Biografia Famiglia e gioventù Mihajlović è nato a Vukovar, città della Sirmia oggi situata nell'estremità orientale della Croazia ma a quei tempi parte della Jugoslavia governata da Tito, e crebbe nella vicina Borovo. La famiglia, di umili origini operaie, era formata dal padre Bogdan (morto nel 2011), camionista serbo-bosniaco di un'impresa edile, e dalla madre Viktorija, donna croata che lavorava all'interno di un calzaturificio.

Nel 1992, durante la guerra d'indipendenza croata, la sua casa fu distrutta da un amico d'infanzia di nome Stipe che, per dimostrare la propria lealtà alle milizie locali ed evitare ritorsioni da parte della Hrvatske oružane snage, venne costretto a radere al suolo l'abitazione, avvertendo però segretamente la famiglia Mihajlović affinché potesse fuggire e scampare così all'incendio. In un'intervista dell'aprile 2016, Mihajlović dichiarò di aver perdonato Stipe dopo essersi incontrati nel 1999 in un hotel a Zagabria, prima di una partita di qualificazione al tra e .

Vita privata Dal febbraio 1995 era legato alla ex showgirl televisiva romana Arianna Rapaccioni, con la quale si era sposato nel luglio 2005 e da cui aveva avuto cinque figli: Viktorija, Virginia, Miroslav, Dušan e Nicholas. Nel 1993 aveva già avuto un altro figlio, Marko, riconosciuto sin dall'inizio ma incontrato solo nel 2005 a causa della fine della relazione con la madre, avvenuta prima della sua nascita.

La figlia Virginia, dalla relazione con il calciatore Alessandro Vogliacco, lo aveva reso nonno. Il figlio Miroslav aveva iniziato una carriera da calciatore a livello giovanile, per poi ritirarsi e intraprendere un percorso in panchina, dapprima da allenatore nelle serie minori e poi come collaboratore tecnico.

Controversie Personaggio schietto e senza mezze misure, dedicò un necrologio all'amico Željko Ražnatović, capo degli ultras della e noto criminale serbo accusato di crimini contro l'umanità. Di Ratko Mladić, generale accusato di genocidio, disse: "Mladić? Un grande guerriero che combatte per il suo popolo". Su Slobodan Milošević, presidente serbo anch'esso accusato di crimini contro l'umanità per aver promosso operazioni di pulizia etnica contro i musulmani, dichiarò: «Tra noi abbiamo sempre litigato, ma siamo tutti serbi. E preferisco combattere per un mio connazionale e difenderlo contro un aggressore esterno. So dei crimini attribuiti a Milošević, ma nel momento in cui la Serbia viene attaccata, io difendo il mio popolo e chi lo rappresenta».

Morte Il 13 luglio 2019 ha annunciato di essere affetto da una forma di leucemia mieloide acuta, per la quale si è sottoposto a cure immediate all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, tra cui un trapianto di midollo osseo avvenuto il 29 ottobre seguente. Dopo un iniziale miglioramento, il 26 marzo 2022 ha comunicato di doversi sottoporre a un nuovo ciclo di cure per contrastare la ricomparsa della malattia.

È deceduto il 16 dicembre 2022, all'età di 53 anni, presso la clinica Paideia di Roma, dov'era ricoverato da alcuni giorni in seguito all'improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il 18 dello stesso mese è stata allestita la camera ardente presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio e il giorno seguente si sono svolti i funerali nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, officiati dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, città nella quale ha svolto la sua ultima esperienza da allenatore. È sepolto a Roma, nel Cimitero del Verano.

Il 17 novembre 2021 il comune di Bologna gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2022 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, mentre l'anno dopo a Roma gli è stata intitolata, all'inaugurazione, la nuova sede legale di ADMO Nazionale e ADMO Lazio.

Caratteristiche tecniche Giocatore

Dotato di un sinistro potente e preciso, viene ritenuto uno dei maggiori specialisti della sua generazione nell'esecuzione di calci piazzati e uno dei migliori tiratori di calci di punizione della storia del calcio: acquisì queste reputazioni durante la sua militanza nelle file della Stella Rossa, allorché il suo tiro divenne oggetto di studio di alcuni ricercatori del dipartimento di fisica dell'Università di Belgrado, i quali calcolarono una velocità massima del pallone di 160 km/h.

Il giocatore perfezionò ulteriormente le proprie doti balistiche con l'arrivo in Italia: dapprima incentrati sulla potenza, i suoi tiri divennero progressivamente più precisi. In Serie A, Mihajlović ha realizzato 28 reti su punizione, di cui 3 in una sola partita: si tratta di due record per il massimo campionato italiano – il primo dei quali calcolato a partire dal 1987 –, il secondo dei quali condiviso con Giuseppe Signori.A differenza di Signori, che realizzò le prime due reti con punizioni «di seconda», Mihajlović mise a segno tre tiri diretti, cfr. Tra i «segreti» della sua abilità nei calci di punizione, Mihajlović annoverò la rincorsa breve che sorprendeva i portieri, la tendenza a usare diverse tecniche di tiro nonché l'insolita routine di esercizio, che comprendeva l'impiego di barriere artificiali poste a una distanza inferiore a quella prevista in partita.

In origine centrocampista avanzato che prediligeva la fascia sinistra,. nei primi anni di militanza nel campionato italiano non brillò per continuità di rendimento né per senso tattico, pur lasciando intravedere qualità tecniche e fisiche di tutto rispetto. Ebbe un decisivo cambio di ruolo nelle file della : schierato al centro della difesa dall'allenatore svedese Sven-Göran Eriksson, Mihajlović diede prova di significativi miglioramenti, al punto da essere considerato, sul finire degli anni 1990, il più rappresentativo tra i giocatori jugoslavi nonché uno dei migliori difensori nel panorama calcistico mondiale dell'epoca, grazie alla capacità di svolgere compiti difensivi e di impostazione della manovra con eguale efficacia.

Allenatore Soprannominato Sergente per via del forte temperamento, è stato un tecnico noto per la decisione e la severità con cui spronava i propri giocatori a dare il meglio di sé stessi, oltre che per la tendenza a dare fiducia agli elementi più giovani della rosa. Prediligeva gli schieramenti con la difesa a 4 (usando moduli come il 4-2-3-1, il 4-3-1-2 e il 4-3-3), ma in alcune occasioni ha utilizzato anche la difesa a 3.

Carriera Giocatore Club Gli esordi, Stella Rossa e Roma

Cresciuto nei croati del Borovo, dopo aver militato nel viene acquistato, nel 1990 dalla , squadra con cui vinse la Coppa dei Campioni 1990-1991. Nel 1992 Mihajlović arriva nel campionato italiano grazie alla , che lo acquista per 8,5 miliardi di lire.. Con la formazione capitolina colleziona 54 presenze e un gol in Serie A, contro il Brescia, un gol in Coppa UEFA contro il Borussia Dortmund, e 5 gol in Coppa Italia, di cui uno in finale contro il Torino.

L'affermazione tra Sampdoria e Lazio Nel luglio del 1994 viene acquistato in prestito dalla . Riscattato dai blucerchiati nell'estate successiva, vive a Genova una serie di stagioni soddisfacenti, attestandosi come uno specialista dei gol su calcio di punizione.

Nel 1998 torna a Roma, stavolta sponda , che lo acquista a titolo definitivo per una cifra vicina ai 22 miliardi di lire. Con la squadra guidata da Sven-Göran Eriksson, il serbo conquista al primo anno la Coppa delle Coppe, primo trofeo internazionale nella storia del club laziale, vinta in finale contro la rivelazione Maiorca. Nel 1999 sigla il primo gol della storia biancoceleste in Champions League, nella prima gara della fase a gironi in casa del Bayer Leverkusen, pareggiata 1-1 grazie al calcio di punizione del serbo. Durante la sua militanza alla Lazio realizza diverse reti decisive, come quello contro il Chelsea, sempre in Champions League, che vale la vittoria 2-1 a Stamford Bridge. Precedentemente in campionato, nel successo biancoceleste per 5-2 sulla Sampdoria (sua ex squadra) del 13 dicembre 1998, aveva stabilito il record di una tripletta tutta da calcio piazzato.

In maglia laziale il serbo si fa tuttavia notare anche per una certa indisciplina. Nell'ottobre del 2000, durante una partita di Champions League contro l', si rende protagonista di insulti razzisti a Patrick Vieira; dichiarò successivamente di non esserne pentito ma di non voler essere etichettato come «razzista», in quanto anch'egli aveva subito simili offese dallo stesso. Nel novembre del 2003, ancora in una gara di Champions, stavolta contro il , riceve invece una pesante squalifica – otto giornate – e una multa di euro dalla UEFA per avere sputato e assestato un calcio ad Adrian Mutu, e avere ulteriormente lanciato una bottiglietta addosso al delegato UEFA dopo la conseguente espulsione.

Lascia la Lazio dopo sei stagioni, durante le quali vince complessivamente un campionato (1999-2000), due Coppe Italia (1999-2000 e 2003-2004), due Supercoppe italiane (1998 e 2000), una Coppa delle Coppe (1998-1999) e una Supercoppa UEFA (1999).

Inter

Dal 2004 al 2006 gioca per l', formazione della quale per vent'anni sarà il marcatore più anziano in campionato:. in -Inter dell'8 aprile 2006 (1-2) segna infatti un gol a 37 anni e 47 giorni. Tale record societario gli sarà strappato da Henrix Mxit'aryan nel 2026.

Con la squadra nerazzurra vince 2 Coppe Italia – nella finale di ritorno dell'edizione 2004-2005 contro la Roma, è sua la rete su punizione del definitivo 1-0 –, una Supercoppa italiana e uno scudetto, quest'ultimo assegnato a tavolino alla società lombarda a seguito dello scandalo Calciopoli.

Nazionale Con la Nazionale jugoslava ha preso parte al ed al , collezionando in totale 63 presenze e 9 reti. Di queste, una l'ha segnata ai Mondiali del '98 su punizione contro l' segnando il decisivo 1-0 al 73'.

Allenatore Gli inizi al Bologna Ha svolto il ruolo di allenatore in seconda dell'Inter dal 1º luglio 2006 al 29 maggio 2008, agli ordini di Roberto Mancini, suo ex compagno di squadra ai tempi di Sampdoria e Lazio; con il tecnico marchigiano, Mihajlović ha vinto due campionati italiani, nella stagione 2006-2007 e nella stagione 2007-2008, nonché la Supercoppa italiana del 2006. Lascia l'incarico con l'arrivo sulla panchina interista di José Mourinho.

Dal 3 novembre 2008 è stato il tecnico del , subentrato all'esonerato Daniele Arrigoni. Ha esordito l'8 novembre successivo contro la (1-1). Dopo cinque pareggi consecutivi in campionato, ha vinto il suo primo incontro il 13 dicembre (Bologna-Torino 5-2). Il 14 aprile 2009, dopo una serie di risultati non positivi culminata con la sconfitta interna per 1-4 contro il Siena, la quarta consecutiva per i rossoblu, viene esonerato e sostituito da Giuseppe Papadopulo. Durante il suo mandato, Mihajlović ha ottenuto 20 punti che risultarono fondamentali nell'ottenimento della salvezza dei rossoblù.

Catania Dall'8 dicembre 2009 prende il posto di Gianluca Atzori sulla panchina del . Debutta il 13 dicembre perdendo contro il (0-1).