Sarajevo (uguale in bosniaco, alfabeto cirillico Сарајево; in giudesmo Saraj; ; in italiano Saraievo o, desueto, Seraievo) è la più grande città nonché capitale della Bosnia ed Erzegovina.
È inoltre capoluogo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, una delle due entità che compongono lo stato, e dell'omonimo cantone.
All'interno dei confini amministrativi dei quattro comuni che compongono la città vera e propria - (Stari Grad, Centar, Novi Grad e Novo Sarajevo) risiedono 342.577 abitanti (dato del 2017) mentre l'area urbana arriva a comprendere una popolazione di oltre mezzo milione di abitanti includendo i comuni limitrofi di Ilidža, Hadžići, Vogošća e Ilijaš.
Sarajevo è il centro politico, finanziario, sociale e culturale della Bosnia-Erzegovina e un importante centro di cultura nei Balcani. Per la sua estesa storia di diversità religiosa e culturale, Sarajevo è talvolta chiamata la "Gerusalemme d'Europa", è infatti una delle poche grandi città europee ad avere una moschea, una chiesa cattolica, una chiesa ortodossa e una sinagoga nello stesso quartiere.
Sebbene le sue origini siano riconducibili alla preistoria, la città moderna è sorta come roccaforte ottomana nel XV secolo. Più volte nella sua storia Sarajevo fu il luogo di eventi di rilievo mondiale.
Nel 1914, fu il luogo dell'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando da parte dell'attivista serbo della Mlada Bosna Gavrilo Princip, episodio che scatenò la prima guerra mondiale e che pose fine al dominio austro-ungarico in Bosnia portando alla creazione del Regno di Jugoslavia. Al termine della seconda guerra mondiale, l'istituzione della Repubblica Socialista di Bosnia ed Erzegovina, parte della Jugoslavia, comportò una notevole espansione della città, all'epoca capitale della repubblica costituente. Nel 1984 ospitò i XIV Giochi olimpici invernali che segnarono un periodo di prosperità per la città. Tuttavia, durante la guerra di Bosnia e la dissoluzione della Jugoslavia, la città subì il più lungo assedio di una capitale nella storia della guerra moderna, fu infatti sotto assedio per 1.425 giorni dall'aprile 1992 al febbraio 1996.
La ricostruzione post-bellica ha portato a una forte crescita della città. Nel 2014 Sarajevo è stata Capitale europea della cultura e nel 2019 ha ospitato il XIV Festival olimpico invernale della gioventù europea. Nell'ottobre 2019, Sarajevo è stata designata come Città creativa dell'UNESCO per aver posto la cultura al centro delle sue strategie di sviluppo, è inoltre una delle diciotto "Cities of Film".
Geografia fisica Territorio Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo formato dalla Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro a est della sorgente del fiume Bosna. La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare nella valle omonima che si estende da est a ovest dalle Alpi dinariche in direzione della pianura e che costituisce una sorta di anfiteatro naturale all'interno del quale si è sviluppato l'agglomerato urbano. La circondano rilievi coperti di foreste e cinque montagne principali la più elevata delle quali è il monte Treskavica ( m s.l.m.) seguita dal monte Bjelašnica ( m s.l.m.), dal monte Jahorina ( m s.l.m.), il monte Trebević ( m s.l.m.), e dal monte Igman ( m s.l.m.).
Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti percorrendo il centro cittadino da est a ovest per confluire nel fiume Bosna nei sobborghi occidentali della città.
Durante la seconda metà del XX secolo città satellite come Ilidža e Vogošća si sono fuse con Sarajevo diventandone dei sobborghi.
Clima Sarajevo presenta un clima continentale mite, posta tra due fasce climatiche: quella dell'Europa centrale a nord e quella mediterranea a sud. La temperatura media è di 9,5 °C, con gennaio come mese più freddo (−1,3 °C) e luglio come quello più caldo (19,1 °C). La temperatura più calda registrata furono i 40 °C del 19 agosto 1946, mentre la più fredda furono i −26,4 del 25 gennaio 1946. Mediamente Sarajevo ha 68 giorni estivi all'anno (quelli con temperature superiori o uguali a 30,0 °C). La città è spesso leggermente coperta da nubi, con una media del 59% di cielo coperto. Il mese più nuvoloso è dicembre (in media 75% di cielo coperto), mentre quello più sereno è agosto. Le precipitazioni si registrano tutto l'anno con una media finale di 170 giorni. Le giuste condizioni climatiche hanno consentito lo sviluppo degli sport invernali e l'organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali del 1984.
Etimologia Il toponimo nasce dalla contrazione slavizzata delle parole turche saray, che significa "corte" o "palazzo", e ovaši che significa campo alludendo ai vasti campi che si estendevano a ovest dell'area in cui si trovavano gli edifici governativi. Una delle varianti del nome, usata per lo più dai forestieri, era Bosna Seraj oppure Seraj Bosna, il primo uso attestato del nome "Sarajevo" risale al 1455..
Storia Alla conformazione attuale della città si è giunti attraverso tre distinte fasi di crescita, la prima ebbe luogo durante il primo periodo del governo ottomano (1460-1600), la seconda negli anni di pace dell'impero austro-ungarico (1883-1914) e l'ultima con l'epoca socialista (1945-1994), durante tutti questi periodi la città venne governata da "grandi costruttori" che, ognuno secondo la sua visione di città, formarono e riformarono il tessuto urbano..
Dalle origini al XVIII secolo L'area occupata dalla Sarajevo odierna è stata continuamente abitata dall'età della pietra. Ne sono tutt'oggi rimaste delle evidenti tracce, anche se maggiormente dovute a delle successive ricostruzioni. Una città romana si trovava all'estremo occidentale della valle, in corrispondenza del sobborgo di Ilidža, attualmente una località termale le cui acque sulfuree erano già in uso in epoca romana, si hanno ritrovamenti di pavimentazioni in mosaico e capitelli dell'epoca romana.
Studi della seconda metà del XX secolo hanno confutato la teoria che la città fosse costruita sui resti di un'antica città chiamata Vrhbosna (letteralmente Cima-bosnia), questo nome era infatti usato per definire un'intera area amministrativa e venne diffuso dai mercanti di Dubrovnik che lo usavano per individuare uno specifico mercato in uno dei villaggi dell'area.
Tra il 540 e il 800 gli slavi originari dalle zone delle attuali Polonia e Ucraina colonizzarono il sud-est dell'Europa, la penisola balcanica e quindi l'area dell'attuale Bosnia. Divisi in tribù e legati a religioni animiste vennero progressivamente convertiti al Cristianesimo e dominati in successione da Croati, Serbi, Bizantini, Ungheresi. Nel XII secolo venne costituito uno stato medievale che comprendeva l'area di Sarajevo, Visoko e Zenica inizialmente soggetto alla sovranità del Regno di Ungheria ma che dal 1180 divenne autonomo anche se travagliato da lotte tra famiglie nobili. All'epoca della conquista ottomana la zona era abitata da popolazioni cristiane sia ortodosse sia cattoliche ma nessuna delle due confessioni aveva una vera e propria struttura organizzata, questo lasciò ampio spazio alla diffusione dell'islamismo..
L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore ottomano in Bosnia, Isa-Beg Isaković, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, e in particolare una moschea, un mercato coperto, bagni pubblici, un ostello e il Palazzo (saray) del Governatore.
Sarajevo ha iniziato a prosperare nel XVI secolo quando il suo maggiore costruttore Gazi Husrev-beg diede vita a quasi tutto quello che oggi compone la città vecchia.
Durante una incursione condotta nel 1699 dal principe Eugenio di Savoia contro l'Impero ottomano, Sarajevo fu bruciata e rasa al suolo. La città in seguito fu ricostruita anche se non si riprese mai pienamente dalla distruzione, tanto che la capitale della Bosnia fu spostata a Travnik.
Dal XIX al XX secolo
Nel 1878 la Bosnia fu occupata dall'impero austro-ungarico: architetti e ingegneri invasero Sarajevo cercando di ricostruirla come una moderna capitale europea. Questo portò alla fusione delle parti della città ancora costruite in stile ottomano con l'architettura contemporanea occidentale. Sarajevo ospita anche brillanti esempi del periodo della Secessione e dello stile pseudo-moresco.
Nel 1914 la città fu lo scenario dell'evento che scatenò la prima guerra mondiale: l'assassinio, il 28 giugno di quell'anno, dell'arciduca d'Austria ed erede al trono imperiale Francesco Ferdinando e di sua moglie avvenuto da parte di Gavrilo Princip, uno studente serbo-bosniaco.
In seguito alla seconda guerra mondiale Sarajevo divenne un importante centro industriale regionale della Jugoslavia e di conseguenza è cresciuta molto rapidamente. I nuovi quartieri sono stati costruiti a ovest della città vecchia e sono andati accrescendo l'unicità dell'architettura della città.
Dal XX al XXI secolo
Il momento di massima crescita della città si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando Sarajevo venne nominata città ospitante dei XIV Giochi olimpici invernali.
A causa dell'inizio della guerra in Jugoslavia, il 6 aprile 1992 la città venne accerchiata ed in seguito assediata dalle forze serbe. La guerra, che è durata fino all'ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.
Tra i beni culturali maggiormente devastati dal conflitto si rammentano la Biblioteca Nazionale ed Universitaria, che era il monumento più rappresentativo dell'architettura pseudo-moresca del XIX secolo, il "Museo nazionale della Bosnia ed Erzegovina" che fu danneggiato e la Moschea di Gazi Husrev-beg (del XVI secolo).
La ricostruzione della città è iniziata a partire dal marzo del 1996, subito dopo la fine della guerra.
Il centro storico ottomano e la parte ottocentesca, di impronta austriaca, a parte alcuni singoli edifici sono completamente rimessi a nuovo. I segni più evidenti della guerra si possono ancora trovare nella città nuova, Novo Sarajevo, dove molti edifici sono ancora distrutti, e accanto a essi sono molti i cantieri di nuovi centri commerciali ed edifici destinati ai servizi.
Monumenti e luoghi di interesse La parte più antica di Sarajevo è l'area di Baščaršija che prende il nome dall'omonima piazza e che in epoca ottomana era la principale zona commerciale e centro della vita sociale cittadina. In questa zona, situata nella municipalità di Stari Grad a nord del fiume Miljacka, si trovano due antichi bazar coperti entrambi risalenti al XVI secolo, il Gazi Husrev Bey's Bezistan dichiarato monumento nazionale e il Brusa Bezistan che ospita una sezione del Museo di Sarajevo. In piazza Baščaršija si trova la moschea Havadža Durak, nell'area si trovano inoltre la moschea di Gazi Husrev-beg, la scuola islamica, Sahat Kula (la torre dell'orologio) e la fontana Sebilj.
Architetture religiose Luoghi di culto islamici Moschea di Ali Pascià Costruita negli anni tra il 1560-1561 sotto il governo ottomano nel tipico stile di Istanbul. La grande cupola copre la stanza della preghiera mentre tre cupole più piccole proteggono il chiostro. La moschea di Ali Pascià venne danneggiata dalle truppe serbe nel 1990. Dopo i restauri del 2004-2005 la moschea è inserita nella lista dei Monumenti Nazionali della Bosnia ed Erzegovina. Moschea dell'Imperatore o Careva Importante moschea completata tra il 1462 e il 1566. Il nome deriva da Solimano I Moschea di Gazi Husrev-beg Completata tra il 1530-1531 è considerata il più importante esempio di architettura islamica della Bosnia e uno dei migliori esempi al mondo di architettura ottomana. Venne costruita da Minar Sinan un importante architetto ottomano che anni dopo costruì la moschea di Solimano a Edirne in Turchia. La moschea prende il nome da Gazi Husrev-beg, colui che la commissionò. Moschea di Re Fahd