Biografia

Divenne famoso per la sua assiduità di tifoso, che lo portò ad assistere a tutte le partite della Nazionale spagnola dal 1982, viaggiando per il mondo, che si trattasse di incontri ufficiali o di amichevoli. Ironia della sorte, durante il Mondiale sudafricano del 2010 fu costretto a fare rientro in patria per motivi di salute, proprio alla vigilia degli incontri che rappresentarono l'apice della storia del calcio spagnolo, con la prima vittoria del titolo mondiale.

Visse a Valencia, dove gestì il bar Tu Museo Deportivo, a fianco dello stadio Mestalla. Si prestò anche a supportare la Nazionale di pallacanestro della Spagna durante i FIBA EuroBasket 2007, svoltisi proprio in Spagna.

La sua carriera da tifoso iniziò poco dopo la scomparsa, avvenuta nel 1980, dell'omologo italiano Serafino, del quale fu una sorta di erede spirituale per passione, stile, e sembianze. Durante la sua attività fu solito indossare la maglietta rossa della Nazionale con il numero 12, un basco, un fazzolettone aragonese (il cachirulo) e un grande tamburo con bandiera e stemma del proprio paese.

Note

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