Eva Duarte nacque a Los Toldos, presso Junín, a circa 280 chilometri a sudovest di Buenos Aires, nell'Argentina rurale, il 7 maggio 1919, ultima di cinque figli.Introduzione a: Eva Peron, La ragione della mia vita, ed. originale 1951 (La razón de mi vida), ed. italiana in traduzione di Vanni Blengino, Editori Riuniti, 1996 Nel 1934, a 15 anni, si trasferì a Buenos Aires, capitale della nazione, dove intraprese una carriera da attrice di teatro, radio e cinema.
Eva conobbe il colonnello Juan Domingo Perón il 22 gennaio 1944, a Buenos Aires, durante un evento di beneficenza a favore delle vittime del terremoto di San Juan. I due si sposarono l'anno successivo. Nel 1946 Juan Perón fu eletto presidente dell'Argentina, proponendo una politica sociale e nazionalista, il peronismo, a cui Eva contribuì. Nel corso dei successivi sei anni, Eva Perón divenne una figura di spicco all'interno dei sindacati peronisti, patrocinando i diritti dei lavoratori e dei più poveri. Morì a 33 anni, per un tumore all'utero.
La sua figura, tuttora oggetto di venerazione popolare in Argentina, è stata anche al centro di numerose celebrazioni postume, come il film hollywoodiano Evita, tratto dall'omonimo musical teatrale.
Biografia
Infanzia a Los Toldos Evita nacque il 7 maggio del 1919 a La Unión, la proprietà terriera del padre, vicino al paese di Los Toldos, in provincia di Buenos Aires. Era l'ultima di cinque figli illegittimiGli altri erano Blanca, Elisa, Juan ed Erminda di un piccolo proprietario terriero originario di Chivilcoy, Juan Duarte, e della sua cuoca e amante, Juana Ibarguren.
Qualche tempo dopo la nascita di Evita, il padre abbandonò amante e figli per tornare a Chivilcoy, alla famiglia legittima. Dopo l'abbandono, la madre di Evita decise di trasferirsi a Los Toldos con i cinque figliLa casa era situata nella via Francia (attualmente rinominata Eva Perón), dove oggi si trova il Museo Municipal Solar Natal de Maria Eva Duarte de Peron. Solar natal de María Eva Duarte de Perón, muestra temporal casa natal . Juana Ibarguren possedeva una macchina per cucire e si mise a confezionare pantaloni per un negozio, mentre la sorella Elisa venne assunta nell'ufficio postale del villaggio.
Gli anni di Los Toldos furono fondamentali per plasmare il carattere di Evita: ai suoi coetanei era vietato giocare insieme a lei e gli abitanti del villaggio la umiliavano, discriminandola per la sua condizione di figlia illegittima. Per questo motivo la bambina era divisa tra la solidarietà verso la sua famiglia e la vergogna di appartenervi. Anche il suo carattere era diviso: allegra e capricciosa in casa e introversa fuori.Eva Peron, La ragione della mia vita, pp. 22 e segg.
Nel 1926 il padre morì in un incidente d'auto. La famiglia intera partì per Chivilcoy per dare un ultimo saluto all'uomo. La morte del padre aggravò seriamente la situazione economica della famiglia. Quando Juana Ibarguren si recò a Chivilcoy con le figlie per rendere l'ultimo saluto all'uomo, Eva dovette affrontare altre discriminazioni e umiliazioni. Le figlie legittime, infatti, non volevano lasciar entrare quelle illegittime e fu soltanto grazie all'intervento di un parente che le ragazze riuscirono ad avvicinarsi alla bara.Arturo Jauretche, La vida de Eva Perón. Carmen Llorca cita il passo di Jauretche in Chiamatemi Evita, Milano 1984, p. 26 Eva raccontò in seguito come in quell'occasione avesse scoperto l'indignazione dinanzi all'ingiustizia.E. Perón, La razón de mi vida, Buenos Aires, 1951, p. 16
Adolescenza a Junín La sorella Elisa fu trasferita dall'ufficio postale di Los Toldos a quello di Junín e così Juana decise di trasferire tutta la famiglia al seguito della figlia, lasciandosi alle spalle numerosi debiti.Introduzione a La razon de mi vida A Junín la situazione economica della famiglia migliorò quando i figli trovarono lavoro: Elisa lavorava all'ufficio postale, Blanca era maestra di scuola e Juan impiegato in una fabbrica di sapone.
Il carattere di Evita diventava sempre più contraddittorio: i suoi compagni di scuola la trovavano dolce, ma nello stesso tempo ne conoscevano l'animo autoritario. Una delle sue compagneElsa Sabella affermò che Evita voleva sempre comandare. Inoltre era chiamata "la grande" giacché, ripetente, terminò le medie inferiori a 14 anni, quando i suoi compagni ne avevano solo 12.
A Junín affiorò la sua predisposizione artistica: era la prima della classe in recitazione. Il suo idolo cinematografico era Norma Shearer. Giorno dopo giorno si convinceva che il suo destino era fare l'attrice: lo comunicò alla madre che, nonostante il carattere autoritario, non aveva principi rigidi e idee arretrate, e accettò il desiderio della figlia.
Partenza per Buenos Aires e lavoro di attrice Esistono diverse versioni sulla partenza di Evita:
Versione della sorella ErmindaEvita chiese alla madre di accompagnarla a Buenos Aires per un'audizione radiofonica. Dopo molte esitazioni, la madre accettò. Evita recitò una poesia e il direttore dell'emittente le propose un contratto. Eva si stabilì a Buenos Aires presso alcuni amici di famiglia. Versione di Fermín Chávez (giornalista)Evita chiese alla madre di accompagnarla a Buenos Aires per un'audizione radiofonica. Dopo l'audizione rientrarono insieme a Junín. La risposta della radio si fece attendere. Ciò non impedì a Evita di dichiarare: «Con o senza risposta, parto comunque». Il fratello Juan, che svolgeva il servizio militare a Buenos Aires, si sarebbe occupato di proteggere la sorella minore dai pericoli della grande città. Eva Perón sin mitos, Buenos Aires : Ed. Fraterna, 1990. ISBN 950-9097-92-6 (ed. aumentada y corregida Buenos Aires : Ed. Theoría, 1996. ISBN 987-9048-11-3 Versione di Jorge Capsitski e Rodolfo Tettamanti (giornalisti)Il cantante di tango Agustín Magaldi si esibì al teatro di Junín. Juan, il fratello di Evita, lo avvicinò per parlargli della sorella. Evita fece visita al cantante nel suo camerino e lo supplicò di portarla insieme a lui a Buenos Aires. Magaldi accettò e tutto si svolse in maniera decorosa, dato che lui viaggiava in compagnia della moglie.
Versione di Mary Main (biografa)Il cantante di tango Agustín Magaldi si esibì al teatro di Junín. Evita s'intrufolò nel camerino del cantante, divenne la sua amante e arrivò così a Buenos Aires con lui.Mary Main, The Woman with the Whip
L'unica cosa certa è che Eva Duarte arrivò il 2 gennaio 1935 a Buenos Aires, a neanche 16 anni. Appena arrivata, Evita si dedicò alla sola cosa che le sembrava di importanza vitale: trovare le persone e i contatti per realizzare il suo sogno di attrice. Magaldi la aiutò presentandola ad alcune persone dell'ambiente.
La sua prima esperienza teatrale fu l'interpretazione del ruolo di una cameriera che doveva annunciare: "Il pranzo è servito". In seguito ottenne altri ruoli. Le critiche non hanno mai concesso a Evita aggettivi migliori di "discreta", ma non l'hanno nemmeno mai trovata pessima. Benché lavorasse per compensi infimi, continuò a recitare senza sosta.
Nel 1936 venne assunta da una compagnia di giro con la quale partì in tournée. Durante il viaggio, il capocomico minacciò di licenziarla se non fosse stata disponibile alle sue richieste sessuali. Evita eluse le pretese dell'attore senza essere licenziata ma, quando fece ritorno a Buenos Aires, lasciò la compagnia.
Gradualmente ottenne un certo riconoscimento: partecipò come attrice secondaria in un film e comparve come modella sulle copertine delle riviste di spettacolo, ma soprattutto iniziò una carriera di successo come annunciatrice e attrice di soap opera. Nell'agosto del 1937 ottenne il suo primo ruolo in un'emittente radio
Il 1º maggio 1939 la sua carriera ebbe una svolta: la compagnia del Teatro dell'Aria cominciò a diffondere una serie di radiodrammi tra i cui protagonisti vi era Eva Duarte. Evita si lanciò con successo nella carriera radiofonica. Dopo il primo, Eva iniziò un secondo ciclo di radiodrammi e, successivamente, un terzo. Recitò anche in un film storico, e fece le sue ultime comparse in teatro prima di abbandonarlo perché si guadagnava poco. Nel 1941 partecipò a due film: El más infeliz del pueblo ("Il più infelice del paese"), e Una novia en apuros ("Una fidanzata nei guai").
Tra radiodrammi e film, Eva finalmente raggiunse una situazione economica abbastanza stabile da permetterle, nel 1942, di comprare un appartamento in un quartiere elegante di Buenos Aires.
Il peronismo Il 22 gennaio 1944 Evita incontrò Juan Domingo Perón. In quel periodo l'Argentina stava attraversando un momento di trasformazione economica, sociale e politica.
Situazione politica e sociale argentina nel 1944 L'Argentina stava cambiando la sua struttura produttiva: nel 1943, per la prima volta, il valore della produzione industriale superò quello della produzione agricola.Michael Goebel, Argentina's Partisan Past: Nationalism and the Politics of History
Socialmente il paese stava vivendo una grande migrazione interna: spinta dallo sviluppo dell'industria, la popolazione migrava dalle campagne per stabilirsi nelle città. La grande crescita industriale generò un processo di urbanizzazione e un notevole cambio di popolazione nelle grandi città, specialmente a Buenos Aires, dove la classe operaia andava sempre più aumentando. I criollos o cabecitas negras (le "testoline nere"), chiamati così perché avevano i capelli e gli occhi più scuri di quelli degli immigrati europei, invasero Buenos Aires. La grande migrazione interna si caratterizzò anche per la presenza di una grande quantità di donne, le quali cercavano di inserirsi nel nuovo mercato del lavoro creato dall'industrializzazione.
Politicamente il paese viveva una profonda crisi dei partiti politici tradizionali, i quali avevano instaurato un sistema corrotto fondato sul nepotismo; il governo fu accusato di numerosi brogli elettorali. Questo periodo è conosciuto, nella storia dell'Argentina, come il Decennio infame (1931-1943) e fu dominato da un'alleanza conservatrice, chiamata la Concordia. Davanti alla corruzione del governo conservatore, il 4 giugno 1943 ci fu un colpo di Stato militare che aprì un confuso periodo di riorganizzazione politica. Tra gli autori del colpo di Stato del 1943 vi fu il giovane Juan Domingo Perón, colonnello dell'esercito.David Rock, Argentina, 1516-1987: From Spanish Colonization to the Falklands War, pp. 100 e seg.
A questo periodo risale l'inizio dell'attività sociale di EvitaChe spesso ospitava e curava i poveri nella sua abitazione. La passione secondo Eva: un ritratto di Evita Peron
L'incontro con Juan Domingo Perón Il 15 gennaio 1944 la città di San Juan venne distrutta da un terremoto che causò più di diecimila morti. Juan Domingo Perón, nominato ministro del lavoro il novembre precedente, con lo scopo di raccogliere fondi per la ricostruzione organizzò un festival di artisti. Il 22 gennaio del 1944, durante il festival, Evita e Perón s'incontraronoNe La razón de mi vida, Evita scrisse che quel giorno fu per lei "una giornata meravigliosa". Già nel febbraio seguente decisero di convivere, nel nuovo appartamento di Evita. La carriera artistica di Eva continuava a svilupparsi e in quell'anno venne anche nominata presidente del sindacato chiamato Associazione Radicale Argentina.
Gli avvenimenti del 1945
Il 5 ottobre del 1945 Perón deteneva tre cariche: aveva conservato quelle di Ministro del lavoro e della guerra ed era diventato anche vicepresidente dell'Argentina. Perón era l'unico che mostrasse di interessarsi ai lavoratori: infatti aveva favorito un aumento dei salari, aveva creato i tribunali del lavoro e migliorato i sistemi di aiuto sociale. Questa serie di misure gli assicurava la fedeltà e la riconoscenza del popolo, e ciò lo rendeva pericoloso agli occhi dell'opposizione democratica e del settore militare.