Banari (Bànari in sardo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Sassari in Sardegna, nel Meilogu. Dista 47 km da Alghero e 30 da Sassari. Fa parte dell'Unione dei comuni del Meilogu e del Distretto rurale del Mejlogu.

Origini del nome Il toponimo Banari potrebbe derivare etimologicamente dal nome della popolazione nuragica dei Balari.

Storia Il territorio fu abitato fin dal Neolitico recente, come testimoniano antiche strutture sepolcrali (Domus de Janas) risalenti al 4200-3400 a.C. ed alcuni nuraghi dell'età del Bronzo medio (1800 - 1200 a.C.) presenti nella zona.

A partire dal 238 a.C. entrò a far parte della dominazione romana, come testimonia una necropoli nei pressi del paese.

Nel Medioevo appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Meilocu. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria. Dopo la guerra sardo-catalana (1353-1420) entrò a far parte della Sardegna aragonese, fece parte della Contea di Montesanto e data in feudo a Blasco Alagon. Dopo essere passato sotto la signoria di diversi feudatari, il paese fu riscattato all'ultimo signore, Maurizio Musso conte di Montesanto, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Nel 1882 chiede l'autonomia del seggio elettorale e nel 1885 ottiene la separazione elettorale dal comune di Siligo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Banari sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 giugno 1994.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

I principali edifici religiosi del paese sono chiesa parrocchiale di San Lorenzo chiesa di San Michele oratorio di Santa Croce chiesa campestre di Santa Maria di Cea

Architetture civili Palazzo Comunale in trachite rossa. Palazzo nobiliare Logudoro Meilogu dove ha sede l'omonima Fondazione ed il relativo Museo d'arte contemporanea Monumento ai caduti a lapide. Una lastra in trachite rosa a cornice ad una lapide marmorea con scritta commemorativa e medaglione nella parte superiore. Ex Cassa Comunale di Credito Agrario, significativa testimonianza architettonica del governo sabaudo (dalle fonti documentarie del 1761) Immobile in via Marongiu n. 19. Abitazione rurale tradizionale.

Siti archeologici Nel territorio si contano vari nuraghi, molti dei quali quasi irriconoscibili e varie tombe. Nuraghe Domo 'e Pabaras. Nuraghe a tholos, in trachite. Nuraghe Monte Franca. Nuraghe a tholos costruito in roccia calcarea. Nuraghe Corona Alta Nuraghe Sa Tanchitta Nuraghe su Crabione NuragheFarre Domus de Janas di sa Tanca de su Crabione (tomba a camera ipogea) con due ambienti. Domus de Janas di Ziu Iuanne domus bicellulare scavata in un costone calcareo. Necropoli romana.

Società Evoluzione demografica

Tradizione e folclore Le principali festività religiose sono:

la festa di san Lorenzo martire: 9, 10 e 11 agosto la festa di san Michele arcangelo: 28 e 29 settembre la festa al monastero di Santa Maria di Cea: 25 marzo e 8 settembre

Lingua e dialetti La variante del sardo parlata a Banari è quella logudorese settentrionale.

Cultura

Cucina Nel territorio comunale è coltivata la cipolla di Banari.

Amministrazione

Note

Bibliografia Francesco D'Austria-Este Descrizione della Sardegna 1812 Gustavo Strafforello La Provincia di Sassari alla fine dell'Ottocento G. Deriu, scheda "Banari", in Studio sui centri storici medioevali del Meilogu, Bonorva, Comunità Montana N. 5, 1991, ora in L'insediamento umano medioevale nella curatoria di "Costa de Addes", Sassari, Magnum, 2000. G. Deriu - S. Chessa, L'assetto territoriale dell'odierno Meilogu dall'Alto Medioevo ai nostri giorni con particolare riferimento alle curatorie di Meilogu e Costa de Addes, Cargeghe, Documenta, 2011; Cagliari, Logus Mondi Interattivi, 2012. S. Flore, Banari - Retrattos e Memorias, Porto Torres, La Grafica, 2005. G. Deriu - S. Chessa, "Il priorato di Santa Maria di Sea o Cea (Banari): ospedaliero o vallombrosano?", in Meilogu, tomo II, Cargeghe, Documenta, 2014; approfondimento in Supplemento al tomo II di Meilogu, Muros, Nuova Stampa Color, 2014. David Cheney, Archbishop Diego Marongiu Del Rio,su Catholic-Hierarchy.org.

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