Biografia Gioventù e prime esperienze politiche Ulrich Friedrich Wilhelm Joachim Ribbentrop nacque il 30 aprile 1893, figlio di Richard Ribbentrop, ufficiale dell'esercito, e di Sophie Hertwig, figlia di un possidente terriero. Discendente di una famiglia che vantava al suo interno molti militari, lo spinsero a intraprendere una carriera militare ma egli all'età di soli 16 anni decise di abbandonare gli studi per recarsi in Nord America,. con lo scopo di perfezionarsi nelle lingue straniere. Nel 1910 approdò a New York dove intraprese con scarso successo la carriera di giornalista. Dopo pochi mesi si trasferì in Canada, dove grazie al denaro della madre riuscì a inserirsi nella buona borghesia canadese, e in breve riuscì a fondare un'azienda che importava champagne dalla Francia, attività che si rivelò di discreto successo.

Allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914, decide di ritornare in Germania per arruolarsi nell'esercito. Durante la traversata dell'Oceano Atlantico, la nave su cui viaggiava fu intercettata dalle forze britanniche, ma Ribbentrop riuscì a evitare la cattura nascondendosi nella stiva del carbone. Assegnato al 12º reggimento di cavalleria, combatté sia sul fronte orientale sia su quello occidentale, fu decorato con la Croce di Ferro di 2ª classe, uno dei massimi riconoscimenti militari dell'Impero tedesco.

Nel 1919 prese parte alla conferenza di Versailles come membro della delegazione tedesca incaricata di trattare le clausole di pace. Successivamente riprese l'attività di commerciante di vini e sposò Anna Elisabeth Henkell ("Annelies" per gli amici), figlia di un ricco produttore di spumante Sekt, che lo rese economicamente indipendente. La coppia ebbe cinque figli,. tra questi Rudolf von Ribbentrop, durante la guerra fu ufficiale carrista nelle Waffen-SS, ricevendo per il suo comportamento in azione la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, massima decorazione al valore del Terzo Reich.

Il 15 maggio 1925 si fece adottare dalla sua lontana parente Gertrud von Ribbentrop, figlia di Karl Ribbentrop, nobilitato nel 1884, dietro pagamento di una rendita vitalizia. Conformemente alla legge sui nomi del 1919 (art. 109, comma 3 della Costituzione di Weimar), da quel momento in poi antepose al proprio cognome il prefisso von, divenendo così "von Ribbentrop". Nei circoli nobiliari, che continuavano ad essere influenti dal punto di vista sociale e politico, ciò non era considerato un titolo nobiliare. I membri della famiglia discendenti da Joachim von Ribbentrop (dopo il 1945 fu adottata anche la forma del nome Henkell-von Ribbentrop) continuano a non essere considerati dalla Commissione tedesca per il diritto nobiliare come nobiltà storica, ma bensì come nobiltà fittizia.

Carriera politica nella Germania nazista

Von Ribbentrop incontrò Adolf Hitler nell'autunno del 1929 e tre anni più tardi aderì al NSDAP.. Grazie all'amicizia stretta in tempo di guerra con il futuro vicecancelliere Franz von Papen ottenne la fiducia di Hitler, pur rimanendo isolato rispetto alla vecchia guardia del partito, che lo considerava un opportunista. Göring, ad esempio, lo ha descritto come uno "sporco piccolo venditore ambulante di champagne". Nominato colonnello delle Schutzstaffel (SS) e membro del Reichstag, divenne il principale consigliere del Führer in materia di politica estera. Venne incaricato di creare un ministero segreto per controllare e sostituire quello della Repubblica di Weimar. Uno dei suoi compiti era quello di propagandare l'ideologia nazista negli ambienti economici dei paesi democratici. Nel 1933 Hitler, dopo che il partito nazista vinse le elezioni, divenne il Cancelliere del Reich e nel 1934, dopo la morte di Paul von Hindenburg, si proclamò Führer, in quanto sia capo del governo sia capo di Stato. Nel frattempo che Hitler acquisiva tutti i poteri della Germania, Ribbentrop era diventato il suo uomo di fiducia per l'estero, negoziando con Regno Unito, Francia, Cina e Giappone.

Nel 1935 riuscì a concludere, come inviato straordinario, l'accordo navale con il Regno Unito, che di fatto consentì al Reich di dotarsi di una moderna flotta di sommergibili. L'11 agosto 1936 fu nominato ambasciatore a Londra col proposito di stringere un'alleanza: convintosi ben presto che il Regno Unito non avrebbe mai appoggiato l'espansione tedesca nell'Europa orientale, ma che al contrario si sarebbe opposti ai disegni del Terzo Reich, valutò comunque che il governo britannico non avrebbe scatenato un conflitto armato per le annessioni territoriali in Europa centrale, tesi che influenzò le scelte di Hitler nel biennio successivo.

Il 4 febbraio 1938 sostituì Konstantin von Neurath come Ministro degli esteri, in questa veste pose le basi diplomatiche della politica espansionista di Hitler, al quale rimase legato fino all'ultimo. Nel maggio 1939, dopo lunghi negoziati, riuscì a concludere il Patto d'Acciaio con l'Italia, firmato dallo stesso Ribbentrop e dal suo omologo italiano, Galeazzo Ciano. Nell'agosto dello stesso anno firmò con Vjačeslav Michajlovič Molotov, ministro degli esteri dell'Unione Sovietica, il Patto Molotov-Ribbentrop, un patto di non aggressione tra la Germania e l'Unione Sovietica, integrato da un protocollo segreto per la spartizione delle rispettive sfere d'influenza nell'Europa orientale. Nonostante i precedenti attriti e le ovvie divergenze ideologiche fra i due regimi, l'impresa riuscì e la notte del 24 agosto, il giorno successivo all'arrivo di Ribbentrop a Mosca,. il ministro degli esteri sovietico Molotov firmò il trattato. Nel settembre 1940 siglò il Patto Tripartito, che legava la Germania, l'Italia e il Giappone.

Nel settembre del 1939 le truppe tedesche invasero la Polonia, dando inizio alla seconda guerra mondiale. Al compimento del suo cinquantesimo compleanno, i suoi più stretti collaboratori gli regalarono uno scrigno con delle pietre incastonate, all'interno del quale volevano mettere le copie degli accordi internazionali da lui stipulati, ma poco prima di consegnarglielo si resero conto che buona parte di quei documenti erano ormai carta straccia, dato che nel frattempo la Germania li aveva disattesi quasi tutti.. Ribbentrop rimase ministro degli esteri durante tutta la guerra, sebbene alla fine del 1944 la sua influenza fosse ormai del tutto scomparsa.

Messo da parte, servirà solo per apporre firme su documenti e trattati stipulati con Paesi vassalli come Bulgaria, Ungheria o Romania, che finirono per allearsi col Terzo Reich, non solo per convinzione ma soprattutto per le forti pressioni da parte di Berlino. Nel 1941 nacque all'interno del ministero un ufficio creato dalle SS: l'Abteilung Deutschland (Ufficio Germania), divenuto poi Inland alla cui direzione Ribbentrop pose l'amico Martin Bormann, segnò il diretto coinvolgimento del dicastero nella pianificazione della "questione ebraica". Proprio da questo ufficio, o meglio dalla sezione III, nacque il Piano Madagascar, ideato da Franz Rademacher per l'ipotetica deportazione degli ebrei europei nell'isola africana.

Successivamente questo ufficio si preoccupò di inviare alle ambasciate e ai consolati tedeschi le istruzioni per l'attuazione delle misure di deportazione. In seguito al fallimento della battaglia d'Inghilterra nell'autunno del 1940 e la non disponibilità di Ribbentrop a gestire in prima persona tale piano, il piano di evacuazione marittima fu abbandonato in favore delle deportazioni verso i territori orientali occupati, configurando la diretta responsabilità del ministero degli Esteri e di Ribbentrop nello sterminio sistematico.

Cattura e morte

Con la disfatta della Germania nazista e il suicidio di Adolf Hitler il 30 aprile 1945, Ribbentrop ricevette l'incarico dall'ammiraglio Karl Dönitz di far parte del nuovo governo della Germania, ma egli, vista la situazione, rifiutò la collaborazione. Tentò quindi di nascondersi sotto falso nome, pianificando una fuga in America meridionale, ma il 14 giugno 1945 fu arrestato dalle forze britanniche nei pressi di Amburgo.. In carcere gli venne requisita una capsula di cianuro nascosta in un dente. Fu quindi trasferito al Campo Ashcan e il 10 agosto del 1945 portato assieme agli altri prigionieri a Norimberga. Incluso tra i principali imputati al processo di Norimberga, fu giudicato colpevole di tutti e quattro i capi di accusa rivoltigli: cospirazione contro la pace, atti di aggressione, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e violazione della convenzione di Ginevra. Definito "volgare assassino" dal procuratore capo Shawcross,. fu condannato a morte. Non mostrò alcun pentimento per le conseguenze delle sue azioni. La sua ultima dichiarazione al processo lo testimonia: «L'unica cosa della quale mi considero colpevole, davanti al mio popolo e non davanti a questo Tribunale, è di non essere riuscito nei miei scopi politici». La pena venne regolarmente eseguita il 16 ottobre 1946. Poiché Göring si era tolto la vita prima di salire sul patibolo, Ribbentrop fu il primo a venire giustiziato tramite impiccagione.. Le sue ultime parole furono: «Dio protegga la Germania. Il mio ultimo desiderio è che la Germania realizzi il proprio destino e venga raggiunto un accordo fra l'est e l'ovest. Spero che vi sia la pace nel mondo». Dopo l'esecuzione, il suo corpo venne cremato nel Cimitero Est di Monaco di Baviera e le ceneri, insieme alle ceneri di altri 10 imputati, vennero sparse nel Wenzbach, un affluente del fiume Isar.

Da alcuni fu definito: "il boia con la feluca", "diplomatico senza scrupoli". - da Galeazzo Ciano: "vanitoso, frivolo e loquace". Benito Mussolini disse di lui: "Bastava guardargli la testa per capire che aveva poco cervello". Da Hermann Göring: "primo pappagallo di Germania", "stupido e borioso come un pavone", "quel pazzo criminale". In carcere scrisse le sue memorie, Zwischen London und Moskau (post., 1953).

Onorificenze Onorificenze tedesche

Onorificenze straniere

Note

Bibliografia

(fatto pubblicare da Anneliese von Ribbentrop).

Voci correlate Nazionalsocialismo Patto Molotov-Ribbentrop Politica razziale nella Germania nazista Processo di Norimberga Soluzione finale della questione ebraica

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