La provincia di Monza e della Brianza è una provincia italiana della Lombardia di abitanti, con capoluogo Monza. Istituita con la legge n. 146 dell'11 giugno 2004, entrata in vigore il 30 giugno seguente, è divenuta operativa nel giugno 2009, in occasione dell'elezione del primo presidente e del primo consiglio provinciale.

Costituita inizialmente mediante il distacco di 50 comuni dall'allora provincia di Milano, dal 2009 comprende 55 comuni, in seguito all'aggregazione di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda, Lentate sul Seveso e Roncello. Il territorio provinciale si estende per circa nella parte centro-occidentale della Brianza, caratterizzandosi per l'elevata densità demografica e per la forte urbanizzazione.

La provincia presenta una delle maggiori concentrazioni insediative del territorio italiano. Secondo i dati sul consumo di suolo riferiti al 2024, la provincia di Monza e della Brianza è quella con la più alta percentuale di suolo artificiale d'Italia, pari a circa il 41% della superficie provinciale.

Geografia fisica La provincia di Monza e della Brianza si estende nel settore settentrionale della pianura lombarda, tra l'area metropolitana milanese a sud e i primi rilievi della Brianza a nord. Il territorio presenta una morfologia prevalentemente pianeggiante nella parte meridionale e centrale, mentre procedendo verso nord assume caratteri progressivamente più ondulati e collinari. Il Piano territoriale di coordinamento provinciale distingue, sotto il profilo paesaggistico e morfologico, ambiti riconducibili alla pianura asciutta, alle alte pianure terrazzate occidentale e orientale, all'altopiano delle Groane, alle colline della Brianza e alle valli fluviali del Seveso, del Lambro e dell'Adda.

La struttura fisica del territorio è fortemente condizionata dalla presenza dei corsi d'acqua, che attraversano la provincia prevalentemente in direzione nord-sud, formando corridoi fluviali che hanno contribuito alla configurazione del paesaggio e degli insediamenti.

Territorio La parte meridionale della provincia appartiene prevalentemente all'alta pianura asciutta lombarda ed è caratterizzata da una morfologia sostanzialmente pianeggiante e da un'elevata urbanizzazione. In questo settore si trovano Monza e numerosi centri della conurbazione brianzola, in continuità con l'area metropolitana milanese.

Verso ovest il paesaggio è caratterizzato dall'altopiano delle Groane e dalla valle del Seveso, mentre nella fascia centrale assume particolare rilievo la valle del Lambro, che attraversa longitudinalmente il territorio provinciale. Il settore orientale comprende invece l'alta pianura terrazzata e il Vimercatese, fino alla valle dell'Adda, che costituisce uno dei principali elementi naturali del margine orientale della provincia.

Nella parte settentrionale il passaggio dalla pianura ai rilievi brianzoli determina una maggiore articolazione morfologica. Il PTCP individua in questo settore le colline della Brianza, che costituiscono la porzione più movimentata del territorio provinciale e segnano la transizione verso i paesaggi collinari della Brianza lecchese e comasca.

Idrografia

La rete idrografica provinciale è costituita da corsi d'acqua naturali prevalentemente orientati da nord a sud e da alcuni importanti elementi artificiali. I principali corsi d'acqua sono il Lambro, il Seveso, il Molgora, il Rio Vallone e l'Adda, ai quali si aggiungono i torrenti delle Groane e corsi d'acqua minori.

Il Lambro attraversa la parte centrale della provincia e il territorio del capoluogo, proseguendo da nord verso sud. La sua valle costituisce uno dei principali elementi di continuità ambientale del territorio provinciale ed è in parte tutelata dal Parco regionale della Valle del Lambro.

Il Seveso interessa invece il settore occidentale della provincia, attraversando la fascia densamente urbanizzata che comprende, tra gli altri, i territori di Lentate sul Seveso, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago.

Nel settore orientale scorrono il torrente Molgora e il Rio Vallone, mentre l'Adda interessa il margine orientale del territorio provinciale. Il sistema di questi corsi d'acqua contribuisce alla struttura della rete ecologica provinciale ed è connesso a diverse aree sottoposte a tutela ambientale.

Alla rete naturale si aggiunge il Canale Villoresi, che attraversa la parte meridionale della provincia con andamento prevalentemente est-ovest. Dal punto di vista territoriale esso costituisce un elemento di separazione tra l'alta pianura asciutta posta a nord e la pianura irrigua situata più a sud.

L'idrografia provinciale è stata profondamente condizionata dall'intensa urbanizzazione e dallo sviluppo industriale. In particolare, le valli del Lambro e del Seveso hanno conosciuto una forte pressione antropica, legata all'espansione degli insediamenti, all'impermeabilizzazione del suolo e alle attività produttive.

Storia Dalle origini della Brianza all'età moderna La provincia di Monza e della Brianza, come circoscrizione amministrativa, è un'istituzione contemporanea e non corrisponde a un'entità territoriale storica preesistente. La formazione storica del territorio oggi provinciale va infatti ricondotta a realtà differenti: da un lato Monza e la sua corte, dall'altro le diverse comunità della Brianza, il cui stesso significato geografico mutò nel corso dei secoli.

Le più antiche attestazioni medievali del nome Brianza sono legate a un'area posta più a nord dell'attuale provincia, nell'odierno territorio lecchese. Un documento del 16 agosto 1107 relativo a Figina, oggi località di Galbiate, attesta un insediamento nell'area successivamente identificata con il Monte di Brianza.

Nel basso Medioevo la denominazione Monte di Brianza assunse progressivamente anche un significato politico e fiscale. All'inizio del XV secolo diverse comunità della Martesana superiore compaiono nella documentazione come communia Montisbriantie. Nel 1412 comunità quali Oggiono, Annone, Civate, Ello e Figina prestarono giuramento di fedeltà a Filippo Maria Visconti nell'ambito del Mons Briantiae; durante il dominio visconteo e, successivamente, sforzesco, privilegi ed esenzioni contribuirono al consolidamento dellUniversitas del Monte di Brianza, distinta sotto il profilo fiscale da altre comunità della Martesana.

Diversa fu l'evoluzione di Monza. Fin dal Medioevo attorno alla città si era costituito un distretto territoriale tradizionalmente indicato come Corte di Monza, legato anche alla giurisdizione ecclesiastica della chiesa di San Giovanni Battista. La corte e il territorio brianzolo rimasero inseriti, attraverso differenti circoscrizioni locali, nello Stato di Milano e seguirono le vicende delle dominazioni viscontea, sforzesca e, in seguito, straniera sul ducato.

Nel corso dell'età moderna il significato geografico di Brianza si estese progressivamente oltre l'originario Monte di Brianza. Il toponimo finì per designare un'area più vasta, priva tuttavia di confini amministrativi univoci e distribuita nei secoli fra differenti pievi, corti e circoscrizioni dello Stato milanese.

Dalla Lombardia austriaca all'Unità d'Italia Nel XVIII secolo Monza e buona parte del territorio dell'attuale provincia appartenevano alla Lombardia austriaca. Con la riforma amministrativa del 1757 Monza conservò una disciplina particolare, legata alle precedenti forme di autogoverno cittadino; con la riorganizzazione territoriale del 1786 fu invece inserita nella provincia di Milano.

La conquista francese determinò una successione di nuove ripartizioni amministrative. Con la Repubblica Cisalpina Monza fu inserita nel Dipartimento d'Olona e divenne capoluogo di distretto; durante il napoleonico Regno d'Italia mantenne funzioni amministrative sovracomunali e nel 1811 il suo territorio municipale fu temporaneamente ampliato con l'aggregazione, tra gli altri, di Lissone, Muggiò, Vedano, Moncucco e Brugherio.

Con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto nel 1815 furono ripristinate le province e i comuni precedentemente aggregati riacquistarono la loro autonomia; Monza e il territorio circostante tornarono a essere compresi nella provincia di Milano. Dopo l'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna nel 1859, Monza fu posta a capo dell'omonimo circondario della provincia di Milano, assetto mantenuto dopo la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861.

Industrializzazione e sviluppo contemporaneo Tra la seconda metà dell'Ottocento e il Novecento il territorio monzese e brianzolo fu interessato da una crescente industrializzazione. Accanto alle attività agricole e artigianali si svilupparono manifatture specializzate, con particolare importanza della produzione tessile, che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento costituiva una delle attività portanti dell'economia brianzola.

Il processo di industrializzazione contribuì alla trasformazione dei centri abitati e alla progressiva integrazione economica dell'area con Milano. A Monza lo sviluppo produttivo interessò soprattutto le direttrici meridionali e l'asse ferroviario verso Sesto San Giovanni, mentre nel corso del Novecento l'espansione urbana e infrastrutturale determinò una crescente continuità insediativa fra il capoluogo e numerosi comuni circostanti.

Per tutta questa fase Monza e i comuni dell'attuale provincia continuarono tuttavia ad appartenere amministrativamente alla provincia di Milano. Non esistette quindi, prima del XXI secolo, una provincia storica di Monza o della Brianza corrispondente all'ente attuale.

Istituzione della provincia La provincia di Monza e della Brianza fu istituita con la legge n. 146 dell'11 giugno 2004, mediante il distacco di 50 comuni dalla provincia di Milano. La legge stabilì Monza come capoluogo della nuova circoscrizione e disciplinò il processo di trasferimento delle competenze, del personale e delle risorse necessarie al funzionamento dell'ente.

L'istituzione giuridica del 2004 non comportò l'immediato insediamento degli organi provinciali elettivi. Durante la fase transitoria continuarono infatti le operazioni necessarie alla formazione delle strutture amministrative della nuova circoscrizione. Le prime elezioni per il presidente e il consiglio della provincia di Monza e della Brianza si svolsero il 6 e 7 giugno 2009. Con l'insediamento dei primi organi elettivi la provincia divenne quindi pienamente operativa nel giugno 2009.

Nel medesimo periodo furono completate ulteriori modifiche territoriali. Con la legge n. 183 del 9 dicembre 2009, i comuni di Busnago, Caponago, Cornate d'Adda, Lentate sul Seveso e Roncello furono distaccati dalla provincia di Milano e aggregati a quella di Monza e della Brianza, portando da 50 a 55 il numero complessivo dei comuni.

La nascita della provincia determinò progressivamente anche la costituzione o la riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato e di altri enti operanti sul nuovo territorio provinciale. La Prefettura di Monza e della Brianza divenne operativa nel 2011, anno dal quale è documentata la successione dei prefetti titolari dell'ufficio.

Parallelamente alla costruzione dell'assetto istituzionale provinciale fu costituita la Camera di commercio di Monza e Brianza, operativa dal 2007. L'ente camerale autonomo cessò nel 2017 con la costituzione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, nella quale confluirono le precedenti camere dei tre territori.

Simboli

Nei primi anni di operatività la provincia utilizzò come proprio segno identificativo un logo costituito da un quadrato verde attraversato da tre fasce trasversali, una centrale e due paracentrali. Il simbolo, soprannominato informalmente «tapparella» per il suo aspetto, intendeva rappresentare, secondo l'interpretazione adottata dall'ente, alcuni caratteri del territorio brianzolo attraverso il concetto della «linearità»: le infrastrutture, l'imprenditoria e l'industria, l'ordine, la produttività, il paesaggio, l'associazionismo e il volontariato.