Il Museo Ferrari, chiamato Galleria Ferrari fino all'aprile 2011, è un museo di automobili che si trova a circa 300 m dagli stabilimenti Ferrari di Maranello, vicino a Modena. È dedicato alla casa automobilistica del cavallino rampante.

Non colleziona solamente automobili, ma espone anche premi, fotografie ed altri oggetti storici relativi alla storia dell'automobilismo italiano. L'esibizione introduce anche innovazioni tecnologiche, molte delle quali sono la transizione tra le vetture da competizione e i modelli da strada.

Il museo è stato aperto nel febbraio del 1990, ed una nuova ala è stata aggiunta nell'ottobre del 2004. La Ferrari subentrò nella gestione del museo nel 1995.

La superficie totale è ora 2500 metri quadri ed il numero annuale di visitatori del museo è di circa .

L'esibizione è per la maggior parte la combinazione di vetture Ferrari da strada e da competizione. Molti di questi esemplari sono diventati icona dell'automobilismo.

Riproduzione della cittadella

Visitando la sala dedicata alla cittadella Ferrari, i visitatori del museo potranno virtualmente entrare nel cuore degli stabilimenti di Maranello dallo storico ingresso di via Abetone Inferiore, lo stesso da cui nel 1947 uscì la prima Ferrari, la 125 S. La ricostruzione scenografica della struttura interna del viale Enzo Ferrari e delle vie dedicate ai grandi campioni di F1 guida i visitatori attraverso le firme dei più celebri nomi dell'architettura internazionale. Si parte dall'evoluzione della fabbrica dal 1947 a oggi, per arrivare a vedere da vicino, attraverso immagini, video e plastici, gli edifici che compongono la realtà della Ferrari. Renzo Piano, Jean Nouvel, Marco Visconti, Massimiliano Fuksas e Luigi Sturchio hanno contribuito alla creazione di un complesso architettonico organico, composto oggi da ambienti caratterizzati individualmente, ma legati da un unico intento generativo.

Trait d'union di questo percorso urbanistico-architettonico è il programma Formula Uomo, una filosofia che regola la vita e i processi alla Ferrari, mettendo l'individuo, fulcro del rinnovamento aziendale, al centro di tutte le attività, e che si declina in una serie di servizi dedicati alla persona (visite mediche gratuite per la famiglia, libri scolastici per i figli dei dipendenti, palestra e prestiti agevolati, per nominarne alcuni) e ambienti di lavoro eccellenti che hanno come priorità la qualità della vita delle persone. Luminosità, climatizzazione, basso impatto ambientale, sicurezza, controllo della rumorosità, aree di ristoro e veri e propri giardini anche all'interno degli edifici sono le caratteristiche fondamentali che hanno portato la Ferrari, per estetica, funzionalità degli spazi e qualità dell'ambiente, ad ottenere di recente il premio di Best Place to Work in Europe.

Un'estetica suggestiva in sintonia a livello urbanistico e nel rispetto dell'ambiente circostante. La Ferrari infatti produce interamente le sue vetture in un unico sito, avvalendosi di risorse rinnovabili e di un impianto fotovoltaico e di Trigenerazione a cui sono dedicati ulteriori approfondimenti in mostra. Grazie ad essi la Casa di Maranello è indipendente in termini di energia ed ha potuto abbattere le emissioni di CO2 del 76%.

Le auto esposte Ferrari Enzo (2002) Dedicata al fondatore dell'Azienda, si inserisce nel filone delle serie speciali, uniche per prestazioni ed esclusive per numero di esemplari. Si tratta di una vettura di eccellenza prodotta in 399 esemplari, sviluppati per un uso stradale, una sintesi dei più avanzati contenuti tecnologici messi a punto nella Formula 1. Anche il 12 cilindri a V di 65° è analogo a quello di una F1 in termini di potenza e prestazioni, con 660 CV a 7800 giri/minuto e una velocità massima che supera ampiamente i 350 km/h. Le accelerazioni sono impressionanti: 3,65 secondi da 0 a 100 km/h e 9,5 da 0 a 200 km/h. Il cambio è a gestione elettronica e la frizione ha tempi di cambiata ridottissimi (150 millisecondi) a seconda delle modalità di uso impostate direttamente dal pilota, che possono essere di tipo Sport o Race. Ferrari F1-90 La sigla della monoposto della stagione 1990 era 641 del progetto del telaio, che viene poi denominata semplicemente F1-90, per continuità rispetto alle monoposto delle stagioni precedenti. Tecnicamente le novità più evidenti del progetto riguardano le sospensioni a barre di torsione, considerate le migliori disponibili. Alain Prost intanto ha fatto il suo ingresso nel team di Formula 1 e porta a Maranello con la F1-90 la vittoria in Brasile, Messico, Germania e Francia, dove ottenne la centesima vittoria in Formula Uno alla Ferrari.

Modello Millechili Il modello “Millechili” esposto nella sala Formula Uomo è una concept car realizzata nel 2007: sintetizza le soluzioni tecnologiche che la Ferrari sta analizzando nell'ottica della continua evoluzione del veicolo nel suo complesso, offrendo indicazioni importanti sui temi chiave che caratterizzeranno le Ferrari di domani. La riduzione del peso è uno dei terreni di ricerca costante in Ferrari, poiché influenza positivamente non solo la prestazione assoluta, ma anche il piacere di guida e l'efficienza della vettura. Alcune soluzioni tecniche immaginate per la Millechili sono state applicate sui più recenti modelli di vetture stradali Ferrari, altre sono in fase di applicazione sperimentale, altre ancora vedranno la luce in un futuro più lontano. Dal modello è derivato anche il nome del laboratorio “Millechili” presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia per lo sviluppo di progetti di ricerca in collaborazione con Ferrari, mirati specificamente alla riduzione del peso delle vetture.

Basamento Motore 16 Cilindri Il basamento motore viene prodotto nel reparto Fonderia attraverso la fusione di alluminio con il 7% di silicio (a circa 760 °C) in conchiglia. Le cavità interne sono realizzate grazie all'utilizzo di anime in sabbia, successivamente eliminate con processi termici. Il pezzo esposto, dal peso di circa 45 kg, è ancora dotato delle cosiddette “materozze”, appendici di alluminio risultanti dalla fusione che vengono poi eliminati nelle fasi successive di lavorazione. Dopo la fusione, tutti i pezzi vengono sottoposti a trattamento termico di tempra ed invecchiamento e a diversi controlli dimensionali e di conformità strutturale (raggi X), per poi passare al reparto Lavorazioni Meccaniche Motore.

Albero Motore 32 Cilindri L'albero motore esposto, in parte grezzo e in parte finito, evidenzia le lavorazioni cui viene sottoposto nel reparto Lavorazioni Meccaniche Motori. Il tempo di attraversamento del reparto è di circa 20 giornate lavorative e prevede varie fasi: lavorazione meccanica, trattamento termico e finitura. Si tratta di operazioni complesse e delicate, in quanto l'albero è l'autentica spina dorsale del motore: nell'intero processo di lavorazione questo componente perde circa il 50% del suo peso.

Testata Motore 64 cilindri Il processo di lavorazione delle testate motore comprende diverse fasi, tra cui il controllo delle tenute (circuiti olio e acqua), il completamento del gruppo punterie, fino all'area di superfinitura. L'operazione robotizzata di piantaggio sede e guida valvola avviene tramite un processo di interferenza termica. La sede valvola viene raffreddata nell'azoto liquido ad una temperatura di –196 °C, che ne riduce il volume dai 40 ai 60 micron. Allo stesso tempo la testata è riscaldata a 160 °C, con un aumento di volume pari a 0,12-0,15 mm². Il robot inserisce la sede valvola nella testa cilindri; a fine piantaggio la testa viene immersa nell'acqua: lo shock termico rende l'accoppiamento con la sede indissolubile.

Sala Granturismo A soli due anni dalla prima vettura, la Ferrari già alimentava il mito che sarebbe diventata attraverso la partecipazione alle più importanti competizioni internazionali e al susseguirsi di successi sportivi. In particolare nel 1949 la prima vittoria alla prestigiosa 24 Ore di Le Mans della 166 MM berlinetta di Luigi Chinetti, il primo importatore Ferrari negli Stati Uniti, portò al marchio Ferrari una notorietà internazionale enorme e una visibilità crescente tra gli ambienti del jet set e del cinema. Molti nomi famosi iniziarono a desiderare di possedere e guidare una Ferrari. Da qui la nascita del primo modello stradale, la 166 Inter, derivazione dei modelli 166 Sport ma destinato al turismo veloce. Da allora il desiderio di Enzo Ferrari è sempre stato quello di produrre vetture che stupissero e affascinassero, realizzando modelli eccezionali per le prestazioni e la loro bellezza, ancora oggi ambiti dai collezionisti, come la 250 Spider California, la 365 GTB/4 “Daytona”, la Dino 246 GT o la 250 Testa Rossa. È una bellezza che ha incantato personalità di rilievo internazionale come Re Leopoldo del Belgio, il Principe Bernard d'Olanda, lo Shah di Persia, il Re del Marocco; tra gli italiani più famosi si possono ricordare Gianni Agnelli, Anna Magnani, Roberto Rossellini, insieme ad altre star del cinema e dello spettacolo come Catherine Deneuve, Paul Newman, Frank Sinatra e molti altri ancora. Nessun personaggio famoso ha saputo resistere alle vetture Ferrari e molti sono diventati clienti devoti già a partire dagli anni '50. Ancora oggi le Ferrari, oltre che esempi di eccellenza tecnologica e di stile, rappresentano uno status symbol, oggetti di culto e un autentico mito del nostro tempo.

Le serie speciali e il transfer tecnologico Nonostante il crescente successo commerciale e di immagine della produzione stradale, le corse restano per Enzo Ferrari il cuore pulsante della sua attività, fonte di notorietà e di soluzioni tecniche per lo sviluppo dei modelli Granturismo, attraverso il cosiddetto ‘transfer tecnologico’ che caratterizza ancora oggi le vetture Ferrari e che unisce le due anime dell'Azienda. In particolare le serie speciali, ovvero quei modelli prodotti in un numero limitato di esemplari per i clienti più esigenti, rappresentano sin dalla loro comparsa nella produzione di gamma (la prima fu la GTO nel 1984) vetture particolarmente innovative e performanti, risultato evidente dell'esperienza Ferrari nelle competizioni e dello sviluppo reso possibile in particolare grazie alla Formula Uno, spesso avanguardia di soluzioni implementate successivamente nei modelli di gamma.

Motori e modellini della Galleria del Vento Il trasferimento di contenuti tecnologici dalla pista alla strada di cui le vetture Granturismo esposte nella sala sono esempi tangibili è rappresentato da una lunga serie di motori e di modellini di monoposto Ferrari in scala 1:3 dal 1986 al 1998 utilizzati per i test aerodinamici nella Galleria del Vento.

Manichino Ferrari 250 GTO (1962) È esposto nella sala un esempio di manichino per la verifica delle forme carrozzeria utilizzato negli anni '50 e '60 negli storici Stabilimenti Scaglietti di Modena, da dove sono uscite alcune fra le più belle vetture del mondo.

Le vetture esposte

Ferrari 166 Inter (1949) I modelli 166 Inter sono stati prodotti tra il 1948 e il 1950 ed erano le versioni stradali delle vetture 166 Sport, come ad esempio le 166 MM Barchetta. Di solito la loro carrozzeria era di tipo coupé, ma quattro esemplari furono realizzati in forma di cabriolet, tre dagli Stabilimenti Farina e uno da Bertone.