Monte; il Corso Garibaldi, sul tracciato dell'alveo antico del torrente Crostolo (deviato in tempi antichi fuori dalle mura cittadine), nei cui pressi sorgono la basilica della Madonna della Ghiara, il Palazzo Ducale (attualmente sede della Provincia e della Prefettura) e l'Oratorio del Cristo. Di rilievo infine anche i Giardini pubblici, un parco ottocentesco con statue, fontane impiantato sull'area dell'antica cittadella militare, e le adiacenti piazze dei Teatri.

Non è difficile riconoscere le tracce dell'urbanistica romana (i Musei Civici conservano interessanti reperti musivi) e delle trasformazioni avvenute nel Medioevo. In particolare, fra le piccole vie del centro storico, spiccano via San Carlo, via Toschi e via Guido da Castello.

Lungo la via Emilia sorge il complesso monumentale del Mauriziano, che ospitò il poeta Ludovico Ariosto. Il Mauriziano comprende una villa quattrocentesca ed un parco, al quale si accede da un arco monumentale.

Nella sala settecentesca del Municipio di Reggio, detta Sala del Tricolore venne adottato il primo tricolore della Repubblica Cispadana (poi divenuta Repubblica Cisalpina) da cui deriva l'attuale bandiera della Repubblica Italiana.

Reggio Emilia si caratterizza anche per quanto riguarda le architetture moderne, sorgono infatti nell'immediata periferia cittadina l'avveniristica Stazione AV Mediopadana ed i Ponti, entrambe monumentali creazioni del famoso ingegnere ed architetto spagnolo Santiago Calatrava. Per quanto riguarda l'archeologia industriale interessanti esempi di riqualificazione urbana sono forniti dal Tecnopolo ricavato presso una porzione degli stabilimenti dismessi delle Officine Reggiane e dal contiguo spazio che ospita il Centro Internazionale per l'Infanzia Loris Malaguzzi ricavato dall'area dismessa dell'ex Locatelli. Lo spazio delle dismesse Officine Reggiane risulta attualmente una delle aree più degradate della città ed è al centro di un vasto progetto di recupero e riqualificazione urbana e funzionale.

Architetture religiose Duomo Basilica di San Prospero Chiesa di Sant'Anselmo da Lucca Chiesa di Sant'Agostino Chiesa dei Santi Carlo e Agata Chiesa di San Domenico Chiesa di San Nicolò Chiesa di San Filippo Neri Chiesa di San Francesco Chiesa di San Giorgio Battistero di San Giovanni Battista Chiesa di San Giovanni Evangelista (detta di San Giovannino) Chiesa di San Girolamo Chiesa di San Pietro Chiesa di Santo Spiridione Chiesa dei Cappuccini Chiesa di Santa Teresa Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo Chiesa di Santo Stefano Chiesa di San Zenone Chiostri di San Pietro Chiostri di San Domenico Oratorio del Cristo Sinagoga