Biografia Figlio di un modesto cuoco, o cocchiereSecondo Sauvé, p. 15., fiorentino, all'età di quattro anni si trasferì a Napoli, con il padre, al seguito dell'infante Don Carlos di Borbone. Notato da Francesco Durante per le sue qualità musicali innate, questi fece in modo che, all'età di dieci anni, il piccolo fosse ammesso al Conservatorio di Santa Maria di Loreto. Qui, oltre ad apprendere da Durante e dal suo assistente Pietrantonio Gallo l'armonia e il contrappunto, e quindi l'arte della composizione, Sacchini imparò anche a suonare molto bene il violino sotto la direzione di Nicola Fiorenza, e studiò canto sotto quella di Gennaro Manna. È rimasto famoso il favore di cui il piccolo Sacchini godé presso il formidabile didatta Durante, che, si narra, ebbe modo di proporlo ad esempio agli altri allievi, ammonendoli che in lui trovavano un rivale difficile da superare e che dovevano fare tutti gli sforzi possibile per stargli al pari, senza di che egli sarebbe diventato "l'uomo del secolo".DiChiera, p. 114. L'esordio italiano Al momento della morte del suo maestro (1755), aveva venticinque anni; l'anno successivo gli fu chiesto di diventare "mastriciello" (maestrino) e gli fu data l'occasione di comporre, quale saggio finale del corso di studi, un intermezzo in due parti intitolato Fra' Donato, che fu eseguito con successo dagli allievi all'interno del conservatorio e poi presso palazzi nobiliari del Napoletano. Secondo la storiografia tradizionale,Si vedano ad esempio il New Grove Dictionary o la Grande Enciclopedia della musica lirica, citati in bibliografia. il Fra' Donato fu seguito l'anno successivo da un secondo intermezzo, Il giocatore. Secondo più recenti acquisizioni riportate da Lorenzo Mattei nella voce sul musicista del Dizionario biografico degli italiani, si tratterebbe invece di un unico lavoro citato con due titoli alternativi. Sempre secondo il Mattei, il primo vero e proprio contatto con la composizione operistica Sacchini lo ebbe nella primavera del 1757 figurando, presso il Teatro San Salvatore di Venezia, tra "i vari, ed insigni autori" della musica del pasticcio metastasiano Demetrio.Il libretto dell'opera, Demetrio, dramma per musica da rappresentarsi nel Teatro Vendramin di S. Salvatore per la solita Fiera di Maggio dell'anno 1757, Venezia, Fenzo, 1757 (accessibile online presso Europeana Collections) non precisa peraltro i nomi dei coautori della musica. Il favore con cui furono accolte le sue prime prove, gli aprì la strada dei teatri minori e dell'opera in dialetto: in particolare riscosse un grande successo il suo esordio al Teatro dei Fiorentini con l'opera buffa Olimpia tradita (1758), che costituì il trampolino di lancio per il S. Carlo, dove approdò nel 1761 con la sua prima opera seria, Andromaca.Caruselli, IV, p. 1087. Intanto, aveva, per così dire, fatto carriera al Conservatorio, dove aveva inizialmente ottenuto l'incarico non retribuito di "maestro di cappella straordinario", a fianco del "primo maestro", Manna, e del "secondo maestro", Gallo. Quando nel 1761, poco prima dell'esecuzione dellAndromaca, Manna si era ritirato, c'era stato uno scivolamento verso l'alto e Sacchini era stato promosso "secondo maestro".

Nel 1762 un permesso concessogli dal Conservatorio gli consentì di recarsi a Venezia per presentare Alessandro Severo, su libretto di Apostolo Zeno, al Teatro San Benedetto, e un metastasiano Alessandro nelle Indie, l'anno seguente, al Teatro San Salvatore. Il successo a livello italiano che egli quindi riscosse con le sue opere successive,Sempre equamente tratte sia dal repertorio zeniano che da quello metastasiano. Olimpiade, a Padova (Teatro Nuovo, 1763), Eumene a Firenze (La Pergola, 1764), Semiramide riconosciuta a Roma (Argentina, 1764) e Lucio Vero a Napoli (S. Carlo, 1764), gli diede modo di rinunciare all'incarico retribuito al Conservatorio di Santa Maria di Loreto,Secondo Mattei, invece, aveva rinunciato fin dal 1762 al suo incarico a favore di Fedele Fenaroli. nonché a quello provvisorio nel frattempo ottenuto dai conservatorî veneziani,Sauvé, pp. 26-27. e di tentare la sorte come compositore indipendente.Dorsi/Rausa, p. 167. Stabilitosi inizialmente a Roma, Sacchini si dedicò per qualche anno alla composizione di opere buffe per il Teatro Valle, le quali estesero la sua fama a tutta l'Europa: tra esse può essere ricordato in particolare, anche perché ha avuto una ripresa moderna e una registrazione discografica, l'intermezzo in due atti, La contadina in corte del 1765. Successivamente, nel 1768, il musicista si trasferì a Venezia, avendo accettato l'incarico provvisorio di direttore del Conservatorio dell'Ospedale dei Poveri Derelitti (Ospedaletto),O più precisamente, secondo Sauvé, di "Maestro di Cappella Napoletano e Maestro del Coro del Conservatorio detto l'Ospedaletto" (p. 30, nota 3). offertogli dal predecessore, Tommaso Traetta, suo amico e compagno di studi del periodo napoletano, il quale aveva deciso di trasferirsi presso la corte di San Pietroburgo.Giuseppe Ellero, Maria Carla Paolucci, Jolanda Scarpa (a cura di), Arte e musica all'Ospedaletto. Schede d'archivio sull'attività musicale degli Ospedali dei Derelitti e dei Mendicanti di Venezia (sec. XVI-XVIII), Venezia, Stamperia di Venezia Editrice, 1978. In tale posizione si fece rapidamente un nome anche come maestro di canto (avendo tra le sue allieve, Nancy Storace e, forse, Adriana Gabrielli, passata poi alla storia come Adriana Ferraresi Del Bene, creatrice del personaggio mozartiano di FiordiligiNotizie più incerte narrano che dieci anni più tardi, durante una sua permanenza a Parigi, egli avrebbe avviato al canto professionale di alto rilievo anche un'altra delle grandi star internazionali di fine secolo, il soprano Brigida Banti.) e, pur non interrompendo la sua attività di operista, si dedicò anche, come da contratto, alla composizione di pezzi religiosi (oratorî, messe, inni, mottetti) per il Conservatorio e per diverse chiese veneziane.

Charles Burney lo conobbe a Venezia nel 1770: godeva allora di una grande reputazione, i suoi Scipione in Cartagena (sic) e Calliroe erano appena stati dati con successo a Monaco di Baviera e a Ludwigsburg, ed egli era, a parere del musicologo inglese, l'unico a potersi affiancare al "gigante" Baldassare Galuppi in mezzo a tutti i "nani" che popolavano l'ambiente musicale veneziano del tempo.The Present State of Music in France and Italy: or, The Journal of a Tour through those Countries, undertaken to collect Materials for a General History of Music. By Charles Burney, Mus. D., seconda edizione, corretta, Londra, Becket, Roeson e Robinson, 1773, pp. 184-185 - accessibile gratuitamente in books.google.

L'esperienza londinese

Nel 1772 Sacchini si trasferì a Londra, accompagnato da uno dei migliori castrati allora attivi sulla scena europea, nonché pupillo di Gluck, Giuseppe Millico, e, fin dalle due prime opere nuoveAnche se, probabilmente, entrambe debitrici nei confronti delle precedenti Il Cidde (1769) e Ezio (1771). date al King's Theatre all'inizio del 1773, Il Cid (gennaio) e Tamerlano (maggio), egli seppe conquistarsi, secondo Burney, i "cuori" del pubblico londinese, in una maniera così profonda da non lasciare alcun spazio al tentativo di Tommaso Traetta, nel 1776, di insediarsi anch'egli nella capitale britannica,"non era il caso che [Sacchini] potesse essere soppiantato da un compositore dello stesso stile" (Burney), citato da DiChiera, p. 114., nonostante fosse stato in effetti lo stesso Sacchini a caldeggiare la spedizione in Inghilterra del suo vecchio amico.Jörg Riedlbauer, Tommaso Traetta. Opere, Bari, Palomar, 2008. ISBN 978-88-7600-251-9. A Londra invece Sacchini sarebbe rimasto per un decennio, fino al 1782, anche se la sua vita dissoluta e gli ingenti debiti accumulati gli crearono difficoltà crescenti e inimicizie, tra cui quella di Venanzio Rauzzini che, nel 1774, aveva sostituito Millico come "primo musico"Veniva così difinito il castrato destinato a svolgere il ruolo di "attor giovine" nelle compagnie operistiche. al King's Theatre, e che giunse a arrogarsi la paternità delle più famose arie scritte dal compositore. L'attività di Sacchini a Londra ebbe comunque carattere abbastanza costante nel decennio. "La maggioranza delle sue composizioni di musica da camera datano ... agli anni londinesi"Sauvé, passim, citato anche in ELPE-Musique - "Œdipe à Colone", pp. 4-8 e, per quanto riguarda il melodramma, non furono date opere nuove soltanto nel biennio 1776/1777,Nel 1780 fu rappresentata soltanto una rielaborazione dellArmida del 1772, il Rinaldo (cfr. infra, a proposito del Renaud). in connessione probabilmente con i soggiorni del compositore al di qua della ManicaI biografi di Brigida Banti attestano a questo periodo l'incontro, nella capitale francese, della sbandata cantante di strada con il grande musicista e maestro di canto (cfr. Caruselli, ad nomen p. 98; Grove, ad nomen, p. 304). e con la messa in scena a Parigi di pasticci in versione francese basati su due suoi lavori precedenti: il dramma giocoso risalente al periodo romano, L'isola d'amore, ora intitolato La colonie, e l'opera seria Olimpiade (L'Olympiade).La messa in scena di quest'opera seria alla Comédie Italienne costituì, più che un fatto del tutto inusitato, una violazione patente del monopolio legale secolare, che riservava allAcadémie Royale de Musique et de Danse gli spettacoli tragici in musica, canto e danza. Le rappresentazioni, in effetti, dovettero presto essere interrotte per l'intervento dellAcadémie (Auguste Wahlen, Nouveau dictionnaire de la conversation, ou Répertoire universel ..., Bruxelles, Librairie Historique-Artistique, 1841, XXIV, p. 71; accessibile gratuitamente online presso Google Books). Autore della traduzione francese dei due libretti era il musicista letterato Nicolas-Étienne Framery, esponente del nascente partito piccinnista contro i gluckiani ed estimatore della musica italiana, il quale ammirava Sacchini e si legò a lui di una duratura amicizia.Jullien, pp. 15 e segg. L'8 giugno 1779Secondo l'Almanacco di Gherardo Casaglia , l'8 luglio., infine, Sacchini varcava anche, per la prima volta, la soglia dellOpéra, con una riproposizione, nel quadro della seconda fase della Querelle des Bouffons, del dramma giocoso L'amore soldato, presentato per la prima volta in Inghilterra l'anno precedente, e ora messo in cartellone come intermède in tre atti.Pitou, pp. 482-483; Lajarte, p. 311. Durante queste sue permanenze parigine Sacchini è anche accreditato di aver impartito i primi rudimenti di una vera educazione canora, alla futura star della lirica europea e cantante rifinita, Brigida Banti.Bruce Carr, Banti, Brigida Giorgi, in Grove Dictionary, I, p. 304.

Gli ultimi anni a Parigi