Mṛtyú (devanāgarī : मृत्यु) è un termine sanscrito vedico che indica la morte e la sua personificazione in un deva.

Mṛtyu deriva dalla radice verbale mṛ che possiede il significato di "morire", e col significato di "morte" è analogo al sanscrito mara.

Mṛtyu è correlato al latino mors, mortis (morte) ma anche al greco antico μoρτός/βρoτόςSu queste etimologie vedi anche Robert Beekes, Etymological Dictionary of Greek vol.1, pp. 242 e 969. Leiden, Brill, 2010. (mortós, mortale), così come all'alto slavo sŭ-mrŭtī e al lituano mirtis, all'avestico mərəta; provenendo dal proto-indoeuropeo *mṛ-ti (morte).

Mṛtyu, nel Ṛgveda, è invocato affinché non colpisca i viventi:

Ma Mṛtyu va confinato fuori dal villaggio, al di là del terrapieno eretto per separare il mondo dei morti dove venivano collocati i defunti, dal mondo dei vivi, il villaggio:

La Morte è sempre e comunque una ripetizione della vita con l'intero corpo riportati integri e pronti di nuovo a vivere e godereAtharvavedaV,6,11 e Śatapatha Brāhmaṇa V,6,1,1..

Ma è tuttavia temuta e molte sono le invocazioni nei Veda per scongiurarlaNell'Atharvaveda numerosi sono i mantra enunciati per scongiurare i cento tipi di morte e per la sola dovuta alla vecchiaia.:

Nei Brāhmaṇa la Morte appartiene anche agli Dei (Deva) solo Agni ne è immune:

Note

Categoria:Vedismo e brahmanesimo Categoria:Induismo