Il sistema periodico è il quinto libro pubblicato da Primo Levi. Si tratta di una raccolta di racconti edita nel 1975.
Contenuto L'opera raccoglie 21 racconti, ciascuno intitolato con il nome di un elemento della tavola periodica degli elementi, ad esso in qualche modo collegato. I temi sono numerosi, incentrati sulla vita professionale di chimico e contenuti in una cornice autobiografica. Dai primi esperimenti ai primi impieghi, dalle esperienze di vita nei lager nazisti ai raccontiveri o di fantasialegati al mestiere di chimico: la vita dell'autore vista attraverso il caleidoscopio della chimica.
In particolare Piombo e Mercurio sono due racconti di fantasia, scritti dall'autore agli inizi degli anni quaranta, mentre lavorava nella cava descritta nel racconto Nichel. Essi costituiscono le prime prove letterarie di Levi.
I racconti
Argon descrive gli antenati lontani dell'autore (paragonati ai gas "nobili e inermi"), la comunità degli ebrei piemontesi, la loro lingua, e i contatti coi nonni durante l'infanzia. Idrogeno narra uno dei esperimenti in laboratorio, quando Levi, ragazzino, con l'amico Enrico (nella realtà Mario Piacenza, che divenne anche lui chimico) sperimenta l'elettrolisi e una piccola esplosione. Zinco descrive la prima esercitazione di laboratorio in università e l'approccio dell'autore con la compagna di corso Rita. Ferro parla dell'amicizia con Sandro, morto poi nell'aprile 1944 per mano dei fascisti. Levi ricorda come egli suscitò l'interesse per la chimica e la speculazione in Sandro e quest'ultimo gli avesse invece fatto conoscere la montagna e il piacere delle cose pratiche. Potassio racconta un'esperienza di laboratorio poco prima della laurea, dove a causa della guerra è costretto a sostuire del sodio col quasi-simile potassio, generando un incendio che fortuitamente riesce e domare. Nichel descrive il primo lavoro di Primo Levi, subito dopo la laurea, nei laboratori chimici di una miniera (l'amiantifera di Balangero, anche se Levi non la nomina mai), dove nonostante le leggi razziali è assunto in incognito per scovare un modo vantaggioso di estrarre nichel dagli scarti dell'amianto; ci riuscirà ma la congiuntura di quegli anni renderà inutili i suoi sforzi. Piombo è il primo dei due racconti di fantasia che erano stati scritti da Levi dopo la laurea (ottenuta con l'ingiusta apposizione della nota "di razza ebrea"), che testimoniano anche i suoi primi approcci con la scrittura. Vi si narra di un cavatore di piombo in un'epoca antica imprecisata, che trasmigrando dall'Europa del Nord finisce per fondare un villaggio sull'isola di Icnusa. Mercurio racconta la vita del caporale Abrahams sull'isola Desolazione, un'isola vulcanica fittizia ispirata a Tristan da Cunha distante 1200 miglia a sud-ovest di Sant'Elena. Qui sua moglie si interessa all'alchimia tramite un avventuriero olandese, e narra di come riuscità a barattare il mercurio che sgorga in una grotta vulcanica con quattro mogli per gli abitanti dell'isola. Fosforo riporta la sua seconda esperienza di lavoro da chimico dopo la laurea, nonostante le leggi razziali, in una fabbrica che ricercava una cura per il diabete da somministrare per via orale, attraverso strampalate idee del direttore e una cura maniacale per l'ordine e la segretezza. Si descrive anche l'incontro con la collega Giulia, di cui Levi si infatua, ma che si sposa poi con un altro uomo con cui era fidanzata. Oro racconta la cattura e la prigionia da partigiano di Primo Levi. Cerio descrive come Primo Levi, durante la permanenza al campo di lavoro di Monowitz, insieme al suo amico Alberto Dalla Volta, rubi e rilavori dei cilindretti di ferro-cerio trovati nel laboratorio del lager per produrre acciarini da rivendere al mercato nero del lager. Grazie a ciò essi riuscirono a procurarsi il pane che avrebbe permesso loro di sopravvivere fino alla liberazione. Cromo racconta uno scambio di esperienze tra colleghi chimici, tra cui uno che aveva lavorato, dieci anni dopo, nella stessa azienda dove era stato impegato Levi, descrivendo un'inspiegabile aggiunta di cloruro d'ammonio alla ricetta di una vernice antiruggine; Levi spiega poi di come fu lui a sperimentare quella ricetta per recuperate delle vernici "impolmonite" (solidificate), ma che poi il composto rimase in ricetta per consuetudine negli anni. Zolfo racconta un'esperienza di lavoro di Lanza, un chimico in un'industria che riesce ad evitare un'esplosione. Titanio mostra il punto di vista di una bambina di nome Maria che dialoga con un uomo che sta dipingendo i mobili e le sedie della casa con una bianchissima vernice al titanio. Arsenico racconta la storia di un vecchio ciabattino piemontese a cui è stato regalato dello zucchero da un concorrente giovane. Dopo averlo fatto analizzare da Levi egli scopre che contiene arsenico. Azoto descrive Levi che, assunto da una ditta di cosmetici, cerca di ricavare, senza successo, l'allossana, un composto raro che dovrebbe potenziare dei rossetti, ma che per essere realizzato ha bisogno di acido urico, introvabile nel dopoguerra, che proverà ad estrarre dalla pollina. Stagno racconta le difficoltà di Primo Levi che, dopo essersi licenziato dalla fabbrica di vernici, si mette in proprio col collega Emilio, producendo dicloruro di stagno in un laboratorio chimico casalingo. L'attività non sortirà abbastanza proventi e Levi sarà costretto a defilarsi. Lo smontaggio della cappa di aspirazione, l'unica attrezzatura valida del laboratorio, finisce per essere una metafora di tutta questa esperienza, rovinando disastrosamente dal quarto piano per il cedimento di un gancio. Uranio riporta l'incontro di Levi, in qualità di SAC (Servizio assistenza clienti) per un'azienda, con un collega di un'altra ditta, di cognome Bonino. Mentre Levi deve mantenere un tono professionale e conciliante, questi gli racconta di aver letto il suo libro Se questo è un uomo, abbandonandosi poi a confidargli le sue esperienze di partigiano in tempo di guerra, che si concludono con l'incredibile storia di aver ricevuto dell'uranio in dono da aviatori tedeschi in ritirata. Ai dubbi dell'autore, il collega fornisce un campione del metallo, questo si rivelerà poi cadmio. Argento parla dell'incontro tra Levi ed il suo compagno di università Cerrato, in occasione dei venticinque anni dalla laurea. Dopo avergli detto che cercava delle "storie della chimica solitaria, [...] a misura d'uomo" da pubblicare, il collega gli racconta di come riuscì a scoprire le cause di una partita di lastre radiografiche inservibili (il tema della narrazione delle avventure di lavoro altrui anticipa il successivo romanzo La chiave a stella, del 1978). Vanadio inizia riportando un problema della fabbrica di vernici nella quale lavora Primo Levi causato da una resina importata dalla Germania, che poi sarà risolto con l'uso del naftenato di vanadio; contattando l'azienda produttrice, Levi si trova in contatto col responsabile Müller, in cui crede di riconoscere (a ragione) il capo del laboratorio chimico di Buna-Monowitz, dove Levi aveva fatto parte del Kommando chimico, prestando le sue conoscenze tecniche di chimico e salvandosi così dallo sterminio. Essi iniziano una corrispondenza privata, nella quale per la prima volta Levi può conoscere le ragioni, i timidi slanci e i rimorsi di uno dei suoi diretti aguzzini. Levi, cercando di comprendere l'uomo, riflette sul grado di colpevolezza dei comuni cittadini tedeschi dietro agli orrori della guerra e dell'Olocausto e, pur nell'impossibilità di un perdono completo, sembra quasi indirizzarsi verso tesi conciliatorie, purché avvenga l'ammissione delle colpe e il pentimento. Tuttavia, pochi giorni dopo che Müller riesce a strappargli la promessa di un incontro faccia a faccia in occasione delle sue ferie estive in Italia, Levi riceve dalla moglie del tedesco la notizia della sua morte improvvisa. Carbonio narra la storia di un atomo di carbonio che si trasforma da un composto ad un altro nel corso del tempo, fino a finire nel cervello del narratore nel momento in cui scrive il punto che termina l'opera.
Successo e influsso culturale Il 19 ottobre 2006 la Royal Institution del Regno Unito scelse quest'opera come il miglior libro di scienze mai scritto.
La struttura della raccolta ha ispirato Grande romanzo europeo di Koen Peeters, in cui gli elementi periodici sono sostituiti dalle capitali europee. La stessa opera di Levi viene citata all'interno del romanzo.
Il 19 agosto 2026, il quotidiano inglese The Telegraph inserisce Il sistema periodico fra i 50 libri più importanti di ogni tempo.
Edizioni
Il sistema periodico, introduzione di Natalia Ginzburg, Milano: Einaudi scuola ("Letture per la scuola media" n. 52), 1975, 1990 ISBN 88-286-0044-6 Il sistema periodico, in Opere ("Biblioteca dell'Orsa" n. 6), Torino: Einaudi, 1987 ISBN 88-06-59973-9 Il sistema periodico, in Opere, a cura di Marco Belpoliti, introduzione di Daniele Del Giudice, Torino: Einaudi ("Nuova Universale Einaudi" n. 225), 1997 ISBN 88-06-14637-8 Il sistema periodico, a cura di Michele Bordin, Milano: Einaudi scuola ("Letteratura del Novecento"), 2000 ISBN 88-286-0434-4 Il sistema periodico, in Tutti i racconti, a cura di Marco Belpoliti, Torino: Einaudi ("ET. Biblioteca" n. 6), 2005 ISBN 978-88-06-17917-5 Il sistema periodico, audiolibro letto da Massimo Popolizio, Roma, edizioni Full Color Sound ("Audioracconti"), 2016 ISBN 978-88-7846-058-4
Note
Collegamenti esterni
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