Il Cervino (Cervin in , pron. AFI: ; Matterhorn in ; Gran Becca in patois valdostano; Matterhòre in GreschòneytitschWalser Kulturzentrum, Greschôneytitsch : vocabolario italiano-titsch, 1988, Quart, ed. Musumeci.) è una montagna delle Alpi alta , settima vetta e terza montagna italiana per altitudine, situata nelle Alpi Centrali (Alpi Pennine - Alpi del Weisshorn e del Cervino - catena Catena Bouquetins-Cervino) lungo il confine tra Italia e Svizzera (a ovest del massiccio del Monte Rosa, a est del Grand Combin e a sud-ovest del Massiccio del Mischabel).
Con una prominenza di (è necessario scendere fino al Col Durand, posto a , per salire su vette più alte) e un isolamento di (la montagna più alta di esso più vicina è il Lyskamm Occidentale, , nel massiccio del Monte Rosa), si erge separato dalle altre vette circostanti e sovrasta i paesi di Valtournenche, in particolare la nota località turistica Breuil-Cervinia, in Italia e di Zermatt a nord in Svizzera.
Caratterizzato dalla particolare forma piramidale molto pronunciata, ha segnato in modo significativo la storia dell'alpinismo: la sua parete nord è infatti una delle classiche pareti nord delle Alpi. Attorno a esso si sviluppa il comprensorio sciistico del Matterhorn Ski Paradise, con possibilità di sci estivo sul ghiacciaio del plateau Rosa.
Origini del nome Il toponimo italiano deriva dal francese Cervin e questo dal latino Mons silvanus ("monte boscoso"). In effetti, nei secoli passati, in ragione del clima mite che rendeva tra l'altro possibile la traversata dei colli alpini per la maggior parte dell'anno, il monte era ricoperto da foreste. Questo optimum climatico fu la ragione dell'importanza della Valle d'Aosta in epoca romana e della fondazione di Augusta Praetoria Salassorum (l'odierna Aosta). Seguendo il processo di corruzione della voce latina, e in particolare con la mutazione consonantica l > r tipica del francoprovenzale, da Silvanus si è arrivati al francese Servin . Horace-Bénédict de Saussure, che fu tra i primi cartografi del Regno di Sardegna, ne sbagliò però la trascrizione e registrò Cervin, che in francese si pronuncia allo stesso modo.Rodolfo Soncini-Sessa et alii, Ayas e la scomparsa della Krämerthal, video Documenta, Milano, 1997. Documentario basato sugli studi di Rodolfo Soncini-Sessa (agosto 1996). Il toponimo italiano si formò di conseguenza, ingenerando un'errata associazione con il cervo.
In Valtournenche il Cervino è chiamato in patois valtournain Gran Becca, cioè "grande cima".
Il toponimo tedesco Matterhorn deriva da Matt, che nel tedesco alemanno e in svizzero tedesco indica un prato (cfr. anche il dialetto titsch di Gressoney-Saint-Jean, Wisso Mattò e il ted. Weissmatten, "prati bianchi"), e da Horn, "corno", come viene chiamata la maggior parte delle vette del Vallese e della Valle del Lys (in francese, tête; in italiano, corno). Questo toponimo è attestato anche a Gressoney, nella forma Matterhòre, in Greschòneytitsch. Quindi la Mattertal è la "valle dei prati" e Zermatt è "al prato" (zer è la preposizione con l'articolo determinativo femminile in lingua walser).
Descrizione
Presenta quattro pareti principali orientate secondo i punti cardinali: la parete nord guarda Zermatt in Svizzera, la parete est il ghiacciaio del Gorner, la parete sud sovrasta Breuil-Cervinia, frazione nel comune di Valtournenche, in Italia e la parete ovest è rivolta verso la Dent d'Hérens. Queste pareti sono delimitate da altrettante creste: la cresta sud-ovest detta Cresta del Leone o Arête du lion, la cresta nord-ovest detta Cresta di Zmutt, la cresta nord-est detta Cresta dell'Hörnli e la cresta sud-est detta Cresta di Furggen.
La vetta è costituita da due cime distinte collegate da un sottile filo di cresta che segna il confine politico tra l'Italia e la Svizzera. Il confine segue dunque la cresta stessa, coincidente con la linea di displuvio, sicché la frontiera passa su entrambe le cime, come sancito dalla Convenzione del 24 luglio 1941 tra la Confederazione Svizzera e il Regno d'Italia.
Geologia
La parte inferiore del Cervino è costituita da gabbro, mentre la parte centrale prevalentemente da ortogneiss, una roccia metamorfica di alto grado formatasi per via della collisione fra placche provenienti dall'Europa e dall'Africa. Questa collisione, avvenuta probabilmente intorno a cento milioni di anni fa, sollevò la catena montuosa delle Alpi, formando numerose vette.
La particolare forma del Cervino fu provocata successivamente dall'erosione: si formarono quattro circhi glaciali lasciando un picco piramidale al centro. Altri esempi di questa evoluzione geologica sono l'Ama Dablam, nell'Himalaya, o il Cimon della Pala, nelle Dolomiti. La cresta è formata da scisti cristallini.
Meteo
A causa della sua collocazione sullo spartiacque principale alpino e alla sua notevole altezza il Cervino è esposto a variazioni meteorologiche repentine. In particolare, nella parte sottovento si forma sovente la caratteristica nube a bandiera.
Ascensioni Primi tentativi Per lungo tempo il Cervino fu considerato inviolabile per l'arditezza delle sue pareti. Nel secolo XIX molti alpinisti si avvicinarono alla montagna senza riuscire a vincerla.
I primi tentativi registrati risalgono agli anni 1858-1859. Amé Gorret, accompagnato da diverse guide di Valtournenche (Jean-Antoine Carrel, Jean-Jacques Carrel, Victor Carrel, Gabriel Maquignaz) cercò di salire dal versante italiano, arrivando a un'altezza massima di circa ..
Il 1860 vide due tentativi: a luglio tre alpinisti britannici (Alfred, Charles e Sandbach Parker), senza guide, effettuarono la salita dal versante di Zermatt, fermandosi a una quota di circa ; ad agosto Hakwins e Tyndall, accompagnati dalle guide J.J. Bennen e Jean-Jacques Carrel, salirono dal versante italiano, fermandosi a circa ..
Nel 1861 ci furono tre tentativi; a luglio i Parker decisero di riprovare l'ascesa, fermandosi a quota circa; il 29 agosto Jean-Jacques e Jean-Antoine Carrel effettuarono un tentativo dalla "cresta del Gallo" (in francese Arête du coq), sul versante italiano, fermandosi poco sopra i ; il 29 e 30 agosto avvenne il primo tentativo da parte di Edward Whymper, accompagnato da una guida dell'Oberland, che insieme salirono dal versante italiano, per quella che in seguito diventò la via normale italiana, arrivando a un'altezza di circa ..
Il 1862 si aprì con un tentativo invernale, a gennaio, effettuato da T.S. Kennedy; salito dal versante svizzero, si fermò a circa di quota..
Nell'estate del medesimo anno Whymper effettuò cinque tentativi, tutti a luglio. Nei primi due fu accompagnato da R.J.S. Macdonald, mentre negli altri tre fu solo con le guide; il terzo tentativo fu effettuato in solitaria. Le guide che accompagnarono queste imprese furono Johann zum Taugwalder e Johann Kronig, (primo tentativo), Jean-Antoine Carrel (secondo e quarto tentativo), Alexandre Pession (secondo tentativo), Luc Meynet (quarto e quinto tentativo). In tutti e cinque i casi gli alpinisti salirono dal versante italiano; la massima quota raggiunta fu di nel quinto tentativo. Pochi giorni dopo ve ne fu un altro da parte di John Tyndall, accompagnato dalle guide J.J. Bennen e Anton Walter, e da César e Jean-Antoine Carrel in funzione di portatori..
Nel 1863 vi fu un solo tentativo, da parte di Whymper, che con César e Jean-Antoine Carrel, Luc Meynet e due portatori salì dal versante italiano fino a una quota di circa..
Il 1864 passò senza ulteriori tentativi. Nell'inverno 1864-65 Whymper studiò la geomorfologia del Cervino, concludendone che il versante più facile da salire sarebbe stato quello svizzero. Impostò quindi la sua campagna estiva su questo presupposto.. Insieme alle guide Michel Croz, Christian Almer e Franz Biener e al portatore Luc Meynet, Whymper effettuò un primo tentativo il 21 giugno per il versante sud-est, ma dovettero fermarsi a circa di quota per il pericolo di caduta pietre..
La prima ascensione
Dopo avere congedato Michel Croz, impegnato con un altro cliente, Whymper si dispose a effettuare un nuovo tentativo con Jean-Antoine Carrel. Egli però si era impegnato con il Club Alpino Italiano affinché organizzasse l'impresa con una squadra italiana, fortemente voluta da Quintino Sella. Così insieme a César e Jean-Antoine Carrel, Jean-Joseph Maquignaz e una quarta guida, partì per la vetta l'11 luglio seguendo la via italiana.. Ritornato a Zermatt, Whymper vi trovò un gruppo di connazionali: Lord Francis Douglas, D. Hadow, e il reverendo Charles Hudson, accompagnati da tre guide, Peter Taugwalder padre e figlio, e Michel Croz che, rilasciato dal suo precedente cliente, si era unito ai tre britannici. I sette formarono una cordata unica, che il 13 luglio 1865 attaccò la salita per quella che è oggi la via normale svizzera. Dopo avere pernottato all'aperto i sette ripartirono il mattino dopo e arrivarono in vetta alle 13.40 del 14 luglio, compiendo così la prima ascesa del Cervino. Dalla vetta videro la squadra italiana guidata da Carrel, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso; gli italiani, visti i britannici in vetta, si ritirarono..
La discesa fu funestata da un grave incidente. I sette erano tutti legati insieme, con Michel Croz in testa, seguito da Hadow, Hudson, Douglas, Taugwalder padre, Whymper e Taugwalder figlio. Su un passaggio non particolarmente difficile Hadow scivolò e cadde addosso a Croz, che perse l'equilibrio; i due caddero per il precipizio sul versante svizzero, trascinando prima Hudson, poi Douglas. A questo punto la corda tra Douglas e Taugwalder padre si spezzò, e i tre superstiti videro i quattro compagni precipitare per oltre mille metri verso il sottostante ghiacciaio del Matterhorn. I due Taugwalder e Whymper riuscirono a rientrare in serata a Zermatt, dove diedero la notizia. Il 16 luglio una squadra di ricerca trovò i cadaveri degli alpinisti, tranne quella di Lord Douglas; le salme furono recuperate il 19 luglio.
Fu la prima grande tragedia dell'alpinismo moderno ed ebbe notevole eco nell'opinione pubblica.
La prima salita italiana
Jean-Antoine Carrel, disceso dopo avere visto la squadra di Whymper sulla cima e ignaro dell'incidente occorso, ripartì per la vetta dal versante italiano il 16 luglio, insieme a Jean-Baptiste Bich, Jean-Augustin Meynet e all'abbé Gorret. Il 17 luglio Carrel e Bich riuscirono ad arrivare in vetta, seguendo una variante di quella che oggi è la via normale italiana. Dopo avere pernottato ancora in quota i quattro tornarono a Cervinia il 18 luglio, e qui vennero a conoscenza dell'incidente occorso ai rivali britannici..
Record di velocità Salita e discesa da Breuil-Cervinia La salita in velocità lungo la via normale italiana al Cervino è stata oggetto di vari tentativi di record. Il punto di partenza è la piazza davanti alla chiesa a Breuil-Cervinia (); si ritiene punto di arrivo la croce posta vicino alla vetta italiana (), più bassa di 110 centimetri rispetto a quella svizzera. Il percorso ha uno sviluppo complessivo di circa e un dislivello di . Il tempo necessario per la sola salita, per una cordata media, è di circa 12 ore suddivise in due giorni.
Negli anni sono stati stabiliti i seguenti record: Jean Pellissier e Camillo Hérin il 17 ottobre 1946 stabilirono il primo record impiegando 8h 40'.film "Come esempio lo stambeco" di Carlo A. Rossi. Valerio Bertoglio il 10 agosto 1990 impiegò 4h 16' 26" (2h 49' 00" in salita e 1h 27' 26" in discesa) con assistenza lungo la via (ristoro, cambio scarpe) ma usando solamente l'attrezzatura standard della via normale già in loco. Bruno Brunod il 17 agosto 1995 impiegò 3h 14' 44" (2h 12' 29" in salita e 1h 02' 15" in discesa). Erano cambiati però i criteri della performance: oltre ad avere l'assistenza lungo la via il percorso era stato agevolato con alcune corde fisse in più rispetto allo stato normale di attrezzatura della via.